Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8344

Cassazione, sentenza n. 8344 del 29/04/2020

Sentenza n. 8344 del 29/04/2020

La controversia riguardava il silenzio-rifiuto su una domanda di rimborso di un credito IRPEG, acquisito dalla contribuente nell’ambito della cessione di un ramo d’azienda; la CTP aveva accolto il ricorso, poi ritenuto tardivo dalla CTR. La Cassazione afferma che il ricorso contro il diniego tacito, una volta trascorsi novanta giorni, resta proponibile sino alla prescrizione del diritto, la quale non è rilevabile d’ufficio se l’Amministrazione non l’ha eccepita. La sentenza d’appello è stata cassata con rinvio, mentre le questioni di merito esaminate dalla CTR solo ad abundantiam non sono state scrutinate.

N. 8343

Cassazione, sentenza n. 8343 del 29/04/2020

Sentenza n. 8343 del 29/04/2020

Gli avvisi recuperavano IRPEF, IRAP e IVA per più annualità sulla base di verifiche bancarie e dell’esercizio continuativo di un’attività professionale; i giudici di merito avevano respinto le impugnazioni. La Cassazione conferma la proroga biennale dei termini di accertamento e sanzionatori, ma precisa che, dopo la pronuncia costituzionale richiamata, i prelevamenti bancari non giustificati non hanno valore presuntivo per il professionista, diversamente dai versamenti. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR del Lazio per il ricalcolo degli imponibili.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 8342

Cassazione, sentenza n. 8342 del 29/04/2020

Sentenza n. 8342 del 29/04/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva rideterminato con metodo analitico-induttivo i ricavi e il reddito d’impresa di un tassista, ma la CTR aveva annullato l’accertamento reputandone inattendibili gli elementi e censurando il mancato impiego degli studi di settore. La Cassazione afferma che questi ultimi sono soltanto uno degli strumenti disponibili e che gli indizi addotti dall’Ufficio devono essere valutati unitariamente; in presenza di presunzioni gravi, precise e concordanti, spetta al contribuente la prova contraria. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata alla CTR della Toscana per un nuovo esame.

N. 8341

Cassazione, sentenza n. 8341 del 29/04/2020

Sentenza n. 8341 del 29/04/2020

Il contribuente contestava accertamenti per IRPEF, IRAP e IVA, deducendo anche vizi di notificazione, decadenza e insussistenza di un’attività professionale abituale; la CTR aveva confermato integralmente le riprese. La Cassazione ha ritenuto infondate le censure sulla sanatoria della notifica e sulla proroga biennale dei termini, ma ha giudicato gravemente insufficiente la motivazione relativa ai presupposti dell’IRAP per il 1997, non essendo stato illustrato il percorso valutativo seguito. Ha quindi cassato la sentenza sul punto e rinviato alla CTR del Lazio, assorbendo la connessa questione sulla soggettività passiva.

N. 13149

Cassazione, sentenza n. 13149 del 28/04/2020

Reati tributari - Sequestro preventivo - Contributi previdenziali non versati - Compensazioni.

Il pubblico ministero contestava l’annullamento del sequestro disposto per un’ipotizzata indebita compensazione, fondata anche sull’estinzione di debiti previdenziali e verso l’INAIL mediante crediti inesistenti. La Corte ha ritenuto fondato il ricorso: la fattispecie penale richiamata comprende le compensazioni effettuate nel sistema dei versamenti unificati senza limitarsi ai debiti per imposte dirette o IVA, potendo quindi riguardare anche contributi previdenziali e premi assicurativi. Ha inoltre escluso che la causa di non punibilità collegata al pagamento integrale giustifichi l’interpretazione restrittiva adottata dal tribunale del riesame.

N. 8187

Cassazione, ordinanza n. 8187 del 27/04/2020

Accertamento catastale - Revisione del classamento- Microzona - Presupposto della revisione.

L’Agenzia contestava l’annullamento di due avvisi di riclassamento relativi alla medesima unità immobiliare, sostenendo che la revisione massiva per microzona non richiedesse l’indicazione delle caratteristiche specifiche del bene. Riuniti i ricorsi, la Corte ha giudicato infondata la censura: il presupposto revisionale dipende dal mutato rapporto tra valori di mercato e catastali di microzone effettivamente omogenee, ma la motivazione deve anche spiegare la ricaduta sulla singola unità, considerando fattori posizionali ed edilizi. È stata così condivisa la valutazione d’inadeguatezza motivazionale compiuta dal giudice regionale.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8186

Cassazione, ordinanza n. 8186 del 27/04/2020

Contenzioso tributario - Ricorso in cassazione - Motivi - Specificità - Modalità.

La controversia riguardava il classamento, proposto mediante DOCFA, di un impianto di risalita nella categoria E/1 anziché D/8. La Corte ha ritenuto specifici e fondati i motivi dell’Agenzia: occorre accertare concretamente se la struttura serva esclusivamente gli utenti delle piste per finalità lucrative oppure costituisca anche un mezzo indispensabile per raggiungere siti montani, mentre la concessione di pubblico servizio non è decisiva. Accolto il ricorso principale e respinto quello incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio per il necessario accertamento di fatto.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 8182

Cassazione, ordinanza n. 8182 del 27/04/2020

Accertamento - Enti non commerciali - Disconoscimento a fini fiscali - Associazione sportiva dilettantistica.

L’Amministrazione aveva recuperato imposte ritenendo che un’associazione sportiva dilettantistica operasse come ente commerciale; i giudici di merito avevano invece considerato provata la natura non commerciale dell’attività. La Corte ha distinto la qualifica soggettiva dell’ente dalla qualificazione fiscale delle singole operazioni: il disconoscimento richiede che l’oggetto esclusivo o principale sia concretamente commerciale, mentre lo svolgimento di alcune attività dietro corrispettivo non basta, potendo operare la decommercializzazione prevista per le attività istituzionali. Le censure probatorie e motivazionali sono state respinte e il ricorso dell’Agenzia rigettato.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Enti Sportivi
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8177

Cassazione, ordinanza n. 8177 del 27/04/2020

IVA - Detrazioni - Soggetto effettivamente cedente - Evasione fiscale - Conoscenza frode - Onere della prova.

La società contestava il recupero dell’IVA detratta su acquisti di autovetture fatturati da un soggetto ritenuto interposto, sostenendo il difetto di prova della frode e la propria buona fede. La Corte ha affermato che l’Amministrazione deve fornire elementi oggettivi, anche presuntivi, sull’inesistenza soggettiva e sulla conoscenza o conoscibilità della frode; la prova può consistere nell’inadeguatezza personale e strumentale della società emittente, dopo la quale spetta al contribuente dimostrare la buona fede. Ha ritenuto corretta la valutazione regionale e infondate le censure esaminate sulla motivazione degli atti e sull’onere probatorio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8086

Cassazione, sentenza n. 8086 del 23/04/2020

Sentenza n. 8086 del 23/04/2020

Il giudizio verteva sul silenzio-rifiuto opposto all’istanza di annullamento di un accertamento TARSU per più annualità, ritenuto definitivo dai giudici di merito; in cassazione il contribuente ha però documentato l’adesione alla definizione agevolata della controversia e il pagamento richiesto. Verificato il perfezionamento della procedura, la Corte non ha esaminato i cinque motivi relativi all’accertamento e all’esenzione invocata. Ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e compensato integralmente le spese di legittimità.

  • Pace Fiscale
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8070

Cassazione, sentenza n. 8070 del 23/04/2020

Sentenza n. 8070 del 23/04/2020

La controversia riguardava la rettifica dei classamenti proposti tramite DOCFA per le aree e il fabbricato di un centro intermodale, rispetto ai quali l’Ufficio aveva modificato una precedente classificazione senza esplicitarne le ragioni. La Corte ha escluso l’extrapetizione, poiché la CTR aveva deciso sulla carenza motivazionale dedotta dalla società, e ha dichiarato inammissibile per genericità e difetto di autosufficienza la censura sul contenuto degli avvisi, non trascritti né prodotti adeguatamente. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, restando assorbita la questione del corretto classamento in categoria D/8.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8085

Cassazione, sentenza n. 8085 del 23/04/2020

Imposta di registro - Decreto ingiuntivo per restituzione delle somme pagate a favore del garante - Prestazione IVA - Esclusione - Imposta di registro - Ammissibile.

La questione concerneva la registrazione del decreto ingiuntivo ottenuto dal garante per recuperare dal debitore quanto pagato al creditore, che il giudice regionale aveva assoggettato a imposta fissa in applicazione dell’alternatività IVA-registro. La Cassazione ha ritenuto che l’azione di rivalsa non abbia per oggetto il corrispettivo della garanzia né altra prestazione soggetta a IVA: il decreto sconta quindi l’imposta di registro proporzionale al valore della condanna. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la decisione e rigettato nel merito l’impugnazione originaria.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
N. 8069

Cassazione, sentenza n. 8069 del 23/04/2020

Sentenza n. 8069 del 23/04/2020

I contribuenti contestavano il riclassamento di quindici unità immobiliari situate in una microzona comunale, che la CTR aveva ritenuto adeguatamente motivato mediante riferimenti al contesto urbano, ambientale ed edilizio. La Corte ha affermato che l’avviso deve rendere verificabili i valori catastali e di mercato, le date e i criteri di elaborazione, nonché il passaggio dal riallineamento generale alla nuova rendita di ciascun immobile; espressioni di stile non soddisfano tale obbligo. Accolto il sesto motivo, la decisione è stata cassata e il ricorso originario dei contribuenti accolto.

N. 8084

Cassazione, sentenza n. 8084 del 23/04/2020

Sentenza n. 8084 del 23/04/2020

La controversia nasceva dall’impugnazione di un preavviso di fermo, rispetto al quale il giudice regionale aveva erroneamente individuato la società parte del processo e negato all’agente della riscossione legittimazione e autonoma difesa. La Cassazione ha affermato che il trasferimento legale delle funzioni integra successione nei rapporti controversi: la società già parte conserva la legittimazione processuale, concorrente con quella del successore, e può avvalersi di un difensore del libero foro, non essendo soggetta al patrocinio obbligatorio dell’Avvocatura dello Stato. La decisione è stata cassata con rinvio per l’esame delle questioni rimaste di merito.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8068

Cassazione, sentenza n. 8068 del 23/04/2020

Accertamento - Acquisti da paesi black list - Mancata indicazione dei costi - Non sanabile.

La controversia riguardava costi per acquisti da un Paese a fiscalità privilegiata, non separatamente indicati nelle dichiarazioni, e spese contabilizzate fuori competenza che la società chiedeva di compensare con eccedenze dell’anno successivo. La Corte ha ritenuto i costi deducibili, essendo stato provato l’interesse economico delle operazioni, ma ha qualificato l’omissione dichiarativa come violazione formale sanzionabile, non più sanabile con dichiarazione integrativa dopo l’avvio dei controlli; ha inoltre escluso la compensazione riconosciuta dalla CTR. Sono stati accolti il terzo e l’ottavo motivo, con cassazione della sentenza, mentre gli altri sono stati rigettati o assorbiti.

N. 8083

Cassazione, sentenza n. 8083 del 23/04/2020

Sentenza n. 8083 del 23/04/2020

Il contribuente contestava la regolazione delle spese dopo l’annullamento di un preavviso di fermo fondato su una cartella già annullata e su un’altra non notificata; il giudice regionale, pur respingendo l’appello dell’agente della riscossione, aveva compensato le spese. La Cassazione ha rilevato che la condanna segue la soccombenza, mentre la compensazione richiede gravi ed eccezionali ragioni esplicitate e non può fondarsi sulla mancata comunicazione dell’esito della lite o sulla generica complessità della controversia. Accolti il primo e l’ultimo motivo, ha cassato sul capo delle spese e rinviato al giudice regionale.

N. 8067

Cassazione, sentenza n. 8067 del 23/04/2020

Sentenza n. 8067 del 23/04/2020

L’accertamento relativo al 2005 aveva rideterminato, mediante studi di settore, maggiori ricavi e conseguenti IRES, IRAP e IVA; la società contestava l’assenza di ulteriori verifiche e richiamava la perdita di una concessione commerciale. La Cassazione ha escluso l’omessa pronuncia, poiché la CTR aveva valutato le gravi incongruenze e la mancata prova, anche nel contraddittorio preventivo, di circostanze idonee a giustificarle. La censura motivazionale è stata dichiarata inammissibile, anche per mancato confronto tra le ragioni delle due decisioni conformi; il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 8082

Cassazione, sentenza n. 8082 del 23/04/2020

Sentenza n. 8082 del 23/04/2020

L’Agenzia aveva applicato l’imposta sulle donazioni ai beni immobili vincolati in un trust autodichiarato, sostenendo che la segregazione patrimoniale integrasse di per sé il presupposto impositivo; il giudice regionale aveva invece escluso un arricchimento attuale. La Cassazione ha affermato che il vincolo di destinazione non costituisce un autonomo presupposto d’imposta: occorre un trasferimento effettivo e stabile di ricchezza, non ravvisabile né nell’istituzione né nella dotazione del trust, ma soltanto nell’eventuale attribuzione finale al beneficiario. Sono stati rigettati sia il ricorso principale dell’Agenzia sia quello incidentale sulle spese.

N. 8066

Cassazione, sentenza n. 8066 del 23/04/2020

Sentenza n. 8066 del 23/04/2020

La controversia riguardava un preavviso di fermo fondato su cartelle per tasse automobilistiche, annullato in appello perché le notifiche al portiere non erano state seguite dalla raccomandata informativa e perché il credito regionale era ritenuto prescritto. La Cassazione non ha esaminato tali questioni: il ricorso dell’agente della riscossione era sottoscritto da un’avvocata diversa da quella indicata nella procura speciale. Poiché la valida procura è requisito di ammissibilità e non può essere sanata successivamente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8081

Cassazione, sentenza n. 8081 del 23/04/2020

Sentenza n. 8081 del 23/04/2020

La controversia riguardava un avviso di pagamento TARSU 2008 relativo a un’attività di vendita di materiali edili; il giudice del rinvio aveva confermato la pretesa, ritenendo assimilabili agli urbani gli imballaggi prodotti. La Cassazione ha escluso che la mancata sottoscrizione del responsabile invalidasse l’avviso, inequivocabilmente riferibile all’ente competente. Ha però rilevato l’omessa pronuncia sulla legittimità della delibera comunale di assimilazione, sulla natura degli imballaggi terziari e sulle tariffe applicate: accolti i relativi motivi, ha cassato la decisione e rinviato al giudice regionale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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