Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 22274

Cassazione, sentenza n. 22274 del 25/07/2023

Sentenza n. 22274 del 25/07/2023

La lite concerneva la TARSU richiesta dal Comune sulle superfici adibite a magazzini e depositi di un’attività industriale, che la contribuente riteneva escluse perché produttive di rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Cassazione ha considerato non inesistente la notificazione dell’appello eseguita presso la sede sociale e ha escluso il difetto di motivazione relativo alla planimetria, predisposta dalla stessa contribuente; ha inoltre ravvisato decisioni implicite sulle censure concernenti la documentazione acquisita. Per alcune questioni ha preso atto del sopravvenuto giudicato, esaminando separatamente le residue doglianze.

N. 22271

Cassazione, sentenza n. 22271 del 25/07/2023

Sentenza n. 22271 del 25/07/2023

L’Agenzia aveva disconosciuto l’esenzione IRAP regionale accordata alle imprese siciliane sulla base dell’incremento della base imponibile rispetto alla media dichiarata nel triennio 2001-2003; la società aveva iniziato l’attività soltanto nel 2003. La Cassazione ha interpretato restrittivamente l’agevolazione, affermando che il beneficio richiede l’operatività durante l’intero triennio, indispensabile per determinare la media prevista dalla legge, e non consente un calcolo su un periodo ridotto. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario anche quanto a recupero IRAP e sanzioni.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 22224

Cassazione, sentenza n. 22224 del 25/07/2023

Sentenza n. 22224 del 25/07/2023

Gli accertamenti negavano la detrazione IVA e la deduzione dei costi relativi a fatture emesse da appaltatrici ritenute interposte nella costruzione di un capannone. La Cassazione ha stabilito che il termine per costituirsi nel processo tributario, quando il ricorso è notificato direttamente per posta, decorre dalla ricezione e non dalla spedizione; ha inoltre ritenuto sufficiente, per il contraddittorio, il rispetto del termine dilatorio. Poiché le operazioni erano contestate come soggettivamente inesistenti, il giudice regionale doveva però esaminare la consapevolezza o buona fede della contribuente; le relative censure sono state accolte, almeno in parte.

N. 22220

Cassazione, sentenza n. 22220 del 25/07/2023

Sentenza n. 22220 del 25/07/2023

L’accertamento aveva recuperato IRES e IVA disconoscendo spese riferite all’acquisto, ristrutturazione e vendita di un immobile, poiché ritenute relative a un’operazione soggettivamente inesistente. La Cassazione ha giudicato intelligibile la motivazione della sentenza regionale e ha confermato che grava sul contribuente la prova dell’esistenza, inerenza e coerenza economica dei costi dedotti, non essendo sufficiente la loro contabilizzazione. Ha inoltre escluso vizi dell’atto, del contraddittorio e dell’appello erariale, ritenendo che le ulteriori doglianze mirassero soprattutto a una non consentita rivalutazione delle prove.

N. 22191

Cassazione, sentenza n. 22191 del 24/07/2023

Sentenza n. 22191 del 24/07/2023

Una società immobiliare chiedeva il rimborso della maggiore IRES derivante dalla mancata deduzione degli interessi su un nuovo mutuo ipotecario; l’Agenzia opponeva l’irretrattabilità di una precedente adesione e il peggioramento delle condizioni finanziarie. La Cassazione ha ritenuto che l’adesione a un PVC circoscritto ai compensi degli amministratori non precludesse il rimborso relativo a una diversa componente reddituale. Ha inoltre escluso che la maggiore onerosità del finanziamento costituisse, in assenza di una previsione normativa e di contestazioni di elusività o antieconomicità, causa d’indeducibilità degli interessi, rigettando il ricorso dell’Agenzia.

  • IRES
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 22176

Cassazione, ordinanza n. 22176 del 24/07/2023

Avviso di pagamento - Consorzio di bonifica - Contributo irriguo - Beneficio fondiario diretto e immediato - Approvazione piano di classifica - Avviso carente di motivazione - Motivazione per relationem.

La controversia riguardava contributi per disponibilità irrigua, che i giudici di merito avevano annullato ponendo sul Consorzio la prova del beneficio fondiario e ravvisando un difetto di motivazione dell’avviso. La Cassazione ha stabilito che l’approvazione del piano di classifica e l’inclusione del fondo nel perimetro consortile fanno presumere il beneficio, superabile dal consorziato con allegazioni e prove specifiche; è inoltre valida la motivazione per rinvio a un regolamento soggetto a pubblicità legale. Accolti tutti i motivi, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario rigettato nel merito.

  • Accertamento e riscossione
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22172

Cassazione, sentenza n. 22172 del 24/07/2023

Sentenza n. 22172 del 24/07/2023

Il contribuente contestava un’intimazione relativa a diciotto cartelle, deducendo omessa notificazione e prescrizione quinquennale; il giudice d’appello aveva distinto tra tributi erariali, tributi locali, sanzioni e interessi, annullando inoltre alcune notifiche per mancato invio della seconda raccomandata. La Cassazione ha confermato la prescrizione decennale dei tributi erariali e quella quinquennale di sanzioni e interessi, ma ha escluso la necessità della seconda raccomandata nella notificazione postale diretta delle cartelle. Dichiarata parzialmente cessata la materia del contendere, ha accolto sul punto il ricorso degli Uffici, cassando con rinvio, e rigettato il ricorso del contribuente.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 22124

Cassazione, sentenza n. 22124 del 24/07/2023

Sentenza n. 22124 del 24/07/2023

La Regione aveva richiesto l’imposta sulle concessioni statali per una concessione demaniale rilasciata dall’Autorità portuale, mentre il giudice d’appello aveva escluso il tributo perché l’atto non proveniva dallo Stato. La Cassazione ha chiarito che il presupposto è l’occupazione o l’uso assentito di beni del demanio o patrimonio indisponibile statale, indipendentemente dall’autorità concedente; l’esclusione regionale operante dal 2013 non ha efficacia retroattiva. Il ricorso regionale è stato accolto, la sentenza cassata e l’impugnazione originaria della contribuente rigettata nel merito.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 22122

Cassazione, sentenza n. 22122 del 24/07/2023

Sentenza n. 22122 del 24/07/2023

Gli accertamenti riguardavano maggiori redditi d’impresa e di partecipazione di una società di persone e dei soci; i giudici di merito li avevano annullati estendendo il giudicato formatosi per una diversa annualità. La Cassazione ha ritenuto che la trattazione separata non imponesse l’annullamento, poiché i procedimenti erano stati instaurati e decisi in modo sostanzialmente unitario, ma ha escluso che il giudicato relativo a un periodo d’imposta produca automaticamente effetti generalizzati su altri anni. Accolti il secondo e il quarto motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 22098

Cassazione, sentenza n. 22098 del 24/07/2023

Sentenza n. 22098 del 24/07/2023

Il giudice d’appello aveva escluso l’imposta regionale su una concessione demaniale marittima perché rilasciata dall’Autorità portuale e aveva richiamato la successiva esenzione prevista dalla legge regionale. La Cassazione ha affermato che il tributo dipende dall’occupazione o dall’uso assentito di beni demaniali statali, non dall’identità dell’autorità concedente, e che l’esclusione introdotta dal 2013 non opera retroattivamente. Accolto il ricorso della Regione, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 22047

Cassazione, ordinanza n. 22047 del 24/07/2023

Avviso di accertamento - Introiti in nero - Giudizio revocatorio - Esame della documentazione rilevante - Art. 395 c.p.c. - Confusione fra patrimoni disponibili - Accertamenti bancari.

La controversia concerneva accertamenti IRPEF, IVA e IRAP fondati su movimentazioni bancarie ritenute non giustificate, nonché il rigetto della revocazione proposta perché il giudice d’appello aveva erroneamente supposto inesistente la documentazione prodotta. La Cassazione ha ribadito che le risultanze bancarie costituiscono presunzioni legali relative: il contribuente deve fornire una prova analitica per ciascuna operazione e il giudice deve verificarla puntualmente, esplicitandone gli esiti. I ricorsi contro la decisione d’appello e quella sulla revocazione sono stati riuniti; l’estratto fornito non riproduce il dispositivo conclusivo.

N. 22197

Cassazione, sentenza n. 22197 del 24/07/2023

Sentenza n. 22197 del 24/07/2023

La Regione aveva assoggettato all’imposta regionale sulle concessioni statali l’occupazione di beni demaniali marittimi concessi dall’Autorità portuale per il 2008; il giudice regionale aveva annullato l’accertamento per carenze motivazionali e insussistenza del tributo. La Cassazione ha affermato che il presupposto è l’uso assentito del bene statale, indipendentemente dall’autorità concedente, e che la disciplina rispettava la riserva di legge. Ha inoltre escluso la retroattività dell’esenzione introdotta dal 2013 e ritenuto sufficientemente motivato l’atto; accolto il ricorso regionale, ha cassato la decisione impugnata.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 22194

Cassazione, sentenza n. 22194 del 24/07/2023

Sentenza n. 22194 del 24/07/2023

La controversia riguardava l’imposta regionale, per il 2008, su una concessione relativa a beni del demanio marittimo rilasciata dall’Autorità portuale; il giudice d’appello aveva escluso il tributo perché la concessione derivava da una competenza propria dell’ente. La Cassazione ha chiarito che rilevano l’occupazione e l’uso assentiti del bene statale, non l’identità dell’autorità concedente, e che l’esclusione introdotta dalla legge regionale opera soltanto dal 2013. Accolti i primi cinque motivi regionali, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21916

Cassazione, sentenza n. 21916 del 21/07/2023

Sentenza n. 21916 del 21/07/2023

L’accertamento contestava come abusiva, ai fini IVA, la sequenza composta dall’apporto di immobili locati a un fondo e dalla successiva cessione delle quote all’ente già unico quotista; la CTR aveva ravvisato un indebito risparmio fiscale e assenza di valide ragioni economiche. La Cassazione ha ritenuto insufficiente tale valutazione, perché il sindacato antiabuso deve considerare l’intero assetto negoziale, le ragioni gestionali allegate e gli effetti fiscali delle alternative prospettate, distinguendo il lecito risparmio dall’elusione. Accolto il primo motivo, ha cassato con rinvio, dichiarando assorbiti le ulteriori censure e il ricorso incidentale sulle sanzioni.

  • IVA
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21897

Cassazione, sentenza n. 21897 del 21/07/2023

Sentenza n. 21897 del 21/07/2023

La controversia riguardava l’IVA contabilizzata mediante reverse charge su una prestazione intracomunitaria risultata oggettivamente inesistente; la CTR aveva escluso il debito perché l’imposta non figurava nella fattura estera. La Cassazione ha affermato che la committente, quale emittente cartolare nell’inversione contabile, resta debitrice dell’imposta e non può detrarla, poiché la frode limita la neutralità IVA; ha inoltre escluso il regime sanzionatorio più favorevole invocato per l’operazione inesistente. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e respinto nel merito il ricorso originario.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 21890

Cassazione, sentenza n. 21890 del 21/07/2023

Sentenza n. 21890 del 21/07/2023

Nel recupero di dazi e sanzioni per merci di origine contestata, la società chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato non autosufficiente la censura relativa alla prescrizione. La Cassazione ha riconosciuto l’errore percettivo, poiché dagli atti risultava che la mancata prova dell’inoltro della denuncia penale era stata contestata nei gradi di merito; ha ribadito che la sola astratta configurabilità del reato non prolunga il termine, occorrendo la trasmissione effettiva della notizia di reato prima della scadenza triennale. Revocata l’ordinanza, ha accolto il motivo e cassato con rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21885

Cassazione, sentenza n. 21885 del 21/07/2023

Sentenza n. 21885 del 21/07/2023

La domanda di revocazione investiva il rigetto, per asserito difetto di specificità, della censura sulla prescrizione di dazi richiesti per importazioni la cui origine era stata contestata. La Corte ha accertato che la società aveva invece indicato nei precedenti gradi la controversia sull’effettiva trasmissione della denuncia penale, incorrendo quindi la precedente ordinanza in un errore di fatto decisivo. Ha precisato che il recupero oltre tre anni richiede l’invio concreto della notizia di reato entro quel termine, non bastando l’astratta qualificazione penale dei fatti; ha revocato l’ordinanza e disposto la cassazione con rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21880

Cassazione, sentenza n. 21880 del 21/07/2023

Sentenza n. 21880 del 21/07/2023

La controversia riguardava il rimborso della maggiore IRES versata per la mancata deduzione degli interessi passivi su un nuovo mutuo ipotecario destinato in parte a estinguere un precedente finanziamento e in parte a ristrutturare immobili locati. L’Agenzia subordinava la deduzione a condizioni finanziarie non peggiorative, ma la Cassazione ha rilevato che tale limite non è previsto dalla legge e che non erano state prospettate operazioni elusive, antieconomicità manifesta o difetto d’inerenza. È stato quindi confermato il diritto al rimborso riconosciuto in appello e il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato.

N. 21875

Cassazione, sentenza n. 21875 del 21/07/2023

Sentenza n. 21875 del 21/07/2023

L’accertamento induttivo contestava alla contribuente la partecipazione a una frode mediante fatture per operazioni inesistenti; la CTR aveva escluso un suo coinvolgimento, valorizzando il disconoscimento delle firme, la mancata verificazione dei documenti e, quale elemento concorrente, l’archiviazione penale. La Cassazione ritiene la motivazione comprensibile e conforme all’autonomia tra giudizio tributario e penale, poiché il provvedimento penale non è stato recepito acriticamente. Le censure dell’Agenzia miravano in realtà a una nuova valutazione delle prove, estranea al giudizio di legittimità: il ricorso è rigettato.

N. 21853

Cassazione, sentenza n. 21853 del 21/07/2023

Sentenza n. 21853 del 21/07/2023

La controversia riguardava cinque fatture per beni strumentali, riqualificate dall’Ufficio come cessione d’azienda, con recupero dell’IVA detratta e applicazione dell’imposta di registro. La Cassazione rileva d’ufficio il giudicato esterno formatosi, tra le stesse parti e sulla medesima operazione, che aveva definitivamente qualificato il trasferimento come compravendita di beni mobili: tale qualificazione comporta l’assoggettamento a IVA e l’imposta di registro in misura fissa. La sentenza d’appello è quindi cassata e, decidendo nel merito, viene accolto il ricorso originario della contribuente, con spese compensate.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario

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