Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 29154

Cassazione, sentenza n. 29154 del 6/10/2022

Sentenza n. 29154 del 06/10/2022

I contribuenti chiedevano la revocazione dell’ordinanza che aveva rigettato il loro ricorso, poiché la Corte non aveva considerato la documentazione già depositata sulla definizione agevolata, sui pagamenti e sulla rinuncia al giudizio. La Cassazione ravvisa un errore percettivo decisivo, distinto da un errore di diritto o di valutazione, poiché quei fatti risultavano incontestabilmente dagli atti e non erano controversi. Accoglie quindi la revocazione, cassa l’ordinanza e dichiara estinto il giudizio di cassazione, con cessazione della materia del contendere.

N. 29145

Cassazione, sentenza n. 29145 del 6/10/2022

Sentenza n. 29145 del 06/10/2022

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva confermato l’annullamento di un accertamento IRPEF, sostenendo che la Corte non avesse rilevato il litisconsorzio necessario tra società di persone e soci nella controversia sulle fatture per operazioni inesistenti. La Cassazione chiarisce che l’individuazione del litisconsorzio implica interpretazione di norme processuali e integra un eventuale errore di diritto, non l’errore percettivo di fatto richiesto per la revocazione. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile, con condanna dell’Amministrazione alle spese.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di persone
N. 29135

Cassazione, sentenza n. 29135 del 6/10/2022

Sentenza n. 29135 del 06/10/2022

La controversia riguardava la rettifica del corrispettivo di una cessione immobiliare e della conseguente plusvalenza, fondata sui valori OMI e su ulteriori elementi indicativi di sottofatturazione. La Cassazione esclude il giudicato interno e ritiene che la decisione regionale non abbia mutato la contestazione in abuso fiscale: i valori OMI non costituiscono prova legale, ma possono concorrere con indizi gravi, precisi e concordanti, da valutare complessivamente. Sono dichiarate infondate o inammissibili le censure esaminate nel testo, comprese quelle dirette a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio.

N. 29133

Cassazione, sentenza n. 29133 del 6/10/2022

Sentenza n. 29133 del 06/10/2022

Una banca chiedeva il rimborso di eccedenze d’imposta trasferitele con una cessione di attività e passività; l’Ufficio aveva opposto, soltanto nella fase successiva alla rimessione al giudice provinciale, l’esistenza di controcrediti erariali. La Cassazione stabilisce che il processo instaurato dopo la sentenza dichiarativa della competenza costituisce prosecuzione del giudizio originario, non un nuovo giudizio: restano quindi ferme le preclusioni già maturate, comprese quelle sulle eccezioni non rilevabili d’ufficio. Accoglie il ricorso, cassa la decisione regionale e rinvia per un nuovo esame.

N. 29127

Cassazione, sentenza n. 29127 del 6/10/2022

Sentenza n. 29127 del 06/10/2022

Un ente ecclesiastico impugnava una cartella TARSU per il 2003-2005, contestandone notificazione, prescrizione e presupposti sostanziali, anche per la destinazione cimiteriale e asseritamente cultuale degli immobili. La Cassazione ritiene sanabili per raggiungimento dello scopo i dedotti vizi notificatori, esclude l’efficacia dei giudicati invocati e precisa che, nell’opposizione alla cartella, non possono riproporsi questioni di merito relative agli avvisi ormai definitivi. Aggiunge che l’area cimiteriale non è automaticamente esente dalla tassa sui rifiuti e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 29126

Cassazione, sentenza n. 29126 del 6/10/2022

Sentenza n. 29126 del 06/10/2022

La società contestava una cartella emessa dopo il disconoscimento del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, omesso nella dichiarazione relativa al periodo in cui il beneficio era stato concesso e successivamente inserito mediante integrativa. La Cassazione qualifica l’indicazione nel quadro RU come manifestazione negoziale necessaria per fruire dell’agevolazione, non come semplice dichiarazione di scienza emendabile liberamente; l’omissione determina quindi una decadenza sostanziale, salvo prova dei vizi della volontà nei termini indicati. Il ricorso viene rigettato.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Dichiarazioni
  • Riscossione
N. 29117

Cassazione, sentenza n. 29117 del 6/10/2022

Sentenza n. 29117 del 06/10/2022

L’Amministrazione recuperava ai fini IRES quote relative a crediti integralmente svalutati, sostenendo che l’azzeramento contabile equivalesse a una perdita e richiedesse elementi certi e precisi. La Cassazione distingue la perdita, connessa alla definitiva inesigibilità, dalla svalutazione anche totale, ammessa quando il rischio d’inesigibilità sia ragionevolmente prevedibile ma non definitivo: il credito resta infatti giuridicamente esistente e suscettibile di recupero o ripresa di valore. Rigetta sia il ricorso principale dell’Ufficio sia quello incidentale sulle spese, che compensa integralmente.

N. 29084

Cassazione, ordinanza n. 29084 del 6/10/2022

Accertamento - Imposte periodiche - Effetto vincolante del giudicato esterno.

L’Agenzia contestava la deducibilità e, per quanto indicato, la detraibilità IVA di costi sostenuti nell’ambito di una riorganizzazione aziendale, deducendo anche difetto d’inerenza e inesistenza di alcune operazioni. La Cassazione riconosce efficacia vincolante ai giudicati favorevoli formatisi tra le stesse parti quando riguardino punti fondamentali comuni e fatti permanenti o pluriennali, senza che l’autonomia dei periodi d’imposta consenta di riesaminarli. In presenza dell’identità degli elementi costitutivi delle pretese relative alle annualità accertate, ritiene quindi operativo il giudicato esterno favorevole alla società.

N. 28973

Cassazione, sentenza n. 28973 del 5/10/2022

Sentenza n. 28973 del 05/10/2022

La controversia riguarda la qualificazione di un conferimento comprendente un albergo, un centro benessere e uno stabilimento balneare, che l’Amministrazione considerava trasferimento di singoli beni ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. La Corte afferma che il giudicato esterno formatosi tra le stesse parti sulla qualificazione del negozio come conferimento d’azienda preclude una diversa qualificazione anche nei giudizi relativi a tributi connessi, quando essa incide sulla base imponibile o su altro elemento impositivo disciplinato unitariamente. Il testo disponibile non riporta il dispositivo conclusivo.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28950

Cassazione, sentenza n. 28950 del 5/10/2022

Sentenza n. 28950 del 05/10/2022

Una contribuente contestava il rigetto del reclamo contro il frazionamento catastale di una particella posta al confine con il demanio marittimo; i giudici tributari avevano accolto la domanda. La Cassazione conferma che, quando si chiede la variazione delle risultanze catastali e non l’accertamento dell’esistenza o dell’estensione della proprietà, la giurisdizione appartiene al giudice tributario; precisa inoltre che l’Agenzia, competente per le operazioni catastali, era l’unica legittimata passiva nel giudizio. Il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28945

Cassazione, sentenza n. 28945 del 5/10/2022

Sentenza n. 28945 del 05/10/2022

La controversia concerne la rettifica della rendita catastale di uno stabilimento, con inclusione di laminatoio, forni e trasformatori e contestazione dei valori attribuiti a carri-ponte, capannone e corte. La Corte conferma, per la disciplina applicabile, la rilevanza degli impianti stabilmente connessi all’opificio, ma reputa apparente e apodittica la motivazione d’appello sui valori dei carri-ponte e degli immobili, perché non affronta gli elementi specifici dedotti dalla contribuente. Accolti quattro motivi e respinti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario regionale della Lombardia.

  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 28937

Cassazione, sentenza n. 28937 del 5/10/2022

Sentenza n. 28937 del 05/10/2022

L’Agenzia chiedeva la revocazione dell’ordinanza che, in una controversia sulla rendita di un immobile di categoria D, aveva censurato l’impiego del costo di costruzione anziché del valore venale ricavabile anche dall’atto di compravendita. La Corte esclude un errore percettivo: la precedente decisione aveva consapevolmente qualificato come prioritario il criterio del valore venale e aveva formulato un giudizio interpretativo sulla nozione di stima diretta. Poiché la revocazione non può correggere errori di diritto o di valutazione, il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 28925

Cassazione, sentenza n. 28925 del 5/10/2022

Sentenza n. 28925 del 05/10/2022

Nel giudizio di rinvio relativo alla rettifica della rendita di un immobile di categoria D, il giudice regionale aveva annullato l’accertamento perché fondato sul costo di costruzione anziché sul valore venale desumibile dall’atto di acquisto e dalla stima tecnica. La Cassazione ritiene che tale decisione abbia correttamente applicato il principio vincolante già enunciato in sede rescindente: il criterio prioritario era quello del valore venale, mentre l’unicità dell’atto di compravendita non ne escludeva la rilevanza. Il ricorso dell’Agenzia è quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28915

Cassazione, sentenza n. 28915 del 5/10/2022

Sentenza n. 28915 del 05/10/2022

La lite riguardava un maggiore imponibile IRPEF collegato alla plusvalenza derivante dalla cessione di un’attività commerciale; il primo grado aveva respinto il ricorso, mentre l’appello lo aveva accolto. La Cassazione rileva che la motivazione della sentenza regionale affermava la legittimità della decisione di primo grado, ma il dispositivo accoglieva inspiegabilmente l’appello. Poiché il contrasto impedisce di comprendere il contenuto della statuizione, la sentenza è nulla: il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata al giudice tributario siciliano per un nuovo esame.

  • IRPEF
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28735

Cassazione, sentenza n. 28735 del 4/10/2022

Sentenza n. 28735 del 04/10/2022

Gli atti relativi al 2001 contestavano al consorzio omessa fatturazione, indebita detrazione IVA, infedele dichiarazione e omesso versamento, sul presupposto di irregolarità nel ribaltamento di costi e ricavi e dell’occultamento di utili. La CTR di rinvio aveva escluso parte delle riprese per assenza di danno erariale, mantenendo quelle riferite a specifici rapporti e consulenze. La Cassazione ha rilevato l’indebita estensione della decisione ad alcune questioni e, accogliendo il ricorso incidentale dell’Amministrazione, ha affermato che occorreva applicare i precedenti principi su fatturazione, inerenza ed elusività; la causa è stata nuovamente rinviata.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 28734

Cassazione, sentenza n. 28734 del 4/10/2022

Sentenza n. 28734 del 04/10/2022

Per il 2002 erano stati recuperati IVA, IRPEG e IRAP, oltre alle sanzioni, in relazione al parziale ribaltamento di costi e ricavi fra consorzio e consorziate e a componenti ritenuti non documentati o destinati a occultare utili. La Cassazione ha giudicato erroneo il criterio dell’assenza di danno erariale seguito dalla CTR, poiché la detrazione IVA richiedeva l’esposizione dei costi in fattura e la verifica della loro inerenza secondo il precedente giudizio di rinvio. Accolte anche alcune censure processuali, ha cassato nei limiti indicati e disposto un nuovo esame.

  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 28733

Cassazione, sentenza n. 28733 del 4/10/2022

Sentenza n. 28733 del 04/10/2022

I giudizi riuniti riguardavano, da un lato, la revocazione della sentenza sull’accertamento e, dall’altro, la responsabilità personale per violazioni tributarie riferite a una società, attribuite al contribuente quale amministratore anche di fatto. La Cassazione ha escluso la revocazione perché il giudicato esterno, già eccepito in appello, doveva essere fatto valere mediante ricorso per cassazione. Esaminando quest’ultimo, ha richiamato l’esclusiva imputazione delle sanzioni alla persona giuridica, applicabile in linea di principio anche se gestita da un amministratore di fatto, e ha dichiarato non dovute le pretese avanzate personalmente nei suoi confronti.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 28836

Cassazione, sentenza n. 28836 del 4/10/2022

Sentenza n. 28836 del 04/10/2022

Una società aveva impugnato avvisi di classamento relativi a fabbricati ritenuti precari o pertinenziali; dopo una prima cassazione, il giudice di rinvio aveva dichiarato tardivo il ricorso originario in base alla data di consegna degli atti. La Corte stabilisce che la precedente pronuncia, applicando la sanatoria della notifica irregolare per raggiungimento dello scopo, aveva necessariamente presupposto la tempestività dell’impugnazione, ormai coperta da giudicato interno. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame del merito.

N. 28831

Cassazione, sentenza n. 28831 del 4/10/2022

Sentenza n. 28831 del 04/10/2022

La controversia riguarda una cartella emessa mediante controllo automatizzato per IRES e IVA: l’Ufficio aveva negato il riporto di perdite pregresse per discontinuità dichiarativa e corretto una compensazione IVA eccedente quanto indicato. La Cassazione rileva che, sulla questione IRES, giudicati esterni successivi e favorevoli alla contribuente prevalgono su un precedente giudicato contrario secondo il criterio temporale; i primi quattro motivi dell’Agenzia restano quindi coperti da giudicato. Il quinto motivo, relativo all’omessa pronuncia sulla rettifica IVA ma formulato come omesso esame di un fatto, è dichiarato inammissibile e il ricorso è rigettato.

  • IRES
  • IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28828

Cassazione, sentenza n. 28828 del 4/10/2022

Sentenza n. 28828 del 04/10/2022

La contribuente chiedeva il rimborso del 90% dell’IRPEF versata per annualità interessate dall’agevolazione prevista per il sisma siciliano del 1990; il giudice regionale aveva accolto la domanda nei limiti indicati. La Corte riconosce il rimborso anche a chi aveva già pagato, individua nel lavoratore sostituito il soggetto legittimato sostanziale nonostante il versamento mediante ritenute e applica il termine speciale biennale decorrente dal 1° marzo 2008. Poiché l’istanza del 29 gennaio 2008 era tempestiva, il ricorso dell’Agenzia è rigettato con condanna alle spese.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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