Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 22015

Cassazione, sentenza n. 22015 del 13/10/2020

Sentenza n. 22015 del 13/10/2020

L’accertamento negava deduzione dei costi e detrazione IVA per cinque fatture irregolari, ritenute riferite a operazioni inesistenti; la CTR aveva confermato integralmente la pretesa per insufficienza della prova contraria. La Cassazione ritiene che le anomalie formali facciano venir meno l’ordinaria attendibilità probatoria delle fatture e conferma la valutazione della documentazione compiuta dal giudice di merito; esclude inoltre la violazione del contraddittorio, poiché il contribuente non aveva indicato concrete difese ulteriori. È però dichiarato fondato il motivo sull’applicazione retroattiva della disciplina sopravvenuta più favorevole relativa ai componenti reddituali collegati a operazioni inesistenti.

N. 22040

Cassazione, sentenza n. 22040 del 13/10/2020

Sentenza n. 22040 del 13/10/2020

La contribuente contestava lo scarto telematico del rinnovo dell’istanza per il credito d’imposta legato a nuove assunzioni, deducendo carenze informative, errori nella modulistica e l’erronea valutazione del decremento occupazionale. La Cassazione esclude che l’omessa indicazione delle informazioni sul ricorso o del responsabile del procedimento determini, fuori dai casi espressamente previsti, la nullità dell’atto; rileva inoltre l’inadeguata specificazione delle istanze, delle comunicazioni e dei fatti decisivi nel ricorso. Tutti i motivi sono pertanto disattesi, restando confermata la decisione sfavorevole sul beneficio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22014

Cassazione, sentenza n. 22014 del 13/10/2020

Sentenza n. 22014 del 13/10/2020

L’Agenzia delle Entrate impugnava la decisione regionale relativa a recuperi per costi, perdite su crediti e detrazione IVA su operazioni ritenute inesistenti, ma la società contribuente era stata cancellata durante il giudizio. La Cassazione precisa che i soci possono succedere processualmente alla società estinta, senza che ciò implichi automaticamente la loro responsabilità per i debiti sociali. Poiché l’Ufficio non aveva allegato come fossero stati individuati i successori né l’eventuale distribuzione dell’attivo di liquidazione, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
N. 22039

Cassazione, sentenza n. 22039 del 13/10/2020

Sentenza n. 22039 del 13/10/2020

La controversia concerneva il recupero di un credito d’imposta per incremento dell’occupazione, fruito negli anni 2004-2006 oltre il limite previsto dalla regola de minimis; la CTR aveva escluso che il beneficio fosse soggetto a tale soglia. La Cassazione afferma invece che il rinvio della disciplina successiva alle disposizioni previgenti mantiene operante il limite quantitativo, legittimamente fissato dal legislatore anche mediante richiamo alla normativa europea. Il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR per l’esame delle questioni di fatto rimaste assorbite.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22012

Cassazione, ordinanza n. 22012 del 13/10/2020

Contenzioso tributario - Giudizio di ottemperanza - Esecutività delle sentenze del giudice tributario che dispongono il pagamento di somme in favore del contribuente - Rimborso dazi doganali - Inapplicabilità.

La controversia riguardava l’ottemperanza a una sentenza non definitiva che aveva riconosciuto il rimborso di dazi doganali, accordata dalla CTR previa garanzia. La Cassazione afferma che, trattandosi di risorse proprie dell’Unione europea, l’immediata esecutività prevista per le condanne favorevoli al contribuente è incompatibile con la disciplina doganale, secondo cui le somme restano a garanzia fino alla definitiva estinzione dell’obbligazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, la sentenza è cassata senza rinvio e l’originario ricorso per ottemperanza dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Imposte indirette
  • Estero
N. 22038

Cassazione, sentenza n. 22038 del 13/10/2020

Sentenza n. 22038 del 13/10/2020

La lite riguardava la revoca delle agevolazioni di registro applicate all’acquisto di terreni edificabili, successivamente rivenduti dopo la sola realizzazione delle opere di urbanizzazione. La Cassazione conferma che il beneficio richiede una significativa utilizzazione edificatoria entro cinque anni, non soddisfatta dalla sola urbanizzazione né dall’ultimazione a cura del successivo acquirente; precisa però che, in caso di rivendita anticipata, il termine triennale per il recupero decorre dalla registrazione dell’atto che rende ineseguibile il proposito edificatorio. Accolto il primo motivo, la causa è rinviata alla CTR.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 22009

Cassazione, sentenza n. 22009 del 13/10/2020

Sentenza n. 22009 del 13/10/2020

L’Amministrazione sosteneva che una permuta avesse trasferito un’area edificabile, generando una plusvalenza imponibile, mentre la CTR aveva individuato l’oggetto dell’operazione nei fabbricati esistenti destinati alla demolizione. La Cassazione giudica inammissibile la censura motivazionale perché formulata secondo il parametro non più applicabile dell’insufficienza o contraddittorietà, senza indicare un fatto storico decisivo omesso. Rimasto intangibile l’accertamento della CTR, vengono respinte anche le doglianze fondate sulla diversa qualificazione del bene e il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato.

N. 22037

Cassazione, sentenza n. 22037 del 13/10/2020

Sentenza n. 22037 del 13/10/2020

La controversia riguardava il mantenimento dell’imposta di registro agevolata per un compendio immobiliare acquistato da un’impresa di rivendita e ceduto entro tre anni a una società collegata, prima dell’effettiva immissione dei fabbricati sul mercato. La Cassazione chiarisce che la cessione infragruppo in blocco non realizza la condizione del ritrasferimento quando serve soltanto a spostare su un altro soggetto la successiva vendita; la soluzione deriva dalla disciplina dell’agevolazione, senza ricorrere all’abuso del diritto. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e l’impugnazione originaria rigettata.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Società
  • Contenzioso
N. 22008

Cassazione, sentenza n. 22008 del 13/10/2020

Sentenza n. 22008 del 13/10/2020

Una società di trasporto pubblico chiedeva il rimborso dell’IRAP, rivendicando le deduzioni per lavoratori dipendenti che i giudici di merito avevano escluso in ragione del regime concessorio e tariffario. La Cassazione rileva che l’appello conteneva censure specifiche, anche mediante la riproposizione delle ragioni originarie contrapposte alla decisione di primo grado, e che la CTR le aveva trascurate aderendo acriticamente a tale decisione con motivazione apparente. Accolto il primo motivo, la sentenza è cassata con rinvio, senza decisione sulle questioni sostanziali assorbite.

N. 22035

Cassazione, sentenza n. 22035 del 13/10/2020

Sentenza n. 22035 del 13/10/2020

I contribuenti contestavano la rettifica del valore dichiarato per un immobile; i giudici di merito, pur riducendo la stima dell’Ufficio, avevano determinato il valore facendo riferimento alle quotazioni OMI. La Cassazione riconosce al giudice tributario un autonomo potere estimativo quando l’atto sia sufficientemente motivato, ma precisa che i dati OMI forniscono soltanto indicazioni di massima e non possono costituire da soli prova del valore venale, dovendosi considerare anche le specifiche condizioni del bene e gli altri elementi prodotti. Accolto il terzo motivo, la causa è rinviata alla CTR.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22006

Cassazione, sentenza n. 22006 del 13/10/2020

Sentenza n. 22006 del 13/10/2020

Il contribuente contestava le sanzioni applicate per l’utilizzo in compensazione di un credito IVA trimestrale, deducendo sia la spettanza del credito sia la mancata notificazione del diniego. La Cassazione considera i motivi generici e non autosufficienti, poiché non illustravano adeguatamente i presupposti del credito né confutavano la comunicazione del diniego accertata dalla CTR; precisa inoltre che la disposizione invocata sulla notificazione riguarda testualmente il diniego di rimborso, non la compensazione. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile.

N. 21999

Cassazione, ordinanza n. 21999 del 12/10/2020

IVA - Rimborso - Fallimento - Nota di variazione emessa prima della chiusura del fallimento - Non rileva.

La controversia riguardava il rimborso dell’IVA rimasta insoluta dopo il fallimento della cliente, negato perché la nota di variazione era stata emessa prima della chiusura della procedura; i giudici di merito avevano condiviso il diniego. La Corte afferma che il diritto nasce dalla definitiva e certa inesigibilità del credito, verificatasi con la chiusura del fallimento, e che l’anticipata emissione della nota costituisce mera irregolarità quando l’istanza è successiva a tale momento. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie la domanda originaria.

N. 21977

Cassazione, ordinanza n. 21977 del 12/10/2020

Avviso di accertamento - Accertamento per il socio - Motivazione per relationem a accertamento notificato solo alla società - Ammissibilità.

Un socio contestava l’avviso IRPEF motivato mediante rinvio all’accertamento riguardante la società di persone, non allegato e notificato alla società soltanto in seguito; la CTR aveva comunque giudicato legittimo l’atto. La Corte ritiene sufficiente la motivazione per relationem, poiché il socio può consultare la documentazione sociale e conoscere l’accertamento presupposto, che nel caso era stato emesso anteriormente. Il ricorso del contribuente è pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Società di persone
N. 21812

Cassazione, sentenza n. 21812 del 9/10/2020

Sentenza n. 21812 del 09/10/2020

L’Amministrazione aveva revocato l’imposta di registro agevolata applicata all’acquisto di un fabbricato, poiché la società non lo aveva rivenduto entro il triennio assunto come condizione del beneficio. La Cassazione ha distinto il difetto originario dei requisiti, contestabile entro tre anni dalla registrazione, dalla successiva causa di revoca: per quest’ultima il termine decorre dalla scadenza inutilmente trascorsa dell’obbligo di rivendita. Esclusa anche l’omessa pronuncia, poiché la decisione regionale implicava il rigetto dell’eccezione di decadenza, la Corte ha respinto il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21772

Cassazione, sentenza n. 21772 del 9/10/2020

Sentenza n. 21772 del 09/10/2020

La controversia riguardava il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, riconosciuto dalla CTR al consumatore finale per il 2010 sul presupposto dell’incompatibilità dell’imposta con la disciplina unionale. La Cassazione distingue il rapporto tributario tra Amministrazione e fornitore dal rapporto civilistico di rivalsa tra fornitore e consumatore: in via ordinaria, soltanto il primo può chiedere il rimborso all’erario, mentre il secondo deve agire verso il fornitore. Accogliendo la censura dell’Agenzia delle Dogane sulla titolarità del rapporto controverso, la Corte esclude la legittimazione diretta del consumatore in assenza dei presupposti eccezionali collegati all’effettività della tutela.

N. 21811

Cassazione, sentenza n. 21811 del 9/10/2020

Sentenza n. 21811 del 09/10/2020

La contribuente contestava la motivazione dell’avviso che aveva rettificato il valore di un immobile ai fini dell’imposta di registro, dopo che i giudici tributari ne avevano soltanto ridotto la quantificazione. La Cassazione ha precisato che l’avviso deve indicare i criteri astratti della rettifica, mentre nel giudizio spetta all’Amministrazione provare gli elementi fattuali del valore accertato e al contribuente contrastarli. Poiché l’atto richiamava trasferimenti, divisioni, perizie e valori venali relativi a immobili similari, il ricorso è stato rigettato; irrilevante il giudicato concernente un diverso immobile e proprietario.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 21771

Cassazione, sentenza n. 21771 del 9/10/2020

Sentenza n. 21771 del 09/10/2020

Un consumatore finale chiedeva all’Amministrazione il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, deducendone l’incompatibilità con la disciplina unionale; la CTR aveva escluso la sua legittimazione, spettante al fornitore quale soggetto passivo. La Cassazione conferma che il rapporto tributario intercorre tra erario e fornitore, mentre la rivalsa verso il consumatore appartiene a un distinto rapporto civilistico. L’azione diretta del consumatore è eccezionale e presuppone l’impossibilità o l’eccessiva difficoltà del recupero tramite il fornitore, circostanze non provate nel caso concreto; la censura contro il diniego è pertanto infondata.

N. 21810

Cassazione, sentenza n. 21810 del 9/10/2020

Sentenza n. 21810 del 09/10/2020

Una società contestava la motivazione dell’avviso che aveva aumentato il valore dichiarato di un terreno edificabile, liquidando maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale; sosteneva che la stima comparativa riguardasse un’area diversa. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva accertato la similarità dei terreni per ubicazione, destinazione urbanistica e indice di fabbricabilità, sulla base della relazione allegata all’atto. Ritenendo tali elementi sufficienti a motivare la rettifica e non sindacabile in legittimità il relativo giudizio di merito, ha respinto il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 21770

Cassazione, sentenza n. 21770 del 9/10/2020

Sentenza n. 21770 del 09/10/2020

La società, quale consumatore finale, chiedeva direttamente all’Amministrazione il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, sostenendo che l’articolo 14 del Testo unico accise non riservasse l’azione al soggetto passivo; la CTR aveva respinto tale impostazione. La Cassazione afferma che il fornitore è il debitore dell’imposta e il rapporto di rivalsa verso l’utente resta distinto e civilistico. Poiché non era stata allegata né provata l’impossibilità per il fornitore di ottenere il rimborso, mancavano i presupposti eccezionali per l’azione diretta del consumatore; l’unico motivo è dichiarato infondato.

N. 21809

Cassazione, sentenza n. 21809 del 9/10/2020

Sentenza n. 21809 del 09/10/2020

I cedenti di un’attività di ristorazione impugnavano la rettifica del valore di cessione, benché l’acquirente coobbligato avesse definito la pretesa con accertamento con adesione e pagato il tributo. Essi prospettavano il rischio che quel valore fosse successivamente utilizzato per accertare una plusvalenza ai fini IRPEF. La Cassazione ha ritenuto tale interesse meramente ipotetico, poiché al momento del ricorso introduttivo non era stato notificato alcun accertamento IRPEF, rilevando inoltre la mancata riproduzione del successivo atto asseritamente collegato; ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie

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