Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5779

Cassazione, sentenza n. 5779 del 24/02/2023

Sentenza n. 5779 del 24/02/2023

La contribuente contestava un accertamento TARI invocando la natura speciale dei rifiuti, la mancata istituzione del servizio e il diritto alla riduzione per lo smaltimento privato; i giudici di merito avevano però negato l’agevolazione per mancata prova della domanda tempestiva e documentata prescritta dal regolamento comunale. La Cassazione rileva che i motivi non censurano questa decisiva ragione della sentenza, mirano in parte a riesaminare fatti e ripropongono questioni rimaste assorbite in appello. Tutte le doglianze sono dichiarate inammissibili e il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5777

Cassazione, sentenza n. 5777 del 24/02/2023

Sentenza n. 5777 del 24/02/2023

La contribuente contestava un accertamento TARI invocando la natura speciale dei rifiuti, la mancata istituzione del servizio e il diritto alla riduzione per lo smaltimento privato; i giudici di merito avevano però negato l’agevolazione per mancata prova della domanda tempestiva e documentata prescritta dal regolamento comunale. La Cassazione rileva che i motivi non censurano questa decisiva ragione della sentenza, mirano in parte a riesaminare fatti e ripropongono questioni rimaste assorbite in appello. Tutte le doglianze sono dichiarate inammissibili e il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

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N. 5775

Cassazione, sentenza n. 5775 del 24/02/2023

Sentenza n. 5775 del 24/02/2023

Per la TARI 2014, la CTR aveva negato la riduzione tariffaria perché risultava provato soltanto il recupero, non il riciclo, dei rifiuti speciali assimilati. La Cassazione precisa che, per quell’annualità, le modifiche introdotte nel 2014 non operano retroattivamente: nella disciplina originaria della legge n. 147 del 2013, l’avvio al recupero comportava l’esclusione della parte variabile del tributo in proporzione alle quantità dimostrate, senza discrezionalità comunale. Accolti il quarto e il quinto motivo, rigettati i primi tre e assorbito l’ultimo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5766

Cassazione, sentenza n. 5766 del 24/02/2023

Sentenza n. 5766 del 24/02/2023

La controversia riguardava il rimborso di somme versate dopo il mancato utilizzo in compensazione di un credito d’imposta per ricerca e sviluppo, relativo ad attività commissionate da una società residente nell’Unione europea tramite una stabile organizzazione svizzera. La Cassazione ritiene alternativi i requisiti normativi della residenza e della localizzazione del committente: la residenza della società in uno Stato incluso non perde rilievo perché l’attività è svolta mediante una stabile organizzazione in uno Stato escluso. Considerate anche le possibilità di controllo accertate in appello, rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Ricerca e Sviluppo
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5578

Cassazione, ordinanza n. 5578 del 23/02/2023

TARI - Rifiuti da imballaggio - Aree produttrici di rifiuti speciali soggette alla parte fissa dell'imposta

La lite riguardava la TARI su superfici industriali produttrici di rifiuti da imballaggio, che il giudice regionale aveva integralmente sottratto al tributo. La Corte conferma che gli imballaggi terziari, e quelli secondari in assenza di raccolta differenziata comunale, non sono assimilabili ai rifiuti urbani; l’esclusione della quota variabile richiede però che il contribuente provi produzione esclusiva, superficie interessata e autonomo smaltimento, mentre la quota fissa resta dovuta. Rigettato il primo motivo e accolti gli altri due, la decisione è stata cassata con rinvio per verificare l’assolvimento degli oneri informativi e probatori.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 5693

Cassazione, sentenza n. 5693 del 23/02/2023

Sentenza n. 5693 del 23/02/2023

Tre giudizi riuniti riguardavano cartelle per interessi collegati a un debito IRES, successivamente definito mediante rottamazione, e il rimborso delle somme versate sulla seconda cartella degli interessi. Per la prima cartella la Cassazione dichiara cessata la materia del contendere, essendo intervenuti rinuncia e sgravio; per la seconda ritiene che la definizione del debito principale travolga anche gli interessi da sospensione e gli ulteriori accessori calcolati su questi ultimi. Sono quindi respinte le censure dell’Agenzia delle Entrate anche contro il riconoscimento del rimborso disposto nei gradi di merito.

N. 5692

Cassazione, sentenza n. 5692 del 23/02/2023

Imposta di donazione - Avviso di liquidazione - Donazioni di azioni societarie esenti da imposta - Partecipazioni in società non residenti nel territorio dello Stato - Le azioni donate non consentono il controllo della società - Mancata dichiarazione di impegno dei donatari a mantenere le azioni acquisite per i cinque anni successivi al trasferimento

La controversia riguardava l’esenzione dall’imposta di donazione per il trasferimento di azioni di una società residente in un altro Stato dell’Unione europea, negata nei gradi di merito perché le partecipazioni non attribuivano il controllo e mancava l’impegno quinquennale dei beneficiari. La Cassazione afferma che l’esenzione può applicarsi anche alle società dell’Unione non residenti in Italia, ma alle medesime condizioni previste per quelle italiane: acquisizione o mantenimento del controllo di diritto e contestuale impegno a conservarlo per almeno cinque anni. Poiché tali condizioni non ricorrevano, il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Estero
  • Società
  • Contenzioso
N. 5690

Cassazione, sentenza n. 5690 del 23/02/2023

Sentenza n. 5690 del 23/02/2023

L’Agenzia delle Entrate sosteneva che una donazione indiretta effettuata nel 2005 dovesse concorrere al coacervo, riducendo la franchigia applicabile a una successiva donazione del 2007; la CTR aveva invece annullato il recupero dell’imposta. La Cassazione dà continuità all’indirizzo secondo cui nel coacervo non rientrano le donazioni fiscalmente irrilevanti perché compiute quando l’imposta non era vigente o perché esenti secondo la disciplina del tempo. Rigetta quindi il ricorso principale, dichiara assorbito quello incidentale e compensa le spese, considerato il consolidamento dell’orientamento durante il giudizio.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5674

Cassazione, sentenza n. 5674 del 23/02/2023

Tasse di successione-Esenzioni -Società residenti UE -Condizioni- Residenti Italia.

La controversia riguardava l’esenzione dall’imposta di donazione per il trasferimento di partecipazioni in una società residente in un altro Stato dell’Unione europea. La Corte afferma che il beneficio può applicarsi anche a tali società, ma alle medesime condizioni previste per quelle italiane: acquisizione o mantenimento del controllo di diritto e dichiarazione d’impegno a conservarlo per almeno cinque anni. Poiché le partecipazioni donate non assicuravano il controllo e mancava l’impegno prescritto, la Cassazione ha rigettato il ricorso, compensando le spese per la novità della questione.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5669

Cassazione, sentenza n. 5669 del 23/02/2023

Processo tributario- - onere di motivazione dell'appello - mera causa petendi- nsufficenza - requisito della specificità dei motivi di impugnazione - correlazione pretesa impositiva petitum e causa petendi - Essenzialità-

L’Amministrazione aveva disconosciuto un’esenzione dall’imposta di successione mediante un atto qualificato come avviso di liquidazione, chiarendone le ragioni soltanto nel giudizio; la commissione regionale aveva accolto l’appello erariale senza esaminare la contestazione sulla motivazione. La Corte distingue la semplice liquidazione dalla rettifica che modifica i dati dichiarati o nega un beneficio: quest’ultima deve indicare sin dall’origine, con chiarezza, petitum, causa petendi ed elementi costitutivi della pretesa. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice regionale in diversa composizione.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5666

Cassazione, sentenza n. 5666 del 23/02/2023

Sentenza n. 5666 del 23/02/2023

La controversia concerneva la tassazione proporzionale, ai fini delle imposte di donazione, ipotecaria e catastale, dell’atto istitutivo e di dotazione di un trust liquidatorio, ritenuta legittima dal giudice regionale. Esaminando prioritariamente la censura sostanziale, la Corte distingue l’atto istitutivo, meramente preparatorio e programmatico, dall’atto di dotazione, che produce segregazione e attribuisce al trustee poteri funzionali allo scopo del trust. La motivazione richiama l’orientamento successivo al 2019, contrario all’immediata imposizione proporzionale basata sulla sola costituzione del vincolo; nei dati disponibili non è riportato il dispositivo conclusivo.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5586

Cassazione, ordinanza n. 5586 del 23/02/2023

Accertamento bancario - Ricavi occulti - Deduzione forfettaria dei costi

Gli avvisi fondati su movimentazioni bancarie avevano determinato maggiori ricavi d’impresa; il giudice regionale aveva escluso costi presunti in assenza di documentazione. La Corte, recependo l’interpretazione costituzionalmente orientata richiamata nella pronuncia, afferma che anche nell’accertamento analitico-induttivo l’imprenditore può opporre prova presuntiva e far valere l’incidenza percentuale dei costi correlati ai prelevamenti non giustificati. Accolto il motivo relativo ai costi, la sentenza è stata cassata con rinvio per rideterminare l’imponibile, anche mediante consulenza tecnica; gli altri motivi sono stati rigettati o dichiarati inammissibili.

N. 5433

Cassazione, sentenza n. 5433 del 21/02/2023

Sentenza n. 5433 del 21/02/2023

Una società chiedeva l’esenzione integrale dalla TARI, sostenendo che nell’area industriale non fosse stato istituito o attivato il servizio comunale e che i rifiuti fossero smaltiti privatamente; il giudice regionale aveva riconosciuto l’esclusione solo per le superfici produttrici di rifiuti speciali. La Corte precisa che, senza convenzione, il Comune non deve gestire i rifiuti speciali non assimilati, mentre il mancato svolgimento del servizio per rifiuti urbani o assimilati in una zona servita comporta la riduzione prevista, non l’esenzione totale. Non essendo state provate le circostanze invocate, il ricorso è stato rigettato.

N. 5431

Cassazione, sentenza n. 5431 del 21/02/2023

Sentenza n. 5431 del 21/02/2023

Nel giudizio sull’iscrizione ipotecaria, il contribuente ha dichiarato di aver aderito alla definizione agevolata dei debiti e documentato il loro integrale pagamento, rinunciando quindi al ricorso. La Corte rileva che la definizione si perfeziona con il pagamento e con la produzione della relativa documentazione nel processo; precisa inoltre che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l’accettazione della controparte. Il procedimento è stato dichiarato estinto e le spese sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5429

Cassazione, sentenza n. 5429 del 21/02/2023

Sentenza n. 5429 del 21/02/2023

La controversia riguardava la TARI applicata a uno stabilimento che produceva rifiuti speciali e ne curava autonomamente il trattamento; la commissione regionale aveva mantenuto il tributo, salva la riduzione regolamentare già riconosciuta. La Corte afferma che l’esclusione delle superfici produttive di rifiuti speciali non opera automaticamente: il contribuente deve indicarle nella denuncia e provare la produzione continuativa e prevalente dei rifiuti, nonché il loro trattamento conforme. Le contestazioni sulla mancata attivazione del servizio e sulla non contestazione comunale sono state respinte o dichiarate inammissibili; il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5423

Cassazione, sentenza n. 5423 del 21/02/2023

Sentenza n. 5423 del 21/02/2023

La contribuente aveva impugnato una cartella TARSU relativa a uffici e magazzini, contestando l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani e la mancata gestione comunale; il giudice regionale aveva dichiarato inammissibile il ricorso originario. Prima dell’adunanza in Cassazione è stata depositata una rinuncia rituale, sottoscritta dal difensore munito di procura specifica. Poiché la rinuncia produce l’estinzione anche senza accettazione delle controparti, rimaste intimate, la Corte ha dichiarato estinto il procedimento, senza statuire sulle spese né applicare l’ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5373

Cassazione, sentenza n. 5373 del 21/02/2023

Controversie-definizione agevolata- rinuncia al ricorso in pendenza di giudizio-ammissibilità- accoglimento ricorso revocazione- inammissibilità.

L’Agenzia chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato tardivo il precedente ricorso, deducendo l’omessa percezione della notifica della sentenza d’appello; la contribuente domandava invece la sospensione per accedere alla definizione agevolata. La Corte esclude la definibilità quando la decisione è già definitiva e l’unico rimedio residuo è la revocazione. Poiché la notifica costituiva un punto discusso e implicitamente valutato, l’asserito errore riguardava le sue conseguenze giuridiche, non un errore di fatto revocatorio: la sospensione è stata negata e il ricorso dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

N. 5366

Cassazione, sentenza n. 5366 del 21/02/2023

Sentenza n. 5366 del 21/02/2023

Il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva cassato con rinvio la declaratoria d’inammissibilità dell’appello dell’Agenzia, deducendo vizi nella notificazione del ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, proposto oltre il termine semestrale senza allegare e provare che l’eventuale nullità della notifica avesse impedito la conoscenza del processo; ha inoltre escluso che la consegna a indirizzo o persona non corretti e l’omessa raccomandata informativa integrassero inesistenza. I rilievi sulla ritualità della notificazione non configuravano, comunque, un errore di fatto revocatorio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 5331

Cassazione, sentenza n. 5331 del 21/02/2023

Accertamento induttivo- deduzione forfettaria-ammissibile-accertamento analitico-deduzione maggiori costi-onere della prova a carico del contribuente- fattispecie.

Gli accertamenti Irpef, Irap e IVA derivavano dal rinvenimento, durante una verifica, di documentazione relativa a vendite non contabilizzate presso locali ritenuti a uso promiscuo. La Corte ha giudicato inammissibili le censure sulla valutazione delle prove e infondate quelle sull’accesso: per locali comunicanti destinati anche all’attività è sufficiente l’autorizzazione del procuratore, senza specifici gravi indizi. Ha inoltre ribadito che, nell’accertamento analitico-induttivo, i maggiori costi non sono riconosciuti forfettariamente, ma devono essere provati dal contribuente; tale prova, secondo il giudice d’appello, non era stata fornita.

N. 5330

Cassazione, sentenza n. 5330 del 21/02/2023

Sentenza n. 5330 del 21/02/2023

L’accertamento riguardava l’IVA sui pagamenti, eseguiti dal gestore del servizio idrico, delle rate dei mutui contratti dal Comune per gli impianti concessi in uso. Diversamente dai giudici di merito, la Cassazione ha ravvisato uno scambio oneroso: la convenzione collegava direttamente il diritto d’uso delle infrastrutture al rimborso pluriennale delle passività, qualificabile come corrispettivo di una prestazione di servizi connessa all’erogazione dell’acqua. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado.

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