Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 13296

Cassazione, sentenza n. 13296 del 15/05/2023

Sentenza n. 13296 del 15/05/2023

Il giudizio concerneva l’imposta di registro liquidata sulla vendita di un terreno; dopo il rigetto nei due gradi di merito, la società aveva proposto ricorso per cassazione. Avendo successivamente dichiarato di aver definito in via agevolata la lite, corrisposto l’importo dovuto e rinunciato al ricorso, la Cassazione ha rilevato che la rinuncia produce l’estinzione anche senza accettazione della controparte. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, compensato integralmente le spese tra le parti costituite ed escluso il raddoppio del contributo unificato.

  • Imposta di registro
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13289

Cassazione, sentenza n. 13289 del 15/05/2023

Sentenza n. 13289 del 15/05/2023

La controversia riguardava l’imposta regionale su una concessione di beni demaniali, con interessi e sanzione, che i giudici di merito avevano ritenuto dovuta anche se la concessione era stata rilasciata dall’Autorità portuale. La Cassazione ha confermato il presupposto dell’imposta, legato all’occupazione e all’uso del bene statale, ma ha riconosciuto l’obiettiva incertezza normativa, escludendo interessi moratori e sanzione; ha inoltre negato l’applicabilità al giudizio tributario di merito del raddoppio del contributo unificato. Accolti il primo e il terzo motivo, ha deciso nel merito entro tali limiti e compensato le spese.

  • Tributi locali
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13285

Cassazione, sentenza n. 13285 del 15/05/2023

Sentenza n. 13285 del 15/05/2023

La contribuente contestava imposta, interessi e sanzione relativi a una concessione rilasciata dall’Autorità portuale; il giudice regionale aveva ritenuto il tributo dovuto per l’uso di un bene demaniale statale. La Cassazione ha confermato che, per l’annualità esaminata, il presupposto dipendeva dall’occupazione e dall’uso del bene, non dall’autorità competente a rilasciare la concessione. Ha però ravvisato un’obiettiva incertezza normativa, accogliendo il secondo motivo: cassata la sentenza, ha escluso interessi moratori e sanzione, mantenendo ferma l’imposta e compensando le spese dell’intero giudizio.

  • Tributi locali
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13294

Cassazione, sentenza n. 13294 del 14/05/2023

Sentenza n. 13294 del 14/05/2023

L’atto di liberalità trasferiva alle figlie la nuda proprietà di immobili, riservando l’usufrutto al donante e, dopo la sua morte, al coniuge intervenuto e accettante; i giudici di merito avevano annullato la distinta imposta fissa di registro. La Cassazione ha qualificato l’operazione come composta da due donazioni autonome: quella della nuda proprietà e quella dell’usufrutto al terzo, sottoposta alla condizione sospensiva della premorienza del donante. Ritenuta dovuta l’imposta fissa sul secondo negozio, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rigettato il ricorso introduttivo della contribuente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13122

Cassazione, sentenza n. 13122 del 12/05/2023

Sentenza n. 13122 del 12/05/2023

La controversia riguardava un avviso di accertamento ICI per il 2010, relativo a parcheggi intestati catastalmente alla società ma destinati, in forza di convenzione urbanistica, alla cessione gratuita al Comune dopo completamento e collaudo. I giudici di merito avevano annullato l’atto, ritenendo la contribuente proprietaria solo formale e priva dell’effettivo potere di godimento; il Comune aveva contestato tale conclusione in cassazione. La Corte non ha esaminato il merito: verificata la regolare definizione della lite ai sensi della legge n. 130 del 2022, ha dichiarato estinto il processo e compensato le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
N. 13116

Cassazione, sentenza n. 13116 del 12/05/2023

Sentenza n. 13116 del 12/05/2023

Il giudizio concerneva un accertamento ICI per il 2011 su parcheggi catastalmente intestati alla società, costruiti in base a una convenzione che ne prevedeva la futura cessione gratuita al Comune. La Commissione regionale, confermando il primo grado, aveva escluso la soggettività passiva della contribuente perché titolare soltanto formale e priva del possesso e del concreto godimento dei beni; il Comune aveva impugnato tale decisione. La Cassazione non si è pronunciata su questa questione sostanziale, ma ha dichiarato estinto il processo per l’intervenuta definizione della lite prevista dalla legge n. 130 del 2022, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
N. 13104

Cassazione, sentenza n. 13104 del 12/05/2023

Sentenza n. 13104 del 12/05/2023

La società aveva impugnato la decisione regionale che, diversamente dal primo grado, aveva confermato gli accertamenti IMU 2012-2014 su parcheggi catastalmente intestati alla contribuente e destinati alla successiva cessione gratuita al Comune. La Commissione regionale aveva attribuito rilievo alla titolarità del diritto reale e all’iscrizione catastale, ritenendo dovute anche le sanzioni; tali conclusioni costituivano però l’oggetto, non l’esito, del giudizio di legittimità. La Cassazione, accertata la regolare definizione della lite ai sensi della legge n. 130 del 2022, ha dichiarato estinto il processo senza decidere i motivi e ha compensato le spese.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
N. 13095

Cassazione, sentenza n. 13095 del 12/05/2023

Sentenza n. 13095 del 12/05/2023

La controversia verteva sugli accertamenti ICI 2007-2011 relativi al valore venale di un’area edificabile e sulle conseguenti sanzioni. La Commissione regionale aveva confermato la pretesa, salvo applicare il cumulo giuridico, valorizzando una perizia e prezzi risultanti da alienazioni e ritenendo non vincolanti i valori comunali, poiché la contribuente li aveva autonomamente ridotti per un’edilizia convenzionata giudicata insussistente; aveva inoltre attribuito all’incorporante le obbligazioni sanzionatorie dell’incorporata. La Cassazione non ha vagliato queste statuizioni: preso atto della rinuncia conseguente all’accordo transattivo e della sua accettazione, ha dichiarato estinto il processo, compreso il ricorso incidentale, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 13080

Cassazione, sentenza n. 13080 del 12/05/2023

Sentenza n. 13080 del 12/05/2023

Il ricorso riguardava accertamenti ICI per il 2005 e il 2006, fondati sulla rideterminazione del valore venale di un’area edificabile rispetto a quanto dichiarato dalla società. La Commissione regionale aveva ritenuto tempestivi e motivati gli atti, qualificando la fattispecie come dichiarazione omessa o infedele e negando che il Comune fosse vincolato ai valori tabellari ridotti unilateralmente dalla contribuente per un’ipotesi di edilizia convenzionata ritenuta non ricorrente. La Cassazione non ha esaminato tali questioni: constatate la rinuncia al ricorso dopo la definizione transattiva e l’accettazione del Comune, ha dichiarato estinto il processo e compensato le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
N. 13007

Cassazione, sentenza n. 13007 del 12/05/2023

Sentenza n. 13007 del 12/05/2023

La controversia riguardava il rimborso di un credito IRES derivante da ritenute, negato in parte perché non adeguatamente documentato e riconosciuto solo parzialmente nei precedenti gradi. La Cassazione ha ribadito che chi chiede il riconoscimento di un credito d’imposta deve provarne i fatti costitutivi e che i poteri istruttori d’ufficio non possono supplire ordinariamente a tale onere; ha tuttavia rilevato che il giudice d’appello aveva omesso di pronunciarsi su un ulteriore importo specificamente documentato e devoluto. Accolto soltanto questo motivo e respinti o dichiarati inammissibili gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio per il riesame e per le spese.

N. 13134

Cassazione, sentenza n. 13134 del 12/05/2023

Sentenza n. 13134 del 12/05/2023

Il Comune contestava il riconoscimento delle agevolazioni IMU a una coadiuvante dell’impresa agricola familiare, titolare prima di reddito da locazione dei terreni e poi anche di pensione; il giudice regionale aveva invece riconosciuto il beneficio. La Cassazione ha ribadito che, per effetto delle norme interpretative retroattive, pensione e qualifica di coadiuvante non sono autonomamente ostative quando permane l’iscrizione previdenziale agricola, presupponendo essa la partecipazione attiva secondo i criteri previdenziali. Il ricorso comunale è stato pertanto rigettato, con compensazione delle spese e attestazione dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13131

Cassazione, sentenza n. 13131 del 12/05/2023

Sentenza n. 13131 del 12/05/2023

Cinque accertamenti IMU avevano negato il beneficio per terreni agricoli a un pensionato, coadiuvante nell’impresa del figlio; entrambi i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione, quello regionale valorizzando la prevalenza del reddito pensionistico. La Cassazione ha affermato che le norme interpretative retroattive rendono sufficienti il mantenimento dell’iscrizione previdenziale agricola e, per il coadiuvante, la partecipazione attiva, abituale e prevalente all’impresa familiare, senza che la pensione sia di per sé ostativa. Accolti i primi quattro motivi e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza, accolto il ricorso originario e compensato le spese.

  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13130

Cassazione, sentenza n. 13130 del 12/05/2023

Sentenza n. 13130 del 12/05/2023

L’Agenzia aveva recuperato IRES, IVA e IRAP, contestando a un’associazione sportiva dilettantistica l’assenza dei requisiti sostanziali del regime agevolato; i giudici di merito avevano confermato l’accertamento sulla base, tra l’altro, di carenze nella democraticità associativa, distribuzione di utili e inattendibilità contabile. La Cassazione ha chiarito che il giudice tributario può verificare i presupposti fiscali senza ridefinire lo status dell’ente e che l’autoqualificazione non prova il diritto al beneficio, il cui onere incombe al contribuente. Le censure su prova e motivazione sono state dichiarate in parte inammissibili e per il resto infondate, confermando sul punto la decisione regionale.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Enti Sportivi
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12944

Cassazione, sentenza n. 12944 del 11/05/2023

Sentenza n. 12944 del 11/05/2023

Il giudizio concerneva dazi e IVA all’importazione, sanzione e confisca di un veicolo immatricolato fuori dall’Unione e utilizzato da una persona residente nel territorio doganale. La Cassazione ha escluso che l’atto di contestazione della sanzione dovesse essere preceduto dal contraddittorio invocato, ma ha ritenuto erroneo applicare le convenzioni sull’importazione temporanea riferite ai non residenti; occorreva invece verificare, secondo la disciplina unionale applicabile, se ricorresse un uso del mezzo in situazione di emergenza. Ha quindi accolto il primo motivo nei limiti indicati, assorbito il secondo, cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale per gli accertamenti necessari e le spese.

N. 12941

Cassazione, sentenza n. 12941 del 11/05/2023

Sentenza n. 12941 del 11/05/2023

L’Agenzia contestava il riconoscimento di un rimborso IRPEG e ILOR, sostenendo che il pagamento parziale eseguito nel 1997 costituisse diniego implicito del residuo e facesse decorrere i termini di impugnazione e prescrizione. La Cassazione ha invece stabilito che l’assegnazione parziale di titoli di Stato prevista dalla legge, essendo per sua natura non satisfattiva, non implicava il rigetto della richiesta originaria; inoltre, l’impugnazione dell’accertamento sul medesimo imponibile aveva interrotto la prescrizione sino al giudicato. Ritenuta implicitamente respinta anche l’eccezione dell’Ufficio sulla prova del credito, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso e condannato l’Agenzia alle spese.

N. 12878

Cassazione, sentenza n. 12878 del 11/05/2023

Sentenza n. 12878 del 11/05/2023

Una società chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES applicata per il 2013 agli operatori creditizi, finanziari e assicurativi, deducendone l’illegittimità costituzionale e l’incompatibilità con il diritto dell’Unione. Richiamate le pronunce costituzionali sulla ragionevolezza della misura temporanea, la Cassazione ha escluso sia una discriminazione tra imprese comparabili sia un aiuto di Stato, rilevando che il tributo colpiva tutti i soggetti dei settori individuati già sottoposti a IRES in Italia e non comportava rinuncia a risorse fiscali spettanti. Ha pertanto negato la necessità del rinvio pregiudiziale, rigettato il ricorso e posto le spese a carico della ricorrente.

N. 12489

Cassazione, sentenza n. 12489 del 10/05/2023

Sentenza n. 12489 del 10/05/2023

La controversia riguardava un accertamento TIA per il 2007-2011, emesso dal concessionario del consorzio locale in relazione alla maggiore superficie tassabile di un fabbricato industriale e dei relativi uffici. Il giudice regionale aveva confermato l’atto, salvo escludere l’IVA, ritenendolo motivato mediante il richiamo al sopralluogo e includendo nella tassazione i corridoi utilizzati da personale e muletti, ma non le aree destinate alle lavorazioni produttive. La Cassazione ha escluso la denunciata apparenza della motivazione e dichiarato inammissibili le ulteriori censure, perché incompatibili con la doppia conforme, estranee alla ratio decidendi o rivolte alla ricostruzione dei fatti; ha quindi rigettato il ricorso e regolato le spese secondo soccombenza.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • IVA
N. 12422

Cassazione, sentenza n. 12422 del 9/05/2023

Sentenza n. 12422 del 09/05/2023

La controversia riguarda la sanzione irrogata a un grossista di energia elettrica per avere operato senza licenza e omesso il versamento delle accise, poi ridotta dai giudici di merito applicando la disciplina del tardivo versamento. La Cassazione afferma che la riforma del 2007 non ha abolito l’illecito, ma lo ha diversamente configurato, mantenendo invariati disvalore della condotta e trattamento sanzionatorio per l’attività svolta senza titolo autorizzatorio. Ritiene quindi fondati, nel complesso, i motivi dell’Agenzia e censura l’applicazione della disciplina più favorevole da parte del giudice del rinvio.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12409

Cassazione, sentenza n. 12409 del 9/05/2023

Sentenza n. 12409 del 09/05/2023

L’Amministrazione doganale contestava a un grossista di energia elettrica l’esercizio dell’attività senza licenza e l’omesso pagamento delle accise; i giudici di merito avevano invece applicato la sanzione più mite prevista per i ritardati versamenti. La Cassazione esclude che la novella del 2007 abbia eliminato l’illecito: per i grossisti la licenza è stata sostituita dall’autorizzazione, mentre la condotta priva del necessario titolo è rimasta punibile nella stessa misura. I motivi dell’Agenzia sono ritenuti complessivamente fondati e la diversa conclusione del giudice del rinvio viene censurata.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12362

Cassazione, sentenza n. 12362 del 9/05/2023

Sentenza n. 12362 del 09/05/2023

Dopo l’annullamento di una cartella perché l’Agenzia aveva riconosciuto l’insussistenza della pretesa, il contribuente aveva impugnato il solo capo sulle spese; la Commissione regionale aveva respinto l’appello e disposto anche una condanna per lite temeraria. In Cassazione furono proposti quarantadue motivi, in larga parte riproduttivi delle questioni di merito e privi di specifica correlazione con la decisione impugnata o degli elementi richiesti per denunciare l’omesso esame di fatti decisivi. La Corte dichiara il ricorso inammissibile e pone le spese di legittimità a carico del ricorrente.

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