Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20218

Cassazione, sentenza n. 20218 del 14/07/2023

Sentenza n. 20218 del 14/07/2023

La controversia riguarda il rapporto tra imposta comunale sulla pubblicità e canone dovuto per la locazione o occupazione degli spazi destinati agli impianti pubblicitari. La Cassazione chiarisce che il CIMP sostituisce l’imposta soltanto mediante l’apposito regolamento comunale: il piano generale degli impianti o una previsione meramente programmatica non bastano; finché il CIMP non è istituito, il canone per gli spazi può aggiungersi all’imposta e non soggiace al limite tariffario del 25% previsto per il CIMP. Accolto il ricorso dell’ente impositore, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 20117

Cassazione, sentenza n. 20117 del 13/07/2023

Sentenza n. 20117 del 13/07/2023

Nel giudizio di ottemperanza relativo al rimborso di imposte riconosciuto con sentenza definitiva per benefici connessi a un evento calamitoso, il giudice regionale aveva ordinato il pagamento del residuo e nominato un commissario ad acta senza verificare i fondi disponibili. La Cassazione precisa che i limiti sopravvenuti di stanziamento incidono sull’esecuzione, non sul diritto accertato, e che spetta all’Agenzia provare l’eventuale incapienza; il giudice deve verificare le risorse e attivare le procedure di contabilità pubblica necessarie. Il ricorso è accolto e la causa rinviata per tali accertamenti.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20058

Cassazione, ordinanza n. 20058 del 13/07/2023

Invito al pagamento - Contestazione di sanzione amministrativa - Diritti doganali - Introduzione clandestina dalla Svizzera di monete d'oro - Sanzione amministrativa per diritti di confine evasi - D.P.R. n. 43 del 1973, art. 303 comma 3 - Principio di proporzionalità.

La controversia riguardava la sanzione doganale minima di 30.000 euro applicata per l’omessa dichiarazione di monete d’oro, a fronte di diritti di confine evasi pari a 4.841,50 euro; la CTR, confermato il tributo, aveva ridotto la sanzione a 2.200 euro. La Cassazione ha ritenuto la soglia minima incompatibile con il principio unionale di proporzionalità, perché non adattabile alle circostanze concrete e superiore di oltre sei volte al tributo evaso. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, confermando la disapplicazione della disciplina nazionale e la sanzione rideterminata.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20191

Cassazione, sentenza n. 20191 del 13/07/2023

Sentenza n. 20191 del 13/07/2023

La contribuente contestava il riclassamento di due unità immobiliari disposto nell’ambito della revisione catastale per microzone; il giudice regionale aveva ritenuto sufficienti il richiamo alla richiesta comunale e la descrizione generale della riqualificazione urbana. La Cassazione afferma che l’avviso deve indicare rigorosamente i concreti mutamenti della microzona e spiegare come essi incidano sulla classe e sulla rendita della singola unità, senza trasferire sul contribuente l’onere di colmare le carenze motivazionali. Accolti i motivi pertinenti, la sentenza è cassata e il ricorso originario è accolto nel merito.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 20190

Cassazione, sentenza n. 20190 del 13/07/2023

Sentenza n. 20190 del 13/07/2023

Nel corso del giudizio di cassazione, la contribuente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata di una cartella, la comunicazione dell’agente della riscossione e il pagamento delle rate previste. La Corte afferma che il perfezionamento della definizione dei carichi iscritti a ruolo determina la cessazione della materia del contendere e che il deposito della domanda di adesione manifesta comunque l’inequivoca rinuncia al ricorso. Il giudizio è quindi dichiarato estinto, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza ulteriore contributo unificato.

N. 20188

Cassazione, sentenza n. 20188 del 13/07/2023

Sentenza n. 20188 del 13/07/2023

Il Comune contestava l’annullamento di un avviso TARI relativo a un porto turistico, sostenendo che la contribuente non avesse provato l’adozione del piano portuale di raccolta dei rifiuti. La Cassazione rileva che il giudice regionale non aveva invertito l’onere probatorio, ma aveva escluso la potestà impositiva comunale sui rifiuti prodotti dalle navi e sui residui del carico, soggetti a gestione separata; le doglianze miravano inoltre a una nuova valutazione dei fatti, preclusa in presenza di doppia conforme. Il ricorso comunale è dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20187

Cassazione, sentenza n. 20187 del 13/07/2023

Sentenza n. 20187 del 13/07/2023

La cartella TARI relativa a un porto turistico era stata annullata sia per difetto di motivazione, trattandosi del primo atto impositivo privo degli elementi necessari a comprendere il calcolo, sia per carenza di potestà comunale sui rifiuti portuali soggetti a gestione separata. Il Comune ha censurato soltanto la seconda ragione. La Cassazione ribadisce che, quando la decisione poggia su più rationes autonome, l’omessa impugnazione anche di una sola di esse rende inammissibile il ricorso, poiché la statuizione non contestata resta sufficiente a sorreggere l’esito; il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile.

N. 20146

Cassazione, sentenza n. 20146 del 13/07/2023

Sentenza n. 20146 del 13/07/2023

L’Amministrazione aveva irrogato sanzioni a un soggetto ritenuto concorrente esterno nelle violazioni tributarie commesse da società dotate di personalità giuridica, alle quali erano state imputate operazioni di illegittima riduzione della base imponibile. La Cassazione afferma che le sanzioni relative al rapporto fiscale proprio della persona giuridica gravano esclusivamente su quest’ultima, senza distinguere tra concorrenti interni ed esterni; restano fuori dal principio le ipotesi, qui non contestate, di interesse personale dell’autore o di società meramente fittizia. Il ricorso dell’Agenzia è respinto e quello incidentale condizionato resta assorbito.

  • Sanzioni
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19982

Cassazione, sentenza n. 19982 del 12/07/2023

Sentenza n. 19982 del 12/07/2023

Una società bancaria o assicurativa chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES prevista per il 2013, deducendone l’illegittimità costituzionale e l’incompatibilità con il diritto dell’Unione per il presunto vantaggio accordato agli operatori esteri. La Cassazione ha richiamato le pronunce costituzionali che hanno riconosciuto nel settore finanziario uno specifico indice di capacità contributiva e ha escluso sia l’arbitrarietà del prelievo temporaneo sia i presupposti per il rinvio alla Corte di giustizia. Il ricorso è stato respinto, con condanna della contribuente alle spese.

  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 19975

Cassazione, sentenza n. 19975 del 12/07/2023

Sentenza n. 19975 del 12/07/2023

L’Agenzia delle Entrate aveva rettificato IRES, IRAP e IVA sulla base dello scostamento tra ricavi dichiarati e studio di settore, ma i giudici di merito avevano ritenuto lo standard inadeguato all’attività di ricerca tecnologica esercitata e giustificato lo squilibrio tra costi e ricavi. La Cassazione ha precisato che l’onere probatorio non era stato invertito e che le censure erariali miravano, inammissibilmente, a una nuova valutazione delle prove. Ritenuta effettiva e sufficiente la motivazione della CTR, ha rigettato integralmente il ricorso, senza statuire sulle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 19968

Cassazione, sentenza n. 19968 del 12/07/2023

Sentenza n. 19968 del 12/07/2023

La controversia concerneva atti di recupero relativi a crediti compensati nell’ambito dell’IVA di gruppo senza le garanzie prescritte, mentre la contribuente era sottoposta ad amministrazione straordinaria. La Cassazione ha qualificato l’atto di recupero come autonomo atto impositivo, non impedito dal divieto di azioni esecutive individuali, e ha escluso che la procedura concorsuale esonerasse dai requisiti della compensazione o rendesse sempre impossibile prestare garanzie. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 19964

Cassazione, sentenza n. 19964 del 12/07/2023

Sentenza n. 19964 del 12/07/2023

Gli avvisi relativi a IRES, IRAP e IVA per il 2006 e 2007 erano stati notificati nel 2014, applicando il raddoppio dei termini per fatti comportanti l’obbligo di denuncia penale; la CTR aveva invece dichiarato l’Ufficio decaduto per mancata presentazione tempestiva della denuncia. La Cassazione ha stabilito che, secondo la disciplina applicabile agli atti già notificati, era sufficiente l’esistenza dell’obbligo di denuncia, senza necessità della sua effettiva presentazione entro il termine ordinario. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 19947

Cassazione, sentenza n. 19947 del 12/07/2023

Sentenza n. 19947 del 12/07/2023

La società contestava, tra l’altro, la validità degli avvisi di accertamento firmati da un funzionario diverso dal capo dell’Ufficio e dell’appello erariale sottoscritto dal preposto al reparto. La Cassazione ha distinto i due atti: per gli avvisi, se il contribuente contesta la legittimazione del firmatario, l’Amministrazione deve documentare la delega di firma; per l’appello non occorre invece una delega specifica, salvo prova dell’estraneità del sottoscrittore o dell’usurpazione del potere. Accolto parzialmente il relativo motivo, ha cassato la decisione e disposto il rinvio.

N. 19945

Cassazione, sentenza n. 19945 del 12/07/2023

Accertamento - Costi non deducibili - Sopravvenienze attive - Presupposti.

L’accertamento riguardava, fra l’altro, sopravvenienze attive, costi collegati a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti e il trattamento IVA della cessione di un contratto di leasing immobiliare. La Cassazione ha escluso che la mancata ricezione delle fatture dimostri, da sola, una sopravvenuta insussistenza delle passività; ha inoltre richiesto la verifica degli eventuali ricavi fittizi correlati ai costi indeducibili e qualificato la cessione del contratto come prestazione di servizi. Il testo disponibile riferisce l’accoglimento dei motivi relativi a tali questioni, senza riportare il dispositivo conclusivo.

N. 19940

Cassazione, sentenza n. 19940 del 12/07/2023

Sentenza n. 19940 del 12/07/2023

La contribuente aveva compensato crediti IVA e IRAP maturati nel 2006, pur avendo omesso la relativa dichiarazione, riportandoli nella dichiarazione successiva; la CTR aveva negato tale possibilità. La Cassazione ha qualificato l’omissione come irregolarità formale non idonea a eliminare un credito sostanzialmente esistente, la cui prova grava sul contribuente e che può essere opposto anche nel processo tributario. Accertata in sede di merito l’esistenza del credito, ha accolto il ricorso principale, assorbito quello incidentale sulle sanzioni e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

N. 19893

Cassazione, sentenza n. 19893 del 12/07/2023

Sentenza n. 19893 del 12/07/2023

Una cartella aveva richiesto imposta, interessi e sanzioni dopo la decadenza da una rateazione per mancato pagamento dalla sesta rata; la CTR l’aveva annullata reputando indeterminata la pretesa. La Cassazione ha osservato che la contribuente conosceva il debito residuo attraverso il piano e che, quando un atto precedente ha già determinato imposta e interessi, la cartella può motivare gli ulteriori accessori richiamando tale atto e quantificandoli. Accolto il secondo motivo erariale e rigettato il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio per verificare la motivazione degli importi accessori.

N. 19869

Cassazione, sentenza n. 19869 del 12/07/2023

Sentenza n. 19869 del 12/07/2023

La cartella, emessa dopo un controllo automatizzato della dichiarazione IVA, recuperava un credito ritenuto superiore al dovuto a seguito della correzione del codice tributo indicato nei modelli F24. La CTR aveva collegato la pretesa al divieto di compensare oltre la soglia prima della presentazione della dichiarazione, ma senza spiegare gli effetti della correzione sull’annualità concretamente recuperata. La Cassazione ha ravvisato una motivazione meramente apparente, ha accolto il primo motivo, dichiarato assorbiti gli altri e cassato la decisione con rinvio alla Corte tributaria regionale.

N. 19818

Cassazione, sentenza n. 19818 del 12/07/2023

Sentenza n. 19818 del 12/07/2023

Quattro avvisi avevano ricostruito induttivamente maggiori ricavi IRES, IRAP e IVA, assumendo che una cooperativa svolgesse attività turistico-alberghiera senza fatturare i corrispettivi; i giudici di merito avevano invece accertato una gestione mutualistica limitata al godimento degli alloggi da parte dei soci e al rimborso delle spese. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’Agenzia, perché riproponeva una diversa ricostruzione fattuale senza confrontarsi con tali accertamenti. Il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale dichiarato assorbito.

N. 19792

Cassazione, sentenza n. 19792 del 11/07/2023

Sentenza n. 19792 del 11/07/2023

Dopo l’estinzione per mancata riassunzione del giudizio relativo a un avviso sulla plusvalenza da vendita di terreni, l’Amministrazione aveva notificato una cartella, poi annullata in appello per prescrizione del credito. La Cassazione ha ritenuto definibile la lite ai sensi della disciplina sulla definizione agevolata: la controversia riguardava ancora la sussistenza della pretesa tributaria e una questione anteriore alla cartella, non un vizio proprio dell’atto di riscossione. Accolto il ricorso contro il diniego dell’Agenzia, il giudizio è stato dichiarato estinto.

N. 19787

Cassazione, sentenza n. 19787 del 11/07/2023

Imposte sui dividendi azionari - Istanza di rimborso - Società madre di diritto francese - Società figlia residente in Italia - Direttiva 90/435/CEE - Regime della convenzione bilaterale Italia-Francia - Doppia imposizione - Fonte Eurounitaria rispetto alla convenzione bilaterale.

Una società madre francese chiedeva il credito d’imposta convenzionale sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana, sebbene questi fossero già esenti da ritenuta secondo la direttiva madre-figlia; l’Amministrazione e i giudici di merito avevano negato il rimborso. La Cassazione ha affermato che l’esenzione non esclude il credito quando permane il rischio di doppia imposizione economica: occorre verificare che i dividendi siano inclusi nel reddito imponibile francese, senza accertare l’aliquota concretamente applicata. Il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio.

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