Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15511

Cassazione, sentenza n. 15511 del 21/07/2020

Sentenza n. 15511 del 21/07/2020

La controversia tra Agenzia delle Entrate e società contribuente riguardava avvisi di accertamento per più annualità, relativi a imposte dirette, IVA e sanzioni. Durante il giudizio di cassazione l’Amministrazione ha documentato la definizione della lite, precisando che la contribuente aveva accettato la rideterminazione delle sanzioni, prestato acquiescenza all’autotutela parziale per il 2006 e versato tutte le somme dovute. La Corte ha pertanto dichiarato estinto il giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, cassato senza rinvio la decisione impugnata e lasciato a ciascuna parte le spese anticipate.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Sanzioni
N. 15510

Cassazione, sentenza n. 15510 del 21/07/2020

Sentenza n. 15510 del 21/07/2020

L’accertamento IRAP contestava la deduzione di ammortamenti sul marchio e di interessi passivi, ritenuti conseguenza di una sequenza di acquisizione, fusione e conferimento diretta a ottenere vantaggi fiscali indebiti. La Cassazione ha ribadito che gli atti collegati, privi di valide ragioni economiche non marginali e rivolti ad aggirare obblighi tributari, sono inopponibili all’Amministrazione, gravando sul contribuente la prova di una giustificazione economica effettiva. Ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi esaminati, escludendo vizi processuali e confermando, sui punti scrutinati, la valutazione della CTR circa il disegno elusivo.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15507

Cassazione, sentenza n. 15507 del 21/07/2020

Sentenza n. 15507 del 21/07/2020

La lite riguardava la rettifica del valore doganale di capi importati dall’Albania, la conseguente maggiore IVA e le sanzioni, fondate anche sul collegamento non dichiarato con uno dei fornitori. La Cassazione ha ritenuto corretta, per le operazioni esaminate, la valutazione dei dubbi sul valore dichiarato e ha distinto le censure di diritto dalle contestazioni sulla ricostruzione dei fatti; ha però rilevato che la CTR non aveva esaminato adeguatamente il motivo d’appello sulle sanzioni. Accolto il quinto motivo e respinti gli altri, ha cassato con rinvio alla CTR del Molise e rigettato il ricorso incidentale dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15506

Cassazione, sentenza n. 15506 del 21/07/2020

Accise - Addizionale provinciale dell'accisa sull'energia elettrica - Rimborso - Soggetti legittimati - Consumatore finale - Esclusione.

Una società consumatrice finale chiedeva il rimborso dell’addizionale provinciale sull’accisa relativa all’energia elettrica, ottenendolo nei gradi di merito. La Cassazione ha stabilito che il rapporto tributario intercorre tra Amministrazione e fornitore, unico soggetto ordinariamente legittimato al rimborso, mentre la rivalsa sul consumatore appartiene al distinto rapporto civilistico. Il consumatore può agire direttamente contro l’Amministrazione soltanto se la ripetizione verso il fornitore risulti impossibile o eccessivamente difficile e ne siano provate le circostanze; la Corte ha quindi ritenuto fondato il motivo sul difetto di legittimazione attiva.

N. 15505

Cassazione, sentenza n. 15505 del 21/07/2020

Sentenza n. 15505 del 21/07/2020

Il giudizio concerneva il rimborso dell’addizionale provinciale sull’accisa per energia elettrica domandato direttamente dalla società consumatrice, domanda accolta dai giudici tributari. La Cassazione ha distinto il rapporto fiscale tra Amministrazione e fornitore dal rapporto civilistico di rivalsa tra fornitore e cliente: soltanto il primo, quale soggetto passivo, può normalmente chiedere il rimborso. Un’azione diretta del consumatore è eccezionalmente ammissibile se il recupero verso il fornitore è impossibile o eccessivamente difficile, circostanze da allegare e provare; la Corte ha accolto la censura relativa alla carenza di legittimazione della consumatrice.

N. 15504

Cassazione, sentenza n. 15504 del 21/07/2020

Sentenza n. 15504 del 21/07/2020

La CTR aveva riconosciuto alla società consumatrice il rimborso dell’addizionale provinciale sull’accisa dell’energia elettrica, ritenendo l’addizionale incompatibile con la disciplina unionale e ammettendo l’azione diretta del cliente. Accogliendo il motivo dell’Agenzia delle Dogane, la Cassazione ha affermato che soggetto passivo e ordinario titolare della richiesta di rimborso è il fornitore, mentre il consumatore dispone dell’azione civilistica di ripetizione nei suoi confronti. La legittimazione diretta verso l’Erario è solo straordinaria e richiede la prova dell’impossibilità o eccessiva difficoltà del rimedio ordinario, prova che nella fattispecie non era stata fornita.

N. 15530

Cassazione, sentenza n. 15530 del 21/07/2020

Sentenza n. 15530 del 21/07/2020

La lite verteva sull’imposta di registro applicata in misura proporzionale a un decreto ingiuntivo relativo a crediti acquistati pro soluto; la contribuente sosteneva invece l’applicabilità della misura fissa, qualificando l’attività come finanziaria soggetta a IVA, ancorché esente. La CTR aveva accolto tale impostazione, ma la Cassazione non esamina il merito perché, durante il giudizio, la controversia è stata definita ai sensi della disciplina agevolativa richiamata nella pronuncia, con integrale pagamento delle somme dovute. Dichiara pertanto estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e compensa le spese.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 15529

Cassazione, sentenza n. 15529 del 21/07/2020

Sentenza n. 15529 del 21/07/2020

La cartella, emessa dopo controllo automatizzato, riguardava IRES, IRAP e IVA dichiarate ma non versate; la CTR aveva ridotto le sanzioni al 10% e riconosciuto l’opponibilità della perdita definitiva del credito documentato da una fattura non incassata. La Cassazione conferma che il contribuente può contestare in giudizio una dichiarazione erronea e ritiene infondate le censure dell’Agenzia sul debito tributario, ma rileva che la riduzione delle sanzioni era stata motivata in modo meramente apodittico. Accoglie tale motivo, cassa sul punto e rinvia alla CTR, dichiarando inammissibile la doglianza incidentale sull’avviso bonario.

N. 15359

Cassazione, sentenza n. 15359 del 20/07/2020

Sentenza n. 15359 del 20/07/2020

Una lavoratrice dipendente chiedeva il rimborso del 90% dell’IRPEF versata per il triennio 1990-1992, in relazione agli eventi sismici che avevano interessato alcune province siciliane; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Corte ha confermato che anche il sostituito, e non soltanto il sostituto d’imposta, è legittimato a chiedere il rimborso delle ritenute e che il beneficio riguarda anche chi aveva versato integralmente le imposte. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15358

Cassazione, sentenza n. 15358 del 20/07/2020

Sentenza n. 15358 del 20/07/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’imposta sostitutiva versata dopo avere optato per l’emersione e l’affrancamento della plusvalenza derivante dal conferimento intracomunitario di un ramo d’azienda, deducendo una discriminazione incompatibile con le libertà europee. La Corte ha escluso il contrasto prospettato e ha rilevato che la contribuente aveva liberamente scelto il regime opzionale, ponendosi fuori dalla continuità dei valori; la successiva pronuncia europea invocata non integrava un errore essenziale e riconoscibile. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Operazioni straordinarie
  • Estero
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15357

Cassazione, sentenza n. 15357 del 20/07/2020

Sentenza n. 15357 del 20/07/2020

L’Ufficio aveva recuperato dal lavoratore le ritenute IRPEF operate sulla retribuzione ma non versate dal datore di lavoro fallito, sostenendo anche che la prova richiedesse la certificazione del sostituto. La Corte ha rilevato che l’effettuazione delle trattenute risultava dallo stesso accertamento e poteva comunque essere dimostrata con mezzi equipollenti; ha inoltre escluso la solidarietà del sostituito quando la ritenuta sia stata operata ma non versata, essendo il vincolo previsto solo se essa non è stata effettuata. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15376

Cassazione, sentenza n. 15376 del 20/07/2020

Sentenza n. 15376 del 20/07/2020

Un accertamento unitario aveva rettificato ai fini IRAP e IVA i ricavi di una società di persone, applicando una percentuale di ricarico e rideterminando la plusvalenza da cessione d’azienda; i giudici di merito avevano confermato la pretesa senza la partecipazione dei soci. La Cassazione ha rilevato d’ufficio il litisconsorzio necessario tra società e soci per l’IRAP, estendendolo all’IVA per l’inscindibilità logica dei rilievi contenuti nel medesimo atto. Ha cassato la sentenza, dichiarato nullo il giudizio di primo grado e rinviato alla CTP di Roma in diversa composizione.

  • IRAP
  • IVA
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15371

Cassazione, sentenza n. 15371 del 20/07/2020

Sentenza n. 15371 del 20/07/2020

Una società contestava il diniego del nulla osta al credito d’imposta per ricerca e sviluppo, motivato dall’esaurimento delle risorse e dall’ordine cronologico delle domande telematiche, denunciando anche violazioni costituzionali e dello Statuto del contribuente. La Cassazione ha ritenuto legittimo il limite finanziario retroattivamente applicabile, adeguata la motivazione del diniego e non invalidante l’omessa indicazione del responsabile, trattandosi di provvedimento vincolato. Ha inoltre escluso la lesione del legittimo affidamento alla luce delle esigenze pubbliche richiamate e ha respinto integralmente il ricorso.

N. 15369

Cassazione, ordinanza n. 15369 del 20/07/2020

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - Accertamento e riscossione - In genere operazioni soggettivamente inesistenti - Prova della consapevolezza del contribuente - Necessità - Oggetto - Prova contraria del contribuente - Contenuto.

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato l’IVA detratta su due fatture relative all’acquisto di diritti di reimpianto, ritenendo che le cessioni, pur effettive, fossero state fatturate da soggetti diversi dagli operatori reali; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha precisato che l’Amministrazione deve provare, anche per presunzioni specifiche, che il destinatario conosceva o avrebbe dovuto conoscere l’evasione, mentre al contribuente spetta dimostrare la massima diligenza esigibile. Ritenuti adeguati la motivazione dell’accertamento e gli indici valorizzati sulla consapevolezza della società, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15363

Cassazione, sentenza n. 15363 del 20/07/2020

Sentenza n. 15363 del 20/07/2020

Una società controllante contestava il recupero dell’IVA compensata, nella liquidazione di gruppo, con il credito di una controllata senza prestare le garanzie prescritte, sostenendo che l’Ufficio dovesse prima verificare l’esistenza del credito e che non fossero applicabili le sanzioni per omesso versamento. La Corte ha ritenuto la garanzia condizione del meccanismo accelerato, osservando che la disciplina successiva ne ha modulato, ma non eliminato, la funzione. Ha quindi rigettato integralmente il ricorso, confermando recupero e sanzioni.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
N. 15362

Cassazione, sentenza n. 15362 del 20/07/2020

Sentenza n. 15362 del 20/07/2020

La capogruppo chiedeva la revocazione della decisione che aveva confermato il recupero dell’IVA compensata mediante un credito della controllata, assumendo che fosse stata duplicata la stessa pretesa già contestata a quest’ultima per fatture relative a operazioni inesistenti. La Corte ha escluso l’errore revocatorio: la censura investiva una valutazione giuridica su soggetti, condotte e violazioni distinte, non la supposizione di un fatto incontrovertibilmente falso o l’ignoranza di un fatto positivamente accertato. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 15361

Cassazione, sentenza n. 15361 del 20/07/2020

Sentenza n. 15361 del 20/07/2020

La controversia riguardava un preavviso di fermo fondato su un accertamento IRPEF, che la CTR aveva ritenuto non validamente notificato perché la raccomandata informativa del deposito presso la casa comunale era stata spedita tramite operatore postale privato. La Corte ha distinto gli atti tributari sostanziali dagli atti giudiziari e affermato che, dal 30 aprile 2011, i primi potevano essere notificati anche da un operatore privato munito di licenza individuale. Ha pertanto accolto il primo motivo proposto dall’Agenzia delle Entrate.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
N. 15360

Cassazione, sentenza n. 15360 del 20/07/2020

Sentenza n. 15360 del 20/07/2020

La CTR aveva annullato un preavviso di fermo collegato a un accertamento IRPEF, giudicando inesistente la notifica perché la raccomandata informativa, dopo il deposito dell’atto presso la casa comunale, era stata affidata a un operatore postale privato. La Corte ha chiarito che, dopo la parziale liberalizzazione decorrente dal 30 aprile 2011, gli atti tributari sostanziali potevano essere notificati tramite un operatore privato titolare della specifica licenza, diversamente dagli atti strettamente giudiziari. È stato quindi accolto il primo motivo dell’Agenzia delle Entrate.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
N. 15288

Cassazione, sentenza n. 15288 del 17/07/2020

Sentenza n. 15288 del 17/07/2020

Una società immobiliare contestava accertamenti analitico-induttivi per IRES, IRAP e IVA, fondati anche su pagamenti non contabilizzati, nonché il disconoscimento di diversi costi e della detrazione IVA. La Corte ha ritenuto insufficientemente motivata la quantificazione dei maggiori ricavi e ha chiarito che l’indeducibilità di spese sostenute da terzi non determina automaticamente l’indetraibilità dell’IVA, soggetta a presupposti diversi; ha inoltre rilevato ulteriori omissioni su autovetture, infissi, computer e sanzioni. La sentenza è stata cassata sui motivi accolti, con rinvio per nuovi accertamenti.

N. 15256

Cassazione, sentenza n. 15256 del 17/07/2020

Sentenza n. 15256 del 17/07/2020

Il contribuente impugnava un accertamento IVA, IRPEF e IRAP basato su un processo verbale della Guardia di Finanza, contestando sia la mancata allegazione del verbale già notificato sia la motivazione della sentenza d’appello. La Corte ha ritenuto legittima la motivazione dell’atto impositivo per rinvio a un documento già conosciuto, ma ha giudicato apparente e contraddittoria la motivazione della CTR, limitata a un’adesione acritica alle tesi dell’Ufficio. Accolto il terzo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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