Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 13096

Cassazione, sentenza n. 13096 del 27/04/2022

Sentenza n. 13096 del 27/04/2022

L’Agenzia contestava la deduzione di compensi agli amministratori pagati mediante cessione di credito, alcune note di variazione e la non imponibilità IVA di esportazioni e riaddebiti di spese. La Cassazione ha chiarito che, secondo il criterio di cassa, la cessione consente la deduzione immediata solo se estingue il debito, ossia se è pro soluto; ha invece dichiarato inammissibili le censure sulle note di credito, fondate su una diversa ricostruzione dei fatti. Ha inoltre accolto il motivo sulle esportazioni, richiedendo una prova certa dell’uscita dei beni, e ha ricondotto i riaddebiti alla disciplina IVA del mandato.

N. 13081

Cassazione, sentenza n. 13081 del 27/04/2022

Sentenza n. 13081 del 27/04/2022

Gli avvisi recuperavano IVA indetraibile e costi ritenuti non inerenti relativi a immobili e autovetture; la CTR aveva condiviso l’assenza di strumentalità, rilevando anche l’uso personale dei beni. La Cassazione ha respinto o dichiarato inammissibili le contestazioni su giudicato, motivazione, inerenza ed elemento soggettivo delle sanzioni, confermando che le censure miravano in parte a una rivalutazione dei fatti. Ha invece accolto il motivo sulla motivazione meramente apodittica del diniego del cumulo per continuazione, cassando con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 12995

Cassazione, sentenza n. 12995 del 26/04/2022

Sentenza n. 12995 del 26/04/2022

Gli accertamenti per il 2007-2009 riguardavano imposte dirette e IVA connesse all’impiego di un’imbarcazione, ritenuto dalla CTR prevalentemente personale anziché destinato al noleggio. La Cassazione ha confermato l’applicabilità del raddoppio dei termini in presenza dell’obbligo di denuncia, ha escluso vizi della motivazione e ha dichiarato inammissibili le censure che sollecitavano una nuova valutazione dell’uso del natante; ha inoltre ritenuto già svolto il contraddittorio procedimentale. Ha invece accolto il motivo dell’Agenzia secondo cui la richiesta subordinata di applicare un’aliquota IVA ridotta costituiva domanda nuova in appello.

N. 12994

Cassazione, sentenza n. 12994 del 26/04/2022

Sentenza n. 12994 del 26/04/2022

La lite sostanziale verteva sulla qualificazione come finanziamento della socia o liberalità tassabile, quale sopravvenienza attiva, della cessione di un credito conferito alla società. La CTR aveva revocato la propria precedente decisione perché fondata sul diverso fatto del conferimento del valore di permuta di un’imbarcazione, quindi su un travisamento decisivo della pretesa erariale. La Cassazione ha riconosciuto in tale svista un errore percettivo idoneo alla revocazione: ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la sentenza ormai revocata e rigettato quello dell’Agenzia contro la decisione di revocazione.

N. 12993

Cassazione, sentenza n. 12993 del 26/04/2022

Sentenza n. 12993 del 26/04/2022

L’accertamento recuperava, tra l’altro, costi per carburante e manutenzioni ritenuti non inerenti e la relativa IVA, valorizzando un supporto informatico extracontabile rinvenuto presso l’impresa di trasporto. La Cassazione ha affermato che la contabilità in nero, compresi documenti informatici provenienti dall’imprenditore e anteriori alla verifica, può costituire un indizio grave, preciso e concordante, restando al contribuente la prova contraria; le censure proposte miravano invece soprattutto a riesaminare fatti e prove o mescolavano motivi eterogenei. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 13005

Cassazione, sentenza n. 13005 del 26/04/2022

Sentenza n. 13005 del 26/04/2022

La controversia riguardava la responsabilità solidale per maggiori IRES e IVA accertate, ma in Cassazione restava da definire soltanto la posizione del contribuente che aveva presentato domanda di definizione agevolata e documentato il pagamento della prima rata. La Corte ha rilevato che, in assenza di diniego notificato e di istanza di trattazione entro i termini previsti, il processo doveva essere dichiarato estinto. Le spese sono rimaste a carico della parte che le aveva anticipate.

N. 13004

Cassazione, sentenza n. 13004 del 26/04/2022

Sentenza n. 13004 del 26/04/2022

Il legale rappresentante contestava le sanzioni tributarie irrogate personalmente, sostenendo che, per le violazioni riferibili a una società con personalità giuridica, dovesse rispondere esclusivamente quest’ultima. La Cassazione ha escluso anche l’efficacia riflessa del giudicato relativo a un diverso amministratore e ha precisato che l’esclusività opera quando la persona fisica agisce nell’interesse della società, non quando utilizza un ente fittizio come schermo per il proprio vantaggio. Poiché la CTR aveva accertato la natura meramente apparente della società, il ricorso è stato rigettato.

N. 13003

Cassazione, sentenza n. 13003 del 26/04/2022

Sentenza n. 13003 del 26/04/2022

L’accertamento imputava al socio il maggior reddito derivante dalla partecipazione in una società di persone; la CTR aveva ritenuto decisiva la definitività dell’accertamento societario e precluso le contestazioni individuali. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che le controversie sul reddito della società e dei soci sono inscindibili, salvo questioni personali, e richiedono la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari. Ha quindi dichiarato nullo l’intero processo, cassato le decisioni di merito e rinviato alla CTP per la rinnovazione del giudizio nel contraddittorio integrale.

  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 13002

Cassazione, sentenza n. 13002 del 26/04/2022

Sentenza n. 13002 del 26/04/2022

Le controversie riunite riguardavano riprese IRES, IRAP e IVA connesse a un disavanzo di fusione ritenuto elusivo, costi di consulenza, interessi e operazioni non contabilizzate. La Cassazione ha giudicato apparente la motivazione con cui la CTR aveva escluso l’abuso senza illustrare il percorso logico-giuridico e ha riscontrato un’omessa motivazione su alcune riprese riferite alla controllata; ha invece confermato la decisione sui costi di consulenza della consolidante. Accolti parzialmente i motivi dell’Ufficio e rigettato il ricorso della società, ha cassato con rinvio nei limiti indicati.

  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 12997

Cassazione, sentenza n. 12997 del 26/04/2022

Sentenza n. 12997 del 26/04/2022

Una prestatrice italiana chiedeva il rimborso dell’IVA indebitamente versata tra il 1999 e il 2006 su servizi resi a una committente estera, sostenendo che il termine biennale decorresse dalla pronuncia europea che aveva chiarito il rimedio azionabile. La Cassazione ha confermato che il termine decorreva dal pagamento, poiché quella decisione non costituiva il diritto alla restituzione e le precedenti difficoltà integravano impedimenti di fatto. Per alcune annualità ha dichiarato i ricorsi inammissibili per sopravvenuta carenza d’interesse; per le altre ha rigettato tutti i ricorsi.

N. 12996

Cassazione, sentenza n. 12996 del 26/04/2022

Sentenza n. 12996 del 26/04/2022

La CTR aveva dichiarato tardivo l’appello dell’Agenzia contro un accertamento per imposte dirette e IVA relativo, tra l’altro, al leasing e al carburante di un natante impiegato secondo il giudice per fini privati. La Cassazione ha stabilito che la sospensione semestrale prevista per le controversie definibili rendeva tempestiva la seconda notificazione del gravame; ha invece dichiarato inammissibili o infondate le contestazioni della contribuente, anche perché dirette a rivalutare i fatti e perché l’affidamento non incide sulla debenza del tributo. La sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 12887

Cassazione, sentenza n. 12887 del 22/04/2022

Sentenza n. 12887 del 22/04/2022

La controversia riguardava la revocazione della precedente decisione che aveva confermato un invito al pagamento IRPEF e un preavviso di fermo per tasse automobilistiche, contestati sotto il profilo delle notifiche, della prescrizione e della decadenza. La Corte chiarisce che l’errore revocatorio deve consistere in una svista percettiva decisiva su un fatto non controverso, mentre le censure proposte investivano valutazioni già compiute sulla consegna postale e sulle eccezioni del contribuente. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
  • IRPEF
N. 12886

Cassazione, sentenza n. 12886 del 22/04/2022

Sentenza n. 12886 del 22/04/2022

Società e soci chiedevano la revocazione della decisione che aveva confermato gli accertamenti induttivi per IRAP, IVA e IRPEF, sostenendo che la Cassazione non avesse correttamente considerato i finanziamenti e le disponibilità patrimoniali dei soci. La Corte rileva che consistenza e provenienza degli apporti, nonché legittimità del metodo induttivo e rideterminazione dell’imponibile, erano questioni controverse già esaminate nei gradi di merito e nel precedente giudizio di legittimità. Non ricorrendo una mera svista percettiva su un fatto incontestato, il ricorso per revocazione è dichiarato inammissibile, con condanna solidale alle spese.

N. 12851

Cassazione, sentenza n. 12851 del 22/04/2022

Sentenza n. 12851 del 22/04/2022

Il gestore del servizio rifiuti aveva impugnato la decisione regionale che, confermando il primo grado, aveva annullato un accertamento TIA del 2007 perché la superficie destinata alla produzione di rifiuti speciali era stata determinata presuntivamente nonostante la collaborazione della contribuente. Prima dell’adunanza camerale, il gestore ha ritualmente rinunciato al ricorso mediante difensore munito di procura speciale. La Corte dichiara pertanto estinto il procedimento, senza statuire sulle spese poiché la controparte era rimasta intimata e senza applicare il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 12849

Cassazione, sentenza n. 12849 del 22/04/2022

Sentenza n. 12849 del 22/04/2022

Il giudizio concerneva quattro accertamenti TIA relativi al 2006-2009 e la decisione regionale che aveva riconosciuto l’esenzione per superfici produttive di rifiuti speciali e per aree di stoccaggio e magazzino. Il gestore aveva contestato, tra l’altro, l’esenzione integrale, la motivazione della sentenza e la disapplicazione del regolamento comunale, ma ha rinunciato ritualmente al ricorso prima dell’adunanza camerale. La Corte dichiara estinto il procedimento, non regola le spese perché la contribuente è rimasta intimata ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Agevolazioni Fiscali
N. 12848

Cassazione, sentenza n. 12848 del 22/04/2022

Sentenza n. 12848 del 22/04/2022

La controversia riguardava un’ingiunzione TIA per il 2011-2012 e l’esenzione riconosciuta in appello per rifiuti speciali smaltiti autonomamente dalla contribuente. La Corte reputa sufficiente la motivazione regionale sullo smaltimento, ma accoglie la censura di omessa pronuncia sulla decisiva classificazione dei rifiuti come assimilabili o non assimilabili agli urbani: la sola natura speciale non basta, poiché l’esonero integrale dalla quota variabile presuppone la non assimilazione secondo la disciplina comunale. La sentenza è cassata sul punto, con rinvio alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12832

Cassazione, sentenza n. 12832 del 22/04/2022

Sentenza n. 12832 del 22/04/2022

Un imprenditore individuale contestava l’ingiunzione TARSU/TIA per il 2005-2011, deducendo che il prodromico accertamento fosse stato recapitato nel locale commerciale, diverso dalla residenza e dal domicilio, a persona ignota. La Corte afferma che l’impresa individuale coincide con la persona fisica e che l’atto impositivo deve essere notificato nel suo domicilio fiscale; se il contribuente contesta il collegamento del luogo di consegna, spetta al notificante provarlo. Ritenuto fondato il primo motivo per il mancato assolvimento di tale onere, la Corte indica l’assorbimento delle ulteriori censure; il dispositivo non è presente nei dati forniti.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 12759

Cassazione, sentenza n. 12759 del 22/04/2022

Sentenza n. 12759 del 22/04/2022

Una società assoggettata a procedura d’insolvenza in Germania contestava ruolo e cartella per IVA non versata, interessi, sanzioni e aggio, sostenendo l’incompatibilità della pretesa con le regole concorsuali tedesche. La Corte distingue la formazione del titolo, utile alla tutela concorsuale del credito erariale, dall’esecuzione individuale vietata; conferma inoltre la pretesa sanzionatoria, anche per le operazioni imponibili compiute durante l’esercizio provvisorio. Rigettato il ricorso principale, accoglie quello incidentale sull’aggio, la cui natura concorsuale deve essere valutata dal giudice della procedura, e respinge sul punto il ricorso originario.

  • IVA
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Estero
N. 12714

Cassazione, sentenza n. 12714 del 21/04/2022

Sentenza n. 12714 del 21/04/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione della decisione che aveva confermato il recupero di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, sostenendo che la controversia riguardasse l’utilizzo durante un periodo di sospensione e non l’omessa comunicazione telematica valorizzata dalla precedente sentenza. La Corte qualifica la doglianza come denuncia di ultrapetizione, dunque come eventuale errore processuale o di giudizio, non come errore percettivo su un fatto decisivo e non controverso. Poiché tale vizio non è deducibile mediante revocazione, il ricorso è dichiarato inammissibile, senza statuizione sulle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 12713

Cassazione, sentenza n. 12713 del 21/04/2022

Sentenza n. 12713 del 21/04/2022

Gli accertamenti IRAP e IRPEF erano stati notificati sei giorni dopo la chiusura della verifica, senza attendere il termine dilatorio di sessanta giorni; la Commissione regionale li aveva comunque ritenuti validi. La Corte ribadisce che l’inosservanza del termine rende illegittimo l’atto anticipato, salvo specifiche ragioni d’urgenza provate dall’ufficio, e precisa che né il precedente contraddittorio, né l’entità degli imponibili, né l’imminente decadenza dell’accertamento integrano tale urgenza. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte decide nel merito, annulla gli avvisi e condanna l’Agenzia alle spese.

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