Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5254

Cassazione, ordinanza n. 5254 del 26/02/2020

Verifiche fiscali - Accesso alle scritture contabili presso il depositario - Contraddittorio endoprocedimentale - Mancato rispetto del termine dilatorio - Nullità dell'avviso di accertamento.

Gli avvisi relativi a IVA e imposte dirette erano stati emessi prima della scadenza del termine dilatorio successivo a un accesso presso il depositario delle scritture contabili. La Cassazione ha equiparato tale accesso, svolto presso il mandatario del contribuente, a quello presso i locali dell’impresa: il termine previsto dallo Statuto del contribuente doveva quindi essere rispettato per tutte le riprese, senza prova di resistenza. Ha inoltre escluso che l’imminente decadenza dell’accertamento costituisse una specifica ragione d’urgenza e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 4998

Cassazione, sentenza n. 4998 del 25/02/2020

Sentenza n. 4998 del 25/02/2020

La controversia riguardava il rimborso dell’imposta sostitutiva IRES versata da una fondazione bancaria sulla plusvalenza derivante dalla cessione di azioni ricevute, dopo una fusione, in concambio della partecipazione nella banca conferitaria. L’Agenzia sosteneva che i ripetuti acquisti e cessioni rivelassero finalità speculative; il giudice regionale aveva invece riconosciuto la detassazione prevista per la dismissione delle partecipazioni originarie. La Cassazione ha rilevato la necessità di verificare in concreto la compatibilità del beneficio con la disciplina applicabile, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale in diversa composizione.

  • IRES
  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4991

Cassazione, sentenza n. 4991 del 25/02/2020

Sentenza n. 4991 del 25/02/2020

Gli avvisi impugnati rideterminavano il reddito IRPEF per il 2002 e il 2003 sulla base di movimentazioni bancarie, operazioni immobiliari e acquisti azionari ritenuti incompatibili con i modesti redditi dichiarati. Il contribuente contestava l’applicabilità della presunzione bancaria e l’adeguatezza della motivazione con cui il giudice regionale aveva confermato gli accertamenti. In Cassazione, tuttavia, entrambe le parti hanno concordemente chiesto di dichiarare cessata la materia del contendere per l’intervenuta estinzione del debito tributario; la Corte ha accolto la richiesta e compensato integralmente le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4990

Cassazione, sentenza n. 4990 del 25/02/2020

Sentenza n. 4990 del 25/02/2020

L’accertamento analitico-induttivo aveva recuperato maggiori ricavi dalla vendita di sei immobili e imputato ai soci il conseguente maggior reddito IRPEF, valorizzando dati OMI, annunci, differenze interne di prezzo e una successiva plusvalenza. La Cassazione ha confermato che il giudice regionale aveva valutato complessivamente gli indizi e motivatamente escluso l’idoneità della prova contraria; ha inoltre ritenuto legittima la costituzione dell’INPS, cui era stato notificato l’appello. È stato invece giudicato fondato il motivo relativo al possibile superamento dei massimi tariffari nella liquidazione delle spese a favore dell’Agenzia.

N. 4989

Cassazione, sentenza n. 4989 del 25/02/2020

Sentenza n. 4989 del 25/02/2020

Una società chiedeva, mediante autotutela, di estendere alla propria posizione il giudicato favorevole ottenuto dal coobbligato solidale sull’imposta di registro; il giudice regionale aveva accolto l’impugnazione del silenzio-rifiuto. La Cassazione ha precisato che il diniego di autotutela relativo a un atto ormai definitivo è sindacabile soltanto per vizi propri collegati a ragioni di rilevante interesse generale, non per riesaminare la pretesa tributaria. Poiché sulla posizione della società si era già formato un giudicato sfavorevole, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato senza rinvio e rigettato il ricorso originario.

  • Autotutela
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4988

Cassazione, sentenza n. 4988 del 25/02/2020

Sentenza n. 4988 del 25/02/2020

La controversia concerneva il recupero di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, con contestazioni sulla quantificazione degli ammortamenti, sui beni ceduti e sull’effetto del condono relativo al 2001. La Commissione regionale aveva confermato il riconoscimento dell’agevolazione riproducendo integralmente la decisione di primo grado, senza esaminare le specifiche censure dell’Agenzia sulla natura e sulla strumentalità degli investimenti. La Cassazione ha qualificato tale motivazione come meramente apparente, accolto il primo motivo, dichiarato inammissibili gli altri e rinviato alla Commissione regionale in diversa composizione.

N. 4987

Cassazione, sentenza n. 4987 del 25/02/2020

Sentenza n. 4987 del 25/02/2020

La cartella richiedeva alla società beneficiaria di una scissione parziale un debito INVIM anteriore all’operazione, mentre il giudice regionale ne aveva limitato la responsabilità al patrimonio netto trasferito. La Cassazione ha affermato che, per i debiti tributari anteriori alla scissione, la disciplina fiscale prevale sui limiti civilistici e rende tutte le società partecipanti solidalmente e illimitatamente responsabili, comprese imposte, sanzioni, interessi e altri debiti del rapporto tributario. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4986

Cassazione, sentenza n. 4986 del 25/02/2020

Sentenza n. 4986 del 25/02/2020

L’Agenzia aveva revocato le agevolazioni sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale applicate all’acquisto di un terreno compreso in un piano urbanistico particolareggiato, poiché l’acquirente lo aveva alienato entro cinque anni senza edificarlo. La Cassazione ha ribadito che il beneficio spetta soltanto se l’utilizzazione edificatoria è realizzata, nel quinquennio, dallo stesso acquirente agevolato; l’edificazione del successivo proprietario non conserva il vantaggio. Le deduzioni sul mandato ai consorziati, introdotte soltanto in sede di legittimità, sono state dichiarate inammissibili e il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4985

Cassazione, sentenza n. 4985 del 25/02/2020

Sentenza n. 4985 del 25/02/2020

La società aveva chiesto la revocazione della sentenza sfavorevole relativa alla maggiore imposizione di registro su terreni aggiudicati in un’offerta pubblica, deducendo vizi della notificazione e invocando il successivo giudicato favorevole ottenuto dal coobbligato. La Cassazione ha escluso che tali questioni di diritto rientrassero nei motivi tassativi di revocazione. Ha inoltre ribadito che il coobbligato non può avvalersi del giudicato favorevole altrui quando sulla propria posizione si sia già formato un diverso giudicato sfavorevole; il ricorso è stato pertanto rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4984

Cassazione, sentenza n. 4984 del 25/02/2020

Sentenza n. 4984 del 25/02/2020

L’atto impugnato irrogava sanzioni per l’omessa indicazione nel quadro RW di attività finanziarie detenute in Svizzera; il giudice regionale aveva ritenuto l’accertamento precluso dal successivo rimpatrio di denaro e azioni, valorizzandone il deprezzamento. La Cassazione ha escluso l’applicazione retroattiva al 2005 della presunzione legale introdotta nel 2009, ma ha riconosciuto autonoma valenza presuntiva agli elementi della lista richiamata dall’Ufficio. Spettava quindi al contribuente giustificare il consistente divario rispetto alle attività oggetto di rimpatrio; accolto il relativo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 4983

Cassazione, sentenza n. 4983 del 25/02/2020

Sentenza n. 4983 del 25/02/2020

La società contestava gli accertamenti ICI relativi a un’area fabbricabile destinata a servizi universitari, sostenendo che il valore imponibile non considerasse adeguatamente servitù pubbliche, vincoli di destinazione, limiti soggettivi alla locazione e canoni predeterminati. Il giudice regionale aveva ritenuto attendibile la stima comunale, ricavata da atti registrati e dati del mercato immobiliare secondo i parametri normativi applicabili. Poiché le doglianze miravano a una nuova valutazione di merito e la motivazione risultava congrua, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato la ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4980

Cassazione, sentenza n. 4980 del 25/02/2020

Sentenza n. 4980 del 25/02/2020

La controversia riguardava il recupero dell’IVA all’importazione dovuta sul maggior valore accertato di merci, nonostante la disponibilità di un plafond dell’esportatore abituale. La Corte ha rilevato che l’Ufficio aveva contestato soltanto l’utilizzabilità del plafond mobile, mentre la CTR aveva fondato la decisione sulla diversa decadenza derivante dalla mancata revisione dell’accertamento, questione estranea all’atto impositivo e non rilevabile d’ufficio. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 4851

Cassazione, sentenza n. 4851 del 24/02/2020

Sentenza n. 4851 del 24/02/2020

La controversia concerneva la rettifica del valore di un terreno con manufatto abusivo non ultimato, colpito da provvedimenti di demolizione, fondata su una stima dell’Agenzia del Territorio. La Corte ha precisato che tale stima costituisce una perizia di parte quanto al contenuto estimativo e non basta, da sola, a provare il maggior valore: il giudice deve verificarne l’idoneità rispetto alle contestazioni e motivare l’incidenza dell’abusività sul valore commerciale. Accolti due motivi e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4850

Cassazione, sentenza n. 4850 del 24/02/2020

Sentenza n. 4850 del 24/02/2020

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA applicando la disciplina delle società non operative, mentre la CTR aveva desunto la natura di società di comodo soprattutto dalle condotte distrattive attribuite ai soci amministratori. La Corte ha chiarito che l’inoperatività va verificata annualmente secondo il test previsto e che occorre valutare sia l’attività imprenditoriale concretamente svolta sia le situazioni oggettive addotte per spiegare il mancato conseguimento dei ricavi minimi. Accolte le censure sull’omessa valutazione di tali circostanze, la decisione è stata cassata con rinvio.

  • Società
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 4849

Cassazione, sentenza n. 4849 del 24/02/2020

Sentenza n. 4849 del 24/02/2020

L’Agenzia contestava, ai fini IVA, IRAP e IRPEF, fatture relative a operazioni ritenute inesistenti; la CTR aveva annullato gli accertamenti assumendo che fosse stata verificata soltanto la società emittente. La Corte ha rilevato che nel giudizio era stato prodotto anche il verbale della verifica eseguita presso il destinatario, contenente elementi indiziari discussi dalle parti e potenzialmente decisivi, ma completamente trascurati dal giudice d’appello. Accolto il motivo sull’omesso esame e assorbita la questione dell’onere probatorio, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 4848

Cassazione, sentenza n. 4848 del 24/02/2020

Sentenza n. 4848 del 24/02/2020

Una società contestava il diniego del nulla osta alla fruizione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, motivato dall’esaurimento delle risorse assegnate secondo l’ordine cronologico delle domande telematiche. La Corte ha ritenuto infondate le questioni costituzionali e le censure basate su retroattività, affidamento e motivazione: la disciplina sopravvenuta poteva limitare la fruizione per esigenze di copertura, mentre il diniego indicava una ragione sufficiente ed era vincolato dalla disponibilità finanziaria. Il ricorso è stato rigettato, con compensazione delle spese.

N. 4847

Cassazione, sentenza n. 4847 del 24/02/2020

Sentenza n. 4847 del 24/02/2020

Una società, quale sostituto d’imposta, chiedeva il rimborso del 90% delle imposte versate per dipendenti operanti nelle aree colpite dal sisma siciliano del 1990; la CTR aveva negato la sua legittimazione. La Corte ha invece riconosciuto al sostituto la legittimazione diretta, ma ha subordinato il beneficio alla verifica delle condizioni poste dalla sopravvenuta decisione europea sugli aiuti di Stato, inclusi il regime de minimis o il nesso con i danni da calamità, da provare a cura del richiedente. La sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 4846

Cassazione, sentenza n. 4846 del 24/02/2020

Sentenza n. 4846 del 24/02/2020

Il Comune contestava l’esenzione ICI riconosciuta a un immobile rurale, richiamando l’originaria categoria catastale D8, gli obblighi dichiarativi e la mancata partecipazione a un diverso giudizio sul classamento. La Corte ha confermato l’efficacia del giudicato sulla ruralità e la retrodatazione degli effetti dell’annotazione catastale al quinto anno precedente la domanda, rilevando inoltre che le trasformazioni dell’immobile non ne avevano snaturato il requisito secondo l’accertamento di merito. Il motivo sull’omesso esame è stato dichiarato generico e il ricorso comunale rigettato.

N. 4845

Cassazione, sentenza n. 4845 del 24/02/2020

Sentenza n. 4845 del 24/02/2020

La controversia riguardava una cartella COSAP per griglie e intercapedini condominiali, annullata nei precedenti gradi per l’assenza di una specifica concessione. La Cassazione ha confermato la competenza per valore del giudice di pace e ha ritenuto operante il giudicato esterno formatosi, tra le stesse parti e sui medesimi manufatti, per un’altra annualità, in mancanza di mutamenti del contesto fattuale o autorizzativo. Ha quindi rigettato il ricorso principale dell’ente locale e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale tardivo relativo alle spese processuali.

N. 4764

Cassazione, ordinanza n. 4764 del 24/02/2020

Ordinanza n. 4764 del 24/02/2020

Dopo l’annullamento degli accertamenti relativi a maggiori ricavi, imposte dirette e IVA, la Commissione regionale aveva respinto l’appello dell’Agenzia delle Entrate ma compensato le spese, richiamando la complessità della verifica e l’accoglimento di una singola tesi dell’Ufficio. La Cassazione ha escluso che tali elementi costituissero gravi ed eccezionali ragioni, specificamente motivate, idonee a derogare alla soccombenza, poiché l’Amministrazione era risultata integralmente soccombente. La sentenza è stata cassata con rinvio anche per la regolazione delle spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IVA

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