Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 12693

Cassazione, sentenza n. 12693 del 21/04/2022

Sentenza n. 12693 del 21/04/2022

La controversia concerneva la deducibilità, per il 2003-2004, di costi sostenuti verso fornitori residenti in Paesi a fiscalità privilegiata e di perdite su crediti. La Corte esclude che la mancata separata indicazione in dichiarazione impedisca retroattivamente la deduzione, ma ritiene carente la decisione regionale sulla prova dell’attività commerciale effettiva dei fornitori e della convenienza rispetto ad alternative comparabili, rilevando anche l’omesso esame di specifiche contestazioni dell’ufficio. Dai dati risulta il rigetto del primo motivo e l’accoglimento parziale delle censure successive; il testo disponibile non contiene la valutazione completa delle perdite né il dispositivo finale.

N. 12412

Cassazione, sentenza n. 12412 del 19/04/2022

Sentenza n. 12412 del 19/04/2022

L’avviso aveva riqualificato come cessione d’azienda una sequenza di conferimento, cessione di quote e incorporazione, applicando l’imposta di registro proporzionale; la CTR aveva condiviso la pretesa e ritenuto irrilevante il mancato rispetto del termine dilatorio. La Cassazione afferma invece che, dopo un accesso nei locali dell’attività, il termine di sessanta giorni previsto dallo Statuto del contribuente opera anche per l’imposta di registro e la sua violazione rende nullo l’accertamento. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata e il ricorso originario della contribuente accolto nel merito.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12223

Cassazione, ordinanza n. 12223 del 14/04/2022

Ordinanza n. 12223 del 14/04/2022

La controversia riguardava l’assoggettamento a IRPEF del trattamento di fine mandato al quale un socio-amministratore aveva rinunciato; la CTR aveva escluso una capacità contributiva concreta, accogliendo l’appello del contribuente. La Cassazione qualifica la rinuncia come incasso giuridico: il credito, pur non materialmente riscosso, è conseguito e utilizzato per patrimonializzare la società e può incrementare il valore della partecipazione, restando quindi soggetto al proprio regime fiscale e alla ritenuta dovuta dalla società. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, con cassazione e rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 12222

Cassazione, ordinanza n. 12222 del 14/04/2022

Ordinanza n. 12222 del 14/04/2022

L’accertamento IRPEF traeva origine dalla rinuncia di un socio-amministratore al trattamento di fine mandato accantonato dalla società; la CTR aveva escluso che una ricchezza soltanto virtuale potesse essere tassata. La Cassazione ritiene invece che la rinuncia presupponga il conseguimento e l’utilizzo giuridico del credito, poiché patrimonializza la società e può accrescere il valore della partecipazione: l’importo resta pertanto imponibile e la società deve applicare la relativa ritenuta. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la decisione regionale è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11908

Cassazione, sentenza n. 11908 del 12/04/2022

Sentenza n. 11908 del 12/04/2022

I contribuenti avevano chiesto l’ottemperanza di una pronuncia non definitiva che, accogliendo il ricorso contro il diniego di riduzione di un’ipoteca dell’agente della riscossione, aveva ordinato la liberazione di alcuni immobili; il giudice tributario aveva nominato un commissario ad acta. La Cassazione precisa che l’ottemperanza di sentenze non passate in giudicato è ammessa soltanto nelle specifiche ipotesi contemplate dalla disciplina tributaria, tra le quali non rientra l’ordine di restringere un’iscrizione ipotecaria. Accolto il primo motivo dell’agente della riscossione e assorbito il secondo, la sentenza è cassata e il ricorso originario rigettato nel merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 11286

Cassazione, ordinanza n. 11286 del 7/04/2022

Ordinanza n. 11286 del 07/04/2022

Un difensore antistatario aveva promosso l’ottemperanza per ottenere dall’Agenzia delle Entrate le spese liquidate in un precedente giudizio tributario, ma la CTP aveva dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo la pretesa estranea all’esecuzione tributaria. La Cassazione afferma che la condanna dell’Amministrazione alle spese costituisce titolo immediatamente esecutivo anche in favore del difensore distrattario e, decorso il termine di pagamento, può essere attuata mediante ottemperanza senza attendere il giudicato. Rigettata la censura sulla motivazione e accolto il secondo motivo, la decisione è cassata con rinvio alla CTP in diversa composizione.

N. 11269

Cassazione, sentenza n. 11269 del 7/04/2022

Sentenza n. 11269 del 07/04/2022

La società invocava retroattivamente la disciplina favorevole sulla deducibilità dei costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti, sebbene gli avvisi riguardassero sanzioni IVA per irregolarità nelle cessioni e il giudizio fosse stato originariamente circoscritto a vizi degli atti. La Cassazione chiarisce che tale disciplina concerne le imposte dirette e non legittima la detrazione IVA per fatture relative a operazioni inesistenti anche solo soggettivamente; rileva inoltre la mancata specificazione della riconducibilità della ripresa alla deducibilità di costi. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna della società alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11268

Cassazione, sentenza n. 11268 del 7/04/2022

Sentenza n. 11268 del 07/04/2022

La cartella, emessa mediante controllo automatizzato, recuperava un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate e un diverso credito riportato in dichiarazione; la CTR ne aveva confermato la legittimità, sovrapponendo però le due poste. La Cassazione ritiene consentita la liquidazione automatizzata quando il recupero deriva dal mero raffronto cartolare dei dati dichiarati, anche per crediti d’imposta, ma ravvisa nella decisione regionale un contrasto irriducibile e una motivazione incomprensibile sulla diversa origine dei crediti. Rigettati i primi tre motivi, accolto il quinto e assorbito il quarto, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11261

Cassazione, sentenza n. 11261 del 7/04/2022

Sentenza n. 11261 del 07/04/2022

L’accertamento aveva ricostruito maggiori ricavi di un’attività di bar ai fini IRES, IRAP e IVA, sulla base dei consumi e dello scostamento rispetto allo studio di settore; i giudici di merito avevano ridotto del 50% la pretesa e respinto le ulteriori contestazioni della contribuente. La Cassazione ribadisce che gli standard costituiscono presunzioni semplici, da verificare nel contraddittorio e nel caso concreto, ma giudica le censure formulate inammissibili o infondate, anche perché alcune non individuavano fatti decisivi, non criticavano specificamente la decisione o introducevano questioni nuove. Il ricorso è integralmente rigettato, con condanna alle spese.

N. 11110

Cassazione, sentenza n. 11110 del 6/04/2022

Sentenza n. 11110 del 06/04/2022

Una contribuente contestava un avviso di accertamento IVA 2006, emesso dopo un accesso nei locali aziendali senza rispettare il termine dilatorio previsto dallo Statuto del contribuente; la CTR aveva ritenuto sufficiente l’imminente decadenza dell’azione accertativa. La Cassazione afferma che tale scadenza non costituisce ragione d’urgenza e che l’Agenzia risponde anche dei ritardi della Guardia di Finanza, senza necessità di prova di resistenza. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata e il ricorso introduttivo accolto nel merito.

N. 11109

Cassazione, sentenza n. 11109 del 6/04/2022

Sentenza n. 11109 del 06/04/2022

L’accertamento IVA 2007 contestava a un’attività di compro oro l’applicazione del reverse charge, esclusa dalla CTR anche per l’assenza di laboratori destinati alla lavorazione dei beni acquistati. La Cassazione chiarisce che rilevano invece la destinazione non immediata al consumo e il titolo di purezza dell’oro; conferma inoltre la validità della motivazione dell’avviso mediante rinvio al PVC già conosciuto. Accolto il motivo sul regime IVA, la sentenza è cassata con rinvio affinché la CTR accerti tali presupposti applicando rigorosamente l’onere della prova.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11108

Cassazione, sentenza n. 11108 del 6/04/2022

Sentenza n. 11108 del 06/04/2022

La controversia riguardava un accertamento IVA 2008 nei confronti di un compro oro, per il quale la CTR aveva escluso l’inversione contabile e reputato adeguatamente motivato l’atto mediante richiamo al PVC. La Cassazione conferma quest’ultimo profilo, ma precisa che il reverse charge dipende dalla natura dei prodotti, dalla loro destinazione non immediata al consumo e dalla purezza dell’oro, non dalla disponibilità di laboratori aziendali. Accolto il motivo relativo al regime IVA, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per i necessari accertamenti di fatto.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11107

Cassazione, sentenza n. 11107 del 6/04/2022

Sentenza n. 11107 del 06/04/2022

Per l’annualità IVA 2009, la CTR aveva confermato la pretesa erariale verso un compro oro, negando il reverse charge e respingendo le contestazioni sulla motivazione dell’avviso. La Cassazione ritiene corretta la motivazione per relationem al PVC già conosciuto, ma stabilisce che l’inversione contabile richiede di verificare la destinazione non immediata al consumo dei beni e il titolo di purezza dell’oro, senza attribuire rilievo decisivo all’assenza di laboratori. Accolto il relativo motivo, cassa con rinvio per il nuovo esame e assorbe le ulteriori censure.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11106

Cassazione, sentenza n. 11106 del 6/04/2022

Sentenza n. 11106 del 06/04/2022

L’avviso IVA 2010 traeva origine dall’attività di un compro oro e la CTR aveva ritenuto inapplicabile il reverse charge, oltre a escludere vizi della motivazione dell’atto. La Cassazione conferma che il rinvio al PVC già consegnato può sorreggere la motivazione, ma precisa che il regime d’inversione contabile dipende dalla destinazione non immediata al consumo e dalla purezza dei prodotti d’oro, non dall’esistenza di laboratori presso l’impresa. Accolto il secondo motivo e assorbite le restanti censure pertinenti, dispone la cassazione con rinvio per gli accertamenti di fatto.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11101

Cassazione, sentenza n. 11101 del 6/04/2022

Sentenza n. 11101 del 06/04/2022

L’Agenzia aveva recuperato un credito IVA utilizzato in compensazione dopo aver attribuito alla società incorporante la posizione di una società estera che, in realtà, aveva ceduto un ramo d’azienda alla società successivamente incorporata. La Cassazione afferma che la responsabilità solidale fiscale del cessionario, applicabile anche alla cessione di ramo, resta distinta dalla posizione del cedente ed è limitata alle violazioni dell’anno della cessione e dei due precedenti, oltre che dalle ulteriori condizioni previste dalla norma. Accolto il ricorso, cassa la decisione regionale e annulla nel merito l’atto di recupero.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 11112

Cassazione, sentenza n. 11112 del 6/04/2022

Sentenza n. 11112 del 06/04/2022

La controversia riguardava, tra l’altro, la non imponibilità IVA dei trasporti connessi a importazioni ed esportazioni, riconosciuta dai giudici di merito nonostante l’Agenzia contestasse l’assenza delle prove richieste. La Cassazione precisa che, per le importazioni, il prestatore deve dimostrare che il corrispettivo del trasporto sia confluito nella base imponibile doganale, anche se l’IVA non è stata materialmente assolta in dogana; per le esportazioni occorre invece prova certa dell’effettiva uscita dei beni dall’Unione, non necessariamente limitata alla dichiarazione di esportazione. Il primo motivo dell’Agenzia è accolto nei limiti indicati, mentre il secondo è dichiarato inammissibile.

  • IVA
  • Estero
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11111

Cassazione, sentenza n. 11111 del 6/04/2022

Sentenza n. 11111 del 06/04/2022

L’atto contestava l’omesso pagamento di un acconto sulle accise; la CTR aveva escluso le sanzioni, riconducendo alla forza maggiore la crisi di liquidità provocata dai ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni debitrici. La Cassazione afferma che, nel diritto sanzionatorio tributario, la forza maggiore richiede un evento imponderabile e irresistibile, capace di annullare la possibilità del soggetto di governare la propria condotta: non vi rientra l’illiquidità derivante da reiterati ritardi, per quanto gravi, quando siano prevedibili. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata e il ricorso originario rigettato sul punto.

N. 10882

Cassazione, sentenza n. 10882 del 5/04/2022

Sentenza n. 10882 del 05/04/2022

Gli accertamenti IVA e IRAP derivavano da una verifica e dalla consegna del processo verbale a un soggetto che, in quel momento, non risultava socio, amministratore o delegato della società semplice agricola. La Corte afferma che l’Agenzia deve consultare il registro delle imprese per individuare l’attuale legale rappresentante presso cui svolgere la verifica e consegnare il verbale, salvo delega scritta, a tutela del contraddittorio e della difesa. Accoglie quindi il primo motivo, assorbe gli altri, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo.

  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Società semplice
  • Contenzioso
N. 10881

Cassazione, sentenza n. 10881 del 5/04/2022

Sentenza n. 10881 del 05/04/2022

Una società consolidata contestava il recupero IVA e IRAP dei costi per servizi amministrativi infragruppo, ripartiti proporzionalmente dalla controllante, sostenendone inerenza e neutralità fiscale nel consolidato. La Corte ribadisce che spetta al contribuente provare esistenza, natura e concreta destinazione produttiva dei costi; il consolidato nazionale non incide sulle autonome obbligazioni IVA e IRAP delle consociate, mentre l’incongruenza del riparto può concorrere alla valutazione di antieconomicità e inerenza. Escluse le dedotte nullità e ritenute inammissibili le richieste di rivalutazione dei fatti, rigetta integralmente il ricorso.

N. 10880

Cassazione, sentenza n. 10880 del 5/04/2022

Sentenza n. 10880 del 05/04/2022

Gli avvisi contestavano a un soggetto residente in Germania l’omessa dichiarazione di redditi e IVA per attività immobiliare svolta tramite una stabile organizzazione in Italia. La Corte precisa che, ai fini dell’imposizione del non residente, basta una sede fissa d’affari nella quale sia esercitata in tutto o in parte un’attività economicamente rilevante, senza necessaria autonomia gestionale, contabile o produttiva di reddito; la CTR aveva motivatamente accertato tali elementi. Respinte anche le censure sul giudicato e dichiarati inammissibili i motivi volti a rivalutare i fatti, il ricorso è rigettato.

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