Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8067

Cassazione, sentenza n. 8067 del 23/04/2020

Sentenza n. 8067 del 23/04/2020

L’accertamento relativo al 2005 aveva rideterminato, mediante studi di settore, maggiori ricavi e conseguenti IRES, IRAP e IVA; la società contestava l’assenza di ulteriori verifiche e richiamava la perdita di una concessione commerciale. La Cassazione ha escluso l’omessa pronuncia, poiché la CTR aveva valutato le gravi incongruenze e la mancata prova, anche nel contraddittorio preventivo, di circostanze idonee a giustificarle. La censura motivazionale è stata dichiarata inammissibile, anche per mancato confronto tra le ragioni delle due decisioni conformi; il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 8082

Cassazione, sentenza n. 8082 del 23/04/2020

Sentenza n. 8082 del 23/04/2020

L’Agenzia aveva applicato l’imposta sulle donazioni ai beni immobili vincolati in un trust autodichiarato, sostenendo che la segregazione patrimoniale integrasse di per sé il presupposto impositivo; il giudice regionale aveva invece escluso un arricchimento attuale. La Cassazione ha affermato che il vincolo di destinazione non costituisce un autonomo presupposto d’imposta: occorre un trasferimento effettivo e stabile di ricchezza, non ravvisabile né nell’istituzione né nella dotazione del trust, ma soltanto nell’eventuale attribuzione finale al beneficiario. Sono stati rigettati sia il ricorso principale dell’Agenzia sia quello incidentale sulle spese.

N. 8066

Cassazione, sentenza n. 8066 del 23/04/2020

Sentenza n. 8066 del 23/04/2020

La controversia riguardava un preavviso di fermo fondato su cartelle per tasse automobilistiche, annullato in appello perché le notifiche al portiere non erano state seguite dalla raccomandata informativa e perché il credito regionale era ritenuto prescritto. La Cassazione non ha esaminato tali questioni: il ricorso dell’agente della riscossione era sottoscritto da un’avvocata diversa da quella indicata nella procura speciale. Poiché la valida procura è requisito di ammissibilità e non può essere sanata successivamente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8081

Cassazione, sentenza n. 8081 del 23/04/2020

Sentenza n. 8081 del 23/04/2020

La controversia riguardava un avviso di pagamento TARSU 2008 relativo a un’attività di vendita di materiali edili; il giudice del rinvio aveva confermato la pretesa, ritenendo assimilabili agli urbani gli imballaggi prodotti. La Cassazione ha escluso che la mancata sottoscrizione del responsabile invalidasse l’avviso, inequivocabilmente riferibile all’ente competente. Ha però rilevato l’omessa pronuncia sulla legittimità della delibera comunale di assimilazione, sulla natura degli imballaggi terziari e sulle tariffe applicate: accolti i relativi motivi, ha cassato la decisione e rinviato al giudice regionale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8065

Cassazione, sentenza n. 8065 del 23/04/2020

Sentenza n. 8065 del 23/04/2020

Gli avvisi recuperavano l’IVA detratta su acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti, sulla base di indizi raccolti dalla Guardia di Finanza circa società interposte e consapevolezza della contribuente. La Cassazione ha ribadito che l’Amministrazione deve provare, anche per presunzioni, l’inesistenza soggettiva e la conoscenza o conoscibilità della frode; solo allora spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede. La CTR non aveva concretamente confrontato gli indizi con le deduzioni difensive, inclusi i prezzi di mercato, né deciso sulle sanzioni: accolti parzialmente entrambi i ricorsi, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 8080

Cassazione, sentenza n. 8080 del 23/04/2020

Sentenza n. 8080 del 23/04/2020

Il contribuente contestava una cartella per contributi consortili del 2012, sostenendo che l’abrogazione della precedente disciplina avesse eliminato la possibilità di riscuoterli mediante ruolo. La Cassazione ha confermato che tali contributi hanno natura tributaria e che la clausola di continuità della disciplina sulla riscossione mantiene il sistema del ruolo per le entrate già riscosse con tale modalità, anche ammettendo l’abrogazione della norma più risalente. Ritenuta adeguata anche la motivazione del giudice regionale, la Corte ha rigettato il ricorso e compensato le spese per la novità della questione.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 8079

Cassazione, sentenza n. 8079 del 23/04/2020

Sentenza n. 8079 del 23/04/2020

I contribuenti impugnavano avvisi di pagamento per contributi consortili, deducendo carenze motivazionali, mancata trascrizione del perimetro di contribuenza e assenza di prova del beneficio arrecato agli immobili; il giudice regionale aveva ritenuto legittima la pretesa. La Cassazione ha escluso l’annullamento automatico previsto per i piccoli carichi, poiché gli atti non erano cartelle affidate all’agente della riscossione, e ha ritenuto infondate o inammissibili le censure sulla motivazione e sulla valutazione del beneficio. Il ricorso è stato rigettato, con condanna dei contribuenti alle spese di legittimità.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8078

Cassazione, sentenza n. 8078 del 23/04/2020

Sentenza n. 8078 del 23/04/2020

Il giudizio riuniva il ricorso della contribuente sui contributi consortili e quello dell’agente della riscossione contro l’ammessa impugnazione delle cartelle conosciute mediante estratto di ruolo. La contribuente ha rinunciato al proprio ricorso dopo un accordo con il consorzio; quanto all’altro gravame, la Cassazione lo ha dichiarato inammissibile e comunque infondato, ribadendo che la cartella non validamente notificata può essere impugnata quando sia conosciuta attraverso l’estratto di ruolo, senza attendere un successivo atto. È stata dichiarata l’estinzione parziale e rigettato il ricorso dell’agente, condannato alle spese verso la contribuente.

N. 8077

Cassazione, sentenza n. 8077 del 23/04/2020

Sentenza n. 8077 del 23/04/2020

La controversia riguardava la legittimità dell’iscrizione ipotecaria su beni conferiti in un fondo patrimoniale e i vizi formali denunciati dal contribuente. La Corte ha escluso che l’omessa indicazione del responsabile del procedimento invalidasse l’iscrizione e ha precisato che, anche per i debiti tributari, rileva il rapporto tra l’obbligazione e i bisogni familiari, gravando sul debitore la prova dell’estraneità del debito e della sua conoscenza da parte del creditore. Le ulteriori doglianze sono state giudicate infondate o inammissibili per difetto di autosufficienza; il ricorso è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 8076

Cassazione, sentenza n. 8076 del 23/04/2020

Sentenza n. 8076 del 23/04/2020

La lite verteva sulla sanzione per omesso versamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale rideterminate mediante conciliazione giudiziale; i giudici di merito l’avevano esclusa attribuendo efficacia retroattiva alla sospensione cautelare dell’atto. La Corte ha stabilito che la sospensione incide soltanto sull’esecuzione e produce effetti interinali, senza eliminare l’illecito già perfezionato alla scadenza del termine di pagamento. Accolti il secondo e il terzo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, la sanzione del 30 per cento è stata dichiarata dovuta.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8075

Cassazione, sentenza n. 8075 del 23/04/2020

Sentenza n. 8075 del 23/04/2020

La controversia concerneva la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore dichiarato per un terreno edificabile, determinato dall’Ufficio mediante quattro compravendite comparative. La Corte ha rilevato che la CTR aveva ritenuto assolto l’onere probatorio dell’Amministrazione e che i ricorrenti non avevano riprodotto adeguatamente i motivi d’appello, gli atti comparativi o fatti decisivi trascurati; la perizia di parte sollecitava inoltre un riesame probatorio non consentito in cassazione. I motivi sono stati dichiarati, sotto diversi profili, inammissibili o infondati e il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8074

Cassazione, sentenza n. 8074 del 23/04/2020

Sentenza n. 8074 del 23/04/2020

La lite riguardava la rettifica del valore di un appartamento destinato alla demolizione e inserito in un programma comunale di sostituzione edilizia; i contribuenti sostenevano che la vendita fosse aleatoria e avesse per oggetto, sostanzialmente, un bene futuro. La Corte ha invece confermato la qualificazione come compravendita di un bene esistente e la valutazione fondata anche sulle potenzialità economiche attuali e sul confronto con un immobile similare. Le censure istruttorie sono state ritenute infondate e quella sull’omessa pronuncia inammissibile per difetto di autosufficienza; il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8089

Cassazione, sentenza n. 8089 del 23/04/2020

Sentenza n. 8089 del 23/04/2020

La lite riguardava un avviso di pagamento TARI per magazzini nei quali la contribuente dichiarava di produrre imballaggi terziari smaltiti tramite operatori privati; la commissione regionale aveva riconosciuto l’esenzione anche rispetto ai rifiuti urbani. La Corte ha confermato l’autonoma impugnabilità dell’avviso, ma ha escluso che lo smaltimento privato comporti l’esenzione integrale: la parte fissa resta dovuta per superfici potenzialmente produttive di rifiuti urbani, mentre l’esclusione della parte variabile richiede prova della produzione esclusiva di rifiuti speciali. Respinto il primo motivo, ha accolto gli altri, cassando con rinvio.

N. 8073

Cassazione, sentenza n. 8073 del 23/04/2020

Sentenza n. 8073 del 23/04/2020

La contribuente contestava la rettifica delle imposte di registro e ipocatastali applicate a un immobile acquistato con il criterio del prezzo-valore come pertinenza dell’abitazione, ma donato alla figlia nella stessa giornata. La Corte ha affermato che il vincolo pertinenziale richiede sia l’effettiva destinazione del bene al servizio di quello principale sia la corrispondente volontà del proprietario; la cessione pressoché contestuale escludeva entrambi i requisiti e, quindi, i limiti al potere di rettifica invocati. I tre motivi sono stati respinti e il ricorso rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 8035

Cassazione, ordinanza n. 8035 del 22/04/2020

Contenzioso tributario -Ricorso in cassazione - Contenuto.

Il contribuente aveva impugnato tre intimazioni di pagamento deducendo l’omessa notifica degli atti presupposti, ma il ricorso era stato dichiarato inammissibile e l’appello respinto. La Cassazione ha rilevato che il ricorso di legittimità non esponeva le ragioni della decisione impugnata, formulava motivi poco chiari e riproduceva atti e documenti senza individuarne specificamente il contenuto rilevante. Poiché l’atto deve consentire una conoscenza autosufficiente della vicenda sostanziale e processuale e delle censure proposte, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12680

Cassazione, sentenza n. 12680 del 22/04/2020

IVA - Operazioni inesistenti - Frode carosello - Dolo eventuale - Colpa paradigmatica.

Il procedimento cautelare riguardava il sequestro di somme considerate profitto di una dichiarazione fraudolenta, contestata per l’utilizzo di fatture relative ad acquisti di prodotti petroliferi formalmente provenienti da società ritenute cartiere. La difesa sosteneva che gli elementi valorizzati indicassero soltanto negligenza e non il dolo richiesto. La Cassazione ha affermato la compatibilità del dolo eventuale con il dolo specifico del reato, purché vi sia lucida accettazione anche del fine evasivo o dell’indebito rimborso; ritenuto adeguatamente configurato il fumus in sede cautelare, ha rigettato il ricorso.

N. 7910

Cassazione, sentenza n. 7910 del 17/04/2020

Sentenza n. 7910 del 17/04/2020

La cartella derivava dai controlli automatizzati sulle dichiarazioni IRES e IVA di gruppo per il 2007; la CTR l’aveva annullata ritenendo non ceduto un credito IRES e soddisfatta la pretesa IVA. La Cassazione ha stabilito che, nel regime allora vigente, anche le eccedenze IVA anteriori all’ingresso nel gruppo dovevano essere trasferite alla controllante e non potevano essere compensate individualmente; ha inoltre giudicato priva di riscontri la valutazione sul credito IRES. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario.

  • IVA
  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
N. 7909

Cassazione, ordinanza n. 7909 del 17/04/2020

Accertamento - Verifica - Articolo 12 Statuto del contribuente.

L’avviso recuperava costi e IVA relativi a beni strumentali dopo un accesso presso la sede sociale; secondo la CTR, era stato emesso il giorno successivo senza preventiva richiesta delle scritture e senza rispettare il termine di sessanta giorni. La Cassazione ha confermato che, in caso di accesso, ispezione o verifica nei locali dell’attività, l’atto anticipato è nullo per violazione del contraddittorio, anche per i tributi armonizzati e senza prova di resistenza. Esclusa anche l’ultrapetizione, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 7908

Cassazione, ordinanza n. 7908 del 17/04/2020

IVA - Imposta di registro - Alternanza - Cessione di beni strumentali non ultimati- Azienda come utilizzare finale - Applicazione imposta di registro - Legittimità.

La controversia concerneva le imposte ipotecaria e catastale proporzionali applicate al trasferimento, a una società di leasing, di impianti fotovoltaici ancora in costruzione e destinati alla locazione finanziaria. La Cassazione ha precisato che i beni strumentali non ultimati restano soggetti a IVA se ceduti nel circuito produttivo, mentre l’acquisto dell’utilizzatore finale li sottrae a tale circuito anche quando questi sia un’impresa, purché li impieghi come beni strumentali e non per la rivendita. Ritenuta finale la destinazione accertata nel merito, ha respinto il ricorso.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
N. 7907

Cassazione, sentenza n. 7907 del 17/04/2020

Sentenza n. 7907 del 17/04/2020

Un lavoratore dipendente residente nell’area colpita dal sisma siciliano del 1990 aveva ottenuto nei gradi di merito il riconoscimento del rimborso IRPEF sulle ritenute subite per il triennio 1990-1992. L’Agenzia sosteneva che il beneficio riguardasse soltanto imposte non ancora versate e che il rimborso potesse essere richiesto esclusivamente dal sostituto d’imposta. La Cassazione ha invece riconosciuto la legittimazione anche del sostituito, quale soggetto passivo sostanziale, precisando che i limiti delle risorse rilevano nella fase esecutiva; il ricorso è stato rigettato.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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