Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 21623

Cassazione, sentenza n. 21623 del 20/07/2023

Sentenza n. 21623 del 20/07/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute sulle pensioni, invocando la Convenzione Italia-Svizzera; CTP e CTR avevano riconosciuto, sulla base della documentazione prodotta, sia la residenza svizzera sia il pagamento in Svizzera delle imposte sui medesimi redditi. La Cassazione ha escluso una motivazione apparente, rilevando che la CTR aveva esaminato congiuntamente abitazioni, rapporti economici e documenti attestanti la vita nello Stato estero. Ha inoltre giudicato inammissibili le censure dell’Agenzia perché dirette a ottenere una nuova valutazione delle prove e perché non coglievano l’accertamento dell’effettivo esborso fiscale; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 21843

Cassazione, sentenza n. 21843 del 20/07/2023

Sentenza n. 21843 del 20/07/2023

L’accertamento aveva negato la detrazione IVA e la deduzione di costi relativi a sponsorizzazioni sportive, ritenendo le fatture riferibili a operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva distinto tra documenti privi di rapporto contrattuale e fatture assistite da un rapporto trilaterale. La Cassazione precisa che, una volta forniti dall’Ufficio elementi oggettivi sulla frode, non basta verificare la buona fede dell’utilizzatore, dovendosi accertare se abbia adottato la massima diligenza esigibile da un operatore accorto. Accoglie pertanto il ricorso principale e dispone il rinvio; le censure incidentali esaminate risultano inammissibili o infondate.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Enti Sportivi
  • Processo tributario
N. 21618

Cassazione, sentenza n. 21618 del 20/07/2023

Sentenza n. 21618 del 20/07/2023

Una struttura sanitaria contestava il diniego di rimborso dell’IVA 2009, sostenendo la detraibilità dell’imposta e denunciando la motivazione apparente della decisione d’appello. La Cassazione ritiene invece adeguata la motivazione e ribadisce che, per un soggetto che compie operazioni imponibili ed esenti, il diritto alla detrazione va calcolato mediante pro rata, includendo nel denominatore anche le prestazioni medico-sanitarie esenti. Esclude inoltre la necessità dei richiesti rinvii pregiudiziali e rigetta il ricorso.

N. 21842

Cassazione, sentenza n. 21842 del 20/07/2023

Sentenza n. 21842 del 20/07/2023

La lite concerne il disconoscimento di un credito IVA maturato nel 2008, riportato negli esercizi successivi e chiesto a rimborso con la dichiarazione relativa al 2011; la CTR aveva ritenuto decaduto il potere di rettifica dell’Ufficio. La Cassazione richiama la distinzione tra maggiore imposta, non più pretendibile dopo la decadenza, e credito chiesto a rimborso, la cui esistenza può essere contestata anche oltre i termini ordinari perché la sola esposizione in dichiarazione non lo consolida. Nel testo fornito, tuttavia, il motivo dell’Agenzia è dichiarato infondato e non è riportato il dispositivo conclusivo.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21599

Cassazione, sentenza n. 21599 del 20/07/2023

Sentenza n. 21599 del 20/07/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’imposta versata su una partecipazione in un fondo immobiliare, inferiore individualmente al 5% ma superiore a tale soglia considerando anche la quota detenuta da una sorella. La Cassazione afferma che il richiamo normativo ai familiari comprende, in via generale, coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo, senza richiedere l’appartenenza al medesimo nucleo familiare. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione regionale e respinge nel merito l’istanza di rimborso.

N. 21840

Cassazione, sentenza n. 21840 del 20/07/2023

Sentenza n. 21840 del 20/07/2023

La controversia riguarda il disconoscimento di un credito IVA formatosi nel 2008, riportato nelle dichiarazioni successive e richiesto a rimborso nel 2011; secondo la CTR, l’accertamento era intervenuto oltre il termine riferibile all’anno di formazione. La Cassazione ricorda che la decadenza impedisce di pretendere una maggiore imposta, ma non rende definitivo un credito da rimborsare, la cui effettiva esistenza non deriva dalla sola indicazione dichiarativa e resta contestabile dall’Amministrazione. Il testo disponibile qualifica nondimeno il motivo erariale come infondato, mentre non contiene la parte finale della motivazione né il dispositivo.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21593

Cassazione, sentenza n. 21593 del 20/07/2023

Sentenza n. 21593 del 20/07/2023

L’Agenzia contestava il rimborso della detassazione “Tremonti Ambiente” fruita insieme agli incentivi riconosciuti a un impianto alimentato a biomasse. La Cassazione distingue tale fattispecie da quella degli impianti fotovoltaici e ritiene che, per gli impianti a biomasse entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012 e rimasti nel precedente regime incentivante, operi il divieto di cumulo con altri incentivi pubblici, compreso il vantaggio fiscale. Accoglie il primo motivo, dichiara assorbiti gli altri e respinge nel merito la domanda di rimborso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contributi
  • Sostenibilità
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21836

Cassazione, sentenza n. 21836 del 20/07/2023

Sentenza n. 21836 del 20/07/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso di IRPEF, ILOR e IVA versate oltre il 10% per gli anni 1990-1992, invocando l’agevolazione prevista per i soggetti colpiti dal sisma; la CTR aveva riconosciuto il beneficio per le imposte dirette, ponendo sull’Ufficio la prova della riferibilità all’attività d’impresa. La Cassazione afferma invece che chi invoca il beneficio deve provare la compatibilità dell’aiuto con la disciplina unionale, compresi i requisiti de minimis o il nesso diretto con i danni della calamità. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • IVA
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 21591

Cassazione, sentenza n. 21591 del 20/07/2023

Sentenza n. 21591 del 20/07/2023

Un fondo mobiliare statunitense chiedeva il rimborso parziale delle ritenute del 15% applicate ai dividendi italiani, allegando un trattamento deteriore rispetto ai fondi residenti e la violazione della libera circolazione dei capitali. La Cassazione esclude i denunciati vizi processuali, ma afferma che la convenzione bilaterale non sottrae la disciplina nazionale al rispetto delle libertà europee e che il limite convenzionale del 15% non impedisce un’aliquota inferiore. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia per gli accertamenti e le questioni rimaste assorbite.

N. 21824

Cassazione, sentenza n. 21824 del 20/07/2023

Sentenza n. 21824 del 20/07/2023

La domanda riguardava il rimborso di IRPEF, ILOR e IVA eccedenti il 10% dei versamenti per il triennio 1990-1992, in applicazione del beneficio connesso al sisma; la CTR lo aveva ammesso per le imposte dirette, ritenendo non provata dall’Ufficio la quota riferibile all’attività d’impresa. La Cassazione chiarisce che l’onere di dimostrare la compatibilità dell’agevolazione con le regole unionali sugli aiuti di Stato, inclusi i presupposti de minimis o compensativi, grava sul beneficiario. Il secondo motivo erariale è accolto e la causa rinviata al giudice regionale.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • IVA
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 21581

Cassazione, sentenza n. 21581 del 20/07/2023

Sentenza n. 21581 del 20/07/2023

Un fondo mobiliare statunitense domandava il rimborso parziale delle ritenute del 15% sui dividendi distribuiti da società italiane, prospettando una discriminazione rispetto ai fondi residenti ai sensi della libera circolazione dei capitali. La Cassazione respinge le censure sulla corrispondenza tra chiesto e pronunciato e sulla motivazione apparente, ma chiarisce che la convenzione Italia-USA deve essere applicata nel rispetto delle libertà europee e che il tetto convenzionale non esclude aliquote inferiori. Cassa pertanto la decisione e rinvia al giudice tributario regionale.

N. 21728

Cassazione, sentenza n. 21728 del 20/07/2023

Sentenza n. 21728 del 20/07/2023

Gli avvisi recuperavano maggiori redditi derivanti da minusvalenze prodotte mediante operazioni ritenute elusive; i giudici di merito li avevano annullati per violazione del contraddittorio, poiché emessi senza considerare i chiarimenti tempestivamente inviati dalla contribuente. La Cassazione rileva però d’ufficio che, al momento della notificazione degli atti e della successiva impugnazione, la società era già cancellata dal registro delle imprese e quindi estinta, con perdita della capacità processuale. La sentenza è cassata senza rinvio perché l’azione originaria non poteva essere proposta; le spese sono compensate.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21528

Cassazione, sentenza n. 21528 del 20/07/2023

Sentenza n. 21528 del 20/07/2023

Gli eredi chiedevano il rimborso dell’imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di una partecipazione, sostenendo che l’opzione derivasse da un errore legato alla mancata conoscenza della convenzione Italia-Svizzera. La Cassazione precisa che la rivalutazione, perfezionata mediante perizia e versamento anche della prima rata, costituisce una dichiarazione di volontà non revocabile unilateralmente; l’eventuale errore deve riguardare tale opzione ed essere essenziale e riconoscibile, non riferirsi soltanto alla dichiarazione dei redditi. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e respinge nel merito l’istanza di rimborso.

N. 21722

Cassazione, sentenza n. 21722 del 20/07/2023

Sentenza n. 21722 del 20/07/2023

La controversia riguardava una cartella per IVA dichiarata e non versata, credito ritenuto insussistente e relativa sanzione, della quale la contribuente contestava, tra l’altro, notificazione, motivazione e fondatezza; i giudici di merito avevano respinto i ricorsi. Dopo il pagamento delle somme, la ricorrente ha rinunciato al ricorso per cassazione: la Corte ha rilevato che la rinuncia, comunicata alle controparti, produce effetti senza necessaria accettazione e ha dichiarato cessata la materia del contendere, compensando le spese e senza applicare il doppio contributo unificato.

N. 21517

Cassazione, ordinanza n. 21517 del 20/07/2023

Avviso di accertamento - PVC - Termine notifica.

Dopo una verifica della Guardia di Finanza, l’Agenzia aveva notificato avvisi per IRES, IVA e IRAP prima che fossero trascorsi sessanta giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione. La Cassazione ribadisce che il termine tutela il contraddittorio successivo alla chiusura delle operazioni e non può essere sostituito dalle interlocuzioni svolte durante la verifica; la sua violazione rende nullo l’atto, per tributi armonizzati e non, salvo specifiche ragioni urgenti provate dall’Amministrazione. Ritiene quindi infondate le giustificazioni addotte dall’Ufficio a sostegno dell’emissione anticipata.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21140

Cassazione, sentenza n. 21140 del 19/07/2023

Sentenza n. 21140 del 19/07/2023

Un fondo lussemburghese chiedeva il rimborso della maggiore ritenuta applicata sui dividendi italiani, ottenendo ragione in appello sulla base della legittimazione del liquidatore e della residenza unionale. La Cassazione ritiene insufficiente tale verifica: per riconoscere benefici convenzionali occorre accertare chi disponga realmente dei proventi e tragga il vantaggio economico, valutando eventuali interposizioni artificiali, senza desumere automaticamente l’assenza del beneficiario effettivo dalla struttura societaria o dalla distribuzione degli utili. Accoglie pertanto il ricorso dell’Amministrazione, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario di secondo grado per gli accertamenti omessi.

N. 21441

Cassazione, sentenza n. 21441 del 19/07/2023

Sentenza n. 21441 del 19/07/2023

L’Amministrazione contestava il rimborso relativo alla tassazione di una prestazione in capitale erogata da un fondo pensione complementare, sostenendo che i contributi non potessero essere esclusi dall’imponibile. La Cassazione rileva che il meccanismo dell’incrocio contributivo imputava solo formalmente al lavoratore i versamenti al fondo, sostanzialmente sostenuti dal datore, e che la contribuzione complementare aveva comunque natura facoltativa: l’esenzione riguarda invece i contributi obbligatori versati per legge. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e respinge la domanda originaria del contribuente.

  • Lavoro e previdenza
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21132

Cassazione, sentenza n. 21132 del 19/07/2023

Sentenza n. 21132 del 19/07/2023

Dopo un controllo automatizzato, la contribuente aveva pagato somme e sanzioni per l’anticipata compensazione di un credito, chiedendo poi il rimborso delle sanzioni perché la violazione non avrebbe arrecato danno erariale; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione stabilisce che il silenzio-rifiuto è rimedio residuale e non consente di riaprire un rapporto definito dall’omessa impugnazione dell’iscrizione a ruolo o della cartella seguita dal pagamento. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate, la Corte cassa la decisione e rigetta nel merito l’originario ricorso della società.

N. 21409

Cassazione, sentenza n. 21409 del 19/07/2023

Sentenza n. 21409 del 19/07/2023

Una banca ceca chiedeva il rimborso della ritenuta applicata agli interessi su obbligazioni italiane, dichiarandosi beneficiaria effettiva e producendo contratti, contabili e certificazioni della banca depositaria. La Cassazione riconosce che l’autocertificazione, prevista per la domanda convenzionale di rimborso, documenta l’adempimento amministrativo e può concorrere con altri elementi alla prova; la valutazione del materiale prodotto e del potere di disporre degli interessi compete al giudice di merito. Respinge pertanto il ricorso dell’Agenzia, giudicando infondate o inammissibili le relative censure.

N. 21397

Cassazione, sentenza n. 21397 del 19/07/2023

Sentenza n. 21397 del 19/07/2023

Una banca austriaca chiedeva il rimborso parziale delle ritenute sugli interessi di titoli italiani, invocando la Convenzione Italia-Austria e la propria qualità di beneficiaria effettiva; i giudici di merito avevano accolto la domanda sulla base della relazione di revisione e delle attestazioni della banca depositaria centrale. La Cassazione ritiene che le censure dell’Agenzia mirino, in larga parte, a una nuova valutazione delle prove: l’art. 115 c.p.c. non consente di sindacare il prudente apprezzamento del giudice e l’onere dei fatti costitutivi era stato correttamente posto sulla richiedente. Le doglianze esaminate risultano quindi inammissibili o infondate.

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