Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 33564

Cassazione, sentenza n. 33564 del 15/11/2022

Sentenza n. 33564 del 15/11/2022

La controversia concerneva la tassazione in Italia dei compensi percepiti per un rapporto con un ente vaticano, qualificato dalla CTR come lavoro autonomo, con conseguente conferma dell’accertamento IRPEF, IVA e IRAP. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti aveva qualificato come subordinato l’unico rapporto lavorativo, estendendo tale giudicato anche all’annualità controversa nonostante l’autonomia dei periodi d’imposta. Accolto il motivo pertinente e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, annullato l’atto impositivo, compensando le spese.

N. 33563

Cassazione, sentenza n. 33563 del 15/11/2022

Controversie- definizione agevolata -rinuncia al ricorso in pendenza di giudizio di legittimità- -compensazione delle spese- ammissibilità.

Il contribuente aveva impugnato un accertamento IRPEF fondato su indagini bancarie, inizialmente annullato dalla CTP ma successivamente confermato dalla CTR; durante il giudizio di cassazione ha però rinunciato al ricorso dopo avere definito la lite con l’Amministrazione. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio e cessata la materia del contendere. Poiché la rinuncia dipendeva dall’adesione alla definizione agevolata, ha escluso la regola ordinaria della condanna del rinunciante e compensato le spese, ritenendo tale soluzione coerente con la finalità dell’istituto.

  • Pace Fiscale
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
N. 33437

Cassazione, sentenza n. 33437 del 11/11/2022

Sentenza n. 33437 del 11/11/2022

La causa riguardava una cartella notificata alla beneficiaria di una scissione parziale per debiti IRES, IRPEG, IRAP e IVA anteriori all’operazione; i giudici di merito ne avevano limitato la responsabilità al patrimonio netto assegnato. La Cassazione ha invece affermato che la disciplina tributaria speciale rende tutte le società partecipanti solidalmente e illimitatamente responsabili, senza il limite civilistico della quota patrimoniale, e che al coobbligato può essere notificata la cartella senza rinnovare gli atti prodromici. Accolti due motivi dell’agente della riscossione e respinto il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Operazioni straordinarie
  • Riscossione
  • Società di capitali
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 33436

Cassazione, sentenza n. 33436 del 11/11/2022

Sentenza n. 33436 del 11/11/2022

La CTR aveva riconosciuto il rimborso del 90 per cento delle imposte versate da un residente nell’area colpita dal sisma del 1990, senza esaminare l’allegazione dell’Agenzia secondo cui egli svolgeva attività economica. La Cassazione ha stabilito che, in tale ipotesi, occorre verificare il rispetto complessivo della soglia de minimis nel periodo triennale oppure la compatibilità dell’aiuto quale compensazione di danni direttamente causati dalla calamità, evitando sovracompensazioni. Poiché tali accertamenti erano mancati, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato al giudice tributario regionale.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33434

Cassazione, sentenza n. 33434 del 11/11/2022

Sentenza n. 33434 del 11/11/2022

L’Amministrazione aveva irrogato all’amministratore di una società di capitali sanzioni connesse a fatture per operazioni inesistenti; i giudici di merito le avevano annullate ritenendole riferibili esclusivamente alla società. La Cassazione ha precisato che l’esclusiva responsabilità della persona giuridica non opera quando sia provato che il gestore abbia agito quale effettivo possessore dei redditi formalmente intestati all’ente: in tal caso il rapporto fiscale e le relative sanzioni sono propri della persona fisica. Accolti entrambi i motivi nei limiti indicati, la Corte ha cassato la decisione e rinviato per la verifica concreta dell’interposizione e dell’effettiva percezione dei redditi.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 33289

Cassazione, sentenza n. 33289 del 11/11/2022

Sentenza n. 33289 del 11/11/2022

Una società chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di cassazione che aveva confermato il recupero fiscale di una perdita su crediti, sostenendo che la decisione avesse confuso il credito restitutorio verso un’altra società con pretese risarcitorie verso una banca. Nel testo disponibile, la Corte ricostruisce le allegazioni contabili e rileva che la pronuncia impugnata aveva consapevolmente esaminato il collegamento tra i crediti e la perdita dedotta. La censura viene quindi qualificata come contestazione della valutazione fattuale e giuridica già compiuta, non come errore percettivo revocatorio; il dispositivo finale non è presente nei dati forniti.

  • Processo tributario
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
N. 33288

Cassazione, sentenza n. 33288 del 11/11/2022

Imposta di registro sottoposizione atto tassazione agevolata-decadenza beneficio-preclusione altra agevolazione.- fattispecie-inapplicabilità-

Dopo la rivendita parziale di un fondo rustico entro cinque anni, i contribuenti erano decaduti dall’agevolazione per la piccola proprietà contadina e i giudici di merito avevano negato anche il trattamento previsto per gli imprenditori agricoli professionali. La Cassazione ha chiarito che non si chiedeva una seconda agevolazione, bensì l’applicazione del regime ordinario pertinente alla qualità professionale già certificata al rogito, con aliquota dell’imposta di registro dell’8 per cento secondo la disciplina temporale applicabile. La Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e deciso nel merito in favore dei contribuenti, compensando integralmente le spese.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 33287

Cassazione, sentenza n. 33287 del 11/11/2022

Contenzioso tributario-società- cancellazione dal registro delle imprese - difetto capacità processuale - vizio procedimento - annullamento sentenza impugnata-

La controversia riguardava un avviso di rettifica e liquidazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale notificato a una società già cancellata dal registro delle imprese, oltre che agli altri acquirenti. La Cassazione ha affermato che l’estinzione anteriore all’atto impositivo e al giudizio determina il difetto originario di capacità processuale della società e di legittimazione dell’ex liquidatore. Accolti i primi due motivi, ha annullato l’atto nei soli confronti della società, rigettando gli altri motivi e confermando la decisione per gli ulteriori contribuenti.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società di capitali
N. 33286

Cassazione, sentenza n. 33286 del 11/11/2022

Sentenza n. 33286 del 11/11/2022

La controversia concerneva la rettifica del valore dichiarato per la retrocessione totale di un immobile già espropriato per pubblica utilità, sulla quale erano state liquidate le imposte di registro, ipotecaria e catastale. La Cassazione ha stabilito che la base imponibile è costituita dall’indennità di retrocessione determinata secondo i criteri dell’indennità di esproprio e che tale importo non è suscettibile di successiva rettifica di valore da parte dell’Amministrazione. Ha quindi accolto il sesto motivo, assorbito gli altri e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario del contribuente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 33285

Cassazione, sentenza n. 33285 del 11/11/2022

Sentenza n. 33285 del 11/11/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione di una precedente ordinanza di Cassazione relativa a una cartella emessa dopo un controllo formale, sostenendo che la Corte avesse erroneamente percepito l’assenza dell’indicazione del responsabile dell’iscrizione a ruolo. La Cassazione ha escluso l’errore revocatorio: la precedente decisione aveva esaminato la censura e formulato una valutazione giuridica sulla validità della cartella, non una mera supposizione derivante da svista percettiva. Il ricorso per revocazione è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese.

N. 33118

Cassazione, sentenza n. 33118 del 10/11/2022

Imposte ipotecarie e catastali -Avviso di Liquidazione- -presupposto imposta- Iscrizione ipotecaria-

La lite riguardava l’imposta ipotecaria richiesta per l’iscrizione dell’ipoteca legale eseguita dopo una sentenza costitutiva che aveva trasferito un immobile, mentre il contribuente invocava il successivo deposito liberatorio del prezzo. La Cassazione ha individuato il presupposto impositivo nella formalità dell’iscrizione, già compiuta prima dell’offerta reale, precisando che la successiva estinzione dell’obbligazione garantita rileva sul piano civilistico ma non elimina il tributo. Ha quindi accolto il ricorso dell’Amministrazione, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario del contribuente.

N. 33083

Cassazione, sentenza n. 33083 del 9/11/2022

Sentenza n. 33083 del 09/11/2022

Gli accertamenti contestavano a una società maggiori IRES, IRAP e IVA per costi non inerenti, operazioni ritenute inesistenti e una fattura emessa, con conseguenti riprese nei confronti dei soci e sulle ritenute. La Cassazione ha rilevato che la decisione d’appello riproduceva acriticamente le difese dell’Amministrazione, senza esporre né valutare autonomamente i motivi dei contribuenti, integrando una motivazione meramente apparente. Ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado in diversa composizione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
N. 33079

Cassazione, sentenza n. 33079 del 9/11/2022

Prova in materia civile-Valutazione della prova-Giudizio tributario-Obbligo lingua italiana atti processuali-Sussiste- Obbligo lingua italiana documenti dedotti dalle parti- non sussiste.

L’Amministrazione contestava la residenza fiscale estera di un contribuente e sosteneva che i documenti prodotti in lingua straniera non fossero utilizzabili per provare l’effettivo trasferimento in Svizzera. La Cassazione ha chiarito che l’italiano è obbligatorio per gli atti processuali, non per i documenti: questi restano acquisibili e valutabili, mentre la nomina di un traduttore è facoltativa se il giudice ne comprende il contenuto o non sorgono contestazioni specifiche. Ritenuta adeguata la motivazione della decisione d’appello e inammissibili le richieste di rivalutazione dei fatti, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 33063

Cassazione, sentenza n. 33063 del 9/11/2022

Sentenza n. 33063 del 09/11/2022

La controversia riguardava due avvisi di accertamento IRAP, annullati in autotutela dall’Agenzia delle Entrate mentre era pendente il ricorso per cassazione contro le decisioni favorevoli alla contribuente. L’Amministrazione ha chiesto la cessazione della materia del contendere e la contribuente ha dato atto dell’accordo su tale soluzione. La Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, precisando che la cessazione opera come cassazione senza rinvio perché le precedenti sentenze, venuto meno il contrasto, non sono più idonee a regolare il rapporto; ha inoltre compensato le spese di tutti i gradi.

  • IRAP
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32995

Cassazione, sentenza n. 32995 del 9/11/2022

Sentenza n. 32995 del 09/11/2022

La contribuente aveva impugnato l’invito a riversare un credito d’imposta rimborsato e la successiva cartella, aderendo poi alla definizione agevolata della lite; l’Ufficio aveva negato l’accesso ritenendo coinvolti meri atti della riscossione. La Cassazione ha riconosciuto natura impositiva alla cartella e al previo invito, poiché comunicavano per la prima volta una nuova pretesa fiscale, determinata nell’an e nel quantum, relativa alla restituzione del rimborso. Accolto il ricorso contro il diniego, ha dichiarato estinto il giudizio per adesione alla definizione agevolata e compensato le spese.

N. 32907

Cassazione, sentenza n. 32907 del 8/11/2022

Sentenza n. 32907 del 08/11/2022

La controversia riguardava la rendita catastale di un immobile classificato D/7, rideterminata in appello facendo la media tra la stima proposta dal contribuente e quella dell’Ufficio. La Cassazione ha chiarito che il criterio comparativo e quello, sussidiario, del costo di ricostruzione deprezzato sono alternativi; la loro sovrapposizione, insieme al richiamo apodittico alle nozioni di comune esperienza, non rende comprensibile la decisione. Accolti il primo motivo principale e, nei limiti pertinenti, il motivo incidentale sulla motivazione, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32905

Cassazione, sentenza n. 32905 del 8/11/2022

Sentenza n. 32905 del 08/11/2022

L’accertamento aveva recuperato ai fini IRES, IRAP e IVA importi risultanti da tre note di credito, che la società riferiva a contestazioni qualitative su forniture di olio; il primo giudice aveva confermato la ripresa, mentre la commissione regionale aveva ritenuto documentata l’operazione. La Cassazione ha escluso sia una motivazione meramente apparente sia l’omesso esame di fatti decisivi: le doglianze dell’Amministrazione miravano, in realtà, a una nuova valutazione dell’inventario, delle fatture e delle altre prove. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato quindi rigettato, con conferma dell’esito favorevole alla contribuente.

N. 32904

Cassazione, sentenza n. 32904 del 8/11/2022

Sentenza n. 32904 del 08/11/2022

La controversia concerneva il risarcimento riconosciuto a una dipendente pubblica dopo l’accertamento dell’abusivo ricorso a rapporti formalmente autonomi o parasubordinati, ma sostanzialmente subordinati, seguito dall’assunzione a tempo indeterminato. La Cassazione ha precisato che la stabilizzazione presso la stessa amministrazione esclude il danno comunitario soltanto quando derivi causalmente dall’abuso, non quando l’assunzione sia stata semplicemente agevolata dai rapporti precedenti. Poiché la Corte d’appello non aveva svolto tale verifica, il ricorso dell’ente è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio.

N. 32900

Cassazione, ordinanza n. 32900 del 8/11/2022

IVA - Aliquota errata - Detrazione.

La controversia comprendeva riprese IRES, IRAP e IVA relative a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti e ad altri costi giudicati non documentati o non inerenti. La Corte afferma che, quando un’operazione è assoggettata a IVA con aliquota superiore a quella dovuta, il cessionario non può detrarre l’eccedenza: cedente e cessionario possono far valere, nelle rispettive sedi, il rimborso o la restituzione, mentre l’Amministrazione deve escludere la detrazione indebita. Nei passaggi disponibili risultano inoltre respinte o dichiarate inammissibili diverse censure sulla motivazione, sugli allegati agli avvisi, sulla prova delle operazioni e sul riesame dei fatti.

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.