Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 15288

Cassazione, sentenza n. 15288 del 17/07/2020

Sentenza n. 15288 del 17/07/2020

Una società immobiliare contestava accertamenti analitico-induttivi per IRES, IRAP e IVA, fondati anche su pagamenti non contabilizzati, nonché il disconoscimento di diversi costi e della detrazione IVA. La Corte ha ritenuto insufficientemente motivata la quantificazione dei maggiori ricavi e ha chiarito che l’indeducibilità di spese sostenute da terzi non determina automaticamente l’indetraibilità dell’IVA, soggetta a presupposti diversi; ha inoltre rilevato ulteriori omissioni su autovetture, infissi, computer e sanzioni. La sentenza è stata cassata sui motivi accolti, con rinvio per nuovi accertamenti.

N. 15163

Cassazione, sentenza n. 15163 del 16/07/2020

Sentenza n. 15163 del 16/07/2020

La lite concerneva, per il 2006, la deducibilità dei canoni di leasing di un immobile A/10 usato come abitazione dell’amministratore e degli accantonamenti per il suo trattamento di fine mandato. La Cassazione ha escluso la strumentalità dell’immobile, poiché la società non aveva provato il rapporto con l’attività aziendale e la destinazione esclusiva all’impresa; ha inoltre confermato che la deduzione per competenza del TFM richiede un diritto risultante da atto di data certa anteriore al rapporto. Accolto il ricorso dell’Agenzia e respinto quello incidentale, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso introduttivo.

N. 15162

Cassazione, sentenza n. 15162 del 16/07/2020

Sentenza n. 15162 del 16/07/2020

Per il periodo 2007 erano contestate la deduzione dei canoni di leasing di un immobile A/10 destinato all’abitazione dell’amministratore e quella degli accantonamenti per il trattamento di fine mandato. La Cassazione ha negato la strumentalità del bene, non essendo stata dimostrata la funzione rispetto all’attività aziendale né la destinazione esclusiva all’impresa, e ha ribadito che il TFM è deducibile per competenza soltanto se il relativo diritto risulta da atto di data certa anteriore al rapporto. Accolto il ricorso principale e rigettato quello incidentale, la Corte ha deciso nel merito contro la società.

N. 15248

Cassazione, ordinanza n. 15248 del 16/07/2020

Imposta di registro - Enti ecclesiastici - Categoria delle ONLUS.

Un ente ecclesiastico aveva invocato, per un acquisto immobiliare, il trattamento tributario previsto per le ONLUS, riconosciuto nei due gradi di merito. La Cassazione precisa che la qualifica ecclesiastica non attribuisce automaticamente tale regime: occorrono attività ammesse, contabilità separata, requisiti sostanziali e comunicazione all’anagrafe ONLUS; inoltre, l’agevolazione richiamata riguarda l’imposta di registro, non quelle ipotecaria e catastale. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è cassata e l’originaria impugnazione del contribuente è rigettata.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Enti terzo settore
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15161

Cassazione, sentenza n. 15161 del 16/07/2020

Tributi erariali diretti - Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Accertamenti e controlli - In genere determinazione del reddito di impresa - Prelevamenti e versamenti su conto corrente - Presunzione relativa di ricavi - Sussistenza - Costi ed oneri deducibili - Prova - Onere a carico del contribuente - Sussistenza - Ricorso all'equità - Esclusione.

L’accertamento rideterminava ricavi e imposte sulla base di ingenti movimentazioni bancarie, ma la CTR lo aveva annullato estendendo all’annualità controversa le ragioni di precedenti annullamenti in autotutela relativi ad altri atti. La Cassazione ha affermato che, nel reddito d’impresa, prelevamenti e versamenti sono presuntivamente ricavi e che spetta al contribuente fornire una prova analitica delle operazioni non imponibili e degli specifici costi deducibili, senza potersi affidare a presunzioni generiche o all’equità. Ritenuta apparente la motivazione della CTR e non provata la sovrapponibilità delle diverse annualità, la Corte ha cassato con rinvio.

N. 15239

Cassazione, ordinanza n. 15239 del 16/07/2020

IVA - Detrazione - Acquisto terreni edificabili - Inerenza all'attività di impresa - Prova.

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA assolta sull’acquisto di terreni edificabili, sostenendone la strumentalità rispetto alla futura costruzione di immobili destinati alla vendita. La Cassazione ammette la detrazione anche per attività preparatorie e in assenza di operazioni attive, purché il contribuente provi la concreta riferibilità dei beni alla futura produzione di ricavi. Poiché la CTR aveva motivatamente ricondotto gli acquisti alla regolazione di rapporti interni al gruppo, valorizzando antieconomicità, inattività e assenza di mezzi produttivi, il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Imprese
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15160

Cassazione, sentenza n. 15160 del 16/07/2020

Sentenza n. 15160 del 16/07/2020

Una società contestava il diniego del nulla osta alla fruizione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, motivato dall’esaurimento delle risorse assegnate mediante la procedura telematica di prenotazione. La Cassazione ha ritenuto legittimo il successivo limite finanziario introdotto per i crediti non ancora utilizzati, escludendo la prospettata lesione dell’affidamento; ha inoltre considerato sufficiente una motivazione del diniego idonea a delinearne le ragioni, trattandosi della resistenza dell’Ufficio alla pretesa creditoria del contribuente. Il ricorso è stato rigettato, con integrale compensazione delle spese.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 15183

Cassazione, ordinanza n. 15183 del 16/07/2020

Accertamento - Accertamento sintetico- Redditi ulteriori - Onere.

Nell’impugnazione di tre accertamenti sintetici, la CTR aveva ritenuto provato che le spese contestate fossero state sostenute mediante rimborsi, risarcimenti, finanziamenti e ulteriori redditi. La Cassazione ribadisce che il contribuente deve dimostrare disponibilità, entità e durata del possesso delle risorse alternative, producendo elementi indicativi della loro possibile destinazione alle spese, pur senza provarne l’impiego puntuale. Poiché la decisione d’appello richiamava genericamente la documentazione senza illustrarne contenuto, importi e correlazioni, è cassata con rinvio per nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15159

Cassazione, sentenza n. 15159 del 16/07/2020

Sentenza n. 15159 del 16/07/2020

La controversia riguardava una cartella per contributi di bonifica relativi a un terreno compreso nel comprensorio consortile; la CTR aveva riconosciuto d’ufficio l’esenzione perché l’immobile urbano sarebbe stato soggetto alla tariffa di pubblica fognatura. La Cassazione ha escluso la denunciata apparenza della motivazione, ma ha accolto la censura di ultrapetizione: l’esenzione si fondava su fatti mai allegati e, comunque, richiedeva l’accertamento di specifiche convenzioni tra Consorzio e Autorità d’ambito, non provate. È divenuto quindi necessario esaminare il ricorso incidentale sul giudicato esterno; il testo riportato non contiene la statuizione conclusiva su tale questione.

N. 15181

Cassazione, ordinanza n. 15181 del 16/07/2020

Imposta di registro - Agevolazioni prima casa - Condizioni - Trasferimento residenza - Decorrenza - Atto di conferma ai soli fini della pubblicità immobiliare - Irrilevanza

La controversia riguardava la decadenza dall’agevolazione prima casa per il mancato trasferimento della residenza entro diciotto mesi, termine che i contribuenti volevano far decorrere dal successivo atto notarile di conferma. La Cassazione stabilisce che il termine decorre dalla cessione, già perfezionata con la scrittura privata registrata; l’atto successivo, destinato soltanto alla pubblicità immobiliare, non modifica contenuto ed effetti del trasferimento. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è cassata e le originarie impugnazioni dell’avviso di liquidazione sono rigettate.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15140

Cassazione, sentenza n. 15140 del 16/07/2020

Sentenza n. 15140 del 16/07/2020

Due comproprietari avevano contestato il riclassamento catastale disposto d’ufficio, ma la CTR aveva confermato l’atto sia per l’effetto preclusivo del giudicato formatosi nei confronti di una comproprietaria, sia per la ritenuta correttezza nel merito della nuova categoria e classe. Il ricorrente ha censurato soltanto la valutazione delle caratteristiche degli immobili e della documentazione tecnica. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, quando la decisione poggia su più ragioni autonome e ciascuna è sufficiente a sostenerla, l’impugnazione deve investire tutte le rationes decidendi, mentre il giudicato esterno non era stato contestato.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 15179

Cassazione, ordinanza n. 15179 del 16/07/2020

Reddito di impresa - Spese di sponsorizzazione di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche - Natura pubblicitaria - Deducibilità

Una società contestava l’indeducibilità, ai fini delle imposte dirette, di spese di sponsorizzazione sostenute verso associazioni sportive dilettantistiche, che la CTR aveva giudicato non inerenti pur riconoscendo la detrazione IVA. La Cassazione afferma che, entro 200.000 euro annui e in presenza degli specifici requisiti soggettivi e promozionali, opera una presunzione legale assoluta sia della natura pubblicitaria sia dell’inerenza, rendendo irrilevanti antieconomicità e sproporzione. Accolto il motivo pertinente, la Corte decide nel merito in favore della contribuente anche per le imposte dirette.

N. 15135

Cassazione, sentenza n. 15135 del 16/07/2020

Tributi erariali diretti - In genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - Imposte di fabbricazione - Gas ed energia elettrica (imposta di consumo sul) accise sui prodotti energetici - Carbone - Applicazione - Finalità di politica ambientale comunitaria - Indicazione nel testo della norma interna - Sufficienza - Fondamento.

Una società chiedeva il rimborso dell’accisa versata sul carbone impiegato per produrre energia elettrica, sostenendo che la normativa interna non esplicitasse adeguatamente i motivi ambientali richiesti dalla disciplina unionale. La Cassazione ha affermato che il richiamo testuale alla finalità di politica ambientale è sufficiente, senza necessità di motivare specificamente la scelta nazionale né di provare i benefici ambientali conseguiti; la finalità fiscale può coesistere con quella ambientale. Il ricorso è stato quindi rigettato, con conferma del diniego di rimborso.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15178

Cassazione, ordinanza n. 15178 del 16/07/2020

IVA - Opzioni - Tenuta delle scritture contabili - Comportamento concludente.

La CTR aveva ritenuto applicabile a una società il regime IVA speciale, escludendo che l’opzione per la liquidazione trimestrale equivalesse alla scelta del regime ordinario. La Cassazione chiarisce che la mancata dichiarazione formale dell’opzione può essere supplita da comportamenti concludenti o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili; nel caso concreto, liquidazioni trimestrali, contabilizzazione ordinaria e versamenti periodici manifestavano inequivocabilmente la scelta. Il ricorso è accolto, la sentenza cassata e l’originaria impugnazione della cartella accolta nel merito.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Contabilità
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15134

Cassazione, sentenza n. 15134 del 16/07/2020

Sentenza n. 15134 del 16/07/2020

L’ex liquidatrice di una società già cancellata dal registro delle imprese aveva chiesto un rimborso IVA e impugnato il relativo diniego, ottenendo ragione nei giudizi di merito. La Cassazione ha stabilito che l’estinzione della società trasferisce ai soci i rapporti pendenti e priva gli organi sociali della titolarità sostanziale e della capacità di rappresentarla in giudizio; il differimento quinquennale degli effetti della cancellazione non era applicabile al caso. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è stata cassata senza rinvio perché il processo non poteva essere proposto.

N. 15174

Cassazione, sentenza n. 15174 del 16/07/2020

Sentenza n. 15174 del 16/07/2020

L’accertamento recuperava IRPEF, IRAP e IVA sul presupposto che un professionista, nonostante la residenza anagrafica estera, avesse conservato domicilio e residenza fiscale in Italia; la Cassazione lascia ferma la valutazione dei giudici di merito su tale collegamento. Accoglie però le censure IRAP: i proventi dell’attività svolta all’estero non concorrono alla relativa base imponibile e, nell’azione impositiva, spetta all’Amministrazione provare l’autonoma organizzazione. Rileva inoltre l’omessa pronuncia sulla territorialità IVA e rinvia alla CTR per nuovo esame.

  • Estero
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15133

Cassazione, sentenza n. 15133 del 16/07/2020

Sentenza n. 15133 del 16/07/2020

La controversia riguardava l’applicazione del regime IVA del margine all’acquisto di autovetture usate e, inoltre, gli effetti processuali della dedotta estinzione della società. La Cassazione ha ritenuto inammissibile la censura sull’estinzione, nuova e implicante accertamenti di fatto, ma ha precisato che l’Amministrazione deve contestare il regime con elementi specifici e che la diligenza dell’acquirente va verificata sulla storia dei veicoli ricavabile dai documenti disponibili. Accolto il secondo motivo, la decisione è stata cassata con rinvio per accertare se tali documenti consentissero ragionevole certezza sulla provenienza dei beni.

  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15172

Cassazione, sentenza n. 15172 del 16/07/2020

Sentenza n. 15172 del 16/07/2020

La controversia concerneva l’ICI su un parco eolico non accatastato, determinata dal Comune mediante il valore contabile, nonché la responsabilità della società cessionaria e l’applicazione delle sanzioni. La Cassazione qualifica gli impianti eolici, destinati alla produzione di energia, come opifici accatastabili in categoria D/1, includendo le pale nella rendita, e non ravvisa l’incertezza normativa allegata per escludere le sanzioni. Pur rilevando l’omessa comunicazione dell’udienza a una ricorrente, esamina le questioni di diritto e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Imprese
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 15132

Cassazione, sentenza n. 15132 del 16/07/2020

Tributi erariali diretti - In genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - Tributi doganali (diritti di confine - Dazi all'importazione ed alla esportazione - Diritti doganali) - In genere regime di traffico di perfezionamento attivo - Importazione di olio d'oliva - Prodotti compensatori secondari - Tassi di rendimento forfettari - Applicazione - Condizioni - Inseparabilità degli elementi costitutivi - Fondamento.

Una società contestava la classificazione doganale degli scarti derivanti dalla raffinazione di olio importato in regime di perfezionamento attivo, sostenendo che oleine e stearine, non separabili, dovessero essere tassate unitariamente secondo la voce più favorevole. La Cassazione ha chiarito che, se i componenti sono separabili, ciascuno può ricevere la propria classificazione; quando sono inseparabili, operano invece i tassi forfettari di rendimento predeterminati dalla normativa unionale. Poiché l’ordinaria lavorazione descritta non integrava un metodo speciale, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15171

Cassazione, sentenza n. 15171 del 16/07/2020

Sentenza n. 15171 del 16/07/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’ICI versata dal 1994 al 2004 secondo i valori contabili, richiamando un successivo giudicato relativo ad annualità diverse. La Cassazione esclude l’efficacia esterna di quel giudicato, perché riferito a una situazione fattuale successiva e non a un elemento stabile e permanente comune ai periodi controversi; conferma inoltre che il termine speciale triennale per il rimborso decorreva dai pagamenti, non dalla successiva sentenza. Considerati tardivi i rimborsi e infondate le ulteriori censure, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.