Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33593

Cassazione, sentenza n. 33593 del 18/12/2019

Sentenza n. 33593 del 18/12/2019

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA rimborsata ritenendo abusivo l’acquisto di un immobile da parte di una società che lo aveva poi locato a un’agenzia assicurativa con identica compagine, soggetto che non avrebbe potuto detrarre l’imposta. La Cassazione riconosce che, per l’IVA, il divieto di abuso deriva dall’ordinamento unionale e richiede un vantaggio indebito perseguito mediante un’operazione essenzialmente fiscale; provato il disegno elusivo, il contribuente deve dimostrare autonome ragioni economiche, non riscontrate dalla CTR. Esclude inoltre che l’omessa redazione del PVC impedisca l’accertamento e rigetta il ricorso.

N. 33577

Cassazione, sentenza n. 33577 del 18/12/2019

Sentenza n. 33577 del 18/12/2019

Una società sportiva dilettantistica chiedeva l’esenzione ICI per l’immobile destinato alle proprie attività, mentre l’ente locale rilevava anche la presenza di attività commerciali e di servizi. La Cassazione ha confermato che l’agevolazione, di stretta interpretazione, richiede la prova di tutti i requisiti soggettivi e oggettivi e dell’effettivo svolgimento esclusivamente non commerciale delle attività tutelate; la forma e le attestazioni sportive, da sole, non sono decisive. Esclusa anche l’incertezza normativa invocata contro le sanzioni, il ricorso è stato respinto.

  • Tributi locali
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 33730

Cassazione, sentenza n. 33730 del 18/12/2019

Sentenza n. 33730 del 18/12/2019

La causa riguarda un dazio antidumping richiesto dopo che l’Amministrazione doganale aveva attribuito origine brasiliana, anziché argentina, ad accessori filettati importati nel 2002. La CTR, pronunciando in sede di rinvio, aveva valorizzato le indagini OLAF e il regolamento unionale senza esaminare gli specifici elementi contrari prodotti dall’importatrice, nonostante le indicazioni della precedente cassazione. La Corte ritiene così violata la disciplina della prova presuntiva, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e dispone un nuovo rinvio alla CTR per la valutazione comparata di tutti gli indizi.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33592

Cassazione, sentenza n. 33592 del 18/12/2019

Sentenza n. 33592 del 18/12/2019

Un consorzio contestava le accise sull’energia elettrica da fonti rinnovabili ceduta alle imprese consorziate, invocando l’esenzione per autoproduzione e il legittimo affidamento derivante da precedenti atti dell’Amministrazione doganale. La Cassazione esclude l’effetto vincolante perché non risultava un interpello regolare sulla medesima fattispecie e annualità; precisa inoltre che la definizione di autoproduttore dettata per il mercato elettrico non individua i beneficiari dell’esenzione fiscale e che i consorziati restano soggetti autonomi rispetto al produttore. Il ricorso viene rigettato, con compensazione delle spese.

N. 33576

Cassazione, sentenza n. 33576 del 18/12/2019

Sentenza n. 33576 del 18/12/2019

L’accertamento riguardava l’ICI 2010 su un’area divenuta edificabile secondo il piano regolatore adottato, il cui successivo atto di approvazione era stato annullato, e il valore venale attribuito dal Comune. La Cassazione ha confermato l’autonomia dei due atti urbanistici e la rilevanza fiscale dell’inserimento dell’area nel piano adottato; ha inoltre ritenuto non superata, mediante prova adeguata, la stima comunale per zone omogenee. Dichiarate inammissibili le censure sulle sanzioni e sulla perizia di parte, la Corte ha respinto il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 33659

Cassazione, sentenza n. 33659 del 18/12/2019

Sentenza n. 33659 del 18/12/2019

La controversia verte su un accertamento sintetico IRPEF e ILOR per il 1996, basato soprattutto sull’acquisto di un immobile e sulla capacità di spesa desunta dagli incrementi patrimoniali. La Corte conferma che mancava il necessario scostamento pluriennale, poiché l’accertamento relativo al 1995 era stato definitivamente annullato, e giudica logicamente motivata la valutazione della CTR circa l’idoneità dei disinvestimenti e dell’apporto finanziario della moglie a giustificare la spesa. Rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate; il ricorso incidentale condizionato resta non esaminato.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33591

Cassazione, sentenza n. 33591 del 18/12/2019

Sentenza n. 33591 del 18/12/2019

La ripresa riguardava IVA indebitamente detratta su fatture relative ad acquisti ritenuti inesistenti; la CTR aveva confermato validità e motivazione dell’accertamento, nonché la gravità e concordanza degli elementi ricavati dalla documentazione fiscale disponibile. La Cassazione afferma che le verifiche della Guardia di Finanza sono utilizzabili anche se svolte da reparti fuori territorio e che l’eventuale mancanza dell’autorizzazione alla trasmissione degli atti penali non invalida l’accertamento, essendo posta a tutela delle indagini. Respinge anche le contestazioni sulla prova, sulla delega di firma e sulle sanzioni, rigettando il ricorso.

N. 33658

Cassazione, sentenza n. 33658 del 18/12/2019

Sentenza n. 33658 del 18/12/2019

La controversia riguarda accertamenti IRPEF fondati su versamenti bancari non giustificati, che il contribuente attribuiva a pagamenti eseguiti per una società statunitense e a restituzioni di propri finanziamenti. La CTR aveva ritenuto non superata la presunzione di imponibilità, rilevando l’assenza della contabilità societaria e valorizzando gli esiti dello scambio informativo con l’autorità fiscale statunitense. La Corte dichiara inammissibile il ricorso: alcune questioni non erano state specificamente riproposte in appello, mentre le altre censure sollecitavano una nuova valutazione delle prove, estranea al giudizio di legittimità.

N. 33590

Cassazione, sentenza n. 33590 del 18/12/2019

Sentenza n. 33590 del 18/12/2019

La controversia riguardava interessi e sanzioni richiesti per il tardivo pagamento di rate di condono da parte di una società in amministrazione straordinaria; i giudici di merito avevano escluso l’illecito, ritenendo il credito soddisfacibile soltanto nel piano di riparto. La Cassazione afferma che gli interessi sui crediti d’imposta privilegiati continuano a maturare anche durante la procedura e che le obbligazioni sorte dalla dichiarazione integrativa successiva hanno natura prededucibile. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa senza rinvio e rigetta il ricorso originario, compensando le spese.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 33657

Cassazione, sentenza n. 33657 del 18/12/2019

Sentenza n. 33657 del 18/12/2019

La controversia concerne il rimborso del 90% dell’IRPEF versata per il triennio 1990-1992 da un lavoratore residente in un comune colpito dal sisma siciliano, riconosciuto dalla CTR anche se le ritenute erano state materialmente versate dal datore di lavoro. La Corte afferma che anche il sostituito, quale beneficiario diretto dell’agevolazione, può domandare il rimborso e impugnare il rifiuto; i limiti delle risorse stanziate rilevano nella successiva fase liquidatoria o di ottemperanza. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è pertanto rigettato.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33589

Cassazione, sentenza n. 33589 del 18/12/2019

Sentenza n. 33589 del 18/12/2019

L’accertamento contestava maggiore IRPEG per il 2002, con particolare riguardo a svalutazioni e minusvalenze su partecipazioni, mentre la società sosteneva che la riclassificazione nell’attivo circolante rispondesse alla necessità di dismetterle. La Cassazione conferma l’applicazione della disciplina che imponeva la deduzione in quote costanti e reputa non apparente, pur con richiami imprecisi, la motivazione regionale su tale profilo. Accoglie però la censura relativa all’omessa pronuncia sulla rettifica del reddito di una controllata estera, cassando con rinvio alla CTR per il relativo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società di capitali
  • Estero
  • Processo tributario
N. 33319

Cassazione, sentenza n. 33319 del 17/12/2019

Sentenza n. 33319 del 17/12/2019

Una società chiedeva il rimborso del 60% di IVA e imposte dirette versate, invocando le agevolazioni collegate agli eventi sismici del 2002; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione, applicando la sopravvenuta decisione europea sugli aiuti di Stato, ha richiesto la verifica del rispetto della soglia de minimis oppure del nesso diretto tra danno subito e aiuto, senza sovracompensazione, ponendo la prova a carico del beneficiario. Ha inoltre escluso l’agevolazione per l’IVA e cassato con rinvio per i necessari accertamenti.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IVA
  • Estero
  • Processo tributario
N. 33318

Cassazione, sentenza n. 33318 del 17/12/2019

Sentenza n. 33318 del 17/12/2019

La controversia riguardava cartelle fondate su un avviso di pagamento che la CTP aveva annullato, sebbene tale annullamento fosse stato successivamente riformato in appello con esito definitivo favorevole al Fisco. La Cassazione ha affermato che la sentenza di annullamento dell’atto presupposto, anche non definitiva, priva immediatamente ruolo e cartella del titolo legittimante la riscossione provvisoria. Le cartelle così divenute illegittime non possono rivivere per effetto della successiva riforma della pronuncia; la Corte ha quindi cassato la decisione e, decidendo nel merito, le ha annullate.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 33317

Cassazione, sentenza n. 33317 del 17/12/2019

Sentenza n. 33317 del 17/12/2019

La controversia riguardava la revoca di un rimborso IVA, motivata dall’Ufficio con la riqualificazione di un affitto d’azienda come cessione e con la ritenuta fittizietà delle operazioni fatturate. La Cassazione ha giudicato apodittica e illogica la motivazione della CTR, che non aveva illustrato le ragioni del dissenso dal primo grado né valutato la dedotta preclusione derivante dalla precedente verifica conclusa senza rilievi. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio, senza decisione sul merito del credito.

N. 33316

Cassazione, sentenza n. 33316 del 17/12/2019

Sentenza n. 33316 del 17/12/2019

Un ex liquidatore chiedeva in giudizio il rimborso del credito IVA di una società già cancellata dal registro delle imprese. La Cassazione ha affermato che la cancellazione anteriore all’instaurazione della causa determina l’estinzione della società, il difetto della sua capacità processuale e la carenza di legittimazione rappresentativa dell’ex liquidatore; ha inoltre ritenuto inapplicabile la disciplina regolamentare invocata e non retroattivo il successivo differimento quinquennale degli effetti dell’estinzione. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 33315

Cassazione, sentenza n. 33315 del 17/12/2019

Sentenza n. 33315 del 17/12/2019

La società importatrice chiedeva il rimborso dei dazi versati su macchine multifunzione, sostenendo che la classificazione dichiarata fosse errata e che le merci dovessero beneficiare dell’esenzione. La Cassazione ha confermato l’accertamento di merito secondo cui non era stata provata né una funzione prevalente né una componente capace di conferire il carattere essenziale: risultava quindi applicabile la voce residuale soggetta al dazio del 6%, senza violazione della neutralità tariffaria. Rigettati i motivi pertinenti e dichiarato inammissibile quello sulle condizioni del rimborso, il ricorso è stato respinto.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 33314

Cassazione, sentenza n. 33314 del 17/12/2019

Sentenza n. 33314 del 17/12/2019

La controversia concerneva due importazioni di olio tunisino in regime di perfezionamento attivo: le analisi doganali lo avevano riclassificato da extravergine a vergine, determinando la contestazione dell’inadempimento al regime sospensivo e la nascita dell’obbligazione doganale. La Cassazione ha rilevato carenze motivazionali della CTR sulla buona fede riconosciuta in primo grado e sulle contestazioni relative alla fuoriuscita di olio da un campione sottoposto a controanalisi; ha invece respinto, tra gli altri, i motivi sull’applicabilità della disciplina europea e sull’onere probatorio. La sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 33313

Cassazione, sentenza n. 33313 del 17/12/2019

Sentenza n. 33313 del 17/12/2019

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’eccedenza versata per un condono edilizio; nel corso del giudizio la CTR, dopo avere in precedenza affermato con sentenza non impugnata la giurisdizione tributaria, l’aveva successivamente negata. La Cassazione ha stabilito che la prima pronuncia, non impugnata e seguita dalla prosecuzione davanti alla CTP, aveva formato giudicato interno sulla giurisdizione, non più contestabile né dalle parti né d’ufficio. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, la decisione è stata cassata con rinvio per l’esame del merito.

N. 33312

Cassazione, sentenza n. 33312 del 17/12/2019

Sentenza n. 33312 del 17/12/2019

Il proprietario di un’autovettura immatricolata nella Repubblica Ceca contestava diritti di confine e IVA all’importazione, richiamando l’assoluzione penale e sostenendo la propria residenza normale all’estero. La Cassazione non ha riesaminato tali circostanze: i motivi denunciavano insufficienza e contraddittorietà della motivazione secondo una formulazione non più applicabile e sollecitavano una nuova valutazione delle prove; inoltre, i documenti richiamati non erano stati riprodotti né localizzati nel ricorso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Autovetture e Fisco
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 33311

Cassazione, sentenza n. 33311 del 17/12/2019

Sentenza n. 33311 del 17/12/2019

L’avviso doganale recuperava accise e sanzioni sull’alcol detenuto in sospensione d’imposta, poiché parte del prodotto risultava mancante e parte sostituita con alcol di diversa origine. La Cassazione ha ritenuto che l’assenza dell’alcol affidato al deposito integrasse un ammanco quantitativo, non una mera differenza qualitativa, facendo operare la presunzione legale di immissione al consumo; le ulteriori censure miravano in larga parte a rivalutare fatti già esaminati nei due gradi conformi o non contrastavano autonome ragioni della decisione. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso

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