Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24528

Cassazione, sentenza n. 24528 del 2/10/2019

Sentenza n. 24528 del 02/10/2019

La controversia riguardava accertamenti IVA, IRAP e IRPEF per il 2004 notificati a una società di persone e ai soci; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello principale e accolto quello incidentale dell’Amministrazione. La Cassazione qualifica come revocatoria, e dunque non proponibile con ricorso di legittimità, la censura secondo cui la CTR avrebbe erroneamente indicato anche i soci come appellanti; considera inoltre carenti di specificità e autosufficienza le doglianze sull’atto di appello, sulle eccezioni nuove e sulla valutazione delle prove. I motivi esaminati risultano pertanto inammissibili.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
N. 14541

Cassazione, sentenza n. 14541 del 2/10/2019

Sentenza n. 14541 del 02/10/2019

Un’impresa contestava il COSAP richiesto per l’occupazione di suolo pubblico con recinzione e gru durante la ristrutturazione di un edificio comunale, sostenendo che il regolamento dovesse riprodurre le esenzioni previste per la TOSAP. La Cassazione distingue la natura tributaria della TOSAP da quella corrispettiva del COSAP e ritiene legittima la disciplina comunale, poiché l’occupazione sussisteva e non era stata attivata la procedura prevista per ottenere una specifica esenzione. Conferma inoltre l’esame d’ufficio della legittimazione processuale dell’agente della riscossione e rigetta il ricorso, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
N. 24545

Cassazione, sentenza n. 24545 del 2/10/2019

Sentenza n. 24545 del 02/10/2019

La società contestava la motivazione dell’accertamento che aveva elevato il valore complessivo degli immobili posseduti ai fini INVIM, lamentando l’omessa indicazione del valore attribuito a ciascun bene e dei criteri estimativi. La Corte ha dichiarato inammissibili le censure motivazionali contro la decisione della Commissione tributaria centrale e ha ritenuto sufficiente l’indicazione del criterio normativo e degli elementi fattuali capaci di delimitare la pretesa e consentire la difesa, ferma la prova giudiziale del valore a carico dell’Amministrazione. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 24544

Cassazione, sentenza n. 24544 del 2/10/2019

Sentenza n. 24544 del 02/10/2019

Il contribuente contestava un accertamento per imposta sulla pubblicità intestato alla denominazione della propria ditta individuale, sostenendo che questa fosse soltanto un nome di fantasia e non il soggetto passivo. La Corte ha chiarito che l’obbligazione grava sull’imprenditore persona fisica, ma l’indicazione della ditta determina nullità soltanto quando produca incertezza assoluta sul destinatario; circostanza esclusa dalla CTR con un accertamento di fatto. Ritenuti inoltre generici gli ulteriori rilievi e non pertinente un precedente relativo al fermo di un veicolo, la Cassazione ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 24543

Cassazione, sentenza n. 24543 del 2/10/2019

Sentenza n. 24543 del 02/10/2019

Una società sosteneva che l’imposta comunale sulla pubblicità non fosse dovuta per impianti autorizzati rimasti privi di messaggi. La Corte ha invece individuato il presupposto nella disponibilità del mezzo destinato al potenziale uso pubblicitario, non nella sua concreta utilizzazione, leggendo congiuntamente le disposizioni sulla superficie imponibile, sulla dichiarazione e sul soggetto passivo; anche il numero zero di messaggi non esclude quindi il tributo. Poiché la decisione regionale si era conformata a tale principio, il ricorso è stato rigettato, con spese in favore della concessionaria costituita.

N. 24542

Cassazione, sentenza n. 24542 del 2/10/2019

Sentenza n. 24542 del 02/10/2019

La controversia riguardava un’intimazione per imposta comunale sulla pubblicità notificata oltre cinque anni dopo una cartella non impugnata; i giudici di merito avevano applicato la prescrizione decennale. La Corte ha ribadito che la definitività della cartella rende irretrattabile il credito, ma non converte il termine breve in quello decennale, poiché l’atto amministrativo non acquista efficacia di giudicato; per i tributi locali, quali prestazioni periodiche, opera la prescrizione quinquennale. Accertato il suo decorso, la Cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto l’impugnazione originaria.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24541

Cassazione, sentenza n. 24541 del 2/10/2019

Sentenza n. 24541 del 02/10/2019

Un’impresa appaltatrice contestava il COSAP richiesto dal Comune per la recinzione e la gru collocate sul suolo pubblico durante la ristrutturazione di un edificio comunale, invocando le precedenti esenzioni TOSAP. La Corte ha distinto la natura tributaria della TOSAP da quella corrispettiva del COSAP, la cui disciplina regolamentare non deve riprodurre ogni esenzione previgente; l’occupazione autorizzata integrava il presupposto e la specifica procedura agevolativa non era stata attivata. È stata inoltre confermata la statuizione processuale riguardante l’agente della riscossione. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese verso entrambi i resistenti.

N. 24540

Cassazione, sentenza n. 24540 del 2/10/2019

Sentenza n. 24540 del 02/10/2019

Una società edilizia contestava l’accertamento di maggiori ricavi, IRES, IRAP e IVA fondato sullo studio di settore e sull’antieconomicità gestionale, deducendo l’assenza di cessioni immobiliari nell’anno e la regolarità della contabilità. La Corte ha affermato che una contabilità formalmente regolare ma complessivamente inattendibile può giustificare l’accertamento induttivo; dopo il necessario contraddittorio, lo studio di settore assume valore presuntivo qualificato e il contribuente deve provare le circostanze dello scostamento, mentre l’Ufficio deve motivare il rigetto delle giustificazioni. Ritenuta corretta la valutazione della CTR e compatibile il metodo con i principi richiamati, il ricorso è stato rigettato.

N. 24539

Cassazione, sentenza n. 24539 del 2/10/2019

Sentenza n. 24539 del 02/10/2019

Una società chiedeva il rimborso delle accise sugli oli lubrificanti incorporati in cosmetici esportati, sostenendo di aver documentato acquisti, quantità spedite e uscita dal territorio doganale; l’Amministrazione aveva negato il rimborso e i giudici di merito avevano confermato il diniego. La Cassazione rileva che il ricorso contesta il diritto al rimborso e la prova dell’esportazione, senza confrontarsi con la ragione decisiva della sentenza impugnata: l’impossibilità di verificare la quantità di lubrificante incorporata in ciascun prodotto. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile.

N. 24538

Cassazione, sentenza n. 24538 del 2/10/2019

Sentenza n. 24538 del 02/10/2019

La controversia riguardava il recupero di accise e addizionali provinciali sull’energia elettrica fornita, nell’ambito di contratti di locazione e servizi, ad altre imprese presenti nel medesimo comprensorio industriale. L’Amministrazione qualificava la contribuente come venditrice di energia e titolare di officina elettrica, mentre la CTR aveva escluso tali qualificazioni e accolto l’appello della società. In Cassazione, a seguito della rideterminazione della pretesa e del pagamento dei tributi, le parti hanno chiesto congiuntamente la chiusura del giudizio: la Corte dichiara cessata la materia del contendere e compensa le spese.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24537

Cassazione, sentenza n. 24537 del 2/10/2019

Sentenza n. 24537 del 02/10/2019

Una società aveva chiesto il rimborso collegato ai benefici fiscali previsti per i soggetti colpiti dall’alluvione piemontese del 1994; i giudici di merito avevano respinto la domanda, ritenendola generica, tardiva e comunque riferita a tributi già versati. La Cassazione considera inammissibile la censura sulla decadenza perché la ricorrente non ha trascritto la precedente dichiarazione di adesione, necessaria per verificarne l’eventuale valore di tempestiva istanza di rimborso. Poiché la decadenza resta ferma, gli altri motivi sono assorbiti; il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24536

Cassazione, sentenza n. 24536 del 2/10/2019

Sentenza n. 24536 del 02/10/2019

La controversia concerneva un accertamento induttivo di maggiori IRPEG e IRAP verso una società fallita, fondato sia sulla pretesa nullità della dichiarazione sia sull’inattendibilità della contabilità, desunta anche dall’antieconomicità della gestione. La Cassazione afferma che la validità della dichiarazione e l’inapplicabilità dell’accertamento per dichiarazione omessa erano già coperte dal giudicato interno, sicché il giudice di rinvio non poteva riesaminarle. Ritiene inoltre insufficientemente motivata la valutazione sull’inattendibilità contabile basata sulla sola prevalenza dei costi sui ricavi e accoglie le relative censure, cassando la decisione nelle parti esaminate.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • IRAP
  • Società di capitali
N. 24530

Cassazione, sentenza n. 24530 del 2/10/2019

Sentenza n. 24530 del 02/10/2019

La lite riguardava una cartella IVA emessa dopo controllo automatizzato, che aveva disconosciuto la compensazione di un credito dell’anno precedente per omessa dichiarazione, nonché il successivo diniego di definizione agevolata della controversia. La Cassazione afferma che può essere definita la lite sulla cartella che costituisca il primo atto di comunicazione della pretesa e sia contestata anche nel merito, non soltanto per vizi propri. Dichiarato illegittimo il diniego, la Corte cassa la sentenza e rinvia alla CTR affinché verifichi se il contribuente abbia tempestivamente eseguito gli adempimenti e i pagamenti richiesti per la definizione.

N. 24529

Cassazione, sentenza n. 24529 del 2/10/2019

Sentenza n. 24529 del 02/10/2019

La controversia originava da accertamenti IVA, IRAP e IRPEF verso una società di persone e i soci; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello principale e accolto quello incidentale dell’Amministrazione. La Cassazione precisa che l’asserito errore della sentenza nell’individuare società e soci quali appellanti integra un vizio revocatorio, non deducibile mediante ricorso per cassazione; reputa inoltre generiche e non autosufficienti le contestazioni sulla specificità dell’appello, sulle nuove questioni proposte in secondo grado e sulla prova delle operazioni finanziarie. I motivi esaminati sono quindi dichiarati inammissibili.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
N. 40072

Cassazione, sentenza n. 40072 del 1/10/2019

Fatture false - Sequestro preventivo - Confisca - Beni già sottoposti a misure cautelari - Finalità - Ammissibilità.

Il pubblico ministero chiedeva il sequestro preventivo impeditivo dell’unità aziendale asseritamente impiegata per emettere fatture per operazioni inesistenti, ma i giudici cautelari lo avevano escluso perché gli stessi beni erano già vincolati, in altro procedimento, ai fini della confisca del profitto. La Cassazione chiarisce che sequestri con presupposti e finalità differenti possono concorrere sul medesimo bene: il vincolo finalizzato alla confisca non impedisce quello diretto a evitare la prosecuzione di un diverso e successivo reato. L’ordinanza è annullata con rinvio al tribunale del riesame per un nuovo esame.

N. 24290

Cassazione, sentenza n. 24290 del 30/09/2019

Sentenza n. 24290 del 30/09/2019

La controversia riguardava il rimborso delle maggiori ritenute applicate nel 1998 su dividendi italiani destinati a un ente pensionistico residente in Giappone, ma inizialmente incassati tramite una partnership statunitense. La Cassazione ha affermato che il giudicato formatosi su annualità diverse non copre requisiti fattuali suscettibili di variazione e che, nell’articolo 10 della Convenzione Italia-Giappone, il beneficiario coincide con chi dispone effettivamente dei proventi sul piano giuridico ed economico. Il motivo è dichiarato fondato e accolto; nei dati disponibili non compare il dispositivo conclusivo.

N. 24271

Cassazione, sentenza n. 24271 del 30/09/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITA' DELL'IMPOSTA - PRESTAZIONI DI SERVIZI Attività di "catering" - Attività agricole connesse - Esclusione - Conseguenze.

A seguito di verifica fiscale, l’Ufficio aveva riqualificato come catering la somministrazione di pasti svolta da un’impresa agrituristica presso locali di terzi, recuperando per il 2007 maggiori IRPEF, IRAP e IVA e negando il regime forfetario invocato dalla contribuente. La Cassazione ha ritenuto che l’attività, comprendendo la somministrazione presso il consumatore, costituisca prestazione di servizi e non attività agricola connessa alla coltivazione del fondo. Ha quindi confermato l’esito favorevole all’Agenzia delle Entrate e rigettato integralmente il ricorso della contribuente.

  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 24254

Cassazione, sentenza n. 24254 del 30/09/2019

Sentenza n. 24254 del 30/09/2019

Una società contestava la rettifica dei dazi sulle importazioni di formaggi, sostenendo tra l’altro la prescrizione della pretesa, errori nella determinazione del valore doganale e nell’applicazione degli interessi. La Cassazione ha rilevato che la precedente sentenza rescindente aveva già escluso definitivamente la prescrizione, vincolando il giudice di rinvio anche sugli accertamenti che ne costituivano il presupposto; le ulteriori doglianze sono risultate infondate o inammissibili per difetto di specificità oppure perché dirette a una nuova valutazione dei fatti. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24289

Cassazione, sentenza n. 24289 del 30/09/2019

Sentenza n. 24289 del 30/09/2019

Un fondo pensionistico giapponese contestava il diniego del rimborso delle ritenute eccedenti il limite convenzionale sui dividendi italiani del 1998, sostenendo di esserne il beneficiario effettivo nonostante l’interposizione di un veicolo statunitense. La Cassazione ha escluso l’efficacia esterna dei giudicati riferiti ad anni differenti e ha ritenuto che la nozione convenzionale di beneficiario comprenda il soggetto avente l’effettiva disponibilità giuridica ed economica del reddito. La parte di pronuncia fornita qualifica il motivo come fondato e accolto, ma non riporta il dispositivo finale.

N. 24270

Cassazione, sentenza n. 24270 del 30/09/2019

Sentenza n. 24270 del 30/09/2019

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione di una decisione favorevole al socio di una società a ristretta base, sostenendo che la CTR avesse richiamato per errore una pronuncia relativa a un diverso accertamento societario nella controversia sugli utili extracontabili. La Cassazione ha precisato che l’errore revocatorio deve riguardare un fatto non controverso ed essere premessa esclusiva e decisiva della decisione. Poiché il rigetto dell’accertamento al socio poggiava anche su ulteriori valutazioni probatorie, la Corte ha confermato il rigetto della revocazione, correggendone la motivazione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali

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