Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 13814

Cassazione, sentenza n. 13814 del 6/07/2020

Sentenza n. 13814 del 06/07/2020

La controversia riguardava una cartella per il contributo di bonifica 2009 su un terreno classificato in zona F, annullata in appello perché la CTR lo aveva considerato area di espansione e aveva posto sul Consorzio la prova del miglioramento fondiario. La Cassazione ha affermato che tale classificazione non identifica una zona residenziale di espansione e che anche le aree urbane restano imponibili quando beneficiano delle opere. L’approvazione del perimetro di contribuenza determina una presunzione di utilità, superabile mediante contestazione specifica del contribuente; risultano accolti i primi due motivi, mentre il dispositivo finale non compare nel testo disponibile.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13809

Cassazione, sentenza n. 13809 del 6/07/2020

Sentenza n. 13809 del 06/07/2020

La controversia riguardava l’accredito d’imposta spettante al commerciante che aveva trasferito agli utenti l’agevolazione sul GPL da riscaldamento e l’applicabilità del termine biennale previsto per il rimborso delle accise indebitamente pagate. La Corte ha distinto tale credito dal rimborso d’imposta: esso nasce dall’anticipazione del beneficio riconosciuto a terzi e non presuppone un versamento indebito del commerciante, sul quale l’accisa era stata soltanto traslata. Ha pertanto ritenuto fondati i primi tre motivi contro l’applicazione della decadenza, esaminati congiuntamente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15515

Cassazione, sentenza n. 15515 del 2/07/2020

Sentenza n. 15515 del 02/07/2020

L’accertamento recuperava costi dedotti e IVA detratta su acquisti di autoveicoli fatturati da imprese ritenute cartiere; i giudici di merito lo avevano annullato richiamando alcuni dati commerciali e l’archiviazione del procedimento penale. La Corte ha precisato che, forniti dall’Amministrazione indizi oggettivi sulla frode e sulla conoscenza o conoscibilità del cessionario, quest’ultimo deve dimostrare buona fede e massima diligenza esigibile. Poiché la CTR non aveva verificato tale prova, la sentenza è stata cassata con rinvio, restando assorbiti gli altri motivi.

N. 13496

Cassazione, sentenza n. 13496 del 2/07/2020

Sentenza n. 13496 del 02/07/2020

Il Consorzio impugnava la decisione che aveva annullato una cartella per contributi di bonifica, lamentando che il giudice regionale avesse motivato soltanto mediante il richiamo a precedenti decisioni tra le stesse parti. La Cassazione ha escluso la motivazione apparente, ritenendo intelligibile il rinvio per relationem, e ha dichiarato inammissibile l’ulteriore censura perché non investiva l’autonoma ratio fondata sul giudicato esterno; ha inoltre precisato che il richiamo può riguardare anche precedenti di merito. Il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale condizionato dichiarato assorbito.

  • Processo tributario
  • Tributi locali
  • Riscossione
N. 13555

Cassazione, ordinanza n. 13555 del 2/07/2020

Ordinanza n. 13555 del 02/07/2020

Gli avvisi contestavano ricavi non dichiarati e una variazione reddituale non documentata, muovendo dagli studi di settore ma fondandosi anche su questionari e indagini bancarie; la CTR li aveva annullati per mancato contraddittorio preventivo. La Corte ha chiarito che l’accertamento è standardizzato soltanto quando gli studi di settore ne costituiscono il fondamento prevalente, non quando ulteriori verifiche producono autonomi e prevalenti elementi presuntivi. Accolto il secondo motivo e rigettato il primo, la decisione è stata cassata con rinvio alla CTR.

N. 13488

Cassazione, ordinanza n. 13488 del 2/07/2020

Accertamento - Induttivo puro - Analitico extra contabile.

L’Ufficio aveva ricostruito maggiori ricavi con metodo induttivo puro, richiamando un’incongruenza nei beni strumentali indicati nello studio di settore, perdite reiterate e una percentuale di ricarico desunta da un campione di merci. La Cassazione ha distinto l’inattendibilità contabile parziale, che consente l’accertamento analitico-extracontabile, da quella assoluta richiesta per il metodo induttivo puro, rilevando che gli elementi considerati non dimostravano irregolarità contabili tanto gravi da giustificare quest’ultimo; anche il calcolo del ricarico richiedeva una verifica concreta e coerentemente motivata. La sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 13555

Cassazione, sentenza n. 13555 del 2/07/2020

Sentenza n. 13555 del 02/07/2020

Gli accertamenti rettificavano i redditi societari sulla base di incongruenze emerse dagli studi di settore, successivamente approfondite mediante questionario e indagini sui conti correnti; la CTR li aveva ritenuti fondati esclusivamente sugli standard e nulli per difetto di contraddittorio. La Corte ha invece attribuito rilievo prevalente alle risultanze bancarie, distinguendo l’accertamento analitico-induttivo da quello standardizzato. Ha quindi accolto il secondo motivo, rigettato il primo e cassato la sentenza con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 13478

Cassazione, ordinanza n. 13478 del 2/07/2020

Contenzioso tributario- Crediti Iva - Istanza di rimborso - Termine biennale di richiesta - Decadenza - Rilevabilità d'ufficio in secondo grado - Ammissibile.

La società chiedeva il rimborso di crediti IVA, sostenendo che il termine biennale dovesse decorrere dal pagamento eseguito dopo la definizione agevolata del processo verbale di constatazione; il giudice d’appello aveva invece dichiarato tardiva l’istanza. La Cassazione ha affermato che la decadenza dal rimborso, attenendo a una situazione indisponibile posta a favore dell’Amministrazione, è rilevabile d’ufficio anche in secondo grado se emerge dagli atti; ha inoltre escluso che il rimborso possa diventare un’impugnazione indiretta dell’accertamento definito per adesione. Il ricorso è stato rigettato.

N. 13542

Cassazione, ordinanza n. 13542 del 2/07/2020

Operazioni commerciali intercorse con soggetti residenti in Stati a fiscalità privilegiata - Deducibilità dei costi -- Applicabilità.

La controversia verteva sulle conseguenze dell’omessa indicazione separata, nella dichiarazione dei redditi, dei costi sostenuti con fornitori residenti in Stati a fiscalità privilegiata. La Corte ha qualificato l’adempimento come obbligo formale che, nel regime applicabile, non condiziona la deducibilità dei costi ma comporta la sanzione proporzionale, cumulata per le violazioni anteriori alla legge n. 296/2006 con quella fissa; la dichiarazione integrativa successiva all’avvio dei controlli non evita tali sanzioni. Accolto il ricorso principale e assorbito l’incidentale, ha cassato con rinvio.

N. 13471

Cassazione, sentenza n. 13471 del 2/07/2020

Sentenza n. 13471 del 02/07/2020

La controversia riguardava un avviso per maggiori IRPEG e ILOR dell’anno 2000, annullato nei gradi di merito perché la dichiarazione integrativa era stata ritenuta tempestiva; l’Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso per cassazione. Dopo la richiesta del contribuente di definire la lite e il pagamento integrale degli importi dovuti, non è stata presentata istanza di trattazione ed è pervenuta richiesta erariale di estinzione. La Corte dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
  • Accertamento fiscale
N. 13536

Cassazione, ordinanza n. 13536 del 2/07/2020

Accertamento - Riscossione - Cartelle di pagamento - Certificazione dei carichi pendenti.

La contribuente aveva impugnato una certificazione dei carichi pendenti che riepilogava due cartelle indicate come definite mediante condono; la CTR aveva considerato l’atto impugnabile e accolto la contestazione. La Corte ha distinto gli atti che comunicano una pretesa tributaria compiutamente individuata dai documenti meramente informativi: il certificato, per il contenuto sommario e riepilogativo, non consente piena conoscenza della pretesa e non fonda un interesse concreto al suo autonomo annullamento. Il primo motivo dell’Agenzia è stato pertanto ritenuto fondato, con assorbimento degli altri.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13468

Cassazione, sentenza n. 13468 del 2/07/2020

Sentenza n. 13468 del 02/07/2020

Una società, cessionaria del credito IRES maturato dalla massa durante il fallimento, chiedeva il rimborso contestando la compensazione con debiti tributari; la CTR aveva applicato il divieto previsto per l’acquisto di crediti verso il fallito. La Corte chiarisce che tale divieto non opera quando l’Erario oppone propri controcrediti al cessionario di un credito della massa, al quale sono invece opponibili i debiti sorti nel medesimo periodo successivo al fallimento. Accolto il terzo motivo, la sentenza è cassata con rinvio per verificare i presupposti della compensazione.

  • IRES
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13531

Cassazione, ordinanza n. 13531 del 2/07/2020

Agevolazione prima casa- Possesso di altro immobile non idoneo ai concreti bisogni abitativi.

L’Amministrazione aveva revocato l’agevolazione prima casa perché l’acquirente risultava già proprietaria, nello stesso Comune, di un immobile catastalmente abitativo che dichiarava adibito a studio professionale; i giudici di merito avevano confermato il recupero. La Corte ha affermato che l’idoneità dell’alloggio preposseduto deve essere valutata concretamente, considerando dimensioni, caratteristiche ed esigenze abitative dell’acquirente e del nucleo familiare. Poiché la CTR aveva esaminato soltanto la veridicità della dichiarazione, la sentenza è stata cassata con rinvio per il necessario accertamento.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 13467

Cassazione, sentenza n. 13467 del 2/07/2020

IVA - Fallimento - Concordato preventivo - Compensazione - Condizioni - Crediti sorti prima dell'apertura della procedura - Inopponibilità.

La cessionaria di un credito IVA maturato durante un concordato preventivo impugnava il diniego parziale di rimborso, derivante dalla compensazione con un credito tributario anteriore alla procedura; la CTR aveva applicato le regole civilistiche della cessione. La Corte afferma che l’Amministrazione può compensare soltanto crediti sorti, come quello chiesto a rimborso, dopo l’apertura della procedura, non crediti anteriori. Accolto il primo motivo e dichiarati assorbiti il secondo e il quarto, la sentenza è cassata con rinvio per accertare quando siano sorti i crediti contrapposti.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13517

Cassazione, sentenza n. 13517 del 2/07/2020

Sentenza n. 13517 del 02/07/2020

Il contribuente contestava tardivamente le rendite catastali risultanti da un aggiornamento pubblicizzato mediante comunicato in Gazzetta Ufficiale, sostenendo che fosse comunque necessaria la notifica individuale. La Corte ha ritenuto che la disciplina speciale deroghi sia alla regola della notificazione sia al termine ordinario: l’aggiornamento diviene efficace senza notifica e il ricorso deve essere proposto, a pena d’inammissibilità, entro centoventi giorni dalla pubblicazione del comunicato. Confermata la corretta applicazione di tali principi da parte della CTR, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13516

Cassazione, sentenza n. 13516 del 2/07/2020

Sentenza n. 13516 del 02/07/2020

Gli atti recuperavano al socio di larghissima maggioranza redditi collegati all’accertamento notificato soltanto alla società; la CTR li aveva annullati e, sul merito, aveva rinviato integralmente alla decisione di primo grado. La Corte ha ritenuto ammissibile la motivazione dell’avviso per relationem quando l’atto societario sia conoscibile dal socio attraverso i suoi poteri di consultazione, circostanza non valutata dal giudice d’appello. Ha inoltre giudicato insufficiente il rinvio acritico alla sentenza precedente, accogliendo entrambi i motivi e cassando con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13513

Cassazione, sentenza n. 13513 del 2/07/2020

Sentenza n. 13513 del 02/07/2020

L’accertamento recuperava costi e IVA riferiti ad acquisti di autoveicoli fatturati da imprese ritenute cartiere; la CTR lo aveva annullato valorizzando la percentuale degli acquisti, i prezzi praticati e l’archiviazione del procedimento penale. La Corte ha ribadito che, dopo gli indizi oggettivi e specifici offerti dall’Amministrazione sulla frode e sulla sua conoscibilità, il cessionario deve provare l’assenza di consapevolezza e la massima diligenza esigibile. Mancando tale verifica, ha accolto il secondo motivo, assorbito gli altri e cassato con rinvio.

N. 13511

Cassazione, sentenza n. 13511 del 2/07/2020

Sentenza n. 13511 del 02/07/2020

La controversia riguardava un accertamento induttivo fondato sull’occultamento dei corrispettivi di vendite immobiliari, desunto congiuntamente da valori OMI, mutui, mancata registrazione dei preliminari e dichiarazioni extraprocessuali degli acquirenti. La Cassazione ha ritenuto insindacabile la motivata valutazione complessiva degli indizi compiuta dal giudice di merito e ha precisato che le dichiarazioni di terzi, pur non costituendo da sole prova testimoniale, possono concorrere come elementi indiziari. Il ricorso della società è stato pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 13508

Cassazione, sentenza n. 13508 del 2/07/2020

Sentenza n. 13508 del 02/07/2020

L’accertamento recuperava a IRPEF la plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno che il contribuente riteneva non edificabile perché in parte agricolo e in parte vincolato a sede stradale. La Cassazione ha affermato che la tassazione opera anche quando lo strumento urbanistico consenta un’utilizzazione edificatoria soltanto limitata, rilevando i vincoli sul valore del corrispettivo e non sull’esistenza del presupposto; le ulteriori censure sulla motivazione dell’atto sono state dichiarate inammissibili per difetto di autosufficienza. Il ricorso è stato rigettato.

N. 13501

Cassazione, sentenza n. 13501 del 2/07/2020

Sentenza n. 13501 del 02/07/2020

La cartella richiedeva contributi di bonifica per immobili compresi nel perimetro consortile; il contribuente contestava, tra l’altro, l’imputazione al nudo proprietario e la prova del beneficio. La Cassazione ha qualificato i contributi come oneri reali gravanti sul proprietario al momento dell’esazione, salvo la possibile iscrizione dell’usufruttuario nei ruoli dopo la comunicazione prevista, e ha ritenuto che l’inclusione nel perimetro, in assenza di specifica contestazione del piano di classifica, facesse presumere il beneficio, superabile con prova contraria. Il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Immobili
  • Processo tributario

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