Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 16207

Cassazione, sentenza n. 16207 del 20/06/2018

Sentenza n. 16207 del 20/06/2018

L’Amministrazione doganale aveva chiesto accise, interessi e indennità di mora per GPL destinato, secondo le indagini della Guardia di Finanza, a impieghi diversi da quelli agevolati; il connesso procedimento penale era terminato per prescrizione. La Corte ha ritenuto valido l’avviso motivato mediante documenti già conosciuti dal contribuente e ha ribadito l’autonomia del processo tributario rispetto a quello penale. Poiché la CTR aveva esaminato direttamente e illustrato gli elementi investigativi, accertando il concorso nel sistema di distrazione del prodotto, non è stato ravvisato il denunciato vizio motivazionale e il ricorso è stato rigettato.

N. 16206

Cassazione, sentenza n. 16206 del 20/06/2018

Sentenza n. 16206 del 20/06/2018

La pretesa riguardava accise, interessi e indennità di mora su GPL che, secondo l’indagine della Guardia di Finanza, era stato sottratto agli usi agevolati e destinato a impieghi soggetti all’aliquota piena; il procedimento penale si era chiuso per prescrizione. La Corte ha giudicato l’avviso adeguatamente motivato mediante documentazione conosciuta dal contribuente e ha escluso automatismi tra processo penale e tributario. Avendo la CTR valutato autonomamente ed esplicitato gli elementi investigativi posti a fondamento del coinvolgimento nell’illecito, le censure sono state respinte e il ricorso rigettato.

N. 16204

Cassazione, sentenza n. 16204 del 20/06/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - ACCERTAMENTI E CONTROLLI - ACCERTAMENTO D'UFFICIO Società di comodo - Presunzione ex art. 30 della l. n. 724 del 1994 - Contrasto con il principio di proporzionalità - Esclusione - Fondamento.

Una società di persone e le socie contestavano il maggior reddito determinato applicando la disciplina delle società non operative, dopo il rigetto dell’interpello disapplicativo, deducendo fra l’altro la titolarità del solo diritto di nuda proprietà sui beni. La Corte ha ritenuto che la presunzione legale, essendo superabile mediante prova di oggettive ragioni economiche senza oneri eccessivi, non contrasti con il principio di proporzionalità. Ha inoltre confermato l’irrilevanza fiscale dell’usufrutto attribuito a una socia, qualificato dalla CTR come ripartizione interna ed elusiva dei diritti, escludendo la doppia imposizione e rigettando integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Società
  • IRPEF
  • Contenzioso
N. 16201

Cassazione, sentenza n. 16201 del 20/06/2018

Sentenza n. 16201 del 20/06/2018

L’accertamento recuperava IVA, imposte sui redditi e IRAP con riferimento a fatture ritenute relative a operazioni inesistenti, mentre la CTR aveva annullato la pretesa reputando gli elementi dell’Ufficio meri sospetti e valorizzando la regolarità formale della contabilità. La Corte ha chiarito che l’Amministrazione può provare l’inesistenza anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti; raggiunta tale prova, spetta al contribuente dimostrare l’effettività delle operazioni e la propria inconsapevolezza, senza potersi limitare alle scritture o ai pagamenti. Accolti i primi due motivi principali e rigettato il primo incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 16291

Cassazione, sentenza n. 16291 del 20/06/2018

Società - Finanziamenti dei soci - Postergazione - Ratio dell'istituto - Applicazione alle società per azioni - Ammissibilità.

La controversia concerneva l’ammissione al passivo fallimentare, con prelazione ipotecaria, del credito derivante da un prestito obbligazionario sottoscritto dal socio di maggioranza e amministratore di una società per azioni. La Corte ha affermato che la postergazione prevista per i finanziamenti dei soci di società a responsabilità limitata può estendersi alle società azionarie quando, per dimensioni, compagine ristretta e posizione del finanziatore, ricorra una situazione concretamente assimilabile. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, il decreto è stato cassato con rinvio affinché il tribunale verifichi tali presupposti.

  • Società
  • Società di capitali
  • Finanziamenti
  • Procedure concorsuali
N. 16106

Cassazione, ordinanza n. 16106 del 19/06/2018

Accertamento - Documenti non ammessi in giudizio

La controversia riguardava documenti prodotti dalla società soltanto nel giudizio, dopo l’inottemperanza a un questionario con cui l’Agenzia delle Entrate ne aveva richiesto l’esibizione a sostegno di costi rilevanti per imposte dirette e IVA. La Cassazione afferma che l’omessa o tardiva risposta determina automaticamente l’inutilizzabilità dei documenti, rilevabile d’ufficio, salvo le condizioni di deroga previste dall’art. 32, comma 5, del DPR 600/1973. Accolto il primo motivo dell’Ufficio e assorbito il secondo, la sentenza regionale è cassata con rinvio per verificare notificazione, contenuto dell’invito e documentazione interessata.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
N. 15858

Cassazione, sentenza n. 15858 del 15/06/2018

Sentenza n. 15858 del 15/06/2018

La controversia concerneva la rettifica del valore di avviamento di un ramo aziendale radiotelevisivo, inclusa una testata giornalistica, ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione ritiene utilizzabili elementi comparativi e dati extracontabili per ricostruire il valore venale, riconoscendo rilevanza al numero dei potenziali spettatori e ai bilanci del triennio; considera inoltre motivata la valutazione della CTR, che aveva esaminato ma non ritenuto decisive le interferenze del segnale allegate dalla contribuente. Nell’estratto disponibile le principali censure valutative risultano infondate e alcune doglianze processuali inammissibili, ma non sono riportati l’esame finale del motivo sulle sanzioni e il dispositivo.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
N. 15837

Cassazione, sentenza n. 15837 del 15/06/2018

Sentenza n. 15837 del 15/06/2018

La controversia concerneva acquisti e importazioni del 2003 effettuati senza IVA mediante lettere d’intento, benché la contribuente non avesse lo status di esportatore abituale; la CTR aveva ritenuto irrilevante l’indebito plafond perché l’imposta sarebbe stata detraibile. La Cassazione ha affermato che il plafond limita soltanto l’esecutività del debito IVA e richiede l’effettiva esistenza dei relativi presupposti, senza che rilevi la buona fede del cessionario. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la decisione e respinto nel merito l’impugnazione originaria.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 15857

Cassazione, sentenza n. 15857 del 15/06/2018

Sentenza n. 15857 del 15/06/2018

La CTR aveva dichiarato inammissibili sia il ricorso introduttivo sia l’appello di una società, ritenendo che il consigliere delegato firmatario del mandato non disponesse della rappresentanza processuale. La Cassazione afferma che, per una società a responsabilità limitata costituita prima del 2004, lo statuto può consentire al consiglio di amministrazione di delegare generalmente a un singolo consigliere i poteri gestionali e, in assenza di limitazioni, anche la rappresentanza negoziale e processuale. Accolti il secondo e il terzo motivo e assorbito il primo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per l’esame degli altri motivi d’appello.

N. 15836

Cassazione, sentenza n. 15836 del 15/06/2018

Sentenza n. 15836 del 15/06/2018

L’accertamento recuperava l’IVA su acquisti e importazioni effettuati mediante un plafond privo dei requisiti, nonché la differenza d’imposta relativa a una fattura assoggettata all’aliquota del 10% anziché del 20%. La Cassazione ha escluso che detraibilità e buona fede rendessero legittimo il plafond, che incide soltanto sull’esecutività del debito, e ha inoltre rilevato l’omessa pronuncia della CTR sulla distinta ripresa concernente l’aliquota. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione anche per le spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15856

Cassazione, sentenza n. 15856 del 15/06/2018

Sentenza n. 15856 del 15/06/2018

La controversia concerneva il recupero di costi dedotti da una società, inclusi oneri di progettazione relativi a un impianto non realizzato e corrispettivi per prestazioni professionali e servizi infragruppo. La Cassazione ha ritenuto legittima, secondo la disciplina applicabile nel 2004, la deduzione integrale della spesa di progettazione, ma ha censurato la motivazione della CTR sugli altri costi: il contribuente deve provarne esistenza, inerenza, utilità e congruità, anche mediante adeguata documentazione. Rigettato il primo motivo e accolti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
N. 15835

Cassazione, sentenza n. 15835 del 15/06/2018

Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - Acquisti e importazioni con plafond - Avviso di accertamento - Status di esportatore abituale - Carenza requisiti - Utilizzo indebito del plafond.

Una società aveva acquistato e importato beni senza applicazione dell’IVA utilizzando lettere d’intento, pur non possedendo lo status di esportatore abituale; la CTR aveva escluso il danno erariale e le sanzioni in ragione della detraibilità dell’imposta. La Cassazione ha precisato che il plafond costituisce un limite quantitativo per acquisti in sospensione d’imposta e presuppone i requisiti di legge, restando irrilevante la buona fede del cessionario. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e respinto nel merito l’impugnazione originaria dell’accertamento.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 15855

Cassazione, sentenza n. 15855 del 15/06/2018

Sentenza n. 15855 del 15/06/2018

La controversia riguardava una cartella per IRAP 2004, calcolata nei confronti di un istituto bancario applicando un’aliquota regionale superiore al 4,25% indicato in dichiarazione. La Cassazione ha stabilito che il controllo automatizzato può correggere l’imposta mediante una diversa aliquota e che, per quell’annualità, era applicabile l’aliquota del 4,75%; il giudice tributario, quale giudice del rapporto, poteva ricondurre la pretesa alla corretta misura entro le domande delle parti. Accolti il terzo, quarto e quinto motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio; il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile.

  • IRAP
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15834

Cassazione, sentenza n. 15834 del 15/06/2018

FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - EFFETTI - IN GENERE Ammissione del credito impositivo al passivo fallimentare - Successiva notifica della cartella al curatore - Necessità - Esclusione - Fondamento.

Dopo l’ammissione al passivo fallimentare di un credito IVA, il curatore aveva impugnato la successiva cartella, annullata dai giudici tributari; l’Agenzia sosteneva anche la necessaria partecipazione dell’agente della riscossione. La Cassazione ha escluso il litisconsorzio necessario e affermato che, una volta ammesso il credito, la cartella non deve essere notificata al curatore, poiché è funzionale a un’esecuzione individuale incompatibile con il fallimento. Il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale sulle spese dichiarato inammissibile, con parziale compensazione.

  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
N. 15854

Cassazione, sentenza n. 15854 del 15/06/2018

Sentenza n. 15854 del 15/06/2018

La lite concerneva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate a una prestazione di previdenza integrativa liquidata in capitale a un soggetto iscritto prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 124 del 1993. La Corte ha precisato che, per gli importi maturati sino al 31 dicembre 2000, la ritenuta del 12,50% riguarda soltanto il rendimento netto derivante dall’effettiva gestione sul mercato del capitale accantonato, mentre la sorte capitale resta soggetta a tassazione separata; gli importi successivi sono interamente assoggettati a quest’ultimo regime. Il testo fornito si interrompe prima del dispositivo e non consente di riferire l’esito conclusivo.

N. 15832

Cassazione, sentenza n. 15832 del 15/06/2018

Sentenza n. 15832 del 15/06/2018

La controversia riguardava la TARSU 2008 applicata a superfici nelle quali la contribuente dichiarava di produrre imballaggi terziari e rifiuti speciali, smaltiti autonomamente; la CTR aveva escluso la tassa e negato efficacia a un precedente giudicato. La Cassazione ha confermato l’assenza di efficacia preclusiva, poiché erano diversi atti, annualità e presupposti fattuali, ma ha ritenuto fondati i motivi comunali sulla disciplina degli imballaggi: la non assimilabilità non determina automaticamente l’esenzione, limitata alle superfici destinate esclusivamente a rifiuti speciali. Il testo disponibile non contiene il dispositivo finale.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 15853

Cassazione, sentenza n. 15853 del 15/06/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - IN GENERE IRPEF - Dirigente Enel - Fondo di previdenza integrativo - Regime fiscale.

La controversia riguardava il rimborso delle ritenute IRPEF operate sulla liquidazione in capitale di una prestazione previdenziale integrativa spettante a un iscritto anteriore al d.lgs. n. 124 del 1993. La Cassazione ha distinto la sorte capitale, soggetta a tassazione separata, dal rendimento maturato sino al 31 dicembre 2000, assoggettabile alla ritenuta del 12,50% solo se derivante dall’effettivo investimento sul mercato, anche non finanziario, del capitale accantonato; per gli importi dal 1° gennaio 2001 opera integralmente la tassazione separata. Il testo disponibile non contiene il dispositivo, sicché l’esito processuale conclusivo non è ricostruibile.

N. 15831

Cassazione, sentenza n. 15831 del 15/06/2018

Sentenza n. 15831 del 15/06/2018

Il Comune contestava l’esclusione dalla TARSU 2007 di un deposito commerciale nel quale erano prodotti imballaggi secondari e terziari, sostenendo una produzione promiscua di rifiuti e l’insufficiente delimitazione delle aree. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui la non assimilabilità degli imballaggi non comporta un’esenzione automatica: spetta al contribuente indicare le superfici dove si formano esclusivamente rifiuti speciali. Nel caso esaminato, tuttavia, il testo disponibile riferisce che tale onere informativo era stato assolto mediante una denuncia con specifica distinzione ed estensione delle superfici; il dispositivo finale non è presente nei dati.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15852

Cassazione, sentenza n. 15852 del 15/06/2018

Sentenza n. 15852 del 15/06/2018

La controversia nasceva dall’impugnazione di una cartella relativa a obblighi contributivi, proposta inizialmente davanti al giudice del lavoro e poi riassunta davanti al giudice tributario dopo la declinatoria di giurisdizione. La Cassazione ha confermato che la translatio iudicii conserva gli effetti della domanda originaria, ma ha rilevato che la CTR aveva omesso di esaminare l’eccezione dell’INPS secondo cui la prima opposizione era stata proposta tardivamente rispetto alla notifica della cartella. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • Lavoro e previdenza
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15830

Cassazione, sentenza n. 15830 del 15/06/2018

Sentenza n. 15830 del 15/06/2018

La controversia riguardava il recupero dell’IVA rimborsata sulla base di fatture che l’Amministrazione riteneva riferite a operazioni inesistenti. La Corte ha precisato che l’Ufficio deve offrire elementi, anche indiziari, sulla fittizietà delle operazioni e sulla conoscenza o conoscibilità della frode; spetta poi al contribuente dimostrare la legittimità del credito e la propria inconsapevolezza, non bastando la regolarità formale della contabilità. Poiché il ricorso sollecitava una diversa valutazione dei fatti accertati dalla CTR, che aveva reputato sufficienti gli indizi dell’Ufficio e non contrastati dalla società, è stato dichiarato inammissibile.

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