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L'analisi del giorno
IVA

Testo Unico IVA dal 2027: come aggiornare i codici IVA nei gestionali

Dal 1° gennaio 2027 le operazioni IVA non si citeranno più con gli articoli del D.P.R. n. 633 del 1972 e del D.L. n. 331 del 1993, ma con quelli del nuovo Testo Unico IVA, il D.Lgs. n. 10 del 19 gennaio 2026. Il decreto non cambia le regole sostanziali dell'imposta: aliquote, esenzioni, non imponibilità e adempimenti restano quelli di oggi. Cambia però la numerazione di ogni riferimento normativo, e questo ha una conseguenza operativa concreta per imprese e professionisti: ogni codice IVA impostato nei sistemi gestionali va associato al nuovo articolo. L'operazione sembra una semplice sostituzione di etichette, ma…

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Concordato preventivo biennale

Ravvedimento speciale CPB 2026-2027: scadenze e rate dei versamenti

Chi rinnova il concordato preventivo biennale per il 2026-2027 può regolarizzare le annualità pregresse ancora accertabili con il ravvedimento speciale del decreto Omnibus. L’imposta sostitutiva, calcolata sul reddito dichiarato e sul punteggio ISA, si versa dal 1° gennaio al 15 marzo 2027 in un’unica soluzione o fino a dieci rate, con interessi legali dal 16 marzo; per le imposte sui redditi vale il minimo di 1.000 euro per anno e la pandemia riduce l’importo del 30%. La sanatoria è inefficace dopo specifici atti di controllo o recupero.

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Fisco e accertamentiIVA

Testo Unico IVA dal 2027: come aggiornare i codici IVA nei gestionali

Dal 1° gennaio 2027 le operazioni IVA non si citeranno più con gli articoli del D.P.R. n. 633 del 1972 e del D.L. n. 331 del 1993, ma con quelli del nuovo Testo Unico IVA, il D.Lgs. n. 10 del 19 gennaio 2026. Il decreto non cambia le regole sostanziali dell'imposta: aliquote, esenzioni, non imponibilità e adempimenti restano quelli di oggi. Cambia però la numerazione di ogni riferimento normativo, e questo ha una conseguenza operativa concreta per imprese e professionisti: ogni codice IVA impostato nei sistemi gestionali va associato al nuovo articolo. L'operazione sembra una semplice sostituzione di etichette, ma…

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Bilancio

Valutazione delle rimanenze di magazzino: classificazione e criteri

Le rimanenze di magazzino comprendono materie prime, semilavorati, prodotti finiti e acconti e incidono direttamente su risultato d’esercizio, patrimonio e imposte. Occorre stabilire quando il bene appartiene all’impresa, rilevare correttamente le quantità e determinare il costo includendo gli oneri ammessi ed escludendo quelli estranei. Per beni fungibili sono utilizzabili FIFO, LIFO o costo medio ponderato, mentre il valore va ridotto se il mercato è inferiore al costo. Il criterio scelto deve restare coerente negli esercizi successivi e trovare adeguata motivazione.

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Bilancio

Oneri diversi di gestione: la voce B14 del conto economico

La voce B14 accoglie i costi della produzione non classificabili altrove, ma la sua natura residuale non rende omogenee le regole fiscali. Vi rientrano, tra l'altro, spese di rappresentanza, imposte indirette, minusvalenze ordinarie, perdite su crediti, omaggi e sanzioni, ciascuno con condizioni, limiti o esclusioni proprie. Deducibilità e corretta imputazione richiedono di verificare in concreto inerenza, documentazione, soglie, tracciabilità dei pagamenti e presenza di elementi certi e precisi, coordinando scritture, bilancio e dichiarazione.

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Bilancio

Correzione errori contabili: semplificata solo con revisione legale

Per le correzioni nei bilanci degli esercizi iniziati dal 1° gennaio 2025, la rilevanza fiscale immediata della posta senza integrativa è consentita soltanto alle imprese il cui bilancio è obbligatoriamente sottoposto a revisione legale. Il requisito va verificato nell’esercizio in cui l’errore è corretto, non in quello in cui fu commesso, e la procedura riguarda solo errori non rilevanti corretti entro il termine previsto. Prima di applicarla occorre accertare l’obbligo di revisione e acquisire il giudizio del revisore sulla contabilizzazione.

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Bilancio

Altre riserve nel patrimonio netto: tipologie, vincoli e novità

A.VI del patrimonio netto raccoglie le riserve che non trovano collocazione nelle categorie precedenti, ma non è un contenitore indistinto: ogni componente deve restare separata in base alla propria origine, dai risultati accantonati ai versamenti dei soci, dalle deroghe contabili alle norme fiscali. Per ciascuna riserva occorre ricostruire formazione, vincoli, disponibilità e distribuibilità, considerando anche le assegnazioni di beni ai soci e la nuova riserva vincolata per l’Ires premiale. Bilancio e nota integrativa devono rendere leggibile la classificazione.

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Società di capitali

Assicurazione INAIL dei soci: quando è obbligatoria e come si versa il premio

Il socio che lavora effettivamente e non in modo saltuario nella propria società deve essere assicurato all’INAIL. L’obbligo segue ogni rapporto operativo: chi presta attività in più società può dover essere coperto presso ciascuna, con possibile duplicazione dei premi. La base deriva dai salari convenzionali fissati con decreti provinciali; anche la carica di amministratore va valutata rispetto alle mansioni svolte. Società e consulenti devono verificare prestazione manuale o diretta, imponibile e posizioni aperte per evitare recuperi, premi errati e sanzioni.

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Holding

Holding quote donate: esenzione salva se resta il controllo per cinque anni

L’esenzione da successioni e donazioni per il passaggio generazionale resta applicabile quando il beneficiario conferisce le partecipazioni ricevute in una propria holding e ne cede a terzi una quota di minoranza, purché conservi per cinque anni il controllo di diritto, anche indiretto, della società. La condizione riguarda quindi la posizione di comando e non l’identità delle quote. Se invece le partecipazioni vengono cedute prima del quinquennio, la plusvalenza ai fini delle imposte dirette va calcolata considerando il costo fiscale trasferito dal donante.

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Società di capitali

Acconti su dividendi: regole fiscali e civilistiche

Gli acconti sui dividendi, prima dell’approvazione del bilancio, sono ammessi soltanto alle spa soggette a revisione legale nel regime degli enti di interesse pubblico e nel rispetto dell’art. 2433-bis c.c.; per le srl il divieto è assoluto e gli importi pagati senza titolo devono essere restituiti. Fiscalmente la società erogante non è tassata, mentre il socio subisce il regime previsto per la propria qualifica, residente o non residente. Le soglie introdotte dalla legge di bilancio 2026 sono state abrogate retroattivamente, ripristinando le regole precedenti.

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Holding

Soggetti assimilati alle holding industriali: il correttivo introduce un income test sui ricavi

Il correttivo del decreto Omnibus evita che finanziamenti marginali a dipendenti, società del gruppo o filiera trasformino automaticamente un’impresa industriale o commerciale in holding ai fini fiscali. L’articolo 162-bis del TUIR introduce un income test sui ricavi, da verificare ogni anno sui dati del bilancio dell’esercizio precedente, accanto al test sulla composizione dell’attivo. Se l’attività finanziaria non supera le soglie previste, la società può conservare la propria qualificazione, senza attrarre nell’IRAP tutti i proventi e oneri finanziari.

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Agevolazioni Fiscali

Canoni di locazione non incassati: quando scatta il credito d’imposta

Per gli affitti abitativi il canone resta imponibile anche se l'inquilino non paga, ma la legge consente di neutralizzare la morosità in due momenti. Dopo l'intimazione di sfratto può non dichiarare i canoni non riscossi nell'anno; per recuperare le imposte già versate sulle annualità precedenti deve attendere la convalida dello sfratto. Il credito d'imposta si calcola sulle somme tassate e mai incassate, spetta anche in cedolare secca e va indicato in dichiarazione. Se il canone viene poi riscosso, torna a concorrere al reddito nell'anno dell'incasso.

Guida
Contributi

Sviluppo competenze delle PMI del Sud: nuovo sportello dal 10 settembre 2026

Dal 10 settembre al 21 dicembre 2026, le PMI del Mezzogiorno possono presentare tramite Invitalia una domanda per finanziare corsi qualificati destinati ai dipendenti e orientati alla transizione tecnologica, digitale o ambientale. Il contributo a fondo perduto copre normalmente il 50% delle spese ammissibili in regime de minimis; la dotazione iniziale è di 12.449.676 euro. È ammessa una sola istanza, ma non per chi ha partecipato al primo sportello: le domande saranno valutate con graduatoria, non in base all’ordine di arrivo.

Guida
Agevolazioni Fiscali

Credito d’imposta gasolio autotrasporto 2026: domande entro il 15 settembre

Le imprese di autotrasporto con sede o stabile organizzazione in Italia possono chiedere entro le 23:59 del 15 settembre 2026 il credito d’imposta sul maggior costo del gasolio sostenuto da marzo ad agosto, rispetto al prezzo medio di febbraio, per mezzi Euro V ed Euro VI destinati al trasporto di merci o persone. Il beneficio copre fino al 70% della differenza, nei limiti delle risorse disponibili, e richiede un’istanza telematica con file delle fatture e rifornimenti documentati. Il credito si usa solo in compensazione entro il 31 dicembre 2026.

Guida
Agevolazioni Fiscali

Iperammortamento 2026 anche per i beni ordinati nel 2025 e consegnati dopo

Le imprese che hanno ordinato un bene strumentale nel 2025, versando almeno il 20% e ricevendolo nel 2026, possono accedere al nuovo iperammortamento quando l’investimento si considera realizzato nel nuovo periodo e il credito Transizione 4.0 non è stato utilizzato. Ordine e acconto non bastano a fissare la disciplina applicabile: occorre controllare consegna o collaudo, competenza fiscale, termine del 30 giugno 2026 e divieto di cumulo. La scelta va documentata, soprattutto se si rinuncia al vecchio credito per applicare il nuovo incentivo.

Guida
Bonus edilizi

Plusvalenza sismabonus acquisti: costo netto dello sconto in fattura

La rivendita entro cinque anni di un immobile acquistato con sismabonus acquisti e sconto in fattura può generare una plusvalenza calcolata, secondo la sentenza n. 250/2026 della Corte tributaria di Vicenza, sul solo costo pagato dall’acquirente, al netto dello sconto. I giudici hanno applicato per analogia una regola del superbonus, mentre l’Agenzia delle Entrate, con la risposta 137/2025, ritiene applicabile una diversa disposizione. Il contrasto incide sull’imposta e preannuncia contenzioso: vanno verificati date, agevolazione, corrispettivi e documenti.

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Dichiarazioni

Sismabonus acquisti: come compilare il quadro RS del modello Redditi SC 2026

Una società Ires che nel 2025 ha acquistato un’unità immobiliare realizzata mediante demolizione e ricostruzione antisismica in zona agevolata può utilizzare il sismabonus acquisti previsto dall’articolo 16, comma 1-septies, del Dl 63/2013. La detrazione è pari al 36% della spesa, calcolata sul limite di 96.000 euro per unità e ripartita in dieci quote annuali, anche se il prezzo è maggiore. Nel Redditi SC 2026 occorre indicare il codice dedicato nel rigo RS150 e i dati catastali nei righi RS153 e RS154, verificando requisiti e documentazione.

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Bonus edilizi

Obbligo di rinnovabili nelle ristrutturazioni edilizie: le regole in vigore dal 3 agosto 2026

Dal 3 agosto 2026 l’obbligo di coprire quote minime dei consumi con fonti rinnovabili riguarda anche le ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e gli interventi sull’impianto termico. La disciplina della direttiva RED III si applica in base alla richiesta del titolo edilizio, non all’inizio del cantiere, e impone di calcolare potenza elettrica e coperture richieste, salvo deroghe. Proprietari, condomini, tecnici e imprese devono verificare progetto, titolo e documentazione energetica prima di avviare o asseverare i lavori.

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Società di persone

Detrazioni edilizie nelle società di persone: come contabilizzarle

Nelle società di persone, le detrazioni per interventi edilizi sono attribuite per trasparenza ai soci e non restano nella società. Il beneficio può essere utilizzato soltanto dal socio con imposta personale capiente e soggetto al regime IRPEF: se è soggetto IRES, non ha capienza o aderisce a un regime incompatibile, la detrazione va perduta. Per il 2026 restano le principali agevolazioni, mentre il bonus barriere autonomo è scaduto. La soluzione contabile più prudente è trattare il beneficio come riduzione delle imposte del socio, senza rilevarlo nel bilancio sociale.

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Enti Sportivi dilettantistici

Soglia 15.000 euro lavoro sportivo anche per il subordinato

L'esclusione dalla base imponibile prevista per il lavoro sportivo dilettantistico fino a 15.000 euro si applica, secondo la circolare 7/E del 7 agosto 2026, anche alle retribuzioni dei lavoratori subordinati. Il limite dipende dalla natura oggettiva dell'attività e non dal contratto, con effetti sul calcolo delle ritenute e sulla Certificazione Unica; per l'IRAP la disciplina resta distinta. ASD e SSD devono considerare il plafond complessivo, acquisire l'autocertificazione e verificare qualifica, soglie e adempimenti prima di pagare.

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Enti Sportivi dilettantistici

Affidamento diretto degli impianti sportivi: i limiti fissati dall’ANAC

Un Comune può affidare direttamente un impianto sportivo a un ente sportivo senza scopo di lucro che proponga di riqualificarlo con risorse proprie, ma l’eccezione dell’articolo 5 del Dlgs 38/2021 è residuale. Secondo ANAC, l’assenza di gara è ammessa solo se arriva un’unica proposta da un solo operatore e il valore della concessione resta sotto la soglia europea; durata e scelta dell’ente devono essere proporzionate e motivate. Restano incerti il contenuto del piano economico-finanziario e i criteri per calcolare il valore, da definire con cautela.

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Enti Sportivi dilettantistici

Lucratività attenuata: le SSD devono scegliere fra dividendi e agevolazioni

Le società sportive dilettantistiche costituite come società di capitali o cooperative devono scegliere tra lucratività attenuata e agevolazioni fiscali. Secondo la circolare 7/E/2026, per decommercializzare ai fini IRES e IVA i corrispettivi specifici occorre conservare nello statuto il divieto assoluto di distribuzione, anche indiretta, degli utili imposto dall’articolo 148, comma 8, TUIR, incompatibile con la distribuzione consentita dalla riforma dello sport. Le SSD devono quindi adeguare le clausole; le ASD non sono coinvolte nello stesso conflitto.

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Enti Sportivi dilettantistici

Volontari sportivi: quando il rimborso forfetario diventa imponibile

Il rimborso forfetario riconosciuto ai volontari sportivi entro 400 euro mensili non costituisce di regola reddito, ma concorre comunque al limite annuo di 15.000 euro previsto per i compensi del lavoro sportivo dilettantistico. Se tale soglia è già stata raggiunta con altri compensi, il rimborso successivo diventa interamente imponibile come reddito di lavoro autonomo e l’ente deve applicare la ritenuta. Prima del pagamento occorre acquisire l’autocertificazione del volontario, sommare quanto ricevuto da tutti gli enti e trasmettere al RASD i dati richiesti.

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Giurisprudenza e prassi

Circolari, risoluzioni e risposte dell’Agenzia delle Entrate, ordinate per anno e consultabili con sintesi, tag tematici e documento ufficiale.

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CircolariCircolare n. 7 del 07/08/2026

Chiarimenti in merito al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, di attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo

La circolare fornisce istruzioni operative uniformi sulle questioni tributarie connesse alla riforma degli enti sportivi dilettantistici e del lavoro sportivo. Esamina i requisiti statutari delle SSD per determinate agevolazioni IRES e IVA, i rimborsi ai volontari, il trattamento dei compensi sportivi ai fini IRPEF e IRAP, l’esenzione IVA dei servizi connessi allo sport e la cessione del contratto dell’atleta a società professionistiche. Affronta inoltre la non concorrenza al reddito di specifici proventi commerciali e da raccolte pubbliche di fondi, alla luce della modifica normativa del 2026.

RisoluzioniRisoluzione n. 29 del 28/07/2026

Decreti di espropriazione per pubblica utilità – Modalità di esecuzione delle relative formalità nei registri immobiliari

La risoluzione chiarisce le modalità procedurali e i presupposti documentali della pubblicità immobiliare connessa ai decreti di espropriazione per pubblica utilità, esaminando il rapporto tra emanazione, notificazione, immissione in possesso e trascrizione. Distingue il procedimento ordinario da quello accelerato e qualifica la trascrizione come pubblicità-notizia riferita a un acquisto a titolo originario, non destinata a risolvere conflitti secondo la priorità delle formalità. L’analisi riguarda anche gli atti da presentare al conservatore, senza affrontare gli adempimenti fiscali relativi al decreto né assumere specifiche opzioni interpretative estranee alle competenze dell’Agenzia.

InterpelliInterpello n. 169 del 03/09/2026

ZES unica – Principio d'incentivazione – Applicabilità

Una società edile ha acquisito in leasing, nel febbraio 2026, un bene strumentale nuovo destinato a una struttura produttiva situata nella ZES unica, prima dell’apertura del termine per la comunicazione preventiva. L’Agenzia ritiene rispettato il principio di incentivazione, poiché il progetto è stato avviato con la stipula del leasing dopo l’entrata in vigore, senza soluzione di continuità, della disciplina agevolativa. La società può quindi beneficiare del credito d’imposta ZES unica per il 2026, subordinatamente alla sussistenza degli ulteriori requisiti non esaminati.