Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1026

Cassazione, sentenza n. 1026 del 14/01/2022

Sentenza n. 1026 del 14/01/2022

La società contestava il classamento in categoria D/1 di un’area adibita a cava, sostenendone l’inclusione nel catasto terreni; i giudici di merito avevano accolto la tesi perché la cava non sarebbe stata un’unità con autonoma capacità reddituale. La Cassazione chiarisce che l’esclusione dalla stima fondiaria non rende agricola l’area destinata all’attività estrattiva: rilevano la sua potenzialità edificatoria, anche limitata ai fabbricati strumentali, e il valore venale ai fini ICI. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte cassa e, decidendo nel merito, rigetta l’originaria impugnazione della contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 998

Cassazione, sentenza n. 998 del 14/01/2022

Sentenza n. 998 del 14/01/2022

Una cartella per IVA e ritenute dovute da una società in accomandita semplice era stata notificata al socio accomandatario e liquidatore; i giudici di merito l’avevano annullata perché diretta al socio anziché alla società. La Cassazione precisa che il socio illimitatamente responsabile può ricevere la pretesa tributaria sociale anche senza previa notifica alla società, ma beneficia della preventiva escussione del patrimonio sociale. Poiché l’Amministrazione non aveva provato l’insufficienza di tale patrimonio, non dimostrata dalla sola ammissione al concordato preventivo, il ricorso è rigettato con compensazione delle spese.

  • Riscossione
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • IVA
N. 1016

Cassazione, sentenza n. 1016 del 14/01/2022

Sentenza n. 1016 del 14/01/2022

L’accertamento recuperava, tra l’altro, un costo imputato a un esercizio successivo a quello di competenza e componenti relativi a crediti ceduti pro solvendo; i giudici di merito avevano annullato le riprese. La Cassazione ribadisce l’inderogabilità del criterio di competenza anche in assenza di danno erariale e precisa che, per i crediti pro solvendo, la deduzione richiede prova rigorosa del rischio rimasto al cedente; conferma invece la decisione sulle rimanenze, poiché l’Ufficio non aveva indicato una norma pertinente. Accolti i primi due motivi e respinto il terzo, dispone cassazione con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 988

Cassazione, sentenza n. 988 del 14/01/2022

Sentenza n. 988 del 14/01/2022

La controversia riguardava una sanzione per omesso versamento IVA nell’ambito dell’IVA di gruppo; la contribuente sosteneva che il primo giudice avesse deciso sulla diversa questione dell’esistenza e detraibilità del credito trasferito dalla controllata. La Cassazione rileva che tale doglianza, pur formulata sinteticamente in appello, contestava la mancata corrispondenza tra la pretesa amministrativa e la questione posta a fondamento della decisione di primo grado, mentre la CTR aveva omesso di pronunciarsi. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 1015

Cassazione, sentenza n. 1015 del 14/01/2022

Sentenza n. 1015 del 14/01/2022

A seguito di verifica fiscale, l’Ufficio aveva contestato l’imputazione tardiva di un costo e la deduzione di componenti connessi a crediti ceduti pro solvendo; CTP e CTR avevano accolto le ragioni della società. La Cassazione afferma che le regole temporali del reddito d’impresa sono inderogabili anche senza pregiudizio erariale e che la deducibilità per crediti pro solvendo presuppone la prova rigorosa del rischio persistente per il cedente; ritiene invece corretta la decisione sulle rimanenze, non essendo stata indicata una disposizione pertinente. Accoglie i primi due motivi, rigetta il terzo e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 987

Cassazione, sentenza n. 987 del 14/01/2022

Sentenza n. 987 del 14/01/2022

La società contestava il recupero dell’IVA detratta secondo il regime speciale agricolo, negato dai giudici di merito perché l’allevamento materiale era affidato ai soccidari e la contribuente, quale soccidante, forniva mezzi, assistenza e direzione. La Cassazione ritiene fondata la censura: la soccida costituisce esercizio associato dell’impresa agricola, della quale soccidante e soccidario sono contitolari con obblighi differenti, senza che il regime richieda la proprietà diretta dei fattori produttivi. La qualifica di soccidante non è quindi, da sola, ostativa all’applicazione del regime speciale IVA.

  • IVA
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1014

Cassazione, sentenza n. 1014 del 14/01/2022

Sentenza n. 1014 del 14/01/2022

La controversia riguardava una cartella emessa dall’Agenzia delle Entrate dopo il controllo automatizzato della dichiarazione, annullata in appello dopo il rigetto del ricorso in primo grado. La contribuente aveva aderito alla definizione agevolata della lite e impugnato con successo il diniego opposto dall’Ufficio, ottenendo il riconoscimento della definibilità della controversia. Documentato il pagamento delle sei rate dovute, la Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 986

Cassazione, sentenza n. 986 del 14/01/2022

Sentenza n. 986 del 14/01/2022

Dopo la cancellazione di una società di capitali, l’Amministrazione aveva richiesto ai soci, mediante cartelle, il pagamento solidale del debito IVA sociale; la CTR aveva escluso la pretesa perché non risultavano somme riscosse in liquidazione. La Cassazione chiarisce che i soci succedono nei debiti della società estinta, ma possono opporre i limiti della propria responsabilità: spetta al creditore provare la distribuzione dell’attivo e la quota riscossa, oppure le specifiche assegnazioni rilevanti ai sensi dell’articolo 36 del d.P.R. n. 602/1973. Non essendo tale presupposto dimostrato, il ricorso erariale è rigettato con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Società di capitali
  • Processo tributario
  • IVA
N. 1001

Cassazione, sentenza n. 1001 del 14/01/2022

Sentenza n. 1001 del 14/01/2022

La lite verteva sull’ICI 2009 relativa a un’area inserita in un procedimento di compensazione edificatoria: i giudici di merito avevano escluso il presupposto impositivo, ravvisando soltanto un’aspettativa edificatoria, mentre l’ente locale sosteneva la persistente edificabilità. La contribuente ha però documentato la tempestiva domanda di definizione agevolata e il pagamento della prima rata; non risultando notificato alcun diniego, la Corte ha ritenuto perfezionata la definizione. Il giudizio è stato quindi dichiarato estinto, con spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • IMU
  • Immobili
  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 1049

Cassazione, sentenza n. 1049 del 14/01/2022

Sentenza n. 1049 del 14/01/2022

La contribuente impugnava il classamento catastale che aveva ripristinato la categoria A/8 in luogo della A/7 proposta mediante DOCFA, denunciando carenza di motivazione e mancata considerazione di una perizia asseverata; entrambi i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione dichiara inammissibile la censura motivazionale perché il ricorso non trascriveva il contenuto dell’avviso, impedendone il controllo, e precisa che una perizia stragiudiziale è un elemento istruttorio, non un fatto storico decisivo omesso. Il ricorso, volto anche a una rivalutazione del merito, è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1000

Cassazione, sentenza n. 1000 del 14/01/2022

Sentenza n. 1000 del 14/01/2022

L’accertamento IRPEF e ILOR traeva origine da versamenti e prelevamenti rilevati su conti intestati ai contribuenti, che il giudice del rinvio aveva integralmente valorizzato dopo aver ritenuto non documentate le giustificazioni offerte. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure su questioni già precluse dalla precedente cassazione con rinvio e ha ribadito che i versamenti hanno efficacia presuntiva verso tutti i contribuenti, mentre i prelevamenti rilevano in tal senso soltanto per i titolari di reddito d’impresa. Ha quindi accolto la censura nei limiti dell’indebita considerazione indistinta degli addebiti, imponendo un nuovo esame coerente con tale distinzione.

N. 1048

Cassazione, sentenza n. 1048 del 14/01/2022

Sentenza n. 1048 del 14/01/2022

L’accertamento aveva disconosciuto la deduzione dei costi sostenuti dalla consolidata per acquistare lenti semilavorate da imprese ubicate in Paesi a fiscalità privilegiata; la CTR aveva invece riconosciuto le esimenti provate dalle società. La Cassazione conferma che, secondo la disciplina applicabile, era sufficiente alternativamente dimostrare l’effettiva attività commerciale dell’impresa estera oppure l’interesse economico e la concreta esecuzione delle operazioni; il giudice d’appello aveva comunque accertato entrambi i profili. Poiché le doglianze dell’Ufficio miravano a una nuova valutazione delle prove, il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

N. 1047

Cassazione, sentenza n. 1047 del 14/01/2022

Sentenza n. 1047 del 14/01/2022

La controversia riguardava il trattamento fiscale della somma corrisposta a un azionista mediante transazione, a fronte dell’abbandono della lite sulla lesione del diritto di opzione; l’Amministrazione la qualificava come compenso per obblighi di fare, non fare o tollerare. La Cassazione ritiene invece determinante la natura del diritto dedotto nell’accordo: la somma, commisurata alla partecipazione, remunerava la rinuncia al diritto di opzione e non un generico obbligo assunto con la transazione. Confermata la qualificazione adottata in appello, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato con condanna alle spese.

N. 1046

Cassazione, sentenza n. 1046 del 14/01/2022

Sentenza n. 1046 del 14/01/2022

La controversia riguardava il trattamento fiscale della somma corrisposta a un’azionista mediante transazione, a fronte dell’abbandono della lite sulla lesione del diritto di opzione; l’Amministrazione la qualificava come compenso per obblighi di fare, non fare o tollerare. La Cassazione ritiene invece determinante la natura del diritto dedotto nell’accordo: la somma, commisurata alla partecipazione, remunerava la rinuncia al diritto di opzione e non un generico obbligo assunto con la transazione. Confermata la qualificazione adottata in appello, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato con condanna alle spese.

N. 864

Cassazione, sentenza n. 864 del 13/01/2022

Sentenza n. 864 del 13/01/2022

La controversia concerneva accertamenti per imposte dirette, IVA e IRAP: per il 2003 e il 2004 i giudici di merito avevano dichiarato decaduto l’Ufficio, mentre per il 2005 avevano ritenuto indeducibili i costi dell’attività di noleggio nautico per difetto d’inerenza. La Cassazione ha qualificato come mera difesa, proponibile anche in appello, l’invocazione del raddoppio dei termini in replica all’eccezione di decadenza. Ha inoltre affermato che, nel regime applicabile, basta l’obbligo di denuncia penale, senza necessità di provare un procedimento penale effettivamente pendente, cassando sul punto la decisione e rinviando alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 863

Cassazione, sentenza n. 863 del 13/01/2022

Sentenza n. 863 del 13/01/2022

La lite riguardava l’assoggettamento a IVA dei compensi per supervisione e coordinamento di promotori finanziari: la CTR aveva escluso che tali prestazioni fossero accessorie all’attività di promozione e aveva confermato l’accertamento. Sebbene il contribuente contestasse tale qualificazione e invocasse l’esenzione, la Cassazione non ha esaminato il merito. Mancando l’avviso di ricevimento della notificazione postale del ricorso e non essendosi costituita l’Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza pronunciare sulle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 862

Cassazione, sentenza n. 862 del 13/01/2022

Sentenza n. 862 del 13/01/2022

La controversia riguardava le sanzioni collegate al disconoscimento della detrazione IVA per un canone pluriennale di locazione, fatturato e pagato anticipatamente in unica soluzione; la CTR le aveva disapplicate ravvisando incertezza obiettiva sull’abuso del diritto prima della sentenza Halifax. La Cassazione ha precisato che l’esimente richiede elementi positivi di confusione nella disciplina, da allegare e valutare, e non la sola incertezza soggettiva sulla liceità della condotta. Ha quindi ritenuto fondato il motivo dell’Agenzia, escludendo che la successiva elaborazione giurisprudenziale dell’istituto bastasse, da sola, a giustificare la disapplicazione delle sanzioni.

N. 867

Cassazione, sentenza n. 867 del 13/01/2022

Sentenza n. 867 del 13/01/2022

L’accertamento analitico-induttivo imputava al socio maggiori redditi IRPEF collegati a ricavi immobiliari non dichiarati dalla società; la CTR lo aveva annullato, reputando non gravi, precise e concordanti le presunzioni dell’Ufficio e richiamando redditività, perizia e valori delle cessioni. La Cassazione ha giudicato inammissibili entrambi i motivi erariali, perché diretti a ottenere una nuova valutazione del quadro probatorio e della notorietà delle pratiche bancarie considerate dal giudice di merito. È rimasto pertanto fermo l’annullamento dell’accertamento, con condanna dell’Agenzia alle spese del giudizio di legittimità.

N. 866

Cassazione, sentenza n. 866 del 13/01/2022

Sentenza n. 866 del 13/01/2022

La contribuente aveva chiesto la revocazione di una precedente sentenza di Cassazione relativa a un accertamento IRPEF, IRAP e IVA, deducendo errori concernenti giudicati interni ed esterni sullo status imprenditoriale attribuitole. Successivamente ha comunicato che un’altra decisione, divenuta definitiva, aveva annullato gran parte delle imposte accertate e fatto venir meno il suo interesse alla revocazione; le Amministrazioni resistenti non hanno formulato pretese contrapposte. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse e ha compensato integralmente le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 865

Cassazione, sentenza n. 865 del 13/01/2022

Sentenza n. 865 del 13/01/2022

Il giudizio riguardava un accertamento IRPEG relativo al 2003, confermato in primo grado e parzialmente annullato in appello quanto alla rideterminazione del prezzo di cessione di una partecipazione e alla corrispondente sanzione. Durante il giudizio di cassazione la società ha aderito alla definizione agevolata della lite, depositando la documentazione richiesta; anche l’Amministrazione ha riconosciuto la regolarità della procedura. La Corte ha dichiarato estinto il processo per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le aveva anticipate.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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