Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1650

Cassazione, sentenza n. 1650 del 19/01/2023

Sentenza n. 1650 del 19/01/2023

La controversia riguardava la rettifica della perdita IRES di un consolidato fiscale, derivante da rilievi su prezzi infragruppo, componenti negativi, pro-rata patrimoniale e corrispettivi tra società del gruppo. La Cassazione giudica insufficiente la motivazione con cui il giudice regionale aveva confermato l’annullamento dell’accertamento, limitandosi a richiami generici alla decisione di primo grado, alle difese delle contribuenti e ad altre pronunce, senza esaminare autonomamente la natura dell’atto e i profili probatori. Accoglie il primo e il quinto motivo, assorbe gli altri e rinvia alla giustizia tributaria lombarda.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • Società
  • Contabilità e Bilancio
N. 1648

Cassazione, sentenza n. 1648 del 19/01/2023

Sentenza n. 1648 del 19/01/2023

Una compagnia assicurativa chiedeva di escludere il proprio concorso di colpa nell’incasso, da parte di un soggetto non legittimato, di un assegno circolare non trasferibile spedito per posta ordinaria; i giudici di merito avevano ravvisato anche la responsabilità della banca negoziatrice. La Cassazione conferma che la spedizione ordinaria può costituire antecedente causale del danno, concorrente con la negligente identificazione del presentatore, e che la relativa valutazione concreta spetta al giudice di merito se logicamente motivata. Escluse l’apparenza della motivazione e le altre violazioni denunciate, rigetta il ricorso.

N. 1628

Cassazione, sentenza n. 1628 del 19/01/2023

Sentenza n. 1628 del 19/01/2023

Gli eredi di un contribuente avevano ottenuto in via definitiva il rimborso del 90 per cento dell’IRPEF versata per il 1990-1992 in relazione al sisma del 1990; nel successivo giudizio di ottemperanza era stato ordinato all’Agenzia delle Entrate di pagare la somma residua, con nomina di un commissario. L’Amministrazione sosteneva che il rimborso dovesse essere contenuto nei limiti della normativa sopravvenuta, ma la Cassazione non affronta tale questione. Essendo stato il ricorso notificato un giorno dopo la scadenza del termine breve decorrente dalla notificazione della sentenza, lo dichiara inammissibile.

  • IRPEF
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Agevolazioni Fiscali
N. 1627

Cassazione, sentenza n. 1627 del 19/01/2023

Sentenza n. 1627 del 19/01/2023

La controversia riguardava l’opposizione proposta da un socio contro un’ordinanza che, nell’ambito dell’accertamento IRPEF e IRAP di una società di persone, aveva cassato con rinvio la decisione d’appello. Il ricorrente deduceva la nullità del giudizio di legittimità, quale successore della società estinta e litisconsorte necessario pretermesso. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: l’opposizione di terzo contro un proprio provvedimento è ammessa soltanto quando la causa sia stata decisa nel merito, non quando sia stata disposta la cassazione con rinvio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • IRAP
  • Società di persone
N. 1626

Cassazione, sentenza n. 1626 del 19/01/2023

Sentenza n. 1626 del 19/01/2023

Per l’IRES e l’IRAP 2006, l’Amministrazione sosteneva che una società formalmente portoghese fosse fiscalmente residente in Italia, presso la controllante, contestandone l’esterovestizione. La Cassazione chiarisce che i criteri alternativi dell’articolo 73 TUIR operano anche senza una finalità elusiva, ma la sede dell’amministrazione richiede l’effettivo svolgimento delle funzioni direttive e non coincide automaticamente con l’ordinario controllo societario. Poiché la decisione regionale aveva valorizzato struttura operativa, riunioni e rapporti bancari all’estero, il ricorso dell’Agenzia delle entrate è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
  • Società
N. 1618

Cassazione, sentenza n. 1618 del 19/01/2023

Sentenza n. 1618 del 19/01/2023

Gli accertamenti recuperavano IRES sulla plusvalenza derivante dal conferimento di un ramo aziendale e dalla successiva cessione della partecipazione nella conferitaria, negando la PEX per carenza del periodo minimo di possesso di una tecnologia. La Cassazione rileva che la sentenza tedesca dichiarativa della nullità del contratto di trasferimento aveva efficacia retroattiva e che il giudice regionale non poteva fondare prevalentemente la propria presunzione su quel contratto, omettendo il confronto con gli elementi contrari della contribuente. Accolti due motivi, la decisione è cassata con rinvio.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Società, imprese e Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1613

Cassazione, sentenza n. 1613 del 19/01/2023

Sentenza n. 1613 del 19/01/2023

La controversia riguardava l’applicazione della PEX alla plusvalenza ottenuta conferendo un ramo aziendale in una nuova società e cedendone poi l’intera partecipazione; l’Agenzia contestava l’anzianità di possesso di una tecnologia compresa nel ramo. La Cassazione esclude sia la violazione della corrispondenza tra chiesto e pronunciato sia l’errata applicazione del regime: la decisione regionale aveva accertato, sulla base delle risultanze istruttorie, che la tecnologia apparteneva da anni alla contribuente e che il successivo contratto aveva funzione di garanzia verso l’acquirente. Il ricorso è rigettato.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Società, imprese e Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1571

Cassazione, sentenza n. 1571 del 19/01/2023

Sentenza n. 1571 del 19/01/2023

L’accertamento doganale aveva riclassificato alcune action cam come videocamere, applicando il dazio del 14%, e aveva modificato anche la voce tariffaria dei relativi accessori; i giudici di merito avevano invece confermato la classificazione dichiarata all’importazione. La Cassazione afferma che rilevano caratteristiche oggettive, destinazione e funzione principale del prodotto. Accoglie il ricorso e rinvia affinché siano verificate qualità e durata delle registrazioni video e, qualora sia esclusa la voce delle fotocamere digitali, la capacità di registrare file provenienti da fonti diverse dall’obiettivo incorporato.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1569

Cassazione, sentenza n. 1569 del 19/01/2023

Sentenza n. 1569 del 19/01/2023

La lite comprendeva avvisi di rettifica doganale e sanzioni relativi alla classificazione di action cam e accessori, annullati nei due gradi di merito perché ritenuta corretta la voce dichiarata dagli importatori. La Cassazione precisa che la classificazione dipende dalle proprietà oggettive, dalla destinazione e dalla funzione principale del bene, non dalla necessaria compresenza di memoria interna e supporto esterno. Accolto il ricorso, dispone il rinvio per accertare durata e qualità dei video e, in subordine, la possibilità di registrare da fonti diverse dall’obiettivo, rilevante per distinguere le sottovoci delle videocamere.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1565

Cassazione, sentenza n. 1565 del 19/01/2023

Sentenza n. 1565 del 19/01/2023

L’Amministrazione doganale aveva rettificato la dichiarazione d’importazione, qualificando alcune action cam come videocamere soggette a dazio anziché come fotocamere digitali esenti, e aveva contestato anche la classificazione degli accessori. La Cassazione ritiene fondato il motivo contro la decisione regionale: per distinguere le voci tariffarie occorre considerare caratteristiche oggettive, destinazione e funzione principale, verificando soprattutto risoluzione e durata delle registrazioni. La sentenza è cassata con rinvio, demandando al giudice regionale anche l’eventuale distinzione tra videocamere secondo la capacità di acquisire file da fonti esterne all’obiettivo.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1559

Cassazione, sentenza n. 1559 del 19/01/2023

Sentenza n. 1559 del 19/01/2023

La Commissione regionale aveva dichiarato decaduti gli accertamenti IRPEF, IVA e IRAP per il 2005-2007, notificati nel 2013, negando l’operatività del raddoppio dei termini. La Cassazione afferma che, nella disciplina applicabile, i termini per IRPEF e IVA raddoppiano in presenza di seri indizi di reato che impongano la denuncia, anche se questa sia tardiva o successivamente archiviata; le modifiche del 2015 non incidono sugli atti già notificati. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle questioni rimaste assorbite.

N. 1709

Cassazione, sentenza n. 1709 del 19/01/2023

Sentenza n. 1709 del 19/01/2023

L’Agenzia delle Entrate aveva attribuito a una società svizzera una stabile organizzazione italiana tramite una società incaricata della vendita al dettaglio, recuperando IRES e IRAP per il 2007. La Cassazione ribadisce che la stabile organizzazione va verificata soprattutto sul piano sostanziale, richiedendo una presenza stabile, una sede d’affari potenzialmente produttiva di reddito e un’attività autonoma dalla casa madre. Ritiene tuttavia adeguata la valutazione complessiva degli indizi compiuta dal giudice regionale, che aveva qualificato l’attività italiana come intermediazione ausiliaria, e rigetta il ricorso principale; quello incidentale condizionato resta assorbito.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
N. 1552

Cassazione, sentenza n. 1552 del 19/01/2023

Sentenza n. 1552 del 19/01/2023

L’accertamento IRES e IRAP per il 2009 qualificava come fiscalmente residente in Italia una società formalmente stabilita in Portogallo, assumendo che la direzione effettiva fosse esercitata dalla controllante italiana. La Cassazione ribadisce che i criteri territoriali dell’articolo 73 TUIR prescindono dalla prova di uno specifico intento elusivo, ma che l’ordinaria direzione e il coordinamento della controllante non equivalgono, da soli, alla sede dell’amministrazione. La valutazione regionale, fondata su struttura, riunioni societarie e rapporti bancari all’estero, è ritenuta conforme a tali principi; il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
  • Società
N. 1705

Cassazione, sentenza n. 1705 del 19/01/2023

Sentenza n. 1705 del 19/01/2023

L’Amministrazione aveva accertato IRES e IRAP per il 2005, assumendo che una società formalmente stabilita a Madeira fosse fiscalmente residente in Italia perché qui diretta dalla controllante. La Cassazione precisa che sede legale, sede dell’amministrazione e oggetto principale sono criteri alternativi di residenza, applicabili indipendentemente dalla prova di uno scopo elusivo; la sede amministrativa va individuata nel luogo dell’effettiva direzione. Poiché il giudice regionale aveva motivatamente valorizzato struttura, riunioni e rapporti bancari portoghesi, distinguendoli dal normale controllo societario, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
N. 1544

Cassazione, sentenza n. 1544 del 19/01/2023

Imposte sui redditi - Sede Sociale - Società estera controllata da società italiana - Residenza fiscale in Italia - Sede dell'amministrazione in Italia - Sede effettiva - Rilevanza - Attività di direzione e coordinamento della controllante - Società con residenza fiscale all'estero - Tassazione in Italia - Amministratore indiretto della società controllata.

Per l’IRPEG e l’IRAP 2000, l’Amministrazione aveva contestato la residenza fiscale estera di una società controllata, sostenendo che la sua sede amministrativa effettiva coincidesse con quella della controllante italiana. La Cassazione chiarisce che la sede dell’amministrazione è il luogo dell’effettiva direzione societaria e non coincide automaticamente con l’attività di indirizzo propria del controllo: occorre un’eterodirezione concreta tale da sottrarre alla controllata l’autonomia operativa. Poiché il giudice regionale aveva riscontrato in Portogallo struttura, riunioni e rapporti bancari e non aveva ravvisato tale ingerenza, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Estero
  • Società
  • Processo tributario
N. 1699

Cassazione, sentenza n. 1699 del 19/01/2023

Sentenza n. 1699 del 19/01/2023

Dopo una procedura di collaborazione volontaria relativa ad attività finanziarie svizzere, il contribuente aveva ottenuto nei gradi di merito il rimborso delle euroritenute, considerate duplicative del prelievo italiano. L’Agenzia delle Entrate contestava tale conclusione richiamando la disciplina del credito per imposte estere e gli effetti della definizione, ma la Cassazione non esamina il merito. Poiché la sentenza d’appello era stata validamente portata a conoscenza del rappresentante processuale dell’Ufficio tramite posta elettronica certificata e il ricorso era stato notificato oltre sessanta giorni, l’impugnazione è dichiarata inammissibile.

N. 1543

Cassazione, sentenza n. 1543 del 19/01/2023

Sentenza n. 1543 del 19/01/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IRPEF applicata al trattamento di fine servizio, con particolare riferimento alla quota relativa ai periodi pre-ruolo riscattati mediante contribuzione interamente sostenuta dal lavoratore. La Cassazione ha escluso per tali periodi la detrazione prevista dall’art. 19, comma 2-bis, TUIR, riservata alla contribuzione ripartita tra lavoratore e datore di lavoro. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario del contribuente.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1663

Cassazione, sentenza n. 1663 del 19/01/2023

Sentenza n. 1663 del 19/01/2023

Una cittadina australiana residente in Italia aveva impugnato l’accertamento IRPEF e addizionali sui compensi percepiti come dipendente della missione australiana presso la Santa Sede; i giudici di merito avevano escluso l’esenzione in ragione della residenza italiana. La Cassazione afferma invece che, per il personale delle missioni diplomatiche, l’esenzione sui redditi derivanti dall’incarico discende dalla disciplina convenzionale e nazionale richiamata, ricorrendone nel caso concreto i presupposti. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla l’atto impositivo.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 1523

Cassazione, sentenza n. 1523 del 18/01/2023

Sentenza n. 1523 del 18/01/2023

La società chiedeva la revocazione di un’ordinanza che aveva lasciato ferma la qualificazione, ai fini IVA, di un versamento immobiliare come acconto anziché caparra confirmatoria, deducendo errori percettivi sugli atti e sulla precedente proposizione delle censure. La Cassazione ha chiarito che la revocazione richiede una svista di fatto evidente, decisiva ed estranea alla valutazione giuridica: le doglianze prospettavano invece errori di giudizio o questioni differenti da quelle originariamente decise. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • Immobili
N. 1519

Cassazione, sentenza n. 1519 del 18/01/2023

Sentenza n. 1519 del 18/01/2023

L’Agenzia delle Entrate impugnava la decisione che aveva annullato accertamenti su costi e IVA relativi a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti. La Cassazione non ha esaminato il merito: nella notificazione via PEC, ai fini della tempestività rileva per il notificante la generazione della ricevuta di accettazione, che deve avvenire entro le ore 23:59:59 dell’ultimo giorno utile; le ore 00:00:00 appartengono già al giorno successivo. Poiché la ricevuta era stata generata dopo la scadenza, il ricorso erariale è stato dichiarato inammissibile.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • Accertamento fiscale

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