Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4758

Cassazione, ordinanza n. 4758 del 28/02/2018

Ordinanza n. 4758 del 28/02/2018

La società contestava un accertamento IVA, IRES e IRAP fondato sull’utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, sostenendo l’inapplicabilità del raddoppio dei termini. La Cassazione conferma che, per gli avvisi già notificati relativi a periodi anteriori, i termini per imposte dirette e IVA si estendono in presenza di seri indizi di reato, anche senza denuncia tempestiva; il raddoppio non opera invece per l’IRAP, cui non sono collegate sanzioni penali. Respinta la censura sulla motivazione, la Corte cassa senza rinvio limitatamente all’IRAP e accoglie, entro tale limite, il ricorso originario.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 4602

Cassazione, sentenza n. 4602 del 28/02/2018

TASSA RACCOLTA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Tariffa di igiene ambientale (TIA) - Comunicazione di variazione dei redditi in diminuzione a quanto dichiarato - Effetti automatici - Esclusione - Art. 66, comma 5, del d.lgs. n. 507 del 1993 - Applicabilità - Fondamento.

Una società contestava la TIA richiesta per il 2004, invocando retroattivamente una comunicazione del 2006 che rettificava in diminuzione la superficie occupata. La Cassazione afferma che le variazioni favorevoli, siano esse sopravvenute o correttive di errori della dichiarazione precedente, producono effetto soltanto successivamente alla comunicazione, così da consentire all’ente impositore una verifica tempestiva; applica il criterio previsto per la TARSU in ragione della sostanziale continuità tra i due prelievi. Il ricorso è rigettato, con spese del giudizio di legittimità a carico della ricorrente e compensazione di quelle di merito.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4601

Cassazione, sentenza n. 4601 del 28/02/2018

Sentenza n. 4601 del 28/02/2018

La controversia riguarda la TARSU dovuta per uno stabilimento balneare e interessa decadenza dall’accertamento, motivazione dell’atto, tassabilità dell’arenile e riduzione per uso stagionale. La Cassazione rileva che non era stata provata una dichiarazione anteriore al 2003, sicché risultava applicabile il termine previsto per l’omessa denuncia; esclude inoltre l’obbligo di allegare la delibera tariffaria e considera non riesaminabili le questioni fattuali sulla produzione di rifiuti e sul periodo di apertura, constatando che la CTR aveva accertato l’applicazione della tariffa ridotta. Il ricorso è integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4600

Cassazione, sentenza n. 4600 del 28/02/2018

Sentenza n. 4600 del 28/02/2018

La contribuente contestava la TIA applicata alle utenze non domestiche, chiedendo la disapplicazione della delibera comunale che attribuiva loro il 40% dei costi del servizio, a fronte di una minore quota di rifiuti prodotti. La Cassazione ritiene razionale tale riparto perché la normativa impone la copertura integrale dei costi e consente di agevolare le utenze domestiche trasferendo alle altre la parte non addebitata; reputa inoltre irrilevante l’annullamento della delibera pronunciato dal giudice amministrativo con sentenza non definitiva. Il ricorso è rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4599

Cassazione, sentenza n. 4599 del 28/02/2018

Sentenza n. 4599 del 28/02/2018

L’accertamento provinciale riguardava una discarica di rifiuti speciali, riconosciuta dalla CTR sulla base di un sopralluogo, mentre il contribuente richiamava gli elementi emersi in un processo penale concluso con assoluzione. La Cassazione precisa che la sentenza penale irrevocabile non vincola automaticamente il giudice tributario, ma costituisce un elemento di prova da valutare insieme alle altre risultanze, comprese le presunzioni ammesse nel processo fiscale. Poiché la CTR non aveva esaminato gli elementi desumibili dalla pronuncia assolutoria, la Corte accoglie il ricorso, cassa la decisione e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4598

Cassazione, sentenza n. 4598 del 28/02/2018

Sentenza n. 4598 del 28/02/2018

La controversia riguardava una cartella emessa per recuperare spese processuali già liquidate, contestata per la firma del ruolo, l’indicazione del giudice competente, le modalità di notificazione, la mancata sottoscrizione e la liquidazione delle spese. La Cassazione ha ritenuto regolare l’operato del responsabile comunale, valida la notifica postale provata dall’avviso di ricevimento e ammissibile, per l’atto informatico vincolato, l’indicazione del responsabile in luogo della firma autografa. Ha inoltre confermato la liquidazione d’ufficio delle spese e dichiarato inammissibile l’ultima censura per difetto di autosufficienza, rigettando integralmente il ricorso.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 4590

Cassazione, sentenza n. 4590 del 28/02/2018

Sentenza n. 4590 del 28/02/2018

L’Agenzia aveva riqualificato come vendita immobiliare la sequenza composta dal conferimento di un immobile gravato da mutuo in una società e dalla successiva cessione totalitaria delle quote, mentre i giudizi di merito avevano prodotto esiti divergenti per i diversi contribuenti. Applicando l’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986 nel testo anteriore alla modifica del 2017, ritenuta non retroattiva, la Cassazione ha valorizzato l’operazione economica complessiva e il collegamento tra gli atti. Riuniti i procedimenti, ha rigettato il ricorso del conferente e accolto quello dell’Agenzia, decidendo nel merito con il rigetto dell’altro ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 4589

Cassazione, sentenza n. 4589 del 28/02/2018

IMPOSTA DI REGISTRO - APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA - INTERPRETAZIONE DEGLI ATTI Mutuo ipotecario e successivo conferimento del bene nella società senza cessione di quote - Qualificazione ex art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986 - Compravendita - Ragioni.

La lite concerneva l’imposta di registro applicabile a un immobile conferito in società poco dopo l’accensione di un mutuo ipotecario, poi accollato dalla conferitaria, senza successiva cessione delle quote. La Cassazione ha affermato che l’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, nel testo applicabile ratione temporis, consentiva di considerare anche il collegamento negoziale e la concreta operazione economica, verificando se essa fosse qualificabile come compravendita; la modifica del 2017 non era retroattiva. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la decisione favorevole ai contribuenti e rinviato per un nuovo esame dei fatti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 4588

Cassazione, sentenza n. 4588 del 28/02/2018

Sentenza n. 4588 del 28/02/2018

L’Ufficio aveva riqualificato come compravendita il conferimento di un terreno gravato da un mutuo, contestando la deduzione della passività accollata dalla società; la CTR aveva invece annullato l’avviso, ritenendo inutilizzabili elementi esterni all’atto e non provata la diversa realtà negoziale. La Cassazione ha stabilito che l’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, nel testo allora vigente, imponeva di considerare l’effetto unitario degli atti collegati e permetteva di verificare l’inerenza della passività al bene. Ha accolto entrambi i motivi dell’Agenzia, cassando con rinvio per il riesame della complessiva operazione e degli elementi addotti dall’Ufficio.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
N. 4579

Cassazione, sentenza n. 4579 del 28/02/2018

DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - AGEVOLAZIONI VARIE - IN GENERE Credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo - Retroattività della procedura prevista dall'art. 29 del d.l. n. 185 del 2008 - Legittimità - Fondamento.

Una società contestava il diniego del nulla osta alla fruizione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, comunicato per esaurimento delle risorse dopo la procedura telematica di prenotazione. Richiamando la decisione della Corte costituzionale, la Cassazione ha escluso che l’applicazione della procedura anche ai crediti maturati e non ancora fruiti violasse il legittimo affidamento: la retroattività era ritenuta proporzionata e giustificata dalla tutela delle finanze statali. Ha inoltre reputato sufficiente la motivazione del diniego e non invalidante l’indicazione contestata del responsabile del procedimento, rigettando il ricorso e compensando le spese.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 4578

Cassazione, sentenza n. 4578 del 28/02/2018

Sentenza n. 4578 del 28/02/2018

Il contribuente aveva impugnato nove avvisi di mora deducendo la prescrizione, mentre la CTR li aveva annullati per mancata prova della notificazione delle cartelle presupposte. La Cassazione ha dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza il ricorso dell’agente della riscossione e ha respinto le censure incidentali dell’Agenzia, rilevando anche il rigetto implicito delle eccezioni relative a ulteriori intimazioni non impugnate. Ha inoltre chiarito che, quando si deduce l’omessa notifica dell’atto presupposto, il ricorso può essere rivolto indifferentemente all’ente impositore o all’agente della riscossione, senza litisconsorzio necessario; entrambi i ricorsi sono stati rigettati.

N. 4577

Cassazione, sentenza n. 4577 del 28/02/2018

Sentenza n. 4577 del 28/02/2018

La società di trasporto pubblico contestava l’inclusione nella base imponibile IRAP dei contributi regionali destinati a ripianare il disavanzo, sostenendone la correlazione con costi del personale indeducibili. La Cassazione ha confermato che tali contributi concorrono all’imponibile, poiché la legge regionale non ne prevede espressamente l’erogazione in correlazione a specifici componenti negativi indeducibili. Ha però rilevato che la CTR aveva omesso di pronunciarsi sulla domanda subordinata di disapplicazione delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa; accolto tale motivo, ha cassato la sentenza limitatamente a questo profilo e rinviato alla CTR.

N. 4576

Cassazione, sentenza n. 4576 del 28/02/2018

Sentenza n. 4576 del 28/02/2018

Gli accertamenti qualificavano gli sconti riconosciuti al concessionario come corrispettivi di obbligazioni contrattuali di fare, non fare o permettere, con conseguente imponibilità IVA e recupero dei ricavi non dichiarati; i giudici di merito avevano accolto la tesi del contribuente. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva riesaminato una questione già respinta in primo grado e non devoluta mediante appello incidentale, violando il giudicato interno. Ha inoltre giudicato insufficiente e contraddittoria la motivazione sulla natura degli sconti, perché priva di un esame concreto degli accordi e degli elementi indicati dall’Ufficio, cassando con rinvio.

N. 4413

Cassazione, sentenza n. 4413 del 23/02/2018

Sentenza n. 4413 del 23/02/2018

Il gestore del servizio impugnava la decisione che aveva escluso l’IVA dalla tariffa di igiene ambientale richiesta per il 2008-2009, affermando che fosse applicabile la TIA2 di natura corrispettiva. La Cassazione ha invece rilevato che, per la mancata attuazione del nuovo regime, l’atto riguardava ancora la TIA1, qualificata come tributo e quindi non assoggettabile a IVA; la controversia apparteneva pertanto alla giurisdizione tributaria. Ha altresì confermato la legittimazione del gestore, quale autore dell’atto impositivo, e l’interesse della contribuente alla sua parziale invalidazione, rigettando tutti i motivi.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Processo tributario
N. 4412

Cassazione, sentenza n. 4412 del 23/02/2018

Sentenza n. 4412 del 23/02/2018

La controversia riguardava cartelle TARSU 2007-2008 relative a locali destinati alla lavorazione industriale del legno, che la CTR aveva ritenuto interamente tassabili per insufficiente prova dello smaltimento autonomo e della richiesta di detassazione. La Cassazione ha escluso il denunciato difetto di motivazione delle cartelle, ma ha riconosciuto efficacia anche per le annualità successive al giudicato che aveva accertato la natura industriale dell’attività e speciale, non assimilabile, dei rifiuti. Accolti il secondo e il terzo motivo, ha cassato con rinvio per rideterminare la superficie tassabile.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4408

Cassazione, sentenza n. 4408 del 23/02/2018

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITA' DELL'IMPOSTA - CESSIONI ALL'ESPORTAZIONE, OPERAZIONI ASSIMILATE, SERVIZI INTERNAZIONALI O CONNESSI Cessioni all'esportazione al di fuori dell'UE - Non imponibilità - Fondamento e presupposti.

L’accertamento IVA aveva riqualificato come cessione di beni il rapporto presentato dalla contribuente come pagamento di royalties a una società albanese; la CTR aveva negato la non imponibilità perché le merci erano consegnate in Italia a un intermediario che le esportava. La Cassazione ha affermato che rilevano il trasferimento del potere di disporre dei beni, la loro effettiva uscita dal territorio e la comune volontà originaria di destinarli all’estero, non essendo decisivo chi curi materialmente il trasporto. Accolto il nono motivo, ha cassato con rinvio per verificare tali presupposti obiettivi.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4407

Cassazione, sentenza n. 4407 del 23/02/2018

IMPOSTA DI REGISTRO - APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA - INTERPRETAZIONE DEGLI ATTI Imposta di registro - Modifica dell'art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986 ad opera della l. n. 205 del 2017 - Retroattività - Esclusione - Ragioni.

L’Ufficio aveva riqualificato come vendita immobiliare una sequenza comprendente conferimento di un albergo gravato da mutuo e successiva cessione delle quote, recuperando maggiore imposta di registro; la CTR aveva condiviso tale ricostruzione. La Cassazione ha escluso l’applicazione retroattiva della modifica dell’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, vigente dal 1° gennaio 2018, perché innovativa e priva di un’espressa previsione di retroattività. Applicata la disciplina precedente, ha ritenuto corretta la considerazione unitaria dell’operazione economica e ha rigettato il ricorso dei contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4406

Cassazione, sentenza n. 4406 del 23/02/2018

Sentenza n. 4406 del 23/02/2018

La lite concerneva il conferimento di un terreno gravato da mutuo, con accollo del debito e applicazione dell’imposta di registro sul valore al netto della passività; la CTR aveva annullato il recupero, negando la possibilità di utilizzare elementi extratestuali. La Cassazione, applicando la formulazione dell’art. 20 vigente per gli atti anteriori al 1° gennaio 2018, ha ritenuto valutabile il collegamento tra mutuo e conferimento per individuare l’eventuale effetto obiettivo di una vendita, quando la passività non sia inerente al bene. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia e rinviato per un nuovo esame adeguatamente motivato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 4404

Cassazione, sentenza n. 4404 del 23/02/2018

Sentenza n. 4404 del 23/02/2018

Gli avvisi avevano riqualificato la cessione totalitaria delle quote di una società, proprietaria di tre immobili e priva di attività operativa, come trasferimento immobiliare soggetto a maggiore imposta di registro; i giudici di merito li avevano annullati. La Cassazione ha rilevato che, secondo l’art. 20 applicabile agli atti anteriori al 1° gennaio 2018, occorreva esaminare la natura intrinseca e gli effetti giuridici dell’operazione, considerando anche gli elementi indicati dall’Ufficio. Ha accolto il ricorso principale, dichiarato inammissibile quello incidentale e cassato con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 4400

Cassazione, sentenza n. 4400 del 23/02/2018

Sentenza n. 4400 del 23/02/2018

La cartella derivava dal controllo automatizzato e dal disconoscimento di un credito IVA maturato in un’annualità per la quale era stata omessa la dichiarazione; la CTR aveva ritenuto legittima la procedura e definitivamente perduto il diritto alla detrazione. La Cassazione ha confermato che il recupero può avvenire mediante controllo automatizzato, ma ha precisato che l’omissione dichiarativa non esclude la detrazione esercitata entro la cornice biennale, se sono provati i requisiti sostanziali. Accolto questo profilo, ha cassato con rinvio affinché la CTR verifichi tali requisiti.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario

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