Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23863

Cassazione, sentenza n. 23863 del 25/09/2019

Sentenza n. 23863 del 25/09/2019

La società chiedeva il rimborso dell’IRES corrispondente a una minusvalenza realizzata cedendo una partecipazione in una holding svizzera, discutendo l’applicazione della participation exemption e i criteri di verifica dei requisiti presso le partecipate. La Cassazione ritiene specifico l’appello e giudica apparente e intrinsecamente contraddittoria la motivazione della CTR: l’esclusione dei requisiti dell’esenzione avrebbe dovuto essere coordinata con la possibile deducibilità della minusvalenza, mentre il rigetto non esplicitava un percorso logico comprensibile. L’estratto fornito non contiene la conclusione della motivazione né il dispositivo, quindi non consente di indicare l’esito definitivo.

  • IRES
  • Società
  • Holding
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23847

Cassazione, sentenza n. 23847 del 25/09/2019

Sentenza n. 23847 del 25/09/2019

Un professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP, mentre l’Agenzia delle Entrate sosteneva l’esistenza di un’autonoma organizzazione sulla base dell’immobile utilizzato, dei beni strumentali, delle spese e dei compensi corrisposti a terzi. La Cassazione ha precisato che l’entità di ricavi e costi non è di per sé decisiva: occorre verificare natura, continuità e funzione delle collaborazioni e se beni e spese accrescano effettivamente la capacità produttiva. Poiché la Commissione regionale non aveva svolto tale analisi, la Corte ha accolto le censure sostanziali e cassato con rinvio.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23862

Cassazione, sentenza n. 23862 del 25/09/2019

Sentenza n. 23862 del 25/09/2019

In un accertamento sintetico relativo al 2005, il contribuente sosteneva che un prestito gratuito avesse finanziato l’acquisto di quote societarie. La Corte ha escluso, per quell’annualità e per tributi non armonizzati, un obbligo generale di contraddittorio preventivo e ha ritenuto adeguata la valutazione della CTR: la dichiarazione sostitutiva non aveva efficacia probatoria nel processo tributario e mancava idonea documentazione sulla disponibilità e destinazione della somma. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 23846

Cassazione, sentenza n. 23846 del 25/09/2019

Sentenza n. 23846 del 25/09/2019

La Commissione regionale aveva dichiarato tardivo l’appello contro il diniego di rimborso IRAP, facendo decorrere il termine di costituzione dalla consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario. La Cassazione ha stabilito che, quando la notificazione avviene tramite ufficiale giudiziario, il termine per costituirsi nel processo tributario decorre dalla ricezione materiale dell’atto da parte del destinatario; nel computo rilevava inoltre la proroga della scadenza caduta di sabato. Ritenuta tempestiva la costituzione secondo tale criterio, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla Commissione regionale.

N. 23861

Cassazione, sentenza n. 23861 del 25/09/2019

Sentenza n. 23861 del 25/09/2019

Una società di trasporto pubblico chiedeva il rimborso della maggiore IRAP, rivendicando l’agevolazione per le assunzioni a tempo indeterminato e negando di operare in concessione e a tariffa. La CTR aveva invece qualificato l’affidamento come concessione traslativa e il servizio come tariffato; la Cassazione ha rilevato che il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti e dei contratti, senza trascriverne compiutamente il contenuto né indicare specifici canoni ermeneutici violati. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23845

Cassazione, sentenza n. 23845 del 25/09/2019

Sentenza n. 23845 del 25/09/2019

Una società contestava l’accertamento IRES, IRAP e IVA relativo a un’annualità per la quale aveva presentato tardivamente la dichiarazione, deducendo l’esistenza di una perdita e di un credito IVA. La Cassazione non ha riesaminato il merito: il motivo sulla motivazione non individuava uno specifico fatto storico decisivo omesso, mentre quello prospettato come violazione di legge non indicava la norma violata né un effettivo errore giuridico, mirando a una nuova valutazione delle prove e degli studi di settore. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 23860

Cassazione, sentenza n. 23860 del 25/09/2019

Sentenza n. 23860 del 25/09/2019

La controversia riguardava la deducibilità ai fini delle imposte dirette e la detraibilità IVA dell’aumento di un canone di locazione commerciale, documentato mediante lettere prive di data certa. La Corte ha ribadito che il contribuente deve provare esistenza, inerenza e, se contestata, coerenza economica del costo attraverso documentazione idonea, non essendo sufficiente la sola contabilizzazione; la CTR aveva accertato in fatto che il maggior canone non era provato. Il ricorso della società è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 23844

Cassazione, sentenza n. 23844 del 25/09/2019

Sentenza n. 23844 del 25/09/2019

Il contribuente impugnava una decisione regionale relativa al recupero IRPEF di una plusvalenza immobiliare, lamentando di non avere ricevuto l’avviso dell’udienza d’appello né la comunicazione della sentenza. La Cassazione ha chiarito che l’impugnazione oltre il termine lungo è ammessa soltanto quando la parte dimostri di avere ignorato il processo anche per nullità della notificazione del ricorso; non basta l’omessa comunicazione dell’udienza se l’appello era stato regolarmente ricevuto. Essendo il ricorso proposto oltre sei mesi dalla pubblicazione, la Corte lo ha dichiarato inammissibile.

N. 23859

Cassazione, sentenza n. 23859 del 25/09/2019

Sentenza n. 23859 del 25/09/2019

L’accertamento IRPEF era fondato su versamenti e prelevamenti rilevati su conti intestati al coniuge e a una società partecipata dal contribuente. La Corte ha distinto le fattispecie: il rapporto familiare può sostenere, salva prova contraria, la riferibilità delle operazioni sul conto del coniuge, mentre non opera una presunzione inversa per i movimenti dei conti societari; inoltre, per chi percepisce reddito di lavoro dipendente, i prelevamenti non assumono valore presuntivo. Accolti tre motivi del contribuente e respinto quello incidentale dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 23842

Cassazione, sentenza n. 23842 del 25/09/2019

Sentenza n. 23842 del 25/09/2019

La Commissione regionale aveva annullato sanzioni IVA richiamando soltanto un’altra decisione, favorevole ai contribuenti, relativa all’accertamento presupposto basato su documentazione extracontabile e movimentazioni bancarie. La Cassazione ha affermato che la motivazione per relationem è valida solo se riproduce i contenuti richiamati e li sottopone ad autonoma valutazione critica; inoltre, la causa sulle sanzioni non può fondarsi su una pronuncia pregiudiziale non ancora definitiva, dovendo eventualmente essere sospesa. Accertata la motivazione apparente e non provato il giudicato, la Corte ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

N. 23858

Cassazione, sentenza n. 23858 del 25/09/2019

Sentenza n. 23858 del 25/09/2019

La società contestava un accertamento IRES, IRAP e IVA relativo a irregolarità contabili, ricavi non contabilizzati e costi non documentati, sollevando anche questioni sulla notificazione, sulla motivazione dell’atto e sullo scorporo dell’IVA. La Cassazione ha giudicato le censure inammissibili perché carenti di autosufficienza e specificità, non rivolte contro le effettive ragioni della CTR o formulate come richiesta di riesame del merito; neppure era stato individuato un fatto storico decisivo omesso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

N. 23841

Cassazione, sentenza n. 23841 del 25/09/2019

Sentenza n. 23841 del 25/09/2019

La controversia riguardava accertamenti fondati su documentazione extracontabile e movimentazioni bancarie, nonché sanzioni IVA iscritte a ruolo; la CTR li aveva annullati richiamando genericamente una sentenza penale assolutoria. La Cassazione ha stabilito che la motivazione per relationem è valida solo se riproduce i contenuti richiamati e li sottopone ad autonoma valutazione critica, mentre la CTR non aveva illustrato né il ragionamento probatorio né la rilevanza tributaria dell’assoluzione. Accolti i primi due motivi dell’Agenzia e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 23857

Cassazione, sentenza n. 23857 del 25/09/2019

Sentenza n. 23857 del 25/09/2019

L’accertamento IRES, IRAP e IVA derivava da incongruenze nella valutazione delle rimanenze, nella percentuale di ricarico e nella deduzione dei costi per carburante. La CTR, pur criticando la metodologia dell’Ufficio e l’insufficienza dei riscontri, aveva mantenuto la pretesa riducendo del 50% i ricavi accertati, senza spiegare tale quantificazione. La Cassazione ha ravvisato una motivazione meramente apparente, incapace di rendere comprensibile il percorso decisionale; ha accolto il primo motivo, dichiarato assorbito il secondo e cassato la sentenza con rinvio.

N. 23856

Cassazione, sentenza n. 23856 del 25/09/2019

Sentenza n. 23856 del 25/09/2019

La controversia riguardava la deducibilità di spese legali, prestazioni di terzi, costi promozionali e trasferte, nell’ambito di una rettifica IRPEG, IRAP e IVA. La Corte ha affermato che i costi professionali competono all’esercizio di ultimazione della prestazione, non a quello della fattura; ha inoltre censurato la motivazione generica sulle prestazioni di terzi, la mancata prova della finalità direttamente promozionale delle spese di ospitalità e l’omessa pronuncia sulle trasferte. Accolti tutti i motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Contenzioso
N. 23855

Cassazione, sentenza n. 23855 del 25/09/2019

Sentenza n. 23855 del 25/09/2019

La società contestava il recupero di costi relativi a prestazioni legali, documentazione ritenuta inattendibile e spese di vitto e alloggio qualificate come rappresentanza; l’Agenzia impugnava invece il riconoscimento delle trasferte dei dipendenti. La Corte ha confermato l’imputazione delle spese professionali all’esercizio di ultimazione della prestazione e la qualificazione delle ospitalità come rappresentanza, in assenza di prova di una diretta finalità commerciale; ha inoltre ritenuto non adeguatamente censurato l’accertamento di inerenza delle trasferte. Ricorso principale e incidentale sono stati rigettati, con spese compensate.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Spese di trasferta
N. 23854

Cassazione, sentenza n. 23854 del 25/09/2019

Sentenza n. 23854 del 25/09/2019

L’Amministrazione aveva disconosciuto, nell’ambito del consolidato fiscale, i canoni di una locazione infragruppo ritenuta elusiva, recuperando IRES e IRAP. La Corte ha qualificato la locazione come prestazione di servizi, non compresa nella specifica norma antielusiva applicabile al 2004, ma ha richiamato il generale divieto di abuso del diritto; ha inoltre ritenuto rispettato il contraddittorio tramite le osservazioni della società al processo verbale. Ha però giudicato fondato il motivo relativo all’omesso esame delle ragioni economiche addotte e della fondatezza concreta dell’accertamento, senza che i dati forniti riportino il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Locazione immobili
  • Società
  • Contenzioso
N. 23853

Cassazione, sentenza n. 23853 del 25/09/2019

Sentenza n. 23853 del 25/09/2019

Gli accertamenti IRPEF, IRAP e IVA traevano origine da fatture ritenute relative a operazioni inesistenti, dalle dichiarazioni rese durante la verifica e dalla mancanza di scritture contabili idonee. La CTR aveva confermato la pretesa richiamando genericamente tali elementi, senza esaminare le ulteriori contestazioni del contribuente sui costi, sulla detrazione IVA e sulla motivazione degli atti. La Cassazione ha qualificato la motivazione come meramente apparente, accolto il primo motivo e assorbito gli altri, cassando la sentenza con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23680

Cassazione, sentenza n. 23680 del 24/09/2019

Sentenza n. 23680 del 24/09/2019

Il Comune aveva recuperato maggiore ICI per il 2004 e il 2005, valorizzando aree qualificate come edificabili, mentre la CTR le aveva assimilate a terreni agricoli perché l’edificazione richiedeva il consenso degli altri proprietari. La Cassazione ha stabilito che la qualificazione urbanistica rende l’area edificabile ai fini fiscali anche senza immediata possibilità di costruire; tale circostanza può incidere sul valore venale, da determinare secondo i parametri legali, ma non mutare la natura del terreno. Il ricorso è stato accolto e la causa rinviata alla CTR per il riesame.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 23679

Cassazione, sentenza n. 23679 del 24/09/2019

Sentenza n. 23679 del 24/09/2019

La CTR aveva riconosciuto a una società semplice l’esenzione ICI per tre immobili nei quali risiedevano e dimoravano abitualmente i soci. La Cassazione ha escluso il beneficio: la disciplina agevolativa, insuscettibile di applicazione analogica, richiede una persona fisica che possieda lo specifico immobile per proprietà o altro diritto reale; la società è soggetto distinto e le quote ideali dei soci non attribuiscono diritti reali sulle singole abitazioni. Accolto il ricorso del Comune, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato rigettato il ricorso introduttivo della contribuente.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società semplice
  • Immobili
N. 23678

Cassazione, sentenza n. 23678 del 24/09/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI - PAGAMENTO DELL'IMPOSTA - RIMBORSI Società cancellate dal registro delle imprese - Rimborso dei crediti d'imposta - Condizioni - Inclusione nel bilancio finale di liquidazione - Necessità - Limiti - Art. 5 del d.m. 26 febbraio 1992 - Annualità 1994 e 1995 - Applicabilità - Esclusione - Fondamento - D.l. n. 47 del 1992 - Mancata conversione in legge - Clausola di salvezza degli atti compiuti e degli effetti prodotti - Operatività - Esclusione.

La controversia riguardava il rimborso di un credito IRAP dichiarato da una società poi cancellata, richiesto anche dalla socia unica; l’Agenzia opponeva la mancata indicazione nel bilancio finale di liquidazione e la decadenza. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’originaria azione della società già estinta, ma non quella della socia, rilevando inoltre che la CTR aveva accertato un’indicazione sufficiente del credito e che la disciplina ministeriale invocata riguardava l’IVA ed era priva del dedotto fondamento normativo. Per il credito esposto in dichiarazione opera la prescrizione decennale, non la decadenza prospettata dall’Ufficio.

  • IRAP
  • Società di capitali
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario

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