Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5433

Cassazione, sentenza n. 5433 del 21/02/2023

Sentenza n. 5433 del 21/02/2023

Una società chiedeva l’esenzione integrale dalla TARI, sostenendo che nell’area industriale non fosse stato istituito o attivato il servizio comunale e che i rifiuti fossero smaltiti privatamente; il giudice regionale aveva riconosciuto l’esclusione solo per le superfici produttrici di rifiuti speciali. La Corte precisa che, senza convenzione, il Comune non deve gestire i rifiuti speciali non assimilati, mentre il mancato svolgimento del servizio per rifiuti urbani o assimilati in una zona servita comporta la riduzione prevista, non l’esenzione totale. Non essendo state provate le circostanze invocate, il ricorso è stato rigettato.

N. 5431

Cassazione, sentenza n. 5431 del 21/02/2023

Sentenza n. 5431 del 21/02/2023

Nel giudizio sull’iscrizione ipotecaria, il contribuente ha dichiarato di aver aderito alla definizione agevolata dei debiti e documentato il loro integrale pagamento, rinunciando quindi al ricorso. La Corte rileva che la definizione si perfeziona con il pagamento e con la produzione della relativa documentazione nel processo; precisa inoltre che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l’accettazione della controparte. Il procedimento è stato dichiarato estinto e le spese sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5295

Cassazione, sentenza n. 5295 del 20/02/2023

Sentenza n. 5295 del 20/02/2023

Il contribuente aveva impugnato una rettifica catastale mediante un primo ricorso tempestivo e un secondo atto successivo, costituendosi poi dopo la conclusione del reclamo-mediazione. La Cassazione ha confermato che il periodo di sospensione di novanta giorni decorreva dalla prima notificazione utile: il secondo ricorso, proposto oltre il termine d’impugnazione, non poteva spostarne la decorrenza, sicché la costituzione era tardiva. Rigettate anche le doglianze sul mancato rinvio dell’udienza e sulle spese, la Corte ha respinto il ricorso; le questioni di merito sul classamento sono rimaste assorbite.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
N. 5293

Cassazione, sentenza n. 5293 del 20/02/2023

Sentenza n. 5293 del 20/02/2023

Una società chiedeva l’esclusione dalla TARI delle aree industriali nelle quali produceva rifiuti speciali, affermando di smaltirli tramite un operatore privato; il giudice regionale aveva invece riconosciuto la debenza del tributo. La Cassazione ha ribadito che l’occupazione dell’immobile determina una presunzione relativa di produttività e che il contribuente deve comunicare al Comune, nella denuncia originaria o di variazione, esistenza e delimitazione delle superfici escluse, documentandone le condizioni. Le contestazioni miravano in parte a una nuova valutazione dei fatti e non riproducevano il regolamento comunale rilevante: il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 5274

Cassazione, sentenza n. 5274 del 20/02/2023

Sentenza n. 5274 del 20/02/2023

La controversia riguardava il classamento di dighe, invasi e opere utilizzati dal gestore del servizio idrico, che il giudice regionale aveva collocato in categoria E/9 richiamando anche precedenti giudicati. La Cassazione ha escluso l’efficacia preclusiva di pronunce relative a unità immobiliari diverse e ha affermato che la finalità pubblica non basta per il gruppo E: contano caratteristiche oggettive, autonomia reddituale e destinazione economica, mentre gli impianti del servizio idrico rientrano nel gruppo D. Accolti i primi tre motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

N. 5267

Cassazione, sentenza n. 5267 del 20/02/2023

Sentenza n. 5267 del 20/02/2023

Tre avvisi avevano rettificato le rendite di unità immobiliari a destinazione commerciale, applicando una stima basata sul costo di ricostruzione; i giudici di merito avevano però verificato la congruità dei valori secondo il diverso criterio comparativo di mercato. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivati gli atti emessi nella procedura Docfa e non apparente la motivazione della sentenza regionale, ma ha rilevato l’erronea applicazione del criterio estimativo. Accolto il terzo motivo, ha disposto la cassazione con rinvio affinché siano esaminati costo di ricostruzione, biennio estimativo pertinente e deprezzamento.

N. 5262

Cassazione, sentenza n. 5262 del 20/02/2023

Sentenza n. 5262 del 20/02/2023

La società contestava il classamento in categoria D/8 di cinque magazzini e depositi inseriti in un interporto, sostenendone la natura strumentale al servizio pubblico di trasporto e la riconducibilità alla categoria E/1. La Cassazione ha confermato che la procedura Docfa e la stima diretta rendevano adeguatamente motivata la rettifica e ha escluso sia un’indebita inversione dell’onere probatorio sia una motivazione postuma. La destinazione d’interesse generale non elimina l’autonomia funzionale e reddituale degli immobili commerciali, incompatibile con il gruppo E; le censure esaminate sono state pertanto respinte.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 5245

Cassazione, sentenza n. 5245 del 20/02/2023

Sentenza n. 5245 del 20/02/2023

La controversia riguardava la rettifica, nell’ambito della procedura DOCFA, delle classi attribuite a più unità immobiliari, già confermata nei due gradi di merito sulla base dei dati comparativi dell’Ufficio. La Cassazione afferma che l’avviso può essere motivato mediante l’indicazione dei dati oggettivi accertati e della classe attribuita; non sono inoltre necessari né il sopralluogo né il contraddittorio preventivo, data la natura partecipativa della procedura. Ritenute inammissibili le richieste di riesame del merito in presenza di doppia conforme e infondate le ulteriori censure, la Corte rigetta il ricorso.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5124

Cassazione, sentenza n. 5124 del 20/02/2023

Sentenza n. 5124 del 20/02/2023

La società contestava, per accertamenti IRES e IRAP relativi a dichiarazioni omesse, il raddoppio dei termini e l’esistenza in Italia di una stabile organizzazione; i giudici di merito avevano ritenuto indispensabile la produzione della denuncia penale. La Cassazione precisa, limitatamente all’IRES, che il raddoppio dipende dalla presenza oggettiva di fatti idonei a far sorgere l’obbligo di denuncia, non dalla sua effettiva presentazione o produzione. Il giudice tributario deve compiere un’autonoma prognosi postuma sugli elementi disponibili: la sentenza è quindi cassata con rinvio per tale valutazione.

N. 5176

Cassazione, sentenza n. 5176 del 17/02/2023

Sentenza n. 5176 del 17/02/2023

La controversia concerneva una nuova domanda di autotutela proposta dopo il definitivo rigetto dell’impugnazione relativa a ritenute non versate e dopo una revocazione dichiarata inammissibile; i giudici di merito avevano invece accolto il ricorso contro il successivo diniego. La Cassazione esclude un dovere generalizzato dell’Amministrazione di riesaminare il rapporto ormai coperto dal giudicato: l’istanza di revisione sollecita soltanto un potere discrezionale, esercitabile in funzione di interessi generali particolarmente rilevanti. La Corte accoglie i motivi sostanziali dell’Ufficio, cassa senza rinvio e dichiara inammissibile il ricorso originario.

  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5174

Cassazione, sentenza n. 5174 del 17/02/2023

Sentenza n. 5174 del 17/02/2023

Il contribuente aveva impugnato il diniego di accesso alla collaborazione volontaria, ma entrambi i giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile perché il provvedimento non figura espressamente tra gli atti impugnabili. La Cassazione ritiene invece il diniego equiparabile al rigetto di una definizione agevolata: esso incide su un rapporto tributario e determina un interesse attuale a ottenere il controllo giudiziale delle condizioni di accesso. Accolto il ricorso, la sentenza è cassata con rinvio affinché il giudice di merito esamini la controversia e provveda sulle spese.

N. 5171

Cassazione, sentenza n. 5171 del 17/02/2023

Sentenza n. 5171 del 17/02/2023

L’accertamento traeva origine da indagini su una catena ritenuta fittizia di cooperative, utilizzata per somministrare manodopera e compensare contributi non versati con poste IVA; la cooperativa aveva contestato responsabilità e legittimazione, ottenendo ragione nei gradi di merito. La Cassazione rileva che la sentenza d’appello aveva qualificato il liquidatore come prestanome ed estraneo alle vicende, senza rendere comprensibile come ciò escludesse la responsabilità connessa alla rappresentanza della società. Ravvisata una motivazione contraddittoria e inferiore al minimo costituzionale, accoglie il primo motivo, assorbe gli altri e cassa con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Società
  • Lavoro e previdenza
  • Processo tributario
N. 5124

Cassazione, sentenza n. 5124 del 17/02/2023

Accertamento-Termini di decadenza - Raddoppio - Condizioni - Obbligo di denuncia penale - Sufficienza - Motivazione - Necessità - Esclusione.

Negli accertamenti per dichiarazioni IRES e IRAP omesse, i giudici di merito avevano escluso il raddoppio dei termini perché l’Ufficio non aveva prodotto la denuncia penale, mentre la contribuente negava anche l’esistenza di una stabile organizzazione italiana. La Cassazione stabilisce, per la sola IRES, che rilevano i fatti oggettivi idonei a far sorgere l’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla presentazione della denuncia, dall’azione penale o dall’accertamento del reato. Il giudice tributario deve valutarli autonomamente con prognosi postuma; la sentenza è cassata con rinvio, restando assorbite le altre censure.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5087

Cassazione, sentenza n. 5087 del 17/02/2023

Sentenza n. 5087 del 17/02/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992 in relazione a un evento sismico; i giudici di merito avevano accolto la domanda, esaminando profili diversi dal requisito territoriale contestato dall’Ufficio in appello. La Cassazione rileva l’omessa pronuncia sulla dedotta mancanza di residenza in uno dei comuni individuati dal provvedimento richiamato negli atti. Precisa inoltre che, nel giudizio sul silenzio-rifiuto, l’Amministrazione può opporre anche in appello rilievi inerenti ai presupposti del rimborso; accoglie quindi il ricorso e cassa con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5075

Cassazione, sentenza n. 5075 del 17/02/2023

Sentenza n. 5075 del 17/02/2023

La società contestava accertamenti IRES, IRAP e IVA fondati sulla localizzazione in Italia della sede effettiva, deducendo anche vizi di notifica e l’esistenza di perdite di bilancio. La Cassazione ritiene sanata dalla tempestiva impugnazione l’eventuale nullità della notifica e giudica non riesaminabile l’accertamento di merito, fondato su elementi presuntivi indicati dai giudici territoriali; conferma inoltre l’applicabilità, ai fini IVA, del criterio della sede effettiva. Esaminata anche la censura IRAP e ritenute inammissibili o infondate le ulteriori doglianze, la Corte respinge integralmente il ricorso.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 5066

Cassazione, sentenza n. 5066 del 17/02/2023

Sentenza n. 5066 del 17/02/2023

La società, destinataria di accertamenti IRES, IRAP e IVA per il 2007-2008, sosteneva di avere sede effettiva nella Repubblica Slovacca e contestava anche la notificazione degli atti; i giudici di merito avevano invece accertato lo svolgimento e la gestione dell’attività in Italia. La Cassazione considera sanato ogni eventuale vizio di notifica dalla tempestiva impugnazione e dichiara inammissibili le censure che miravano a una nuova valutazione dei fatti sulla residenza fiscale, anche ai fini IVA. Poiché la motivazione territoriale aveva esaminato gli elementi contrapposti, la Corte respinge il ricorso.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 5176

Cassazione, sentenza n. 5176 del 17/02/2023

Contenzioso tributario-rigetto- istanza revisione e impugnazione - inammissibili - ratio.

Dopo il rigetto definitivo delle contestazioni su ritenute non versate e l’esito sfavorevole della revocazione, l’ente contribuente aveva presentato una nuova istanza di autotutela, impugnandone il diniego con successo nei gradi di merito. La Cassazione chiarisce che la revisione del precedente rigetto costituisce mera sollecitazione di un potere discrezionale, rivolto a rilevanti interessi generali, e non consente di riaprire questioni già coperte dal giudicato per meri errori di quantificazione. Accolti tre motivi dell’Ufficio, la sentenza è cassata senza rinvio e il ricorso introduttivo è dichiarato inammissibile.

N. 5011

Cassazione, sentenza n. 5011 del 16/02/2023

Sentenza n. 5011 del 16/02/2023

Il contribuente contestava due iscrizioni ipotecarie, deducendo, tra l’altro, irregolarità nella notifica delle cartelle presupposte, mancanza del preavviso e prescrizione; i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione ha qualificato come meramente apparente la motivazione d’appello, che si limitava ad affermare la regolarità delle notifiche senza indicare atti esaminati, modalità e ragioni della valutazione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5009

Cassazione, sentenza n. 5009 del 16/02/2023

Sentenza n. 5009 del 16/02/2023

Gli eredi della contribuente impugnavano una variazione dell’intestazione catastale conseguente alla pretesa demanialità di alcuni terreni, sostenendo di contestare soltanto vizi procedurali dell’operazione. La Cassazione ha ribadito che il riparto di giurisdizione dipende dal petitum sostanziale: quando la variazione catastale attua una pretesa sulla titolarità dominicale e incide sui tributi solo indirettamente, la controversia appartiene al giudice ordinario. Il ricorso è stato quindi rigettato, confermando il difetto di giurisdizione tributaria dichiarato nei precedenti gradi.

N. 4902

Cassazione, sentenza n. 4902 del 16/02/2023

TARI - Occupazione aree comunali- Rifiuti speciali - Agevolazioni tributarie- Onere della prova-Impresa contribuente-Sussiste.

Una società contestava la TARI sostenendo di produrre imballaggi speciali smaltiti tramite un operatore privato; i giudici di merito avevano escluso integralmente il tributo. La Cassazione ha precisato che l’impresa deve dimostrare esistenza e delimitazione delle aree nelle quali si formano esclusivamente rifiuti speciali, poiché l’esclusione dalla superficie imponibile costituisce eccezione alla generale tassabilità dei locali occupati. Ritenendo non accertata tale circostanza e non giustificata la detassazione totale in presenza di produzione congiunta, la Corte ha giudicato fondato per quanto di ragione il ricorso comunale.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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