Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28049

Cassazione, sentenza n. 28049 del 31/10/2019

Sentenza n. 28049 del 31/10/2019

Una società contestava la TIA applicata alle officine produttrici di rifiuti speciali e a un’area scoperta destinata, secondo la sua prospettazione, alla viabilità interna, chiedendone l’esenzione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso: il primo motivo richiamava indistintamente la documentazione senza individuare il fatto decisivo omesso e la relativa decisività; il secondo, pur formulato come violazione di legge, mirava a ottenere una nuova valutazione dei fatti rispetto alle condizioni regolamentari di esenzione. È quindi rimasta ferma la decisione sfavorevole dei giudici di merito.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 28048

Cassazione, sentenza n. 28048 del 31/10/2019

Sentenza n. 28048 del 31/10/2019

I giudici regionali avevano esteso alla TARSU del 2009 il giudicato relativo al 2004, fondato sull’affidamento del recupero dei rifiuti a imprese specializzate. La Corte ha escluso tale efficacia: l’agente della riscossione non era parte del precedente giudizio e la modalità di smaltimento costituisce un elemento variabile, non tendenzialmente permanente, quindi non vincola annualità diverse. Dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della contribuente per difetto di soccombenza, la Corte ha accolto quello principale, cassando con rinvio per l’esame delle questioni residue.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 28065

Cassazione, sentenza n. 28065 del 31/10/2019

Sentenza n. 28065 del 31/10/2019

La contribuente aveva compensato eccedenze di accisa sull’energia elettrica, mentre la CTR aveva ritenuto decaduto il diritto assumendo come decorrenza del termine biennale le date dei singoli pagamenti. La Corte ha qualificato gli acconti mensili e il conguaglio come modalità di adempimento di un unico rapporto tributario: durante il rapporto l’eccedenza, detraibile dai versamenti successivi, non costituisce ancora pagamento indebito. Il termine decorre dall’ultima dichiarazione annuale che evidenzia il credito; cassata la sentenza, la Corte ha deciso nel merito accogliendo il ricorso originario.

N. 28047

Cassazione, sentenza n. 28047 del 31/10/2019

Sentenza n. 28047 del 31/10/2019

Una consumatrice finale chiedeva direttamente all’Amministrazione doganale il rimborso delle addizionali provinciali sull’energia elettrica addebitatele dai fornitori; il giudice regionale ne aveva riconosciuto la legittimazione. La Corte ha invece stabilito che il rapporto tributario intercorre con il fornitore, unico soggetto ordinariamente legittimato al rimborso, mentre il consumatore può agire verso quest’ultimo per ripetizione dell’indebito. L’azione diretta contro l’Amministrazione è eccezionale e richiede l’allegazione dell’eccessiva gravosità dell’azione civilistica, tardivamente prospettata nel caso concreto; la domanda originaria è stata pertanto rigettata.

N. 28063

Cassazione, sentenza n. 28063 del 31/10/2019

Sentenza n. 28063 del 31/10/2019

La lite riguardava il rimborso dell’addizionale provinciale sull’accisa per energia elettrica, formatasi mediante compensazione di crediti e debiti e richiesta dopo più dichiarazioni annuali. La Corte ha escluso che l’arricchimento dell’operatore possa presumersi dalla sola traslazione del tributo, gravando sull’Amministrazione la prova sia del trasferimento dell’onere sia dell’effettivo vantaggio; ha inoltre qualificato l’addizionale come partita di giro. Il credito da eccedenza si rinnova annualmente e diviene esigibile alla chiusura del rapporto, sicché il termine biennale decorre dall’ultima dichiarazione a credito; il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato.

N. 28062

Cassazione, sentenza n. 28062 del 31/10/2019

Sentenza n. 28062 del 31/10/2019

La controversia riguardava la ripresa a tassazione di cessioni di kerosene ritenute non fatturate, dopo che la verifica aveva contestato vendite di gasolio documentate come kerosene; i giudici regionali avevano escluso la pretesa ipotizzando che il kerosene fosse già stato fatturato e assoggettato a IVA. La Cassazione considera insufficiente tale motivazione, perché fondata su una mera probabilità relativa a un fatto storico decisivo, dal quale dipende la fondatezza dell’imposizione. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28061

Cassazione, sentenza n. 28061 del 31/10/2019

Sentenza n. 28061 del 31/10/2019

L’Agenzia contestava la conservazione delle agevolazioni prima casa, poiché la contribuente non aveva trasferito entro diciotto mesi la residenza nel Comune dell’immobile, adducendo ritardi burocratici e lavori di ristrutturazione; i giudici di merito avevano accolto la sua impugnazione. La Cassazione afferma che il trasferimento anagrafico nel Comune è elemento costitutivo del beneficio e che il mancato completamento dei lavori, irrilevante rispetto all’abitabilità richiesta, non giustifica il ritardo. Accoglie il ricorso, cassa la decisione e, pronunciando nel merito, respinge il ricorso originario della contribuente.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 28060

Cassazione, sentenza n. 28060 del 31/10/2019

Sentenza n. 28060 del 31/10/2019

La controversia concerneva la perdita delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, applicate provvisoriamente a un fondo rustico, per mancata produzione del certificato definitivo entro tre anni dalla registrazione; i giudici di merito avevano annullato il recupero delle imposte ordinarie. La Cassazione qualifica il termine come perentorio e richiede al contribuente di provare sia la tempestiva e diligente attivazione per ottenere il documento, sia il ritardo imputabile agli uffici, reputando insufficienti mere affermazioni sul suo smarrimento. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e respinge nel merito l’impugnazione originaria.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Adempimenti
  • Processo tributario
N. 28059

Cassazione, sentenza n. 28059 del 31/10/2019

Sentenza n. 28059 del 31/10/2019

La lite riguardava la decadenza dalle agevolazioni sull’acquisto di aree edificabili destinate ad abitazioni non di lusso, concesse provvisoriamente, per omessa presentazione entro un anno dall’ultimazione dei lavori della denuncia corredata dalla documentazione richiesta; i precedenti gradi avevano accolto la tesi dei contribuenti. La Cassazione considera perentorio il termine annuale, benché non espressamente qualificato tale, ravvisando nella sua inosservanza una causa formale di decadenza non eliminata dalla successiva disciplina richiamata dai giudici di merito. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la pronuncia e respinge il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Adempimenti
  • Processo tributario
N. 28058

Cassazione, sentenza n. 28058 del 31/10/2019

Sentenza n. 28058 del 31/10/2019

L’avviso aveva revocato le agevolazioni sulla permuta di un terreno agricolo perché, secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, nel periodo considerato non era rimasto costante il requisito di coltivatore diretto; i giudici di merito avevano invece ritenuto sufficiente il suo riscontro in una sola annualità. La Cassazione stabilisce che tale qualifica deve sussistere dalla stipula e permanere senza interruzioni per l’intero quinquennio. Le diverse circostanze fattuali prospettate dalla contribuente non risultavano dalla sentenza impugnata e non potevano essere accertate in sede di legittimità; la Corte cassa e respinge il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 28057

Cassazione, sentenza n. 28057 del 31/10/2019

Sentenza n. 28057 del 31/10/2019

Una società conferitaria di un ramo aziendale per la vendita di gas naturale contestava la responsabilità solidale per accise, conguagli e sanzioni riferiti alla conferente, sostenendo che l’estensione ai conferimenti fosse successiva all’operazione; i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione afferma che la disciplina della responsabilità del cessionario si applicava già al conferimento, quale trasferimento d’azienda, e che la novella aveva valore ricognitivo. Precisa inoltre che il beneficio della preventiva escussione attiene all’esercizio dell’azione esecutiva, non alla pretesa impositiva, e rigetta il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 27793

Cassazione, sentenza n. 27793 del 30/10/2019

Contenzioso - Istruzione probatoria - Relazione di società di revisione dei bilanci - Acquisizione da parte del giudice tributario - Valore probatorio - Limiti.

Alcune società contestavano l’annullamento delle dichiarazioni 2002 e il diniego del condono, sostenendo che scritture contabili e controlli di revisione provassero la loro operatività già in quell’anno. La Cassazione ha ricordato che la relazione del revisore, pur non creando una presunzione di veridicità, conserva forza dimostrativa finché non sia contrastata da documenti idonei a evidenziare errori o inadempimenti; nel caso concreto, però, la certificazione invocata non era stata prodotta né riprodotta nel ricorso. La censura sulla data certa è stata pertanto dichiarata inammissibile e comunque infondata.

N. 27792

Cassazione, sentenza n. 27792 del 30/10/2019

Sentenza n. 27792 del 30/10/2019

Una società utilizzatrice di energia elettrica aveva chiesto direttamente all’Agenzia delle Dogane il rimborso dell’addizionale provinciale, deducendone il contrasto con il diritto unionale; i giudici di merito avevano annullato il diniego. La Cassazione ha stabilito che il rapporto tributario intercorre con il fornitore, mentre il consumatore finale può normalmente agire in ripetizione contro quest’ultimo, salvo provare che tale tutela sia impossibile o eccessivamente difficile. Non essendo stata allegata tale situazione, la Corte ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario.

N. 27791

Cassazione, sentenza n. 27791 del 30/10/2019

Sentenza n. 27791 del 30/10/2019

Una società consumatrice di energia elettrica aveva impugnato i dinieghi di rimborso dell’addizionale provinciale, ottenendone l’annullamento nei due gradi di merito sul presupposto dell’incompatibilità unionale del tributo. La Cassazione ha escluso la sua legittimazione diretta verso l’erario: il rimborso tributario compete al fornitore, mentre il consumatore agisce ordinariamente contro quest’ultimo, salvo dimostrare l’impossibilità o l’eccessiva difficoltà di tale rimedio. Poiché nessuna condizione eccezionale era stata allegata o provata, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario rigettato nel merito.

N. 27802

Cassazione, sentenza n. 27802 del 30/10/2019

Sentenza n. 27802 del 30/10/2019

L’accertamento per il 2006 applicava la disciplina delle società non operative, nonostante la contribuente sostenesse la coerenza dei ricavi con gli studi di settore; la Commissione regionale aveva confermato la natura di società di comodo. La Corte ha rilevato un giudicato esterno relativo al 2007, nel quale la società era stata riconosciuta operativa, poiché i due accertamenti risultavano fondati sui medesimi assunti, rilievi, voci e cifre. Senza esaminare i motivi di merito, ha cassato la sentenza e accolto il ricorso introduttivo della contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Processo tributario
N. 27801

Cassazione, sentenza n. 27801 del 30/10/2019

Sentenza n. 27801 del 30/10/2019

La controversia verteva su accertamenti IVA, IRES e IRAP per il 2004 e il 2005, contestati anche per asserita duplicazione delle somme recuperate; la Commissione regionale aveva ridotto parzialmente la pretesa ma dichiarato inammissibile la censura sulla duplicazione, qualificandola come mera riproposizione. La Corte ha ritenuto invece che l’appello denunciasse specificamente l’omessa pronuncia del primo giudice e soddisfacesse l’autosufficienza. Rigettate le ulteriori doglianze sulla conoscenza del PVC, sulle informazioni durante la verifica e sul tipo di accertamento, ha cassato con rinvio limitatamente al motivo accolto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 27800

Cassazione, sentenza n. 27800 del 30/10/2019

Tributi (in generale) - 'Solve et repete' - Contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Procedimento - In genere avviso di accertamento - Motivazione - Necessità di indicare le fonti di prova - Esclusione - Fondamento.

La Commissione regionale aveva annullato un accertamento IVA, IRES e IRAP perché il processo verbale di constatazione non era stato prodotto neppure in giudizio, impedendole di confrontarlo con l’atto impositivo. La Corte ha precisato che l’avviso è adeguatamente motivato quando consente di conoscere gli elementi essenziali della pretesa e richiama un PVC già notificato o consegnato al contribuente. L’Amministrazione non deve inserirvi anche le fonti di prova o sintetizzarne il contenuto; accolto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 27799

Cassazione, sentenza n. 27799 del 30/10/2019

Sentenza n. 27799 del 30/10/2019

La curatela contestava accertamenti relativi a ritenute alla fonte non versate sugli stipendi, sostenendo anche che duplicassero somme già iscritte in due cartelle; i giudici regionali avevano confermato la legittimità degli avvisi. La Corte ha escluso ultrapetizione e vizi motivazionali, rilevando che il giudice poteva adottare un’autonoma qualificazione giuridica e che il rigetto implicava la valutazione di non duplicazione. Poiché la validità degli accertamenti escludeva, nel giudizio così delimitato, la denunciata doppia imposizione, il ricorso è stato integralmente rigettato con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
N. 27798

Cassazione, sentenza n. 27798 del 30/10/2019

Sentenza n. 27798 del 30/10/2019

La Commissione regionale aveva dichiarato d’ufficio inammissibile l’appello contro un accertamento IVA, IRES e IRAP, reputando non provata la consegna dell’atto all’Agenzia, sebbene l’Ufficio avesse rilasciato una ricevuta protocollata e si fosse costituito senza contestazioni. La Corte ha chiarito che la ricevuta serve a dimostrare la tempestività e che l’inammissibilità dipende dall’effettiva difformità sostanziale tra atto notificato e depositato, non da irregolarità formali inidonee a ledere la difesa. La costituzione dell’intimato sana inoltre eventuali nullità della notificazione; la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 27796

Cassazione, sentenza n. 27796 del 30/10/2019

Sentenza n. 27796 del 30/10/2019

L’Agenzia delle Entrate aveva annullato la dichiarazione dei redditi 2002 e negato il condono, ritenendo non provata in quell’anno l’effettiva esistenza della società semplice, poi cancellata. La Cassazione ha escluso che la notifica alla società estinta potesse giustificarsi mediante l’apparenza del diritto, ma l’ha considerata valida perché eseguita, entro un anno dalla cancellazione, presso l’ultima sede e ricevuta da almeno uno degli ultimi soci. Le ulteriori censure non hanno trovato accoglimento e il ricorso dei contribuenti è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Dichiarazioni
  • Società semplice

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