Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6929

Cassazione, ordinanza n. 6929 del 11/03/2019

Ordinanza n. 6929 del 11/03/2019

L’accertamento recuperava la plusvalenza derivante dalla cessione di un ramo d’azienda, imputandola ai soci, poiché la società non aveva risposto alla richiesta di documenti e non aveva indicato la plusvalenza nella dichiarazione. La Cassazione ha ritenuto insufficiente il solo libro giornale: il contribuente doveva documentare i costi non ancora ammortizzati, ricavabili dal registro dei beni ammortizzabili, e superare le presunzioni derivanti dalle dichiarazioni e dall’omessa risposta all’ufficio, anche quanto alle perdite pregresse. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto, con cassazione e rinvio alla CTR per un nuovo esame unitario.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 6828

Cassazione, sentenza n. 6828 del 8/03/2019

Sentenza n. 6828 del 08/03/2019

L’Ufficio aveva revocato le agevolazioni prima casa, qualificando l’immobile come di lusso in ragione della superficie, e la CTR aveva confermato il recupero senza pronunciarsi sulla dedotta carenza motivazionale dell’avviso. La Cassazione rileva che la nota tecnica utilizzata per calcolare le superfici non era stata allegata né riprodotta nel suo contenuto essenziale, impedendo alla contribuente di ricostruire l’iter della pretesa e di difendersi compiutamente. Accoglie i primi due motivi, assorbe il terzo e, cassata la sentenza, decide nel merito accogliendo il ricorso originario.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6824

Cassazione, ordinanza n. 6824 del 8/03/2019

Ordinanza n. 6824 del 08/03/2019

La società contestava il recupero di costi per servizi infragruppo, ripartiti dalla controllante in base al fatturato, sostenendo che la CTR avesse esaminato una questione estranea all’accertamento e applicato erroneamente il requisito dell’inerenza. La Cassazione rileva che l’inadeguatezza del criterio di riparto era già contestata nell’atto impositivo e ribadisce che chi riceve i servizi deve provarne esistenza, inerenza ed effettiva utilità, obiettivamente determinabile e documentata. Poiché non era stata dimostrata la logica aziendale del criterio adottato, il primo motivo è rigettato, il secondo dichiarato inammissibile e il ricorso respinto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 6822

Cassazione, ordinanza n. 6822 del 8/03/2019

Ordinanza n. 6822 del 08/03/2019

Una società aveva impugnato il diniego del nulla osta per un credito d’imposta relativo a ricerca e sviluppo, comunicato dopo l’invio telematico perché le risorse disponibili erano esaurite. La Cassazione esclude di riproporre la questione di legittimità costituzionale della disciplina, ritenendo il criterio cronologico coerente con il limite degli stanziamenti, e considera il diniego un atto telematico vincolato, non annullabile per vizi procedimentali o formali quando non avrebbe potuto avere contenuto diverso. Sono respinte anche le censure sulla motivazione e sull’indicazione del responsabile; il ricorso è rigettato con compensazione delle spese.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6821

Cassazione, sentenza n. 6821 del 8/03/2019

Sentenza n. 6821 del 08/03/2019

L’Ufficio aveva ricostruito maggiori ricavi mediante accertamento analitico-induttivo, applicando una percentuale media ponderata di ricarico a un campione di prodotti; la CTR aveva giudicato il campione non rappresentativo e rilevato la congruità dei ricavi secondo gli studi di settore. La Cassazione considera generiche le critiche dell’Agenzia sulla valutazione del campione e precisa che i giudici di merito non avevano negato in astratto la legittimità del metodo analitico-induttivo, ma valutato insufficienti gli elementi concretamente utilizzati. Respinge pertanto tutti i motivi e conferma l’annullamento degli accertamenti.

N. 6817

Cassazione, sentenza n. 6817 del 8/03/2019

Sentenza n. 6817 del 08/03/2019

Un medico aveva chiesto il rimborso dell’IRAP versata, negato dai giudici di merito sul rilievo che compensi e spese dimostrassero l’esistenza di un’autonoma organizzazione eccedente il minimo indispensabile. La Cassazione afferma che l’ammontare elevato di ricavi, compensi e costi, anche strumentali, non integra da solo il presupposto impositivo, potendo dipendere dal valore personale dell’attività o da spese non produttive; neppure l’eventuale uso di più strutture è automaticamente decisivo. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR affinché riesamini concretamente l’organizzazione professionale.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6811

Cassazione, sentenza n. 6811 del 8/03/2019

TRIBUTI - "SOLVE ET REPETE" - DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - AGEVOLAZIONI VARIE - IN GENERE Agevolazioni previste ex art. 5 sexies del d.l. n. 282 del 2002, conv. in l. n. 27 del 2003 - Presupposti - Comuni in cui sono state emanate ordinanze di interdizione al traffico delle principali vie di accesso - Nozione.

La società aveva applicato un’agevolazione agli investimenti realizzati in un Comune colpito da eventi calamitosi, ma l’Ufficio l’aveva disconosciuta perché le vie interdette erano lontane dall’insediamento produttivo, rimasto indenne; la CTR aveva condiviso tale impostazione, escludendo però le sanzioni. La Cassazione stabilisce che l’interdizione delle principali vie di accesso riguarda il territorio comunale nel suo complesso e non il singolo stabilimento, poiché la legge non richiede di accertare un danno diretto alla specifica unità produttiva. Accoglie il motivo incidentale della società, assorbe il ricorso erariale sulle sanzioni, cassa e rinvia.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6836

Cassazione, sentenza n. 6836 del 8/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - DETRAZIONI - IN GENERE Quote di ammortamento delle aziende date in affitto o usufrutto - Deducibilità dal reddito dell'affittuario - Sussistenza - Fattispecie.

La controversia concerneva un accertamento IRES e IRAP relativo, tra l’altro, a interessi passivi, spese su immobili locati e ammortamenti di cespiti compresi in un’azienda affittata. La Cassazione ha confermato la decisione favorevole alla società sugli interessi passivi e sulle spese qualificate dai giudici di merito come ordinarie, respingendo le censure dell’Agenzia. Ha invece accolto il ricorso incidentale: le quote di ammortamento spettano all’affittuario e vanno commisurate al costo originario risultante dalla contabilità del concedente, nella specie documentato anche dalla perizia redatta al conferimento; la decisione è stata pertanto cassata sul punto.

N. 6835

Cassazione, sentenza n. 6835 del 8/03/2019

Sentenza n. 6835 del 08/03/2019

Una banca chiedeva il rimborso dell’IRAP versata per il 2004 oltre l’aliquota del 4,25%, misura riconosciuta dalla CTR sul presupposto che mancasse un provvedimento regionale confermativo della maggiore aliquota. La Cassazione ha stabilito che la sospensione legislativa degli aumenti regionali riguardava soltanto la parte eccedente l’aliquota effettivamente vigente nel 2002, senza neutralizzare le maggiorazioni che la confermavano. Per l’anno controverso era quindi applicabile l’aliquota del 4,75%; il ricorso dell’Agenzia è stato accolto, con cassazione della sentenza e rinvio alla CTR.

  • IRAP
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 6834

Cassazione, sentenza n. 6834 del 8/03/2019

Sentenza n. 6834 del 08/03/2019

La società impugnava il diniego di accesso al credito d’imposta per ricerca e sviluppo, determinato dall’esaurimento delle risorse e dall’ordine cronologico di ricezione delle prenotazioni telematiche, contestando anche la disciplina sopravvenuta e la motivazione dell’atto. La Cassazione ha ritenuto legittimi il limite finanziario e il criterio temporale, escludendo le denunciate violazioni costituzionali e dell’affidamento; ha inoltre giudicato adeguatamente motivato il diniego, qualificato come provvedimento vincolato e non come avviso di accertamento. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con compensazione delle spese.

N. 6832

Cassazione, sentenza n. 6832 del 8/03/2019

Sentenza n. 6832 del 08/03/2019

La CTR aveva annullato l’accertamento del reddito di partecipazione imputato a un socio per una plusvalenza da cessione di ramo d’azienda, facendolo discendere dall’annullamento dell’accertamento emesso verso la società. La Cassazione ha rilevato che quest’ultima decisione non era definitiva, essendo stata impugnata, e non poteva quindi operare come giudicato esterno. Poiché la causa relativa al socio dipendeva da quella riguardante il reddito societario, il processo pregiudicato avrebbe dovuto essere sospeso; la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 6831

Cassazione, sentenza n. 6831 del 8/03/2019

Sentenza n. 6831 del 08/03/2019

La società contestava il recupero delle ordinarie imposte di registro, ipotecaria e catastale applicate all’acquisto di un compendio immobiliare, sostenendo di avere diritto all’aliquota agevolata prevista per le imprese di rivendita. La Cassazione ha escluso l’agevolazione perché il bene trasferito, originariamente adibito a complesso alberghiero, era stato qualificato dal giudice di merito come immobile strumentale, non compreso nella fattispecie agevolata richiamata; l’ulteriore riferimento della CTR all’elusività dell’operazione era privo di incidenza decisoria. È stata inoltre ritenuta sanata dalla costituzione in giudizio la nullità della notificazione dell’appello, e il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 6830

Cassazione, sentenza n. 6830 del 8/03/2019

Sentenza n. 6830 del 08/03/2019

L’accertamento imputava al socio accomandante il reddito derivante dalla plusvalenza non dichiarata per la cessione di un ramo d’azienda, mentre la CTR aveva ritenuto sufficienti il libro giornale e le dichiarazioni sulle perdite pregresse. La Cassazione afferma che il contribuente deve documentare i costi non ancora ammortizzati, desumibili dal registro dei beni ammortizzabili, e superare le presunzioni fondate anche sulla mancata risposta all’invito dell’Ufficio. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6829

Cassazione, sentenza n. 6829 del 8/03/2019

Sentenza n. 6829 del 08/03/2019

La controversia riguardava la plusvalenza non dichiarata da una società in accomandita semplice per la cessione di un ramo d’azienda e l’utilizzabilità di perdite pregresse; la CTR aveva annullato l’accertamento valorizzando il libro giornale. La Cassazione ritiene invece necessario documentare i costi non ancora ammortizzati, anche mediante il registro dei beni ammortizzabili, e pone sulla contribuente l’onere di superare le presunzioni derivanti dalle dichiarazioni e dall’omessa risposta all’invito dell’Ufficio. Il ricorso erariale è accolto, con cassazione e rinvio per un esame unitario dei soggetti interessati.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6630

Cassazione, sentenza n. 6630 del 7/03/2019

FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA - AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN CRISI - IN GENERE Liquidazione coatta amministrativa - Reddito di impresa - Configurabilità - Determinazione - Periodo di riferimento.

Il giudizio riguardava il rimborso di un credito IRPEG maturato prima dell’apertura di una liquidazione coatta amministrativa, chiesto durante la procedura; la CTR aveva riconosciuto la legittimazione del commissario, ma considerato prematura l’istanza. La Cassazione conferma che l’impresa resta soggetta all’imposta sul reddito sia per il periodo anteriore all’apertura sia per l’eventuale reddito prodotto durante la procedura, la cui intera durata costituisce uno specifico periodo d’imposta. Poiché la richiesta precedeva la dichiarazione da presentare alla chiusura della liquidazione e le censure non colpivano adeguatamente tale ragione decisoria, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6619

Cassazione, sentenza n. 6619 del 7/03/2019

Sentenza n. 6619 del 07/03/2019

La controversia riguardava un accertamento per redditi e operazioni non dichiarati da una società estera con stabile organizzazione in Italia, notificato al domicilio fiscale dichiarato e al legale rappresentante. La Cassazione precisa che, dopo la cessazione dell’attività, la notificazione è regolata dalla disciplina generale degli atti tributari, ma ritiene comunque ormai valida quella eseguita; dichiara inoltre nuova la censura sul calcolo dell’IVA per le agenzie di viaggio. Esclude infine l’applicazione del termine dilatorio di sessanta giorni, poiché l’accertamento era stato svolto in ufficio e non conseguiva ad accessi o verifiche nei locali aziendali, rigettando il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6618

Cassazione, sentenza n. 6618 del 7/03/2019

Sentenza n. 6618 del 07/03/2019

La CTR aveva calcolato il maggior reddito d’impresa sottraendo dai versamenti bancari, considerati ricavi, i prelevamenti non giustificati, trattati come costi. La Cassazione afferma invece che, secondo la disciplina applicabile, sia i versamenti sia i prelevamenti costituiscono presuntivamente ricavi, salvo prova analitica contraria riferita alle singole movimentazioni; eventuali costi correlati devono essere specificamente provati e non possono essere riconosciuti mediante una presunzione generale o secondo equità. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IRPEF
  • IVA
  • Processo tributario
N. 6617

Cassazione, sentenza n. 6617 del 7/03/2019

Sentenza n. 6617 del 07/03/2019

L’accertamento aveva rettificato il reddito professionale di un odontoiatra sulla base dello scostamento dagli studi di settore, dell’antieconomicità della gestione e della sproporzione tra compensi dichiarati e fatture passive relative all’attività svolta presso un centro dentale. La Cassazione conferma che la contabilità formalmente regolare non impedisce l’accertamento analitico-induttivo quando presunzioni gravi, precise e concordanti evidenzino compensi non dichiarati, spettando al contribuente la prova contraria. Le ulteriori deduzioni sulla convenzione richiedevano un riesame del merito: il ricorso è pertanto rigettato.

N. 6616

Cassazione, sentenza n. 6616 del 7/03/2019

Sentenza n. 6616 del 07/03/2019

La CTR aveva confermato l’applicazione della disciplina sulle società non operative, ritenendo non provata l’impossibilità di locare l’unico immobile sociale, benché la contribuente allegasse incarichi conferiti ad agenzie immobiliari. La Cassazione precisa che le situazioni oggettive ostative vanno valutate secondo le effettive condizioni economiche e di mercato, senza esigere un’impossibilità assoluta né pretendere che la società operi in perdita; l’adeguatezza del canone richiesto costituisce un accertamento di fatto. Poiché la documentazione prodotta poteva essere decisiva, accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Immobili
  • IVA
  • Processo tributario
N. 6615

Cassazione, sentenza n. 6615 del 7/03/2019

Sentenza n. 6615 del 07/03/2019

La controversia riguardava sia la deducibilità di costi privi di documentazione, sia la tassazione di un vantaggio economico collegato a fatture ritenute riferite a prestazioni inesistenti. La Cassazione conferma che i costi, anche se indicati in bilancio e dichiarazione, sono deducibili solo quando il contribuente ne provi effettività, ammontare e inerenza; rileva però che l’Ufficio aveva introdotto in appello una diversa causa della pretesa, trasformando i ricavi contestati nella remunerazione del risparmio d’imposta. Accoglie quindi il terzo motivo e cassa senza rinvio limitatamente ai ricavi così quantificati, rigettando il resto.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • Processo tributario
  • Società di capitali

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