Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7261

Cassazione, sentenza n. 7261 del 16/03/2020

Sentenza n. 7261 del 16/03/2020

I giudici di merito avevano confermato la responsabilità dello spedizioniere rappresentante diretto per dazi e sanzioni conseguenti alla rettifica del valore di merci importate, fondandola su un generale obbligo di controllo. La Cassazione stabilisce invece che, per una dichiarazione regolarmente presentata, la solidarietà richiede la prova che lo spedizioniere abbia fornito dati o documenti erronei o invalidi, conoscendone o dovendone conoscere i difetti. Non essendo tali circostanze state dedotte dall’Amministrazione doganale, accoglie i primi due motivi, cassa la decisione e accoglie il ricorso originario.

N. 7260

Cassazione, sentenza n. 7260 del 16/03/2020

Sentenza n. 7260 del 16/03/2020

La CTR aveva escluso la responsabilità dello spedizioniere rappresentante diretto per sanzioni collegate alla rettifica del valore di merci importate, ritenendo il suo controllo limitato alla documentazione ricevuta. La Cassazione precisa che il rappresentante diretto può rispondere in solido soltanto se l’Amministrazione dimostra che abbia fornito dati o documenti necessari alla dichiarazione, conoscendone o dovendone conoscere l’irregolarità, l’incompletezza o l’invalidità. Poiché l’Amministrazione non aveva formulato tali allegazioni, la Corte conferma l’esclusione della responsabilità e rigetta il ricorso.

N. 7300

Cassazione, ordinanza n. 7300 del 16/03/2020

IVA - Disconoscimento credito - Valutazione giuridica -Cartella di pagamento non preceduta da avviso di accertamento - Nullità

L’Amministrazione aveva disconosciuto mediante cartella un credito IVA trasferito nell’ambito di un conferimento d’azienda, fondando la ripresa sull’interpretazione delle norme dichiarative e procedimentali. La Cassazione afferma che il controllo automatizzato consente l’iscrizione a ruolo diretta soltanto per riscontri cartolari, errori materiali o di calcolo, non per risolvere questioni giuridiche: in quest’ultimo caso occorre un previo avviso di recupero o almeno un avviso bonario. Rigettato il ricorso dell’Agenzia, resta ferma l’illegittimità della cartella.

N. 7259

Cassazione, sentenza n. 7259 del 16/03/2020

Sentenza n. 7259 del 16/03/2020

La controversia riguardava le sanzioni collegate ai maggiori dazi accertati dopo la rettifica del valore di abiti importati, richieste allo spedizioniere operante quale rappresentante diretto. La Corte afferma che questi non risponde in solido se si limita a depositare la dichiarazione e i documenti forniti dall’importatore; la responsabilità richiede che l’Amministrazione provi la provenienza dallo spedizioniere di dati o documenti irregolari, conosciuti o conoscibili come tali. Poiché tale condotta non era stata allegata, la Cassazione esclude anche le sanzioni, rigetta il ricorso dell’Amministrazione e compensa le spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7298

Cassazione, sentenza n. 7298 del 16/03/2020

Processo tributario - Ricorso per Cassazione - Vizio di motivazione - Introduzione di doglianze nuove - Inammissibilità.

La controversia originava da accertamenti IRES relativi alla deducibilità di costi sostenuti nell’ambito di un’associazione in partecipazione con una consociata estera; la CTR aveva annullato gli atti sulla base di più ragioni autonome, tra cui il merito della deduzione e un precedente giudicato. L’Agenzia ha censurato soltanto il profilo del contraddittorio e ha dichiarato estranea al ricorso la questione dei costi. La Cassazione ribadisce che tutte le autonome rationes decidendi devono essere specificamente impugnate e dichiara quindi il ricorso inammissibile.

  • IRES
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7258

Cassazione, sentenza n. 7258 del 16/03/2020

Sentenza n. 7258 del 16/03/2020

La rettifica del valore di calzature importate aveva determinato maggiori dazi e una sanzione a carico dello spedizioniere che aveva agito in rappresentanza diretta dell’importatore. Secondo la Corte, il rappresentante diretto resta estraneo all’obbligazione se deposita la dichiarazione predisposta dall’importatore con i documenti ricevuti; risponde invece quando l’Amministrazione dimostri che ha fornito dati o documenti necessari sapendoli, o dovendoli sapere, irregolari o inidonei. In assenza di una simile allegazione, la Cassazione conferma l’esclusione della responsabilità e delle sanzioni, rigettando il ricorso e compensando le spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7297

Cassazione, sentenza n. 7297 del 16/03/2020

Sentenza n. 7297 del 16/03/2020

L’accertamento imputava per trasparenza a una società italiana gli utili di una controllata cipriota, applicando la disciplina sulle società estere controllate; la CTR aveva annullato l’atto sia per il mancato rispetto del termine successivo alla verifica sia per l’assenza dell’intento elusivo e lo svolgimento di un’attività concreta all’estero. In Cassazione l’Agenzia ha contestato entrambe le conclusioni, ma le parti hanno successivamente chiesto concordemente la chiusura del giudizio. La Corte dichiara cessata la materia del contendere e compensa integralmente le spese, senza decidere il merito fiscale.

N. 7296

Cassazione, sentenza n. 7296 del 16/03/2020

Sentenza n. 7296 del 16/03/2020

L’accertamento recuperava l’IVA detratta su fatture relative a operazioni ritenute oggettivamente o soggettivamente inesistenti, riconducibili a società prive di organizzazione che intermediavano manodopera irregolare e, in alcuni casi, sovrafatturavano le prestazioni. La Cassazione distingue la motivazione dell’atto dall’allegazione processuale delle prove e ritiene inammissibili le censure volte a ottenere una nuova valutazione degli elementi presuntivi già esaminati dalla CTR. Ritenuti infondati o inammissibili anche i motivi sull’appello incidentale e sulle sanzioni, la Corte rigetta integralmente il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7295

Cassazione, sentenza n. 7295 del 16/03/2020

Sentenza n. 7295 del 16/03/2020

Gli avvisi recuperavano IVA e imposte sui redditi per prestazioni di facchinaggio ritenute in parte soggettivamente e in parte oggettivamente inesistenti; la CTR aveva tuttavia ammesso la deduzione dei costi riferiti anche alle prestazioni mai eseguite. La Cassazione rigetta il ricorso della contribuente, diretto principalmente a rivalutare prove e presunzioni, ma accoglie quello incidentale dell’Agenzia: per le operazioni oggettivamente inesistenti non possono riconoscersi costi relativi a prestazioni non effettuate, la cui esistenza deve essere provata dal contribuente. La sentenza è cassata con rinvio per ulteriori accertamenti.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7294

Cassazione, sentenza n. 7294 del 16/03/2020

Sentenza n. 7294 del 16/03/2020

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta su operazioni di facchinaggio ritenute oggettivamente e soggettivamente inesistenti, svolte formalmente da società prive di effettiva organizzazione e utilizzate per intermediare manodopera irregolare. La Cassazione reputa infondata la censura sulla motivazione dell’accertamento, poiché essa confonde le ragioni dell’atto con la prova processuale, e dichiara inammissibili i motivi diretti a una nuova valutazione delle presunzioni esaminate dalla CTR. Anche le contestazioni sulle sanzioni sono formulate secondo un vizio non pertinente; il ricorso è quindi rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7293

Cassazione, sentenza n. 7293 del 16/03/2020

Sentenza n. 7293 del 16/03/2020

Due avvisi recuperavano imposte e ritenute sulla base di assunzioni in nero e operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR li aveva annullati anche per la mancata allegazione di un’appendice informatica e per l’asserita assenza di elementi nuovi nell’atto sostitutivo. La Cassazione accoglie le censure dell’Ufficio: i dati provenivano da documentazione extracontabile conosciuta dalla contribuente, mentre la CTR non aveva verificato il contenuto dei PVC né valutato gli indici presuntivi dell’interposizione. Respinge inoltre le doglianze incidentali sulla consegna del PVC, contestabile mediante querela di falso.

N. 7290

Cassazione, ordinanza n. 7290 del 16/03/2020

Accertamento - Inattendibilità delle scritture contabili - Accertamento induttivo del reddito imponibile - Presunzioni anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza - Inversione dell'onere della prova - Legittimità.

L’Ufficio aveva rideterminato induttivamente il reddito societario, ritenendo le scritture contabili complessivamente inattendibili; la CTR, pronunciando in sede di rinvio, aveva annullato l’accertamento perché il campione utilizzato per il ricarico era esiguo e la relativa media non integrava una presunzione grave, precisa e concordante. La Cassazione afferma che l’accertamento induttivo puro consente presunzioni prive di tali requisiti e trasferisce sul contribuente l’onere della prova contraria. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 7267

Cassazione, sentenza n. 7267 del 16/03/2020

Sentenza n. 7267 del 16/03/2020

Il contribuente aveva impugnato il preavviso di fermo conseguente a cartelle non pagate, mentre i giudici di merito avevano ritenuto sanata la notifica della cartella presupposta per raggiungimento dello scopo. La Cassazione rileva che la consegna a un familiare presso una residenza diversa da quella del destinatario non beneficia della presunzione di convivenza e che era stato tempestivamente impugnato il fermo, non la cartella. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria.

N. 7226

Cassazione, ordinanza n. 7226 del 13/03/2020

IRPEF - Reddito di lavoro autonomo - Deduzioni - Spese di ristrutturazione su immobile a destinazione abitativa adibito a uso studio - Limiti - IVA - Detrazione - Condizioni.

Un professionista aveva dedotto integralmente le spese di ristrutturazione di un appartamento abitativo utilizzato come studio e detratto la relativa IVA; i giudici di merito avevano accolto il ricorso valorizzando l’uso professionale e la disponibilità in locazione. La Corte limita la deduzione, ai sensi dell’articolo 54 TUIR applicabile, al 5% del costo complessivo dei beni materiali ammortizzabili, indipendentemente dalla proprietà dell’immobile. Quanto all’IVA, la disponibilità gratuita e precaria dell’immobile abitativo di terzi non dimostrava l’inerenza richiesta: la sentenza è cassata e il ricorso originario respinto.

  • IRPEF
  • IVA
  • Professionisti
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 7076

Cassazione, ordinanza n. 7076 del 12/03/2020

Controlli automatizzati - Cartella di pagamento - Mero recupero di imposte dichiarate e non versate - Necessità preventiva comunicazione di irregolarità - Esclusione

La cartella derivava dal controllo automatizzato della dichiarazione e dal mancato versamento di imposte dichiarate; la CTR l’aveva annullata perché non preceduta dalla comunicazione di irregolarità. La Corte distingue tale comunicazione dall’avviso bonario previsto dallo Statuto del contribuente: l’omissione della prima costituisce mera irregolarità, mentre il contraddittorio preventivo è imposto, a pena di nullità, soltanto in presenza di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Non avendo la CTR verificato tali presupposti, la Cassazione accoglie il ricorso, cassa la decisione e rinvia al giudice regionale in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7075

Cassazione, sentenza n. 7075 del 12/03/2020

Accise - Sanzioni - Prelievo irregolare energia elettrica - Rilevazione effettuata da un dipendente Enel - Validità.

La controversia concerneva la sanzione per un prelievo irregolare di energia elettrica, accertato e verbalizzato da dipendenti del gestore alla presenza dei carabinieri; il contribuente contestava il valore probatorio del verbale e la motivazione dell’atto. La Corte riconosce pubblica fede agli accertamenti compiuti da tali dipendenti nell’esercizio di un pubblico servizio disciplinato da norme pubblicistiche, mentre reputa inammissibile la richiesta di rivalutare la dichiarazione attribuita al ricorrente. Ritenuta inoltre comprensibile la determinazione della sanzione attraverso i dati richiamati, la Cassazione respinge il ricorso e pone le spese a carico del ricorrente.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7074

Cassazione, sentenza n. 7074 del 12/03/2020

Accise - Accertamento - Fatture per oerazioni inesistenti - Rinvio per relationem - Ammissibilità.

L’Amministrazione aveva recuperato accise su prodotti alcolici ritenuti acquistati, trasformati e venduti irregolarmente, richiamando il verbale della Guardia di Finanza; la CTR aveva ravvisato una contabilità parallela e vendite non contabilizzate sulla base di molteplici riscontri. La Corte chiarisce che la motivazione per relationem al verbale già noto non denota assenza di autonoma valutazione, ma legittima condivisione delle sue conclusioni. Poiché il giudice regionale aveva valutato gli elementi presuntivi e la contribuente non aveva offerto adeguata prova contraria, le censure, volte anche a riesaminare i fatti, sono dichiarate inammissibili o infondate e il ricorso è respinto.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7073

Cassazione, sentenza n. 7073 del 12/03/2020

Sentenza n. 7073 del 12/03/2020

La lite riguardava dazi ordinari e antidumping applicati a elementi di fissaggio dichiarati di origine filippina, ma ritenuti provenienti da Taiwan, nonché la responsabilità del centro di assistenza doganale quale rappresentante indiretto. La Corte conferma che quest’ultimo, avendo presentato la dichiarazione a nome proprio, risponde solidalmente con l’importatore; ritiene inoltre insindacabile la ricostruzione documentale dell’origine taiwanese compiuta dalla CTR e corretta l’applicazione del dazio antidumping previsto per tali merci. Esclusi anche i presupposti dell’aliquota agevolata e accolto l’accertamento di un’evasione, la Cassazione respinge i ricorsi e condanna i ricorrenti alle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7072

Cassazione, sentenza n. 7072 del 12/03/2020

Sentenza n. 7072 del 12/03/2020

Una società di autotrasporto contestava il recupero delle agevolazioni sulle accise dei carburanti compensate dal 2008 al 2013, sostenendo che l’omessa dichiarazione del distributore privato e le carenze documentali fossero soltanto formali. La Corte ritiene invece sostanziali le prescrizioni violate, perché necessarie a verificare l’identità dei veicoli riforniti e la riferibilità del carburante all’attività d’impresa; l’omessa dichiarazione del deposito aveva inoltre impedito i controlli sulla sua regolarità. Confermata la decisione della CTR, il ricorso è respinto con condanna della contribuente alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 7071

Cassazione, sentenza n. 7071 del 12/03/2020

Sentenza n. 7071 del 12/03/2020

L’accertamento analitico-induttivo aveva elevato il reddito IRES di una società, valorizzando la redditività particolarmente bassa e movimenti bancari dei soci non ricondotti con prova adeguata agli stipendi corrisposti in contanti. La Corte ritiene legittimo fondare la rettifica anche su una sola presunzione semplice, se grave e precisa, e rileva che la CTR aveva esposto gli indizi dai quali aveva desunto ricavi non dichiarati o costi non sostenuti. Le doglianze della società, carenti di autosufficienza o dirette a rivalutare i fatti, sono dichiarate inammissibili o infondate; il ricorso è quindi respinto con condanna alle spese.

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