Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 21853

Cassazione, sentenza n. 21853 del 21/07/2023

Sentenza n. 21853 del 21/07/2023

La controversia riguardava cinque fatture per beni strumentali, riqualificate dall’Ufficio come cessione d’azienda, con recupero dell’IVA detratta e applicazione dell’imposta di registro. La Cassazione rileva d’ufficio il giudicato esterno formatosi, tra le stesse parti e sulla medesima operazione, che aveva definitivamente qualificato il trasferimento come compravendita di beni mobili: tale qualificazione comporta l’assoggettamento a IVA e l’imposta di registro in misura fissa. La sentenza d’appello è quindi cassata e, decidendo nel merito, viene accolto il ricorso originario della contribuente, con spese compensate.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 21992

Cassazione, sentenza n. 21992 del 21/07/2023

Sentenza n. 21992 del 21/07/2023

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta su una fattura verso una società austriaca, qualificando la prestazione come noleggio di macchinari anziché consulenza non imponibile; il giudice d’appello aveva condiviso la ripresa sulla base della documentazione e dell’attività dichiarata dalla contribuente. La Cassazione ha rilevato che le censure miravano a ottenere una nuova valutazione delle prove e non colpivano tutte le ragioni della decisione; la questione sulla qualificazione della prestazione è risultata conseguentemente priva d’interesse. Il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Estero
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21850

Cassazione, sentenza n. 21850 del 21/07/2023

Sentenza n. 21850 del 21/07/2023

L’Ufficio aveva riqualificato un affitto d’azienda con opzione di acquisto e separata cessione del magazzino come cessione d’azienda, disconoscendo detrazioni IVA e una nota di variazione sulle scorte. La Cassazione conferma che le contestazioni sulla riqualificazione miravano a riesaminare valutazioni di merito già compiute dalla CTR, ma rileva che quest’ultima non aveva esaminato fatti decisivi addotti contro la veridicità della rettifica, tra cui ulteriori note di credito e i rapporti tra le parti. Accolti il quinto e il sesto motivo, la causa è rinviata per nuovo esame delle riprese relative alle scorte.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 21986

Cassazione, sentenza n. 21986 del 21/07/2023

Sentenza n. 21986 del 21/07/2023

L’Amministrazione aveva riqualificato cessioni e locazioni di autocarri come trasferimento di un ramo d’azienda, recuperando l’IVA detratta perché l’operazione era soggetta a imposta di registro; la CTR aveva valorizzato l’assetto complessivo e la prosecuzione dell’attività di autotrasporto da parte della cessionaria. La Cassazione ha giudicato inammissibili le censure dirette a rivalutare i fatti e quelle sulla base imponibile del registro, estranee alla ripresa IVA, escludendo anche l’omessa pronuncia sul principio di neutralità. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 21849

Cassazione, sentenza n. 21849 del 21/07/2023

Sentenza n. 21849 del 21/07/2023

L’Amministrazione aveva qualificato cessioni e locazioni di autocarri come trasferimento di un ramo d’azienda, recuperando l’IVA detratta; la CTR aveva condiviso tale ricostruzione sulla base dell’assetto societario e della prosecuzione dell’attività di autotrasporto presso la cessionaria. La Cassazione giudica inammissibili o infondate le censure dirette a rivalutare fatti e prove, nonché quella sulla sottoscrizione dell’appello dell’Ufficio. Accoglie però il motivo sulle sanzioni, disponendo il rinvio affinché sia verificata l’applicazione retroattiva del trattamento più favorevole introdotto dal D.Lgs. n. 158 del 2015.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 21977

Cassazione, sentenza n. 21977 del 21/07/2023

Sentenza n. 21977 del 21/07/2023

La ripresa riguardava un credito IVA riportato da un’annualità per la quale la dichiarazione era stata omessa; la contribuente contestava l’impiego del controllo automatizzato, invocava la non contestazione del credito e lamentava l’omessa valutazione dei documenti. La Cassazione ha confermato che, in caso di dichiarazione annuale omessa, l’imposta detratta può essere iscritta a ruolo mediante controllo automatizzato, restando al contribuente la prova sostanziale del credito nel giudizio sulla cartella. Le ulteriori censure erano infondate o inammissibili, anche perché sollecitavano una rivalutazione probatoria; il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21965

Cassazione, sentenza n. 21965 del 21/07/2023

Sentenza n. 21965 del 21/07/2023

L’accertamento IRAP, IVA e sul reddito dei soci derivava da indagini finanziarie; i contribuenti invocavano il giudicato formatosi per un’altra annualità e contestavano il mancato riconoscimento forfetario dei costi sui maggiori ricavi. La Cassazione ha escluso l’automatica estensione del giudicato, poiché essa riguarda soltanto punti comuni dotati di stabilità e non fatti variabili tra periodi d’imposta. Ha invece accolto la censura sui costi, ritenendo necessario riesaminare il precedente orientamento alla luce della pronuncia costituzionale richiamata; la sentenza è stata cassata sul punto con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
N. 21960

Cassazione, sentenza n. 21960 del 21/07/2023

Sentenza n. 21960 del 21/07/2023

La controversia riguardava sanzioni per imposte dirette e IVA e la possibilità di emendare in giudizio dichiarazioni fiscali, a fronte della condotta infedele del professionista incaricato. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le censure dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti accertati dalla CTR, che aveva escluso sia la prova dell’assenza di colpa nella vigilanza sia l’adeguatezza della documentazione prodotta; ha inoltre negato che la non contestazione imponesse all’Amministrazione ulteriori allegazioni rispetto all’atto impositivo. Il ricorso della contribuente è stato quindi rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21939

Cassazione, sentenza n. 21939 del 21/07/2023

Sentenza n. 21939 del 21/07/2023

Il giudizio verteva su un accertamento di maggiore IVA derivante da operazioni doganali e sulla dedotta violazione del contraddittorio endoprocedimentale, oltre che sulla tempestività e specificità dell’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha accertato che l’appello era stato consegnato alle poste entro il termine e ha ravvisato il rigetto implicito dell’eccezione di aspecificità. Quanto al contraddittorio, ha ritenuto non assolta la prova di resistenza, poiché il contribuente non aveva indicato come la preventiva interlocuzione avrebbe potuto determinare un diverso esito dell’accertamento; il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
N. 21923

Cassazione, sentenza n. 21923 del 21/07/2023

Sentenza n. 21923 del 21/07/2023

La Cassazione ha esaminato le contestazioni sulla tardività dell’appello dell’Ufficio, sull’omessa pronuncia circa la sua aspecificità e sulla mancata instaurazione del contraddittorio prima dell’accertamento. La distinta postale dimostrava la tempestiva notificazione, mentre la decisione sul merito implicava il rigetto dell’eccezione pregiudiziale. La dedotta lesione del contraddittorio non comportava inoltre l’annullamento dell’atto, non avendo il contribuente specificato quali difese avrebbero potuto condurre a un risultato diverso; il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
N. 21919

Cassazione, sentenza n. 21919 del 21/07/2023

Sentenza n. 21919 del 21/07/2023

La controversia riguardava l’addizionale applicata ai bonus e alle stock option di un dirigente di una holding industriale, che i giudici di merito avevano escluso dal settore finanziario riconoscendo il rimborso. La Cassazione ha invece interpretato il settore finanziario in senso socioeconomico e funzionale, ritenendo che anche i dirigenti delle holding industriali possano incidere sulla stabilità finanziaria attraverso operazioni su partecipazioni e strumenti finanziari. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione e, pronunciando nel merito, respinto l’originaria domanda del contribuente.

  • IRPEF
  • Holding
  • Contenzioso
  • Lavoro e previdenza
N. 21722

Cassazione, sentenza n. 21722 del 20/07/2023

Sentenza n. 21722 del 20/07/2023

La controversia riguardava una cartella per IVA dichiarata e non versata, credito ritenuto insussistente e relativa sanzione, della quale la contribuente contestava, tra l’altro, notificazione, motivazione e fondatezza; i giudici di merito avevano respinto i ricorsi. Dopo il pagamento delle somme, la ricorrente ha rinunciato al ricorso per cassazione: la Corte ha rilevato che la rinuncia, comunicata alle controparti, produce effetti senza necessaria accettazione e ha dichiarato cessata la materia del contendere, compensando le spese e senza applicare il doppio contributo unificato.

N. 21517

Cassazione, ordinanza n. 21517 del 20/07/2023

Avviso di accertamento - PVC - Termine notifica.

Dopo una verifica della Guardia di Finanza, l’Agenzia aveva notificato avvisi per IRES, IVA e IRAP prima che fossero trascorsi sessanta giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione. La Cassazione ribadisce che il termine tutela il contraddittorio successivo alla chiusura delle operazioni e non può essere sostituito dalle interlocuzioni svolte durante la verifica; la sua violazione rende nullo l’atto, per tributi armonizzati e non, salvo specifiche ragioni urgenti provate dall’Amministrazione. Ritiene quindi infondate le giustificazioni addotte dall’Ufficio a sostegno dell’emissione anticipata.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21720

Cassazione, sentenza n. 21720 del 20/07/2023

Sentenza n. 21720 del 20/07/2023

Un fondo statunitense chiedeva il rimborso parziale delle ritenute del 15% sui dividendi italiani, denunciando una disparità rispetto ai fondi residenti e invocando la libera circolazione dei capitali; entrambi i giudici di merito avevano negato il rimborso valorizzando la Convenzione Italia-USA e il mancato assolvimento dell’onere probatorio. La Cassazione ha escluso i vizi processuali e di motivazione, ma ha accolto le censure sull’articolo 63 TFUE: il giudice nazionale deve verificare la compatibilità della convenzione bilaterale e ricercarne un’interpretazione conforme. La sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 21500

Cassazione, sentenza n. 21500 del 20/07/2023

Sentenza n. 21500 del 20/07/2023

La controversia concerneva il rimborso dell’addizionale provinciale sull’accisa elettrica, rimasto in capo al fornitore dopo il trasferimento del ramo relativo alla vendita di energia. La Cassazione chiarisce che i documenti tardivamente prodotti in primo grado, restando nel fascicolo d’ufficio, possono essere ritualmente acquisiti in appello; precisa inoltre che l’indicazione di un diverso beneficiario del rimborso per accredito non costituisce cessione del credito, ma mera autorizzazione a ricevere il pagamento. Conferma quindi la titolarità e la legittimazione del fornitore originario e rigetta il ricorso dell’ente locale.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21718

Cassazione, sentenza n. 21718 del 20/07/2023

Sentenza n. 21718 del 20/07/2023

La domanda riguardava il rimborso di parte delle ritenute del 15% applicate ai dividendi percepiti da un fondo statunitense, ritenute discriminatorie rispetto al trattamento dei fondi italiani; i giudici di merito l’avevano respinta facendo leva sulla Convenzione Italia-USA e sull’asserita carenza di prova dello svantaggio. La Cassazione ha respinto le doglianze processuali e sulla motivazione, ma ha ritenuto fondata la censura relativa alla libera circolazione dei capitali: occorre verificare la compatibilità della convenzione bilaterale con il diritto dell’Unione e interpretarla, se possibile, conformemente. Accolto il ricorso, ha cassato con rinvio.

N. 21697

Cassazione, sentenza n. 21697 del 20/07/2023

Sentenza n. 21697 del 20/07/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso delle imposte trattenute sulla pensione dopo il trasferimento della residenza fiscale in Bulgaria, invocando la Convenzione contro le doppie imposizioni; l’Amministrazione e i giudici di merito avevano negato il beneficio, sebbene con motivazioni parzialmente diverse. La Cassazione ha chiarito che, per la specifica definizione convenzionale, la persona fisica può essere considerata residente in Bulgaria soltanto se possiede la nazionalità bulgara, requisito non sostituibile dalla mera residenza fiscale o dall’iscrizione all’AIRE. Ha quindi rigettato il ricorso, assorbendo l’ulteriore censura.

N. 21688

Cassazione, sentenza n. 21688 del 20/07/2023

Sentenza n. 21688 del 20/07/2023

La società aveva chiesto il rimborso della maggiorazione temporanea dell’accisa sui carburanti, efficace dalle ore 00:00 del giorno in cui il provvedimento direttoriale era stato pubblicato soltanto nel pomeriggio; la CTR aveva accolto la domanda richiamando irretroattività, affidamento e buona fede. Durante il giudizio, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le disposizioni legislative poste a base del prelievo straordinario. La Cassazione ha riconosciuto efficacia retroattiva a tale pronuncia, ritenendo così privo di base normativa il prelievo e fondata l’istanza di rimborso; ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle dogane e compensato le spese.

N. 21684

Cassazione, sentenza n. 21684 del 20/07/2023

Sentenza n. 21684 del 20/07/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IRPEF trattenuta su una pensione italiana, richiesto in base alla residenza in Bulgaria e alla relativa Convenzione contro le doppie imposizioni; dopo il rigetto in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello valorizzando un documento prodotto dal contribuente. Nel giudizio di cassazione quest’ultimo, controricorrente, ha rinunciato all’originaria domanda di rimborso. La Corte ha ritenuto la rinuncia all’azione indicativa della sopravvenuta carenza d’interesse, senza necessità di accettazione dell’Amministrazione, e ha dichiarato cessata la materia del contendere, compensando le spese.

N. 21658

Cassazione, sentenza n. 21658 del 20/07/2023

Sentenza n. 21658 del 20/07/2023

Le controversie riunite investivano il diniego di autotutela su un’intimazione del 2015 e una successiva intimazione del 2016, con contestazione della prescrizione dei crediti. La Cassazione ha riconosciuto la legittimazione dell’Agenzia a impugnare e ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego di autotutela, poiché la prescrizione non integra una ragione di interesse generale; ha però confermato che essa poteva essere eccepita contro la nuova intimazione. Ha inoltre indicato il termine decennale per IRPEF, IVA, IRAP e registro, quello quinquennale per interessi e sanzioni salvo giudicato, demandando al rinvio le verifiche sui singoli crediti e sugli atti interruttivi.

  • Riscossione
  • Autotutela
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione

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