Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24282

Cassazione, sentenza n. 24282 del 30/09/2019

Sentenza n. 24282 del 30/09/2019

La controversia riguardava l’esenzione dall’imposta comunale sulla pubblicità per pannelli luminosi, inferiori a cinque metri quadrati, applicati a cabine automatiche per fototessere; la CTR li aveva qualificati come insegne di esercizio anche se recanti messaggi pubblicitari. La Cassazione ha escluso che tali postazioni, diffuse sul territorio, costituiscano sede dell’attività o sua pertinenza, presupposto indispensabile e di stretta interpretazione per l’esenzione. Ha quindi accolto il ricorso della concessionaria e, decidendo nel merito, rigettato quello originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 24262

Cassazione, sentenza n. 24262 del 30/09/2019

Sentenza n. 24262 del 30/09/2019

La controversia concerneva il parziale diniego, per asserita tardività, del rimborso dell’accisa su prodotti petroliferi forniti alle Forze armate nazionali; secondo la contribuente, il diritto era sorto soltanto con l’attestazione militare dell’effettiva destinazione agli usi agevolati. La Corte distingue la restituzione connessa al beneficio dal rimborso di un versamento indebito: il termine biennale decorre dal perfezionamento del presupposto agevolativo e non dal pagamento originario. Ha quindi respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, confermando l’esito favorevole alla contribuente, e compensato le spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24297

Cassazione, sentenza n. 24297 del 30/09/2019

Sentenza n. 24297 del 30/09/2019

La società italiana chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi corrisposti a una società francese del gruppo, invocando l’esenzione per società consociate e, in subordine, la Convenzione Italia-Francia. La Cassazione riconosce la legittimazione al rimborso anche al sostituto d’imposta, ma esclude l’esenzione integrale perché la partecipazione richiesta deve essere diretta, mentre il controllo era mediato da una holding spagnola. Ritiene tuttavia applicabile il limite convenzionale del 10% e dispone il rimborso dell’eccedenza, cassando con rinvio la decisione regionale.

N. 24281

Cassazione, sentenza n. 24281 del 30/09/2019

Sentenza n. 24281 del 30/09/2019

Una società chiedeva il rimborso dell’ICI 2009 sostenendo che immobili inizialmente censiti, su sua istanza, in categoria D/8 fossero sin dall’origine classificabili in E/3 e quindi esenti; i giudici di merito avevano riconosciuto efficacia retroattiva alla successiva variazione DOCFA. La Cassazione ha precisato che “classificabili” indica i fabbricati non ancora iscritti in catasto, non quelli già classificati diversamente per iniziativa del contribuente. Accolto il ricorso comunale, ha cassato la decisione e rigettato nel merito la domanda di rimborso.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 24261

Cassazione, sentenza n. 24261 del 30/09/2019

Sentenza n. 24261 del 30/09/2019

L’Agenzia delle Dogane aveva parzialmente negato, per tardività, la restituzione dell’accisa sui prodotti petroliferi forniti alle Forze armate; dopo l’accoglimento in primo grado, la CTR aveva respinto la domanda della contribuente. La Corte afferma che il credito agevolativo nasce con l’attestazione militare dell’impiego per gli usi consentiti e che da tale momento decorre il termine biennale, non applicandosi il criterio riferito al pagamento dell’accisa indebitamente versata. Ha accolto i primi due motivi, assorbito il terzo, cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24126

Cassazione, ordinanza n. 24126 del 27/09/2019

Ordinanza n. 24126 del 27/09/2019

L’Amministrazione contestava la detrazione dell’IVA assolta su consulenze acquistate da una società operante nella ricerca tecnologica, in assenza di operazioni imponibili nello stesso periodo; la CTR aveva riconosciuto l’inerenza valorizzando alcune successive fatture attive. La Cassazione ha ribadito che la detrazione può spettare anche senza operazioni attive, ma il contribuente deve provare concretamente la strumentalità degli acquisti rispetto all’attività esercitata o programmata. Poiché la CTR non aveva verificato la correlazione tra le consulenze acquistate e le successive cessioni, il ricorso è stato accolto e la decisione cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24111

Cassazione, ordinanza n. 24111 del 27/09/2019

Ordinanza n. 24111 del 27/09/2019

Il richiedente censurava il diniego della protezione internazionale e umanitaria, lamentando il mancato esercizio dei poteri istruttori officiosi e una non corretta valutazione della vulnerabilità. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: mancavano allegazioni idonee ad attivare la cooperazione istruttoria e le deduzioni sulla protezione umanitaria erano generiche; conferma inoltre il rigetto dell’istanza di patrocinio a spese dello Stato, precisando che, dopo la decisione del consiglio dell’ordine, essa va riproposta al giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, non alla Corte di cassazione.

N. 24003

Cassazione, sentenza n. 24003 del 26/09/2019

Sentenza n. 24003 del 26/09/2019

L’accertamento riguardava l’imputazione temporale, nell’esercizio 2002, di spese legali, sopravvenienze, compensi di collaborazione e ricavi ai fini IVA, IRPEG e IRAP. La Cassazione accoglie la censura sulle spese legali: la prestazione difensiva è unitaria per ciascun grado e il relativo costo compete quando l’incarico è ultimato o cessa, normalmente con la pronuncia conclusiva del grado, non quando sono eseguiti i singoli atti. L’estratto fornito affronta anche la competenza delle sopravvenienze, ma non contiene la parte conclusiva della motivazione né il dispositivo, sicché l’esito complessivo non è ricostruibile.

N. 24013

Cassazione, sentenza n. 24013 del 26/09/2019

Sentenza n. 24013 del 26/09/2019

La controversia riguardava il riclassamento catastale di un’unità immobiliare, ritenuto legittimo dalla CTR in ragione dello scostamento tra valori catastali e di mercato registrato nella microzona. La Cassazione afferma che tale riferimento generale non basta: l’avviso deve indicare rigorosamente gli elementi concreti che hanno interessato la microzona, i criteri di elaborazione dei dati e la loro incidenza sul classamento del singolo immobile. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria del contribuente, compensando le spese.

N. 24012

Cassazione, sentenza n. 24012 del 26/09/2019

Sentenza n. 24012 del 26/09/2019

L’Agenzia contestava la decisione che aveva riconosciuto il rimborso di trattenute relative agli anni 1995-2001 applicando la prescrizione decennale. La Cassazione chiarisce che, trattandosi di versamenti diretti e non di ritenute operate da amministrazioni statali, si applica il termine decadenziale previsto per le domande di rimborso delle imposte dirette, decorrente dal versamento o dalla ritenuta e rilevabile anche d’ufficio. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, rigetta quello originario del contribuente perché l’istanza era tardiva.

  • Accertamento e riscossione
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24004

Cassazione, sentenza n. 24004 del 26/09/2019

Sentenza n. 24004 del 26/09/2019

La società contestava accertamenti IRES, IRAP e IVA fondati su indagini finanziarie, deducendo vizi della delega di firma, mancato contraddittorio e inadeguata valutazione delle prove sulle movimentazioni bancarie. La Cassazione reputa inammissibili le censure non autosufficienti e afferma che, negli accertamenti “a tavolino”, il contraddittorio non è obbligatorio per i tributi non armonizzati; per l’IVA, l’invalidità richiede l’indicazione concreta delle difese pretermesse. Conferma inoltre che i dati bancari trasferiscono sul contribuente l’onere di una prova analitica contraria e rigetta integralmente il ricorso.

N. 23852

Cassazione, sentenza n. 23852 del 25/09/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI - PAGAMENTO DELL'IMPOSTA - RIMBORSI Crediti verso l'erario - Alternatività tra rimborso e compensazione - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.

Una società cessionaria aveva compensato debiti IVA con un credito IRES che la cedente aveva già chiesto a rimborso, contestando le conseguenti sanzioni e gli interessi applicati dall’Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha affermato che rimborso e compensazione sono opzioni alternative e che, nella disciplina applicabile temporalmente, il cessionario extragruppo subentrava nella richiesta originaria senza poterla modificare. Ha quindi ritenuto indebita la compensazione e legittima la sanzione per il mancato versamento alla scadenza, nonostante l’effettiva esistenza del credito.

N. 39333

Cassazione, sentenza n. 39333 del 25/09/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Sequestro preventivo - Ambito del controllo del giudice del riesame - Verifica della presenza dell'elemento soggettivo del reato - Esclusione.

Nel procedimento per indebita compensazione mediante crediti inesistenti, l’indagato sosteneva di avere ignorato il meccanismo fraudolento predisposto dai professionisti e contestava il sequestro preventivo. La Cassazione precisa che, per la misura reale, non occorrono gravi indizi di colpevolezza, ma il giudice del riesame deve verificare puntualmente il fumus del reato alla luce degli elementi dell’accusa e delle confutazioni difensive; l’assenza dell’elemento soggettivo rileva solo se immediatamente evidente. Ritenuta adeguata la motivazione sulla compensazione di un ingente debito senza controlli sui crediti, dichiara il ricorso inammissibile.

N. 23851

Cassazione, sentenza n. 23851 del 25/09/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - SOPRAVVENIENZE ATTIVE IRPEF - Redditi fondiari - Canoni di affitto d'azienda - Esclusione - Fondamento.

L’accertamento riguardava, tra l’altro, maggiori canoni indicati in un contratto di affitto d’azienda, che la Commissione regionale aveva qualificato come redditi fondiari imponibili indipendentemente dalla percezione. La Cassazione ha escluso tale qualificazione: i canoni costituiscono redditi diversi se l’imprenditore individuale affitta l’unica azienda perdendo tale qualifica, mentre concorrono al reddito d’impresa se il concedente resta imprenditore, come nel caso di una società commerciale. Accolto il relativo motivo e dichiarato inammissibile quello sulle rimanenze, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Società, imprese e Professionisti
  • Attività economiche
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
N. 25843

Cassazione, sentenza n. 25843 del 25/09/2019

Sentenza n. 25843 del 25/09/2019

Una società immobiliare contestava l’accertamento di maggiori ricavi derivanti dalla vendita di quattordici unità, fondato su quotazioni OMI, mutui, una perizia e differenze tra preliminari e rogiti; chiedeva inoltre il riconoscimento di maggiori costi per l’acquisto del terreno. La Cassazione conferma che anche un solo indizio grave e preciso può sostenere una presunzione semplice, mentre i soli valori OMI richiedono ulteriori riscontri, presenti nella fattispecie. Esclude poi i maggiori costi, non provati con elementi certi e precisi, e rigetta il ricorso della contribuente.

N. 23850

Cassazione, sentenza n. 23850 del 25/09/2019

Sentenza n. 23850 del 25/09/2019

Una società, dopo avere rivalutato un immobile d’impresa e averlo ceduto prima del termine necessario per gli effetti fiscali della rivalutazione, chiedeva il rimborso del credito corrispondente all’imposta sostitutiva versata. La Cassazione ha rilevato che la disciplina applicabile consente esclusivamente di computare tale credito in riduzione delle imposte sui redditi, anche riportandolo nelle dichiarazioni successive, ma non di ottenerne il rimborso. Ritenuta autonoma e corretta questa ragione decisoria, ha giudicato irrilevante la questione sulla dichiarazione integrativa tardiva e ha rigettato il ricorso.

N. 23865

Cassazione, sentenza n. 23865 del 25/09/2019

Sentenza n. 23865 del 25/09/2019

La controversia concerneva la deducibilità della rata annuale di una rendita vitalizia pattuita come prezzo per la cessione di una farmacia; la CTR l’aveva esclusa, qualificandola come esborso non inerente alla produzione dei ricavi. La Cassazione precisa che la rendita corrisposta per acquisire l’azienda non è un costo di gestione deducibile nell’esercizio, ma un onere di acquisizione rilevante secondo il regime dell’avviamento e del relativo ammortamento. Il giudice tributario poteva esaminare la deducibilità una volta accertata l’effettività della spesa; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23849

Cassazione, sentenza n. 23849 del 25/09/2019

Sentenza n. 23849 del 25/09/2019

La controversia concerneva un accertamento di maggiori corrispettivi, ai fini IVA, IRAP e imposte sui redditi, fondato sugli studi di settore e ridotto dalla Commissione regionale considerando parzialmente le giustificazioni offerte nel contraddittorio. La Cassazione ha ribadito che le risultanze degli studi di settore assumono valore di presunzioni qualificate dopo il contraddittorio preventivo e ha escluso contraddizioni nella riduzione, anziché nell’azzeramento, dei maggiori ricavi. La censura sulla motivazione dell’avviso è stata dichiarata inammissibile perché nuova e non autosufficiente; il ricorso è stato rigettato.

N. 23864

Cassazione, sentenza n. 23864 del 25/09/2019

Sentenza n. 23864 del 25/09/2019

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRAP versata in esecuzione di una precedente sentenza sulla cartella, sostenendo che non fosse stato accertato il presupposto sostanziale dell’imposta. La Cassazione distingue l’obbligo di versamento, derivante dalla dichiarazione e coperto dal precedente giudicato, dall’obbligazione tributaria: quel giudizio aveva riconosciuto soltanto la legittimità dell’iscrizione a ruolo, lasciando impregiudicata la debenza dell’IRAP. Accoglie i primi tre motivi, dichiara assorbito il quarto e rinvia alla CTR affinché verifichi nel merito i presupposti dell’imposta e provveda sulle spese.

N. 23848

Cassazione, sentenza n. 23848 del 25/09/2019

Sentenza n. 23848 del 25/09/2019

L’avviso aveva recuperato quote di ammortamento relative a impianti e immobili, ritenute indeducibili per la mancata esibizione delle fatture d’acquisto; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha tuttavia rilevato che l’atto era stato emesso diciotto giorni dopo la chiusura del processo verbale, mentre, in caso di accesso o verifica nei locali dell’attività, il mancato rispetto del termine dilatorio comporta la nullità dell’accertamento salvo ragioni di urgenza. Accolto il relativo motivo, ha cassato con rinvio per accertare la violazione e l’eventuale urgenza.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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