Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 13298

Cassazione, sentenza n. 13298 del 14/05/2024

Sentenza n. 13298 del 14/05/2024

La controversia riguardava l’imposta fissa di registro applicata a un atto con cui il donante trasferiva la nuda proprietà, riservando l’usufrutto a sé e, dopo la propria morte, al coniuge intervenuto e accettante. La Cassazione ha distinto la donazione della nuda proprietà dalla donazione dell’usufrutto al terzo, sottoposta alla condizione sospensiva della premorienza del donante, ritenendo quest’ultima autonomamente soggetta a imposizione. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13294

Cassazione, sentenza n. 13294 del 14/05/2024

Sentenza n. 13294 del 14/05/2024

L’avviso di liquidazione concerneva un atto di liberalità che attribuiva alle figlie la nuda proprietà di immobili, con usufrutto riservato al donante e successivamente al coniuge, presente all’atto e accettante. Secondo la Cassazione, tale configurazione integra due distinti negozi: la donazione della nuda proprietà e quella dell’usufrutto al terzo, efficace sotto condizione sospensiva e separatamente imponibile ai fini del registro. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la pronuncia regionale e respinto nel merito l’impugnazione introduttiva della contribuente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13287

Cassazione, sentenza n. 13287 del 14/05/2024

Sentenza n. 13287 del 14/05/2024

La lite verteva sulla rettifica del valore di un immobile, ridotto dall’Agenzia in autotutela a 86.450 euro, e sull’ammissibilità dell’appello incidentale tardivo proposto dall’Ufficio, benché l’appello principale riguardasse le spese. La Cassazione ha ritenuto ammissibile l’impugnazione incidentale tardiva anche su un capo autonomo e ha escluso sia l’omessa pronuncia sia l’illegittimo impiego della superficie catastale, utilizzata soltanto per individuare la consistenza del bene. Ha rigettato integralmente il ricorso dei contribuenti, senza liquidare spese all’Agenzia, rimasta sostanzialmente inattiva.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13237

Cassazione, ordinanza n. 13237 del 14/05/2024

Tributi - Sanzioni e interessi - Affidamento incolpevole

La controversia riguardava il recupero di accise sull’energia ceduta ai consorziati, oltre a sanzioni e interessi, che il giudice regionale aveva confermato negando il legittimo affidamento. La Cassazione ha precisato che condotte attive dell’Amministrazione, quali comunicazioni e annullamenti in autotutela idonei a generare un ragionevole affidamento, possono escludere non soltanto le sanzioni ma anche gli interessi, pur senza incidere sulla debenza dell’imposta. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza e deciso nel merito in favore della contribuente limitatamente a interessi e sanzioni.

  • Sanzioni
  • Accertamento e riscossione
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13216

Cassazione, sentenza n. 13216 del 14/05/2024

Sentenza n. 13216 del 14/05/2024

La società aveva impugnato tre cartelle originate dal mancato riconoscimento di perdite fiscali, indicate in dichiarazione in un rigo diverso da quello previsto, nonché il diniego di autotutela; il giudice regionale aveva annullato gli atti per vizi di notifica, decadenza e ragioni di merito. La Cassazione richiama, per le cartelle asseritamente non notificate o notificate invalidamente, la disciplina sopravvenuta che richiede la dimostrazione di uno specifico interesse ad agire anche nei processi pendenti. Il testo fornito si interrompe durante l’esame dei motivi e non consente di ricostruire la decisione conclusiva.

  • Riscossione
  • Dichiarazioni
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13208

Cassazione, sentenza n. 13208 del 14/05/2024

Sentenza n. 13208 del 14/05/2024

Gli accertamenti analitico-induttivi ricostruivano maggiori ricavi di un installatore sulla base di presunzioni e di una condotta commerciale ritenuta anomala, nonostante la regolarità formale della contabilità. La Cassazione ha giudicato effettivo il contraddittorio instaurato mediante questionario, precisando che non sono richieste forme vincolate e che, per i tributi armonizzati accertati “a tavolino”, il contribuente deve indicare concretamente le difese potenzialmente decisive; ha inoltre reputato inammissibili varie censure dirette a rivalutare i fatti. L’estratto fornito termina prima della decisione conclusiva, che pertanto non è ricostruibile.

N. 13187

Cassazione, sentenza n. 13187 del 14/05/2024

Sentenza n. 13187 del 14/05/2024

L’accertamento analitico-induttivo contestava a una società di ristorazione maggiori ricavi non contabilizzati e costi non di competenza, valorizzando l’antieconomicità protratta della gestione. La Cassazione ha confermato che una contabilità formalmente regolare può essere superata da presunzioni gravi e precise tratte dalle condizioni concrete dell’attività, anche mediante un solo elemento, e che la conformità agli studi di settore non preclude tale accertamento; la prova contraria grava sul contribuente. Ha inoltre escluso il riconoscimento forfetario dei costi nell’accertamento analitico-induttivo ordinario, ma l’estratto non riporta il dispositivo finale.

N. 13174

Cassazione, sentenza n. 13174 del 14/05/2024

Sentenza n. 13174 del 14/05/2024

La controversia concerneva la responsabilità solidale per maggiori diritti doganali di un centro di assistenza che sosteneva di avere presentato la dichiarazione d’importazione quale rappresentante diretto. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo incidentale volto a ottenere una nuova valutazione dei fatti, rilevando che, secondo l’accertamento regionale, il mandato di rappresentanza diretta riguardava una persona fisica e non la società; ha invece ritenuto fondato il ricorso dell’Amministrazione sulla verifica della conoscenza, anche ragionevolmente esigibile, dell’erroneità dei dati dichiarati. Il testo disponibile non contiene il dispositivo conclusivo.

  • Estero
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13043

Cassazione, sentenza n. 13043 del 13/05/2024

Sentenza n. 13043 del 13/05/2024

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA sui costi di manutenzione di macchine da caffè concesse in comodato, ritenuti non inerenti perché contrattualmente posti a carico dei comodatari. La Cassazione ha affermato che l’inerenza richiede una verifica concreta della correlazione, anche potenziale, della spesa con il programma economico e la produzione del reddito dell’impresa che l’ha effettivamente sostenuta, senza attribuire valore decisivo alla diversa ripartizione contrattuale dell’onere. Ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e rinviato al giudice tributario regionale per un nuovo esame.

N. 13029

Cassazione, sentenza n. 13029 del 13/05/2024

Sentenza n. 13029 del 13/05/2024

La controversia riguardava una cartella TARSU relativa a un albergo e contestava sia la validità delle delibere tariffarie comunali sia la differenziazione delle tariffe rispetto alle abitazioni. Dopo aver aderito alla definizione agevolata dei carichi, senza avere ancora completato il pagamento rateale, la contribuente ha chiesto l’estinzione del procedimento; la Cassazione ha ravvisato in tale richiesta il venir meno dell’interesse alla prosecuzione, anche in assenza di formale rinuncia. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12964

Cassazione, ordinanza n. 12964 del 13/05/2024

Riscossione - Cartella di pagamento - Notificazione eredi

La controversia riguardava la validità della cartella relativa a debiti IRPEF e IRAP del defunto, notificata personalmente a un erede anziché collettivamente e impersonalmente nell’ultimo domicilio del contribuente. La Cassazione afferma che quest’ultima modalità costituisce una facoltà dell’Ufficio e che il ruolo può restare intestato al contribuente anche dopo il decesso. Accolti i primi due motivi dell’Amministrazione e assorbito il terzo, la sentenza d’appello è cassata con rinvio.

N. 12840

Cassazione, sentenza n. 12840 del 10/05/2024

Sentenza n. 12840 del 10/05/2024

La controversia concerneva accertamenti IRES e IRAP fondati sull’esistenza in Italia di una stabile organizzazione di una società assicurativa rumena, esclusa in primo grado ma ritenuta provata dalla commissione regionale. La Cassazione nega che il giudicato formatosi nel distinto processo promosso dalla persona fisica cui erano stati notificati gli atti possa estendersi alla società; ritiene inoltre fondata la censura sull’applicazione della disciplina della stabile organizzazione e ravvisa un difetto assoluto di motivazione su un’eccezione processuale. Il testo disponibile non riporta la decisione complessiva sugli ulteriori motivi.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 12823

Cassazione, sentenza n. 12823 del 10/05/2024

Accertamento - Operazioni elusive - Abuso del diritto

Gli accertamenti contestavano come elusive una sequenza di cessioni di partecipazioni, con rettifica dell’imposta societaria e dell’IRPEF dei soci. La Cassazione chiarisce che l’Amministrazione deve illustrare e provare l’anomalia degli schemi negoziali e il vantaggio fiscale perseguito, mentre al contribuente compete dimostrare ragioni economiche non marginali; l’assoluzione penale resta liberamente valutabile nel processo tributario. Riuniti i ricorsi, sono accolti i primi due motivi principali e i ricorsi incidentali dell’Ufficio, con cassazione delle sentenze e rinvio.

N. 12891

Cassazione, sentenza n. 12891 del 10/05/2024

Sentenza n. 12891 del 10/05/2024

Una banca chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata nel 2008 e 2009 dopo avere assoggettato a imposizione, come sopravvenienze attive, accantonamenti già recuperati a tassazione per difetto di inerenza negli esercizi precedenti. La Cassazione riconosce che la definitività degli accertamenti rende evidente la duplicazione impositiva e fa decorrere da tale momento il termine biennale per il rimborso, nella specie rispettato. Il ricorso è accolto e, cassata la sentenza d’appello, la domanda restitutoria viene accolta nel merito.

N. 12749

Cassazione, sentenza n. 12749 del 9/05/2024

Sentenza n. 12749 del 09/05/2024

La contribuente chiedeva il rimborso del 90% dell’IRPEF versata per il 1990-1992, invocando la definizione agevolata prevista per i residenti delle province colpite dal sisma del 1990. La Cassazione dichiara inammissibili le contestazioni dell’Ufficio sulla domanda originaria, perché richiedevano accertamenti di fatto e non individuavano adeguatamente gli atti rilevanti; precisa inoltre che i limiti sopravvenuti alle risorse incidono soltanto sull’esecuzione del rimborso, non sul relativo titolo. Il ricorso dell’Amministrazione è integralmente rigettato.

N. 12742

Cassazione, sentenza n. 12742 del 9/05/2024

Sentenza n. 12742 del 09/05/2024

La lite riguardava la base imponibile dell’imposta di registro dovuta per la costituzione di un pegno su quote societarie: la commissione regionale aveva applicato il valore delle partecipazioni, equiparandole ai titoli. La Cassazione esclude tale assimilazione, poiché le quote di società a responsabilità limitata non possiedono le caratteristiche dei titoli di credito e non circolano come questi; trova quindi applicazione la regola generale della somma garantita. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e il ricorso originario della contribuente è rigettato nel merito.

N. 12569

Cassazione, sentenza n. 12569 del 8/05/2024

Sentenza n. 12569 del 08/05/2024

Una società chiedeva la revocazione di una precedente ordinanza di legittimità sul classamento catastale di aree portuali, sostenendo che la Corte avesse travisato il contenuto di una sentenza invocata come giudicato esterno. La Cassazione ribadisce che l’errore revocatorio deve essere una svista percettiva evidente e decisiva, estranea ai punti controversi, mentre l’interpretazione della portata del giudicato integra una valutazione giuridica. Poiché la doglianza censurava proprio tale valutazione, il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 12505

Cassazione, sentenza n. 12505 del 8/05/2024

Sentenza n. 12505 del 08/05/2024

La controversia riguardava un accertamento ICI su un’area demaniale portuale, annullato in appello sul presupposto che una precedente decisione avesse definitivamente riconosciuto il classamento in categoria E/1. La Cassazione accerta invece che quella pronuncia era ancora impugnata e, quindi, non costituiva giudicato; il richiamo alla mancata notificazione del mutamento catastale era soltanto incidentale e non un’autonoma ragione della decisione. Accolti i motivi dell’Agenzia e del Comune su tale punto, la sentenza è cassata con rinvio per il riesame di tutte le questioni.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 12491

Cassazione, sentenza n. 12491 del 8/05/2024

Sentenza n. 12491 del 08/05/2024

Il contribuente aveva impugnato il diniego parziale di autotutela, contestando la tassazione ordinaria di una plusvalenza da cessione d’azienda e la tempestività della cartella, sebbene accertamento e cartella fossero divenuti definitivi. La Cassazione afferma che il diniego, anche parziale, può essere sindacato soltanto per illegittimità connesse a ragioni di rilevante interesse generale, non per riesaminare vizi della pretesa nell’interesse esclusivo del contribuente. Accolti i primi due motivi dell’Agenzia e assorbiti gli altri, la decisione è cassata con rinvio.

  • Autotutela
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
N. 12489

Cassazione, sentenza n. 12489 del 8/05/2024

IVA - Prestazioni di servizi - Diritti di porto - Impresa di navigazione

La controversia riguardava l’inclusione nella base imponibile IVA dei diritti di porto riscossi dall’impresa di navigazione dai passeggeri e la disapplicazione delle relative sanzioni. La Cassazione qualifica tali diritti come corrispettivi tariffati per servizi portuali: il regime dell’articolo 9 del DPR 633/1972 riguarda il rapporto con l’ente portuale, mentre quanto addebitato alla clientela rientra nella base imponibile del servizio di trasporto. Sono rigettati sia il ricorso della contribuente sia quello incidentale dell’Agenzia sulle sanzioni, escluse per obiettiva incertezza interpretativa.

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