Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 12314

Cassazione, sentenza n. 12314 del 9/05/2023

Sentenza n. 12314 del 09/05/2023

La cartella era stata annullata in primo grado dopo il riconoscimento dell’infondatezza della pretesa da parte dell’Agenzia, con condanna di quest’ultima alle spese; il successivo appello del contribuente, limitato alla loro liquidazione, era stato respinto con ulteriori conseguenze per lite temeraria. La Cassazione rileva che la gran parte dei quarantadue motivi ignora il contenuto della sentenza impugnata e ripropone indistintamente questioni dei gradi precedenti, mentre le censure motivazionali non indicano gli elementi essenziali richiesti. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese in favore delle controparti.

N. 12234

Cassazione, sentenza n. 12234 del 8/05/2023

Sentenza n. 12234 del 08/05/2023

La controversia nasce dal silenzio-rifiuto su un’istanza di rimborso IRPEF relativa a somme pagate dopo un controllo formale; la Commissione regionale aveva dichiarato inammissibile l’appello perché introduceva domande nuove rispetto al ricorso iniziale. La Cassazione osserva che i numerosi motivi non censurano tale autonoma ragione della decisione, ma investono questioni sulle quali il giudice regionale non era entrato nel merito. Mancando specificità, completezza e riferibilità delle doglianze al provvedimento impugnato, il ricorso è dichiarato inammissibile, senza statuizione sulle spese per assenza di attività difensiva dell’intimata.

  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 12227

Cassazione, sentenza n. 12227 del 8/05/2023

Sentenza n. 12227 del 08/05/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRPEF versata in relazione a una cartella derivante da controllo formale, ma il giudice regionale aveva dichiarato inammissibile l’appello per l’ampliamento del tema del giudizio mediante domande nuove. Secondo la Cassazione, i quarantacinque motivi proposti non si confrontano con questa statuizione, sufficiente da sola a sostenere la decisione, e riguardano profili di merito non esaminati in appello. Per difetto di specificità e pertinenza rispetto al decisum, il ricorso è dichiarato inammissibile; non vengono liquidate spese, non essendovi stata attività difensiva dell’Agenzia.

N. 12212

Cassazione, sentenza n. 12212 del 8/05/2023

Sentenza n. 12212 del 08/05/2023

La controversia concerne l’ICI su terreni qualificati edificabili dal piano regolatore, ma subordinati a interventi di bonifica, nonché le relative sanzioni. La Cassazione conferma che l’edificabilità urbanistica determina l’assoggettamento all’imposta, mentre l’attualità della capacità edificatoria e i costi di bonifica incidono sul valore imponibile; la prova di maggiori costi, quale elemento riduttivo della pretesa, grava sul contribuente. Esclude inoltre l’efficacia di giudicati relativi ad annualità e quadro normativo differenti, reputa inammissibili o infondate le ulteriori censure e rigetta il ricorso, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 12184

Cassazione, ordinanza n. 12184 del 8/05/2023

Rimborsi - Società non residente - Finanziamento a società controllata - Ritenute omesse - Avviso di accertamento - Istanza di rimborso tardiva - Obbligazione solidale passiva - Decorrenza del termine decadenziale - Requisiti per esenzione da imposizione.

Una società estera chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi corrisposti dalla controllata italiana, che aveva precedentemente definito l’accertamento mediante adesione; i giudici regionali avevano ritenuto la domanda tardiva, improponibile e priva dei requisiti documentali. La Cassazione stabilisce che l’adesione del sostituto d’imposta non pregiudica il sostituito solidale, salvo estensione favorevole, e che il termine di quarantotto mesi decorre dalla ritenuta effettivamente operata, non da quando avrebbe dovuto esserlo. Accoglie anche la censura sulla documentazione, cassa la decisione e rinvia al giudice regionale per un nuovo esame.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11631

Cassazione, ordinanza n. 11631 del 4/05/2023

Accertamento - Rettifica della dichiarazione dei redditi - Valore della produzione ai fini IRAP - IVA - Mancata contabilizzazione di ricavi per opere appaltate - Fabbricati finiti e pronti alla vendita - Immobilizzazioni - Rimanenze.

L’Ufficio aveva recuperato ricavi, con effetti anche su IRAP e IVA, perché immobili ultimati erano stati contabilizzati dall’impresa costruttrice tra le rimanenze anziché tra i ricavi. La Cassazione ha stabilito che la classificazione degli immobili-merce dipende dalla destinazione economica concretamente impressa e non dalla sola ultimazione: se non ceduti e sfitti, essi restano rimanenze di magazzino. Accolto il secondo motivo, la Corte ha cassato la decisione e, pronunciando nel merito, ha annullato gli avvisi; per una contribuente ha invece dichiarato l’estinzione dovuta alla definizione agevolata.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • IRAP
  • IVA
N. 11625

Cassazione, sentenza n. 11625 del 4/05/2023

Sentenza n. 11625 del 04/05/2023

L’accertamento recuperava una quota degli interessi passivi corrisposti dalla controllata italiana alla capogruppo tedesca, applicando la disciplina sul valore normale nelle operazioni infragruppo. Il primo giudice aveva annullato l’atto per due autonome ragioni, ma l’Agenzia aveva impugnato soltanto quella relativa al criterio di comparazione dei tassi, lasciando incontestata l’assenza di trasferimento di reddito verso la Germania. La Cassazione ha quindi riconosciuto il giudicato interno, cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, rigettato l’appello dell’Amministrazione.

N. 11619

Cassazione, ordinanza n. 11619 del 4/05/2023

Rimborsi - Restituzione di dazi antidumping - Status di società operante in un'economia di mercato (SEM) - Metodo del campionamento per il calcolo del margine di dumping - Efficacia retroattiva della disposizione abrogatrice dei dazi.

Un importatore chiedeva il rimborso dei dazi antidumping versati su calzature asiatiche, richiamando l’invalidità dei regolamenti originari e contestando la successiva reintroduzione retroattiva del prelievo. La Cassazione ha rilevato che i regolamenti sopravvenuti avevano sanato i vizi procedurali e ripristinato i dazi per le medesime importazioni, ostando alla restituzione; ha inoltre escluso che l’abrogazione produca effetti retroattivi senza un’espressa previsione e che ai dazi, privi di natura sanzionatoria, si applichi la disciplina più favorevole. Il ricorso è stato rigettato.

N. 11745

Cassazione, sentenza n. 11745 del 4/05/2023

Sentenza n. 11745 del 04/05/2023

Un Comune aveva assoggettato a TARSU un’area portuale concessa per la gestione di un porto turistico, sostenendo che vi si producessero anche rifiuti urbani e assimilati; i giudici di merito avevano escluso il tributo richiamando la gestione separata dei rifiuti portuali. La Cassazione ritiene che la Commissione regionale non abbia violato le regole sull’onere o sulla disponibilità della prova e precisa che il piano di raccolta invocato dal Comune concerne i rifiuti delle navi e i residui di carico, ambito privo di potestà impositiva comunale. Il ricorso è rigettato, con condanna dell’ente alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11719

Cassazione, sentenza n. 11719 del 4/05/2023

Sentenza n. 11719 del 04/05/2023

Un fondo pensione con sede nelle Isole Cayman chiedeva il rimborso delle ritenute applicate ai dividendi italiani, denunciando una disparità rispetto ai fondi residenti e producendo documentazione che i giudici regionali avevano ritenuto inidonea. La Cassazione esclude il vizio di motivazione, poiché la decisione spiegava il mancato assolvimento dell’onere probatorio, e riconosce che la libera circolazione dei capitali può riguardare anche Paesi terzi; ritiene però legittimo negare il trattamento favorevole quando manchi un adeguato quadro di cooperazione per i controlli fiscali. Il primo motivo è respinto e il terzo resta assorbito.

N. 11717

Cassazione, sentenza n. 11717 del 4/05/2023

Sentenza n. 11717 del 04/05/2023

La controversia riguardava la TARSU applicata alle aree e agli immobili di un porto turistico, ritenuti dal Comune idonei a produrre rifiuti urbani o assimilati; la contribuente sosteneva invece la natura speciale dei rifiuti e il loro autonomo smaltimento. La Cassazione ha escluso la motivazione apparente e ha ritenuto inammissibili o infondate le censure sulla non contestazione, sulle prove e sul principio «chi inquina paga», rilevando anche il mancato assolvimento dell’onere probatorio. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11696

Cassazione, sentenza n. 11696 del 4/05/2023

Sentenza n. 11696 del 04/05/2023

La società contestava avvisi ICI su terreni edificabili, deducendo la decadenza dell’atto sostitutivo e criticando la stima comunale, oltre all’inclusione di un terreno asseritamente già venduto. La Cassazione ha qualificato la riduzione dell’imposta, successiva all’accertamento con adesione, come autotutela sostitutiva e non come nuova pretesa soggetta a decadenza; ha però rilevato che il giudice regionale non aveva esaminato le specifiche contestazioni sulla valutazione dei terreni né il motivo relativo al bene ceduto. Accolti i motivi dal quarto all’ottavo, la causa è stata rinviata.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Autotutela
N. 11642

Cassazione, sentenza n. 11642 del 4/05/2023

Accertamento - Indagini bancarie - Autorizzazione e utilizzabilità dei dati acquisiti.

L’accertamento di maggiori redditi, IRAP e IVA si fondava soprattutto su versamenti e prelevamenti bancari ritenuti ingiustificati, oltre che sul disconoscimento di interessi passivi e sulla mancata contabilizzazione di interessi attivi. La Cassazione ha affermato che l’eventuale mancanza o mancata allegazione dell’autorizzazione alle indagini bancarie non rende inutilizzabili i dati senza un concreto pregiudizio; ha tuttavia censurato la motivazione apparente sulla documentazione difensiva, escluso il giudizio d’inerenza sugli interessi passivi e rilevato un’omessa pronuncia. La sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 11608

Cassazione, sentenza n. 11608 del 3/05/2023

Sentenza n. 11608 del 03/05/2023

Una società estera chiedeva il rimborso dell’IVA assolta su acquisti italiani tramite il proprio rappresentante fiscale, mentre l’Amministrazione lo negava per la contemporanea presenza di una stabile organizzazione in Italia. La Cassazione ha ricostruito il principio per cui il soggetto non residente resta tale, nonostante la stabile organizzazione, quando questa non partecipa alle operazioni; l’identificazione IVA è inoltre un requisito formale e non costitutivo del diritto al rimborso, salvo frode, abuso o impossibilità di verificare i requisiti sostanziali. Il frammento disponibile non riporta il dispositivo conclusivo.

N. 11576

Cassazione, sentenza n. 11576 del 3/05/2023

Sentenza n. 11576 del 03/05/2023

La contribuente chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES per il settore energetico versata prima della declaratoria d’illegittimità costituzionale, sostenendo che questa dovesse operare anche sui rapporti ancora pendenti. La Cassazione ha ritenuto non impugnabile la decisione della Corte costituzionale e vincolante la modulazione temporale dei suoi effetti, decorrenti dal giorno successivo alla pubblicazione; ha inoltre giudicato manifestamente infondata la questione riferita al diritto di difesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, restando escluso il rimborso per i periodi anteriori.

N. 11550

Cassazione, sentenza n. 11550 del 3/05/2023

Sentenza n. 11550 del 03/05/2023

La Regione sosteneva che la definizione agevolata del contenzioso sul canone demaniale marittimo non dovesse ridurre la base imponibile dell’imposta regionale collegata alla concessione. La Cassazione ha invece qualificato il pagamento agevolato come adempimento dell’obbligazione concessoria e rideterminazione legale del canone, con la conseguenza che il tributo regionale deve essere calcolato sul canone effettivamente versato, limitatamente alle annualità definite. Confermata la decisione d’appello, il ricorso regionale è stato rigettato; le spese sono state compensate per la novità della questione.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 11536

Cassazione, sentenza n. 11536 del 3/05/2023

Sentenza n. 11536 del 03/05/2023

La controversia riguardava l’imposta regionale e la sanzione per l’omesso versamento riferito a una concessione demaniale marittima, dopo la definizione agevolata del distinto contenzioso sul canone. La Cassazione ha affermato che l’impugnazione dell’atto impositivo appartiene alla giurisdizione tributaria, distinta da quella ordinaria sulla quantificazione del canone; ha inoltre rilevato che la rideterminazione agevolata del canone incide sulla misura del tributo, calcolata mediante parametri legali. Il frammento disponibile non contiene la decisione conclusiva sugli ulteriori motivi e sul ricorso.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
N. 11518

Cassazione, sentenza n. 11518 del 3/05/2023

Sentenza n. 11518 del 03/05/2023

La controversia riguardava l’imposta regionale sulle concessioni di beni demaniali statali, richiesta per l’occupazione di un’area portuale, con relativi interessi e sanzione; il giudice regionale aveva ritenuto il tributo applicabile indipendentemente dall’ente concedente. La Cassazione ha confermato la pretesa impositiva e ha escluso, per questo tributo non armonizzato e in assenza di specifica previsione, un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo. Ha però accolto le censure concernenti la sanzione, cassando sul punto e dichiarandola non dovuta, con compensazione delle spese dell’intero giudizio.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 11368

Cassazione, sentenza n. 11368 del 2/05/2023

Sentenza n. 11368 del 02/05/2023

L’accertamento IRES aveva recuperato costi, perdite su crediti e sopravvenienze passive; entrambi i giudici di merito avevano respinto le contestazioni della società, rilevando, tra l’altro, l’assenza di elementi sufficienti a dimostrare la deducibilità delle perdite. La Cassazione ha escluso ultrapetizione e motivazione apparente, osservando che le doglianze sull’accordo transattivo, sulla convenienza delle rinunce ai crediti e sul fondo perdite miravano in larga parte a ottenere un nuovo esame dei fatti. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 11365

Cassazione, sentenza n. 11365 del 2/05/2023

Sentenza n. 11365 del 02/05/2023

Gli avvisi, fondati su questionari e indagini bancarie, avevano recuperato redditi di capitale e di lavoro autonomo ai fini IRPEF, IRAP e IVA; il giudice regionale aveva accolto l’appello dell’Amministrazione, ravvisando condotte elusive e ponendo sul contribuente la prova dell’assenza di autonoma organizzazione. La Cassazione ha respinto le censure sul contraddittorio preventivo, trattandosi di accertamenti senza accesso e mancando, per l’IVA, concrete difese pretermesse. Ha tuttavia rilevato motivazione apparente su punti decisivi e omessa pronuncia sulle sanzioni, cassando con rinvio per un nuovo esame.

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