Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 12465

Cassazione, sentenza n. 12465 del 8/05/2024

Sentenza n. 12465 del 08/05/2024

La controversia riguarda l’ICI 2002-2006 su aree e immobili di un terminal portuale in concessione, classificabili nel gruppo D e interessati da rendita attribuita mediante DOCFA nel 2008. La Cassazione ha ravvisato un errore revocatorio nella precedente decisione, che non aveva esaminato il ricorso incidentale, e ha chiarito che l’utilizzo della rendita per annualità pregresse dipende dall’iscrizione catastale dei beni e, per il concessionario cointestatario, dalla relativa notificazione. Accolti nei limiti indicati i primi due motivi incidentali, ha demandato al giudice di merito i necessari accertamenti.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12450

Cassazione, sentenza n. 12450 del 7/05/2024

Sentenza n. 12450 del 07/05/2024

L’accertamento riguardava il reddito d’impresa emerso alla chiusura di un fallimento individuale, non inserito nella dichiarazione personale dell’avente causa, e il rinnovo dell’atto dopo l’annullamento in autotutela del primo avviso. La Cassazione ha confermato che l’Amministrazione può rinnovare l’accertamento, anche per vizi sostanziali, entro il termine decadenziale e senza violare un giudicato; ha inoltre escluso l’obbligo di esplicitare nell’atto la valutazione delle osservazioni del contribuente. Ha però ritenuto fondato il motivo relativo all’erronea qualificazione come nuova della contestazione sul periodo d’imposta; l’estratto non riporta il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Dichiarazioni
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 12398

Cassazione, sentenza n. 12398 del 7/05/2024

Sentenza n. 12398 del 07/05/2024

La questione concerne l’imposta di registro applicabile alla caparra penitenziale prevista in un contratto preliminare, che l’Ufficio aveva assoggettato subito all’aliquota del 3% anziché allo 0,5%. La Cassazione ha stabilito che il corrispettivo del recesso sconta ordinariamente il 3%, ma soltanto se il recesso viene esercitato e il vincolo si scioglie; resta applicabile lo 0,5% alle quietanze, con imputazione dell’imposta al definitivo se la somma diviene acconto o saldo. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, correggendo la motivazione della decisione impugnata.

N. 12395

Cassazione, sentenza n. 12395 del 7/05/2024

Accertamento - Registro - Cedolare secca

Gli avvisi di liquidazione e le sanzioni contestavano l’applicazione della cedolare secca a una locazione abitativa conclusa con una società, destinata all’alloggio del suo rappresentante; la CTR aveva ritenuto ostativa la qualità imprenditoriale del conduttore. La Cassazione ha invece riferito l’esclusione normativa esclusivamente al locatore che agisca nell’esercizio d’impresa, arte o professione, reputando irrilevante la qualità del conduttore quando l’uso pattuito è abitativo. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto l’impugnazione originaria.

  • Locazione immobili
  • Imposta di registro
  • IRPEF
  • Contenzioso
N. 12383

Cassazione, sentenza n. 12383 del 7/05/2024

Sentenza n. 12383 del 07/05/2024

L’Agenzia aveva riqualificato come cessione d’azienda il trasferimento totalitario delle quote di una società titolare di due rami aziendali, valorizzando anche gli impegni del preliminare richiamato nel definitivo; i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione ha affermato che, ai fini del registro, rilevano natura intrinseca ed effetti giuridici dell’atto: il risultato economico dell’operazione non consente di trasformare una cessione di partecipazioni in un trasferimento diretto dell’azienda. Accolti i motivi pertinenti, ha cassato la sentenza, accolto il ricorso originario e annullato l’avviso di liquidazione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 12343

Cassazione, sentenza n. 12343 del 7/05/2024

Sentenza n. 12343 del 07/05/2024

L’accertamento recuperava il reddito d’impresa risultante dalla dichiarazione finale di una procedura fallimentare, non riportato nella dichiarazione personale dell’avente causa, ed era stato rinnovato dopo l’annullamento in autotutela di un primo atto. La Cassazione ha ritenuto legittimo il rinnovo entro i termini decadenziali e ha precisato che l’Ufficio deve valutare, ma non necessariamente confutare espressamente, le osservazioni del contribuente. È stato invece giudicato fondato il motivo sulla qualificazione come nuova della contestazione relativa al periodo d’imposta; il testo fornito non contiene il dispositivo finale.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Dichiarazioni
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 12317

Cassazione, ordinanza n. 12317 del 7/05/2024

Processo tributario - Giurisdizione italiana - Poteri istruttori - Dichiarazioni di terzi - Art.6, CEDU - Onere probatorio a carico del contribuente

L’accertamento recuperava IRPEF, IVA e IRAP disconoscendo costi documentati da tre fatture ritenute relative a operazioni inesistenti; la CTR aveva invece reputato sufficienti alcune dichiarazioni raccolte dalla Guardia di Finanza. La Cassazione ha chiarito che le dichiarazioni di terzi sono utilizzabili da entrambe le parti come indizi e possono integrare prova presuntiva solo se gravi, precise e concordanti o sostenute da adeguati riscontri. Poiché riguardavano soltanto parte dei lavori e richiedevano ulteriori conferme, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione e rinviato al giudice regionale.

N. 12189

Cassazione, sentenza n. 12189 del 6/05/2024

Accertamento- Motivazione per relationem - Legittimità avviso - Sussiste -

La controversia riguarda la plusvalenza derivante dalla cessione di proprietà e diritti immobiliari, inizialmente quantificata assumendo il valore accertato ai fini del registro e poi ridotta parzialmente in autotutela. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva omesso di pronunciarsi sulle autonome contestazioni concernenti costo storico, costi inerenti e relativa rivalutazione; ha invece confermato che la motivazione delle sanzioni irrogate insieme all’accertamento può essere assolta per relationem quando la pretesa è definita nei suoi elementi essenziali. Ha cassato la sentenza sui motivi accolti e rinviato al giudice regionale.

N. 12165

Cassazione, sentenza n. 12165 del 6/05/2024

Sentenza n. 12165 del 06/05/2024

Un soggetto aveva impugnato in proprio l’accertamento IRES e IRAP indirizzato a una società estera ritenuta fiscalmente residente in Italia, ricevuto soltanto nella dichiarata qualità di amministratore di fatto; i giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha confermato che la persona fisica non è legittimata a impugnare direttamente l’atto rivolto alla società per contestare la propria qualifica, potendo farlo contro eventuali successivi atti di riscossione diretti nei suoi confronti. Il ricorso è stato pertanto rigettato.

N. 12101

Cassazione, sentenza n. 12101 del 6/05/2024

Sentenza n. 12101 del 06/05/2024

La cartella riguardava la TARI 2017 applicata a uno stabilimento produttivo, mentre la contribuente sosteneva di smaltire autonomamente rifiuti speciali e contestava l’esistenza del servizio comunale; la CTR aveva accolto l’appello del Comune, valorizzando l’omessa denuncia delle superfici e il regolamento sull’assimilazione. La Cassazione ha escluso il giudicato interno, poiché l’appello comunale aveva investito le diverse ragioni della decisione di primo grado, e ha ritenuto non apparente la motivazione sulla raccolta e sull’assimilabilità dei rifiuti. Il testo disponibile non consente di ricostruire l’esito degli ulteriori motivi né il dispositivo conclusivo.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 12092

Cassazione, sentenza n. 12092 del 6/05/2024

Sentenza n. 12092 del 06/05/2024

La controversia riguardava una cartella TARI 2017 relativa a uno stabilimento produttivo; la contribuente contestava la tassazione delle aree nelle quali si formavano rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Corte rileva che il ricorso censurava soltanto l’attivazione del servizio e la ripartizione dell’onere probatorio, senza investire l’autonoma ratio con cui il giudice regionale aveva accertato l’assimilazione dei rifiuti non pericolosi agli urbani e l’assenza di una tempestiva domanda di riduzione. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 12087

Cassazione, sentenza n. 12087 del 6/05/2024

Sentenza n. 12087 del 06/05/2024

Una specialista ambulatoriale chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate alle indennità chilometriche ricevute per raggiungere ambulatori situati fuori dal comune di residenza; i giudici di merito ne avevano riconosciuto la natura risarcitoria. La Corte distingue tali somme dalle indennità per trasferte temporanee fuori dal comune della sede di lavoro: il rimborso forfettario di accesso rientra nel principio di onnicomprensività del reddito di lavoro e resta imponibile. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e la domanda originaria di rimborso è respinta nel merito.

N. 12075

Cassazione, sentenza n. 12075 del 6/05/2024

Sentenza n. 12075 del 06/05/2024

La domanda verteva sul rimborso delle ritenute IRPEF operate, per il 2016, sulle indennità chilometriche corrisposte a una specialista ambulatoriale per raggiungere sedi poste fuori dal comune di residenza; entrambi i giudici di merito le avevano considerate restitutorie. La Corte afferma che tali rimborsi di accesso, determinati forfettariamente, non coincidono con le indennità per trasferte temporanee fuori dalla sede di lavoro e concorrono pertanto al reddito. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, la decisione è cassata e la domanda della contribuente respinta nel merito.

N. 12074

Cassazione, sentenza n. 12074 del 6/05/2024

Processo tributario - Esecutività delle sentenze

Il giudizio riguardava l’ottemperanza a una sentenza del febbraio 2016 che, secondo il contribuente, imponeva il rimborso di quanto pagato per cancellare un’ipoteca; l’agente della riscossione ne negava l’esecutività perché non ancora passata in giudicato. La Corte riconosce alle sentenze di condanna dell’amministrazione al pagamento di somme, emesse dal 1° gennaio 2016, efficacia immediatamente precettiva, quale espressione di un principio generale non limitato ai casi dell’articolo 68 del processo tributario. Dal testo fornito emerge pertanto il rigetto della censura dell’agente, ma non è riportato il dispositivo conclusivo.

N. 12047

Cassazione, sentenza n. 12047 del 3/05/2024

Sentenza n. 12047 del 03/05/2024

La società contestava una cartella TARSU 2007 relativa a un albergo, deducendo vizi della tariffa comunale e delle deliberazioni che l’avevano determinata; la commissione regionale aveva invece ritenuto legittima la maggiore tariffa alberghiera. In cassazione la contribuente comunicava l’adesione alla definizione agevolata e chiedeva l’estinzione, pur senza avere completato i pagamenti né formalizzato la rinuncia. La Corte ravvisa nella richiesta il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla prosecuzione e dichiara il ricorso inammissibile, compensando le spese senza esaminare i cinque motivi tributari.

  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 12039

Cassazione, sentenza n. 12039 del 3/05/2024

Sentenza n. 12039 del 03/05/2024

La controversia concerneva la TARSU 2007 applicata a un albergo e la legittimità della tariffa comunale differenziata rispetto alle abitazioni, riconosciuta dal giudice regionale insieme alla competenza della Giunta e alla sufficienza della documentazione tariffaria. Dopo avere aderito alla definizione agevolata, la ricorrente domandava l’estinzione del procedimento, sebbene il pagamento rateale non fosse concluso. La Corte considera tale istanza indicativa della sopravvenuta carenza d’interesse, dichiara inammissibile il ricorso senza pronunciarsi sulle contestazioni fiscali e compensa integralmente le spese.

  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 12031

Cassazione, sentenza n. 12031 del 3/05/2024

Sentenza n. 12031 del 03/05/2024

Società e Comune avevano proposto ricorsi contrapposti in una controversia sulla TARI 2015 di un ipermercato, riguardante motivazione dell’accertamento, superfici tassabili, parcheggi, laboratori e assimilazione o recupero dei rifiuti speciali. La commissione regionale aveva escluso dalla tassazione soltanto laboratori e vani tecnici, mentre le parti hanno successivamente raggiunto una conciliazione stragiudiziale e rinunciato reciprocamente alle impugnazioni. Verificata la ritualità e l’accettazione delle rinunce, la Corte dichiara estinto il procedimento, compensa le spese e precisa che non si applica il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 12017

Cassazione, sentenza n. 12017 del 3/05/2024

Sentenza n. 12017 del 03/05/2024

La controversia riguardava la TARI 2017 dovuta per un ipermercato, con contestazioni sull’assimilazione dei rifiuti speciali, sul loro recupero autonomo, sulle superfici di vendita, sui laboratori, sui parcheggi e sulla motivazione dell’accertamento. La commissione regionale aveva confermato l’applicabilità del regolamento comunale, pur riconoscendo una riduzione per i rifiuti avviati al recupero; durante il giudizio le parti hanno raggiunto una conciliazione e la contribuente ha rinunciato al ricorso. La Corte dichiara estinto il procedimento per rinuncia accettata, compensa le spese ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11987

Cassazione, sentenza n. 11987 del 3/05/2024

Sentenza n. 11987 del 03/05/2024

Il contribuente chiedeva il rimborso di sanzioni e imposte dopo l’ammissione solo parziale alla collaborazione volontaria per attività estere, sostenendo che la precedente verifica non riguardasse il rapporto bancario regolarizzato e che nel 2015 fosse fiscalmente residente all’estero. La Corte ritiene preclusiva la formale conoscenza di una verifica relativa a qualsiasi posizione patrimoniale o finanziaria estera compresa nell’ambito della procedura; giudica inoltre adeguatamente motivato l’accertamento della residenza italiana compiuto in appello e inammissibile la richiesta di rivalutarne i fatti. Il ricorso è integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 11948

Cassazione, sentenza n. 11948 del 3/05/2024

Sentenza n. 11948 del 03/05/2024

Una società estera di scommesse chiedeva il rimborso di somme versate per regolarizzare la propria rete italiana; il giudice regionale aveva escluso la sua titolarità, considerando legittimati soltanto i singoli centri di trasmissione dati. La Corte afferma invece che anche il bookmaker estero, pur privo di concessione, gestisce le scommesse, realizza il presupposto dell’imposta unica e può accedere alla regolarizzazione per i centri della propria rete alle condizioni previste; riconosce inoltre, nella parte disponibile, la natura di acconto dei versamenti di 10.000 euro. Il testo fornito riporta l’accoglimento dei primi due motivi, ma non l’esito complessivo del giudizio.

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