Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33320

Cassazione, ordinanza n. 33320 del 17/12/2019

IVA - Fatture soggettivamente inesistenti - Frode carosello - Prova.

Negli accertamenti per IVA, imposte dirette e IRAP fondati su fatture soggettivamente inesistenti, la CTR aveva ritenuto provata la frode e la consapevolezza della società contribuente. La Cassazione afferma che l’Ufficio deve provare, anche per presunzioni gravi, precise e concordanti, sia la fittizietà del fornitore sia la partecipazione consapevole del contribuente o la conoscibilità della frode con ordinaria diligenza; solo allora l’onere si sposta sul contribuente, e il giudice tributario deve comunque valutare l’assoluzione penale. Ha inoltre escluso il raddoppio dei termini per l’IRAP e cassato con rinvio sui motivi accolti.

  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 33319

Cassazione, sentenza n. 33319 del 17/12/2019

Sentenza n. 33319 del 17/12/2019

Una società chiedeva il rimborso del 60% di IVA e imposte dirette versate, invocando le agevolazioni collegate agli eventi sismici del 2002; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione, applicando la sopravvenuta decisione europea sugli aiuti di Stato, ha richiesto la verifica del rispetto della soglia de minimis oppure del nesso diretto tra danno subito e aiuto, senza sovracompensazione, ponendo la prova a carico del beneficiario. Ha inoltre escluso l’agevolazione per l’IVA e cassato con rinvio per i necessari accertamenti.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IVA
  • Estero
  • Processo tributario
N. 33318

Cassazione, sentenza n. 33318 del 17/12/2019

Sentenza n. 33318 del 17/12/2019

La controversia riguardava cartelle fondate su un avviso di pagamento che la CTP aveva annullato, sebbene tale annullamento fosse stato successivamente riformato in appello con esito definitivo favorevole al Fisco. La Cassazione ha affermato che la sentenza di annullamento dell’atto presupposto, anche non definitiva, priva immediatamente ruolo e cartella del titolo legittimante la riscossione provvisoria. Le cartelle così divenute illegittime non possono rivivere per effetto della successiva riforma della pronuncia; la Corte ha quindi cassato la decisione e, decidendo nel merito, le ha annullate.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 33098

Cassazione, sentenza n. 33098 del 16/12/2019

Sentenza n. 33098 del 16/12/2019

La contribuente contestava il recupero del dazio antidumping su raccordi dichiarati argentini, ma ritenuti di origine brasiliana dall’Amministrazione doganale alla luce delle verifiche OLAF. La Cassazione conferma che gli accertamenti dell’organismo europeo hanno piena efficacia probatoria e trasferiscono sull’importatore l’onere di dimostrare l’effettiva provenienza dichiarata; il regolamento richiamato dalla CTR aveva soltanto corroborato tali risultanze. Poiché il ricorso non specificava dove e quando i documenti contrari fossero stati ritualmente sottoposti ai giudici di merito, le censure sull’onere probatorio e sull’omesso esame sono respinte e il ricorso è rigettato.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33097

Cassazione, sentenza n. 33097 del 16/12/2019

Sentenza n. 33097 del 16/12/2019

La CTR aveva riconosciuto la responsabilità solidale dell’importatore per maggiori dazi sulle banane, ritenendo abusiva l’operazione compiuta mediante certificati destinati al contingente agevolato. Nel corso del giudizio la contribuente invocava il giudicato che aveva annullato il medesimo avviso nei confronti dell’altro coobbligato, per incompetenza dell’ufficio emittente. La Cassazione riconosce l’opponibilità del giudicato favorevole al condebitore estraneo, purché definitivo, tempestivamente dedotto, non fondato su ragioni personali e non contrastato da un giudicato diretto; trattandosi di dazi relativi a singole importazioni, ritiene non compromessa l’effettività del diritto unionale, accoglie l’eccezione e dichiara assorbiti i motivi.

N. 33096

Cassazione, sentenza n. 33096 del 16/12/2019

Sentenza n. 33096 del 16/12/2019

La controversia riguardava quattro rettifiche doganali sulle importazioni di banane, che la CTR aveva ritenuto parte di una pratica elusiva del contingentamento unionale, con responsabilità solidale dell’importatore. La contribuente opponeva il giudicato che aveva già annullato gli stessi atti nei confronti dell’altro coobbligato perché emessi da un ufficio territorialmente incompetente. La Cassazione reputa applicabile anche ai dazi l’estensione favorevole del giudicato al condebitore estraneo, quando ricorrano definitività, tempestività, assenza di ragioni personali e mancanza di altro giudicato diretto; la natura non periodica dei dazi esclude, nel caso esaminato, un rilevante pregiudizio all’effettività unionale.

N. 33095

Cassazione, sentenza n. 33095 del 16/12/2019

Sentenza n. 33095 del 16/12/2019

La CTR aveva confermato il recupero dei maggiori dazi su un’importazione di banane, ravvisando un uso elusivo dei certificati relativi al contingente agevolato e la responsabilità solidale dell’importatore formale. In Cassazione la contribuente invocava il giudicato che aveva annullato il medesimo avviso verso l’altro coobbligato, perché adottato da un ufficio doganale territorialmente incompetente. La Corte riconosce che il condebitore estraneo può avvalersi della pronuncia favorevole definitiva, tempestivamente dedotta e non fondata su ragioni personali; per i dazi, riferiti a singole importazioni, tale effetto non compromette l’applicazione del diritto unionale.

N. 33040

Cassazione, sentenza n. 33040 del 16/12/2019

Sentenza n. 33040 del 16/12/2019

Una società calcistica contestava la rettifica IVA relativa, tra l’altro, alla mancata fatturazione delle quote degli incassi ricevute per partite disputate in trasferta e alla detrazione dell’imposta su consulenze ritenute non provate o non inerenti. La Cassazione ha escluso la natura mutualistica di tali quote: esse restano corrispettivi dello spettacolo sportivo reso anche dalla squadra ospite e devono essere fatturate. La Corte ha respinto i primi due motivi e dichiarato inammissibile il terzo, precisando che il ricorso poteva essere accolto soltanto nei limiti delle ulteriori censure.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Enti Sportivi
  • Società di capitali
N. 33039

Cassazione, sentenza n. 33039 del 16/12/2019

Sentenza n. 33039 del 16/12/2019

Nel giudizio di ottemperanza relativo a una decisione che riconosceva una deduzione dal reddito imponibile, l’Agenzia delle Entrate eccepiva che la prescrizione fosse iniziata dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. La Cassazione ha invece affermato che la prescrizione decennale dell’actio iudicati decorre dal giudicato formale, maturato quando la decisione d’appello, pur meramente processuale, ha definitivamente chiuso il giudizio. Poiché la costituzione in mora era intervenuta entro dieci anni da tale momento, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 33038

Cassazione, sentenza n. 33038 del 16/12/2019

Sentenza n. 33038 del 16/12/2019

Una società immobiliare chiedeva il rimborso dell’IRES e dell’IRAP versate applicando la disciplina delle società non operative, sostenendo che il 2009 fosse il primo periodo d’imposta della nuova attività e allegando condizioni oggettive ostative al conseguimento dei ricavi presunti. La Cassazione ha ritenuto applicabile l’esclusione prevista per il primo periodo d’imposta e ha censurato l’omesso esame delle circostanze offerte per superare la presunzione di redditività minima, da valutare anche rispetto al mercato. Il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 33224

Cassazione, sentenza n. 33224 del 16/12/2019

Sentenza n. 33224 del 16/12/2019

La contribuente contestava un sollecito TARSU per il 2012, sostenendo che il tributo fosse stato abrogato e non potesse essere preteso senza una nuova base legislativa. La Cassazione ha ricostruito la successione delle discipline sui rifiuti e affermato che i regimi transitori avevano conservato l’efficacia della TARSU e dei regolamenti comunali, evitando soluzioni di continuità sino alla soppressione dei prelievi previgenti dal 1° gennaio 2013. Poiché la pretesa riguardava il 2012, il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 33037

Cassazione, sentenza n. 33037 del 16/12/2019

Sentenza n. 33037 del 16/12/2019

L’Amministrazione contestava l’annullamento di un accertamento analitico-induttivo sul reddito di un’attività di parrucchiera, sostenendo che la CTR non avesse illustrato le ragioni per cui aveva condiviso le difese della contribuente. La Cassazione ha rilevato una motivazione omessa o apparente, poiché dalla decisione non risultavano gli elementi probatori valutati né il percorso logico seguito, che non poteva essere integrato mediante congetture. Accolto il primo motivo e assorbita la censura sui presupposti dell’accertamento induttivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 33223

Cassazione, sentenza n. 33223 del 16/12/2019

Sentenza n. 33223 del 16/12/2019

Una società industriale contestava la TARSU 2006 applicata a depositi e magazzini, affermando che vi si producessero rifiuti speciali smaltiti autonomamente e richiamando anche un pagamento parziale. La Cassazione ha confermato che l’esclusione dalla superficie tassabile costituisce eccezione da provare e che, salvo specifiche condizioni oggettive, magazzini destinati allo stoccaggio di materie prime, imballaggi o prodotti finiti restano imponibili; la CTR aveva inoltre escluso la prova del versamento allegato. Il ricorso è stato rigettato, senza statuizione sulle spese per mancata costituzione del Comune.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 33036

Cassazione, sentenza n. 33036 del 16/12/2019

Sentenza n. 33036 del 16/12/2019

Il contribuente impugnava due accertamenti sintetici fondati sul possesso di autovettura, abitazioni e terreno, contestando il contraddittorio, gli indici redditometrici e la mancata considerazione di fatti dedotti in memoria. La Cassazione ha chiarito che l’obbligo di contraddittorio introdotto nel 2010 vale dagli accertamenti relativi al 2009 e che il redditometro consente prova contraria, anche presuntiva, circa disponibilità non reddituali. I nuovi fatti impeditivi non potevano essere introdotti soltanto con memoria illustrativa; il ricorso è stato quindi rigettato.

N. 33222

Cassazione, sentenza n. 33222 del 16/12/2019

Sentenza n. 33222 del 16/12/2019

La società contestava avvisi TARSU per il 2003-2005 relativi a un complesso industriale, deducendo carenze motivazionali, uso improprio dei poteri istruttori e non imponibilità di depositi e magazzini asseritamente produttivi di rifiuti speciali. La Cassazione ha ritenuto legittima l’acquisizione giudiziale della nota comunale quale integrazione di prove già offerte e adeguatamente motivati gli avvisi, poiché il verbale era allegato e la planimetria era già conosciuta dalla contribuente. Ha inoltre ribadito che delimitazione e condizioni dell’esclusione dalla superficie tassabile devono essere provate dal contribuente; il dispositivo complessivo non figura nei dati disponibili.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 33035

Cassazione, sentenza n. 33035 del 16/12/2019

Sentenza n. 33035 del 16/12/2019

Una società di consulenza e ingegneria contestava l’accertamento di maggiori ricavi fondato sugli studi di settore, deducendo circostanze operative anomale, un errore nel numero delle giornate lavorate e l’applicabilità di uno studio evoluto. La Cassazione ha ritenuto effettivo il contraddittorio, ma ha riscontrato l’omessa pronuncia sull’errore numerico e riconosciuto che lo studio più evoluto, quale strumento più aderente alla realtà del contribuente, può essere invocato anche in appello. Accolti il secondo e il terzo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 33221

Cassazione, sentenza n. 33221 del 16/12/2019

Sentenza n. 33221 del 16/12/2019

La controversia riguardava il rimborso della TIA 2012, chiesto contestando la maggiore tariffa applicata allo studio professionale rispetto alle abitazioni e la ripartizione del 65% dei costi sulle utenze non domestiche. La Cassazione ritiene legittima la delibera comunale: la normativa consente di agevolare le utenze domestiche, trasferendo i costi non addebitati su quelle non domestiche, fermo l’obbligo di copertura integrale del servizio. Esclusa ogni preclusione derivante dal pagamento o dalla mancata impugnazione delle delibere, la Corte rigetta il ricorso e conferma il diniego di rimborso.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33033

Cassazione, sentenza n. 33033 del 16/12/2019

Sentenza n. 33033 del 16/12/2019

Uno spedizioniere doganale impugnava avvisi di rettifica per maggiori dazi, emessi dopo la ricostruzione della quantità di tessuti importati, contestando anche termini e responsabilità solidale. La Cassazione ha giudicato apparente la motivazione sulla quantificazione della merce e ha affermato che la proroga collegata a un reato richiede una notitia criminis intervenuta entro tre anni dall’obbligazione doganale; ha invece confermato la responsabilità solidale del rappresentante indiretto che dichiara in nome proprio. Accolti quattro motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 33220

Cassazione, sentenza n. 33220 del 16/12/2019

Sentenza n. 33220 del 16/12/2019

Una società contestava la TARSU 2010-2011 sostenendo che nei depositi fossero prodotti esclusivamente imballaggi terziari, smaltiti mediante un servizio dedicato; la CTR aveva invece desunto dall’attività pubblicizzata anche la produzione di imballaggi primari. La Cassazione considera inammissibili le censure, perché dirette a ottenere una nuova valutazione delle prove e perché la motivazione regionale aveva effettivamente esaminato il contratto prodotto, attribuendogli valore recessivo. Poiché spettava alla contribuente dimostrare i presupposti dell’esenzione e tale onere non risultava assolto, il ricorso è rigettato; resta assorbito quello incidentale del Comune.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33219

Cassazione, sentenza n. 33219 del 16/12/2019

Sentenza n. 33219 del 16/12/2019

Il Comune contestava l’annullamento di un accertamento TARSU/TIA notificato prima del decorso di sessanta giorni dal sopralluogo presso la contribuente, senza specifiche ragioni d’urgenza. La Cassazione conferma che la relativa doglianza era già compresa nel ricorso introduttivo e precisa che la garanzia prevista dallo Statuto del contribuente opera anche per i tributi comunali e per gli accessi brevi destinati alla sola acquisizione documentale. Il ricorso comunale è pertanto rigettato, con assorbimento della censura sulla concreta natura delle operazioni svolte durante il sopralluogo.

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  • Accertamento fiscale
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  • Processo tributario

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