Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8678

Cassazione, sentenza n. 8678 del 27/03/2023

Sentenza n. 8678 del 27/03/2023

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA, disconoscendo tra l’altro la non imponibilità di cessioni intracomunitarie, mentre entrambi i giudici di merito avevano accolto le ragioni della contribuente. La Cassazione ha giudicato apparente la motivazione d’appello, incapace di identificare le operazioni e il percorso valutativo, e ha rilevato che la non imponibilità richiede un cessionario soggetto passivo in uno Stato membro, requisito non considerato rispetto alla società priva di valido numero IVA. Accolti il primo e il terzo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 8383

Cassazione, ordinanza n. 8383 del 23/03/2023

Sequestro preventivo di azienda - Avviso di accertamento - Omissione presentazione dichiarazione annuale modello Unico - Autorizzazione del gup - Astensione dalla predisposizione del bilancio e dalle attività connesse e consequenziali - Custode giudiziario - Adempimento dell'obbligo dichiarativo.

L’accertamento induttivo conseguiva all’omessa dichiarazione relativa all’anno nel quale era stato eseguito il sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale e delle partecipazioni sociali. La Cassazione ha individuato nell’esecuzione della misura il confine tra la gestione dell’imprenditore sequestratario e quella del custode: entrambi sono soggetti passivi e devono presentare dichiarazioni parziali per le rispettive porzioni d’esercizio, salvo dichiarazione congiunta. Ha quindi ritenuto corretta la notifica dell’accertamento sia al legale rappresentante sia all’amministratore giudiziario e riconosciuto a entrambi la legittimazione all’impugnazione nei rispettivi ambiti.

N. 8355

Cassazione, sentenza n. 8355 del 23/03/2023

Sentenza n. 8355 del 23/03/2023

Una società operante nei servizi di parcheggio chiedeva il rimborso IRAP, sostenendo di poter beneficiare della riduzione della base imponibile relativa al costo del lavoro; i giudici regionali avevano negato l’agevolazione. La Cassazione ha rilevato che la CTR non aveva spiegato perché l’attività fosse svolta in regime di concessione e con tariffa remunerativa, condizioni decisive per l’esclusione dal beneficio riconosciuto alle imprese regolamentate. Dichiarato inammissibile il ricorso contro le Regioni, meri destinatari del gettito, la Corte ha accolto quello contro l’Agenzia e rinviato per un nuovo esame.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 8247

Cassazione, sentenza n. 8247 del 22/03/2023

Sentenza n. 8247 del 22/03/2023

Gli accertamenti attribuivano al socio dividendi occulti derivanti da componenti passive inesistenti della società; il contribuente invocava l’effetto preclusivo dello scudo fiscale. La Cassazione ha confermato che tale effetto viene meno quando l’interessato abbia avuto formale conoscenza di attività di accertamento, anche tramite atti d’indagine pertinenti, e che spetta al contribuente dimostrare la concreta correlazione tra reddito accertato e attività emerse. Ha inoltre respinto le censure sul contraddittorio, sul raddoppio dei termini, sulla sottoscrizione e sulla prova delle notifiche, rigettando integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 8245

Cassazione, sentenza n. 8245 del 22/03/2023

Sentenza n. 8245 del 22/03/2023

La controversia concerneva l’ICI richiesta per un immobile al quale la contribuente pretendeva di applicare l’esenzione per abitazione principale, sebbene la residenza anagrafica risultasse altrove. La Cassazione ha ribadito che le risultanze anagrafiche costituiscono una presunzione superabile con prova contraria, il cui apprezzamento compete al giudice di merito; la CTR aveva però accertato che non era stata dimostrata la dimora abituale nell’unità contestata. Sono state inoltre giudicate inammissibili le doglianze processuali e probatorie per carenza di specificità o perché dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 8241

Cassazione, sentenza n. 8241 del 22/03/2023

Sentenza n. 8241 del 22/03/2023

L’accertamento nei confronti di un medico recuperava compensi non contabilizzati sulla base delle agende di una dipendente, di ulteriori riscontri e delle indagini bancarie; la CTR aveva escluso sia una duplicazione dei ricavi sia il presupposto dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP. La Cassazione ha confermato che i dati bancari potevano riferirsi alle medesime prestazioni già ricostruite e che l’impiego di un solo addetto con mansioni meramente esecutive non integrava l’autonoma organizzazione. Ritenuti validi anche i riscontri alle dichiarazioni del terzo, ha rigettato sia il ricorso dell’Agenzia sia quello incidentale del professionista.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 8227

Cassazione, sentenza n. 8227 del 22/03/2023

Sentenza n. 8227 del 22/03/2023

La CTR aveva ridotto il maggior reddito attribuito al socio unico in proporzione alla minore percentuale di ricarico riconosciuta, in separato giudizio, nei confronti della società. Il contribuente contestava sia la ricostruzione analitico-induttiva del reddito societario sia l’automatica imputazione degli utili non dichiarati, ma la Cassazione non ha esaminato tali questioni nel merito. Il ricorso risultava infatti sottoscritto anche da soggetti non abilitati e privo della procura speciale richiesta per il giudizio di legittimità; la Corte lo ha pertanto dichiarato inammissibile.

N. 8226

Cassazione, sentenza n. 8226 del 22/03/2023

Sentenza n. 8226 del 22/03/2023

La controversia riguardava l’impugnabilità del provvedimento comunale che, in autotutela, aveva ridotto un accertamento ICI per il 2009, mentre l’atto originario era ancora oggetto di giudizio. La Cassazione conferma che la mera riduzione quantitativa, senza nuovi presupposti impositivi, non determina una nuova lesione ed è quindi inammissibile come autonoma impugnazione; precisa inoltre che il giudicato sull’esenzione per un’altra annualità non si estende alla dimora abituale, fatto variabile nel tempo. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Autotutela
  • IMU
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 8221

Cassazione, sentenza n. 8221 del 22/03/2023

Sentenza n. 8221 del 22/03/2023

La società contestava gli accertamenti IVA relativi alla vendita di vasche con apertura laterale, sostenendo che l’autodichiarazione degli acquirenti fosse sufficiente per applicare l’aliquota agevolata del 4 per cento. La Cassazione ritiene invece necessaria, per le annualità esaminate, la documentazione sanitaria richiesta dalla disciplina attuativa, comprensiva della certificazione dell’invalidità funzionale e della prescrizione attestante il collegamento tra ausilio e menomazione; corregge così la motivazione regionale, che aveva impropriamente richiamato il divieto di prova testimoniale. I motivi proposti dalla società sono rigettati.

N. 8214

Cassazione, sentenza n. 8214 del 22/03/2023

Sentenza n. 8214 del 22/03/2023

L’Amministrazione contestava l’annullamento di un accertamento IRES, IRAP e IVA fondato sulla verifica del magazzino e sull’applicazione di un ricarico medio ponderato; parallelamente era stato accertato un maggior reddito in capo al socio unico. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso relativo alla società perché non specificava i presupposti dell’accertamento analitico-induttivo e non censurava l’inesattezza dei dati rilevata dal giudice regionale. Venuta meno la pretesa societaria, dichiara estinto per cessazione della materia del contendere il giudizio riguardante il socio.

N. 8200

Cassazione, sentenza n. 8200 del 22/03/2023

Sentenza n. 8200 del 22/03/2023

La società censurava la conferma dell’accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi, basato sul ricarico medio ponderato ricavato da un’altra annualità, che il giudice regionale aveva rideterminato considerando le vendite promozionali e di stock. La Cassazione reputa inammissibili le doglianze perché cumulavano indistintamente vizi motivazionali e violazioni di legge, senza indicare chiaramente norme, punti contestati e presupposti dell’accertamento, né confrontarsi con la motivazione impugnata. Il ricorso è pertanto rigettato, senza statuizione sulle spese per mancata costituzione dell’Amministrazione.

N. 12084

Cassazione, sentenza n. 12084 del 22/03/2023

Penale tributario - Sequestro preventivo - Reato ex articoli 5 e 11 del DL n. 74/2000 - Omessa dichiarazione dei redditi - Esterovestizione.

Il procedimento cautelare riguardava sequestri disposti per omessa dichiarazione con contestata esterovestizione e per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, nonostante il successivo integrale pagamento del debito tributario. La Cassazione afferma che l’adempimento elimina il rapporto strumentale tra sequestro, garanzia patrimoniale e riscossione coattiva: resta ferma l’ipotizzata sussistenza del reato, ma viene meno l’esigenza della cautela reale. Annulla quindi senza rinvio il sequestro relativo ai beni conferiti nel trust e all’immobile; ritiene inoltre fondata la censura sul sequestro collegato all’omessa dichiarazione.

N. 8150

Cassazione, sentenza n. 8150 del 21/03/2023

Sentenza n. 8150 del 21/03/2023

Una socia impugnava la cartella derivante da un proprio avviso di accertamento divenuto definitivo per mancata impugnazione della sentenza che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, invocando gli esiti favorevoli dei giudizi riguardanti la società. La Cassazione chiarisce che il giudicato formale, anche se formatosi su una decisione di rito, rende definitiva la pretesa verso la socia e impedisce di beneficiare dell’eventuale successivo annullamento dell’accertamento societario; non ricorrono quindi né sospensione necessaria né riunione. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

N. 8146

Cassazione, sentenza n. 8146 del 21/03/2023

Sentenza n. 8146 del 21/03/2023

Gli accertamenti contestavano, per più annualità, costi, ammortamenti e detrazioni IVA; durante i giudizi la società aveva presentato domande di definizione agevolata, già riconosciute regolari per il 2003 e 2004 e successivamente proposte per le restanti annualità. La Cassazione rileva che il giudice regionale avrebbe dovuto dichiarare cessata la materia del contendere per le annualità già definite, anziché decidere nel merito. Considerata la definizione delle altre liti, dichiara estinto l’intero giudizio per cessazione della materia del contendere, con spese a carico di chi le ha anticipate.

  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8142

Cassazione, sentenza n. 8142 del 21/03/2023

Sentenza n. 8142 del 21/03/2023

La società sosteneva che l’IVA ridotta dovesse applicarsi all’intera fornitura e posa di infissi prodotti su misura nell’ambito di interventi su abitazioni. La Cassazione esclude che la produzione diretta degli infissi consenta di agevolarne integralmente il valore: la disciplina, da interpretare restrittivamente, limita l’aliquota ridotta quando i beni costituiscono parte significativa della fornitura. Accoglie però la censura sull’omessa determinazione della base imponibile e rinvia affinché il valore dei beni sia calcolato considerando materie prime e manodopera, secondo l’accordo contrattuale e comunque non sotto il prezzo d’acquisto.

N. 8130

Cassazione, sentenza n. 8130 del 21/03/2023

Sentenza n. 8130 del 21/03/2023

La società aveva impugnato un estratto di ruolo, deducendo l’omessa o invalida notificazione di numerose cartelle e la prescrizione dei relativi crediti; il giudice regionale aveva invece ritenuto regolari le notifiche. La Cassazione applica ai processi pendenti la disciplina sopravvenuta che ammette l’impugnazione anticipata del ruolo o della cartella non notificata soltanto in presenza di specifici pregiudizi, che il contribuente deve allegare e provare. Poiché nessuna delle condizioni previste risultava dedotta, dichiara inammissibile il ricorso per carenza d’interesse ad agire e compensa le spese.

N. 8094

Cassazione, sentenza n. 8094 del 21/03/2023

Sentenza n. 8094 del 21/03/2023

Nella controversia sui contributi di bonifica, la Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso congiunto riguardante distinte cartelle fondate sulle medesime questioni e ha escluso che la mancata impugnazione degli atti generali impedisse di contestare la pretesa. Ha inoltre giudicato sufficientemente motivate le cartelle che richiamavano con precisione i piani di classifica pubblicati. Poiché l’approvazione del piano e l’inclusione dei fondi nel perimetro consortile fanno presumere il beneficio, spettava ai contribuenti fornire prova contraria: sono stati quindi accolti i motivi del consorzio sulla motivazione e sull’onere probatorio.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 8091

Cassazione, sentenza n. 8091 del 21/03/2023

Sentenza n. 8091 del 21/03/2023

La controversia riguardava la rettifica del valore dichiarato per un terreno compravenduto e la conseguente liquidazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. I giudici di merito avevano confermato l’avviso, considerando edificabile una porzione dell’area e adeguato il criterio comparativo; il contribuente aveva invece allegato vincoli urbanistici, mancato convenzionamento e disomogeneità del bene assunto a confronto. La Cassazione ha disposto l’accoglimento del ricorso nei termini esaminati, ravvisando la necessità di valutare le circostanze documentate incidenti sulla concreta utilizzabilità edificatoria e sul valore venale.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 8090

Cassazione, sentenza n. 8090 del 21/03/2023

Sentenza n. 8090 del 21/03/2023

La lite verteva su una cartella di 454,76 euro relativa a contributi consortili del 2009, annullata dalla CTR per insufficiente motivazione. La Cassazione non ha esaminato nel merito le censure del consorzio, poiché il carico, affidato all’agente della riscossione entro il 2010 e inferiore a mille euro, era stato automaticamente annullato dalla disciplina sopravvenuta sullo stralcio dei piccoli debiti. Ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, precisando che tale esito non preclude in astratto il rimborso di quanto eventualmente versato, e ha compensato integralmente le spese.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 8089

Cassazione, sentenza n. 8089 del 21/03/2023

Sentenza n. 8089 del 21/03/2023

La contribuente aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria fondata su nove cartelle, mentre la CTR aveva ritenuto regolari le notifiche e legittima la documentazione prodotta dall’agente della riscossione soltanto in appello. La Cassazione ha confermato che nel processo tributario possono essere depositati nuovi documenti in secondo grado entro il termine previsto, ma ha affermato che anche prima della riforma del 2011 l’ipoteca doveva essere preceduta dalla comunicazione necessaria al contraddittorio. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, dichiarato illegittima l’iscrizione ipotecaria.

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