Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 21261

Cassazione, sentenza n. 21261 del 19/07/2023

Sentenza n. 21261 del 19/07/2023

Una holding francese, priva di stabile organizzazione in Italia, chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata sulla plusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione rilevante in una società italiana, denunciando il trattamento meno favorevole rispetto alla participation exemption riconosciuta ai residenti. I giudici di merito avevano accolto la domanda, ravvisando un contrasto con le libertà europee; l’Agenzia sosteneva invece la diversità rispetto ai dividendi e la rilevanza del credito d’imposta previsto dalla Convenzione Italia-Francia. La Cassazione esamina la comparabilità delle situazioni e la compatibilità della disciplina nazionale con la libera circolazione dei capitali, confermando il rimborso mediante rigetto del ricorso erariale.

N. 21254

Cassazione, sentenza n. 21254 del 19/07/2023

Sentenza n. 21254 del 19/07/2023

I contribuenti impugnavano l’avviso con cui l’agente della riscossione comunicava la presa in carico delle somme derivanti da accertamenti esecutivi già contestati separatamente, mentre i giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione afferma che tale comunicazione, priva di intimazioni e di autonoma capacità lesiva, non è impugnabile, salvo che renda conoscibile per la prima volta un precedente atto impositivo non comunicato. Poiché gli accertamenti presupposti erano già conosciuti e impugnati, la Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti alle spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21233

Cassazione, sentenza n. 21233 del 19/07/2023

Sentenza n. 21233 del 19/07/2023

L’accertamento recuperava canoni di leasing immobiliare indeducibili, per insufficiente durata del contratto, e un’indennità risarcitoria qualificata come sopravvenienza attiva; la contribuente sosteneva di non avere dedotto i relativi costi. La Cassazione conferma che l’indennizzo per il mancato godimento del bene rientra tra le sopravvenienze assimilate e che la sola coincidenza quantitativa con costi indeducibili non ne determina l’irrilevanza fiscale. Le contestazioni sulla dichiarazione e sui documenti contabili miravano inoltre a un riesame dei fatti senza rispettare i requisiti del ricorso di legittimità; il ricorso è quindi rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 21206

Cassazione, sentenza n. 21206 del 19/07/2023

Sentenza n. 21206 del 19/07/2023

Gli ex soci di una società cancellata contestavano il recupero delle accise sul gasolio impiegato per imbarcazioni noleggiate, sostenendo la natura commerciale dell’utilizzo e invocando un precedente giudicato e una risposta a interpello in materia IVA. La Cassazione esclude che tali elementi definiscano stabilmente il trattamento delle accise: l’esenzione dipende dall’uso effettivo dell’imbarcazione da parte dell’utilizzatore finale per prestazioni onerose, con prova a carico di chi la richiede, mentre il mero contratto di noleggio non basta. Il testo fornito si interrompe durante la motivazione e non riporta il dispositivo finale.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21140

Cassazione, sentenza n. 21140 del 19/07/2023

Sentenza n. 21140 del 19/07/2023

Un fondo lussemburghese chiedeva il rimborso della maggiore ritenuta applicata sui dividendi italiani, ottenendo ragione in appello sulla base della legittimazione del liquidatore e della residenza unionale. La Cassazione ritiene insufficiente tale verifica: per riconoscere benefici convenzionali occorre accertare chi disponga realmente dei proventi e tragga il vantaggio economico, valutando eventuali interposizioni artificiali, senza desumere automaticamente l’assenza del beneficiario effettivo dalla struttura societaria o dalla distribuzione degli utili. Accoglie pertanto il ricorso dell’Amministrazione, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario di secondo grado per gli accertamenti omessi.

N. 21441

Cassazione, sentenza n. 21441 del 19/07/2023

Sentenza n. 21441 del 19/07/2023

L’Amministrazione contestava il rimborso relativo alla tassazione di una prestazione in capitale erogata da un fondo pensione complementare, sostenendo che i contributi non potessero essere esclusi dall’imponibile. La Cassazione rileva che il meccanismo dell’incrocio contributivo imputava solo formalmente al lavoratore i versamenti al fondo, sostanzialmente sostenuti dal datore, e che la contribuzione complementare aveva comunque natura facoltativa: l’esenzione riguarda invece i contributi obbligatori versati per legge. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e respinge la domanda originaria del contribuente.

  • Lavoro e previdenza
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21132

Cassazione, sentenza n. 21132 del 19/07/2023

Sentenza n. 21132 del 19/07/2023

Dopo un controllo automatizzato, la contribuente aveva pagato somme e sanzioni per l’anticipata compensazione di un credito, chiedendo poi il rimborso delle sanzioni perché la violazione non avrebbe arrecato danno erariale; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione stabilisce che il silenzio-rifiuto è rimedio residuale e non consente di riaprire un rapporto definito dall’omessa impugnazione dell’iscrizione a ruolo o della cartella seguita dal pagamento. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate, la Corte cassa la decisione e rigetta nel merito l’originario ricorso della società.

N. 21409

Cassazione, sentenza n. 21409 del 19/07/2023

Sentenza n. 21409 del 19/07/2023

Una banca ceca chiedeva il rimborso della ritenuta applicata agli interessi su obbligazioni italiane, dichiarandosi beneficiaria effettiva e producendo contratti, contabili e certificazioni della banca depositaria. La Cassazione riconosce che l’autocertificazione, prevista per la domanda convenzionale di rimborso, documenta l’adempimento amministrativo e può concorrere con altri elementi alla prova; la valutazione del materiale prodotto e del potere di disporre degli interessi compete al giudice di merito. Respinge pertanto il ricorso dell’Agenzia, giudicando infondate o inammissibili le relative censure.

N. 21397

Cassazione, sentenza n. 21397 del 19/07/2023

Sentenza n. 21397 del 19/07/2023

Una banca austriaca chiedeva il rimborso parziale delle ritenute sugli interessi di titoli italiani, invocando la Convenzione Italia-Austria e la propria qualità di beneficiaria effettiva; i giudici di merito avevano accolto la domanda sulla base della relazione di revisione e delle attestazioni della banca depositaria centrale. La Cassazione ritiene che le censure dell’Agenzia mirino, in larga parte, a una nuova valutazione delle prove: l’art. 115 c.p.c. non consente di sindacare il prudente apprezzamento del giudice e l’onere dei fatti costitutivi era stato correttamente posto sulla richiedente. Le doglianze esaminate risultano quindi inammissibili o infondate.

N. 21391

Cassazione, sentenza n. 21391 del 19/07/2023

Sentenza n. 21391 del 19/07/2023

La controversia riguardava una cartella IRPEF contestata per l’asserita mancata notificazione dell’avviso di accertamento presupposto, ritenuta invece valida nei due gradi di merito. In cassazione la contribuente ha dichiarato di avere aderito alla definizione agevolata, producendo però soltanto l’istanza di estinzione e un estratto di ruolo a saldo zero, non anche la domanda di definizione e le ricevute dei pagamenti richiesti. La Corte, pur non ravvisando il perfezionamento della fattispecie estintiva, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, compensa le spese ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

N. 21387

Cassazione, sentenza n. 21387 del 19/07/2023

Sentenza n. 21387 del 19/07/2023

Una banca austriaca chiedeva il rimborso delle ritenute applicate agli interessi su titoli italiani, sostenendo l’esenzione prevista dalla Convenzione Italia-Austria per gli enti interamente posseduti da uno Stato contraente o da un suo ente locale. La Cassazione reputa inammissibili le censure con cui l’Agenzia, richiamando gli artt. 115 e 2697 c.c., sollecitava una diversa valutazione della relazione di revisione e delle attestazioni bancarie utilizzate dalla CTR per riconoscere la qualità di beneficiaria effettiva. Nella lite da rimborso l’onere probatorio resta sulla richiedente, ma il relativo assolvimento costituisce valutazione di merito; le doglianze esaminate risultano inammissibili o infondate.

N. 21356

Cassazione, sentenza n. 21356 del 19/07/2023

Sentenza n. 21356 del 19/07/2023

Gli accertamenti contestavano operazioni inesistenti con imprese fittizie, disconoscendo costi e detrazione IVA; la società invocava la propria buona fede, mentre due socie definivano successivamente la lite in via agevolata. La Cassazione conferma che, provate dall’Amministrazione con elementi oggettivi la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode, spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza esigibile, senza che bastino regolarità contabile, pagamenti o congruità dei prezzi. Dichiara inammissibile il ricorso delle socie per intervenuta definizione e rigetta quello della società, ritenendo insindacabile la valutazione degli indizi e inammissibile la censura sulla deducibilità IRAP.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20806

Cassazione, ordinanza n. 20806 del 18/07/2023

IVA - Cancellazione registro imprese - Crediti esigibili - Comunicazione cessazione attività - Diritto al rimborso.

La controversia riguardava il rimborso di un credito IVA esposto nella dichiarazione presentata dal liquidatore e successivamente richiesto dagli ex soci, che l’Amministrazione riteneva decaduti. La Corte ha escluso il termine biennale: durante la liquidazione la società resta un soggetto IVA distinto dai soci e la dichiarazione tempestiva del liquidatore manifesta validamente la volontà di ottenere il credito, soggetto a prescrizione decennale. Ha tuttavia cassato con rinvio la decisione d’appello, perché priva di pronuncia sulla prova dell’esistenza sostanziale del credito.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 20787

Cassazione, sentenza n. 20787 del 18/07/2023

Sentenza n. 20787 del 18/07/2023

Un fondo statunitense chiedeva il rimborso parziale delle ritenute applicate ai dividendi italiani, sostenendo che l’aliquota convenzionale del 15 per cento determinasse un trattamento deteriore rispetto ai fondi residenti e violasse la libera circolazione dei capitali. La Corte ha respinto le censure processuali e quelle sulla motivazione, ma ha accolto i motivi relativi all’art. 63 TFUE: la convenzione bilaterale non esauriva la verifica richiesta dal diritto unionale. La sentenza è stata cassata con rinvio per riesaminare la compatibilità del trattamento fiscale e le questioni assorbite.

N. 20739

Cassazione, sentenza n. 20739 del 18/07/2023

Sentenza n. 20739 del 18/07/2023

La società contestava il disconoscimento della detrazione IVA relativa a operazioni in reverse charge, che i giudici di merito avevano ritenuto soggettivamente inesistenti e inserite in una frode infragruppo. La Corte ha affermato che la regolarità degli adempimenti formali non supplisce alla mancanza dei requisiti sostanziali della detrazione e che il regime sanzionatorio più favorevole non opera per operazioni imponibili inesistenti dolosamente preordinate. Ritenute inammissibili o infondate anche le ulteriori censure sulle prove, sul deposito IVA e sui termini di accertamento, ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 20737

Cassazione, sentenza n. 20737 del 18/07/2023

Sentenza n. 20737 del 18/07/2023

L’atto impugnato recuperava il debito IVA del 2008 compensato mediante un credito, riportato dagli anni precedenti, che l’Amministrazione riteneva artificiosamente creato. La Corte ha escluso che la sola esposizione in dichiarazione o il mancato tempestivo controllo producano la cristallizzazione del credito: l’Amministrazione può contestarne l’esistenza e recuperare il debito successivamente compensato, senza duplicare per ciò stesso la pretesa. Le contestazioni sulla valutazione degli indizi e sulla motivazione sono state respinte; quella sulla duplicazione delle sanzioni è stata dichiarata tardiva, con rigetto integrale del ricorso.

N. 31024

Cassazione, sentenza n. 31024 del 18/07/2023

Reati tributari - Omessa presentazione dichiarazione redditi - Patteggiamento e pagamento.

Nel patteggiamento per omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili, il giudice aveva concesso la sospensione condizionale subordinandola d’ufficio all’integrale pagamento dei debiti tributari. La Cassazione precisa che, per l’omessa dichiarazione, il pagamento nelle condizioni previste dalla disciplina speciale integra una causa di non punibilità, non un requisito generale del patteggiamento; inoltre, gli obblighi collegati alla sospensione devono rientrare nell’accordo delle parti e non possono essere aggiunti autonomamente dal giudice. La sentenza è annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al tribunale per l’ulteriore corso.

N. 21047

Cassazione, sentenza n. 21047 del 18/07/2023

Sentenza n. 21047 del 18/07/2023

Una società chiedeva di scomputare dall’IRAP italiana la quota eccedente dell’imposta assolta in Francia sulla plusvalenza derivante dalla cessione di un immobile, ma i giudici di merito avevano escluso il credito. La Cassazione afferma che l’applicabilità dell’IRAP va verificata secondo la singola convenzione contro le doppie imposizioni e riconosce, per quella Italia-Francia, l’assimilazione dell’IRAP all’ILOR sulla base delle previsioni e degli adeguamenti convenzionali richiamati. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie la domanda originaria della contribuente.

N. 20983

Cassazione, sentenza n. 20983 del 18/07/2023

Sentenza n. 20983 del 18/07/2023

La controversia riguardava l’imposta di consumo applicata a un prodotto contenente alchilbenzoli, descritto nella scheda tecnica della contribuente come lubrorefrigerante per lavorazioni meccaniche; il primo giudice aveva escluso la funzione lubrificante, mentre l’appello aveva confermato l’imposizione. La Cassazione rileva che il ricorso non coglieva la motivazione fondata sulla stessa descrizione tecnica del prodotto e precisa che la norma primaria considera la destinazione funzionale alla lubrificazione meccanica, senza la restrizione proposta dalla società. Il ricorso è rigettato, con condanna della contribuente alle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20894

Cassazione, sentenza n. 20894 del 18/07/2023

Sentenza n. 20894 del 18/07/2023

Il contribuente aveva impugnato nel 2016 una pretesa per accise, sostenendo di averla conosciuta soltanto attraverso il procedimento penale; il giudice regionale, dubitando della regolarità della notificazione internazionale del 2014, aveva ritenuto tempestivo il ricorso. La Cassazione rileva invece che la documentazione attestava la consegna personale dell’avviso di pagamento secondo la procedura prevista dalla direttiva unionale e che la motivazione del giudice d’appello non si confrontava adeguatamente con tale prova, decisiva per la tardività. Accoglie il motivo processuale, assorbe gli altri e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

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