Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9339

Cassazione, sentenza n. 9339 del 21/05/2020

Sentenza n. 9339 del 21/05/2020

Gli accertamenti disconoscevano la deducibilità dei costi per acquisti effettuati nel 2004 e 2005 presso un’impresa domiciliata in un Paese a fiscalità privilegiata, mentre la CTR aveva ritenuto provati l’interesse economico e l’effettiva esecuzione delle operazioni. La Cassazione ha confermato che l’omessa indicazione separata non comportava, da sola, l’indeducibilità; ha però giudicato meramente apparente la motivazione sull’interesse economico, perché generica e priva dell’esposizione del concreto percorso valutativo. Il relativo motivo dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto ritenuto fondato.

N. 9332

Cassazione, ordinanza n. 9332 del 21/05/2020

Accertamento sintetico - Esborsi di denaro non compatibili con il reddito - Situazione economica del nucleo familiare.

L’accertamento sintetico riguardava spese ritenute incompatibili con l’assenza di redditi propri della contribuente, che ne aveva ricondotto la provvista alle disponibilità familiari. La Cassazione ha precisato che, quando si allegano liberalità o altre risorse del nucleo familiare, occorre documentarne disponibilità, entità e durata del possesso, senza dover provare il loro specifico impiego nelle spese contestate. Ritenuta adeguatamente documentata la provenienza familiare delle risorse, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e confermato l’annullamento dell’accertamento.

N. 9323

Cassazione, sentenza n. 9323 del 21/05/2020

Sentenza n. 9323 del 21/05/2020

La controversia riguardava un avviso di accertamento IRPEF per il 2005, confermato nei due gradi di merito e impugnato dal contribuente in Cassazione. Dopo avere aderito alla definizione agevolata e versato le somme dovute, il ricorrente ha rinunciato al ricorso dichiarando di non avere più interesse alla prosecuzione. La Corte ha ritenuto che la rinuncia, sebbene non notificata alla controparte costituita, dimostrasse la sopravvenuta carenza d’interesse; ha quindi dichiarato inammissibile il giudizio e compensato le spese.

N. 9322

Cassazione, sentenza n. 9322 del 21/05/2020

Sentenza n. 9322 del 21/05/2020

L’accertamento contestava a una società riprese IRES, IRAP e IVA relative, tra l’altro, a costi ritenuti non documentati o non inerenti, mentre alcune pretese erano state successivamente ridotte o annullate in autotutela. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva illegittimamente confermato anche le riprese abbandonate dall’Amministrazione e aveva motivato in modo insufficiente sull’effettività e inerenza delle diverse categorie di costi, senza esaminare analiticamente i documenti indicati. Accolti il primo e il terzo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 15556

Cassazione, sentenza n. 15556 del 21/05/2020

Sentenza n. 15556 del 21/05/2020

Il giudizio penale riguardava l’omesso versamento dell’IVA dichiarata, per il quale il Tribunale aveva pronunciato condanna senza applicare le pene accessorie previste dalla disciplina dei reati tributari. La Cassazione ha stabilito che, quando la legge indica limiti temporali non fissi, la durata delle pene accessorie deve essere determinata discrezionalmente secondo i criteri dell’articolo 133 del codice penale, senza uniformarla automaticamente alla pena principale. Ha quindi annullato con rinvio limitatamente alle pene accessorie, dichiarando irrevocabile l’affermazione di responsabilità.

N. 9316

Cassazione, ordinanza n. 9316 del 20/05/2020

Accertamento nei confronti di società di persone - Reddito di partecipazione - Imputazione maggior reddito al socio - Operazioni oggettivamente inesistenti.

L’accertamento imputava al socio di una società di persone il maggior reddito derivante da forniture ritenute oggettivamente inesistenti e dalla conseguente indebita detrazione IVA. La Cassazione ha ritenuto provate dall’Ufficio sia la fittizietà delle operazioni sia la consapevolezza del contesto evasivo, gravando quindi sulla società la prova dell’effettività delle forniture e della massima diligenza esigibile; ha inoltre ammesso l’utilizzo indiziario delle dichiarazioni di terzi raccolte nel processo verbale. Respinte anche le contestazioni sui termini e sulla motivazione per relationem, la Corte ha rigettato il ricorso del socio.

  • IVA
  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
N. 9314

Cassazione, ordinanza n. 9314 del 20/05/2020

IRAP - Accertamento - Raddoppio dei termini - Inapplicabilita'.

La società impugnava un accertamento relativo esclusivamente all’IRAP 2008, notificato oltre il termine ordinario, sostenendo che non potesse applicarsi il raddoppio connesso alle violazioni penalmente rilevanti. La Cassazione ha confermato che tale disciplina non opera per l’IRAP, poiché le relative violazioni non rientrano tra i reati contemplati dalla normativa penale tributaria, e ha quindi riconosciuto la decadenza dell’Agenzia delle Entrate. Accolto il motivo decisivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, compensando le spese.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9107

Cassazione, ordinanza n. 9107 del 18/05/2020

TARSU - Servizio di raccolta rifiuti - Mancata erogazione nel periodo invernale - Riduzione proporzionale.

La controversia riguardava la TARI richiesta a uno stabilimento balneare nonostante il servizio comunale di raccolta dei rifiuti non fosse erogato da ottobre ad aprile; i giudici di merito avevano escluso la rilevanza della stagionalità. La Cassazione ha chiarito che la riduzione proporzionale riequilibra il tributo rispetto al servizio effettivamente prestato e non costituisce né risarcimento né sanzione per il Comune. Poiché la contribuente aveva documentato il disservizio stagionale con elementi obiettivi provenienti dallo stesso ente, la Corte ha cassato la decisione e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9036

Cassazione, ordinanza n. 9036 del 15/05/2020

ICI - Immobili storici - Vincolo parziale - Agevolazione.

La contribuente chiedeva il rimborso della maggiore ICI versata per un edificio interessato da vincoli storico-artistici parziali, mentre i giudici di merito avevano negato l’agevolazione ritenendo separabili le porzioni vincolate. La Cassazione ha affermato che il beneficio può estendersi all’intero immobile quando la parte tutelata, per dimensioni, collocazione, funzione e oneri conservativi, sia inscindibile dal complesso e ne caratterizzi il valore storico-artistico. Non avendo la CTR compiuto tale valutazione, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 8925

Cassazione, ordinanza n. 8925 del 14/05/2020

Accertamento - Studi di settore - Anti economicità dell'impresa.

L’Agenzia delle Entrate aveva rettificato il reddito di una merceria sulla base degli studi di settore e dell’antieconomicità della gestione, evidenziando ricavi dichiarati minimi rispetto agli elevati costi del personale. La CTR aveva accolto la spiegazione secondo cui l’attività sarebbe proseguita per consentire alla moglie collaboratrice di maturare la pensione. La Cassazione ha ritenuto tale motivazione insufficiente e ha ribadito che una condotta antieconomica, anche con contabilità formalmente regolare, può sostenere l’accertamento induttivo se fondata su una presunzione grave e precisa; ha quindi cassato con rinvio.

N. 8919

Cassazione, ordinanza n. 8919 del 14/05/2020

IVA - Operazioni oggettivamente inesistenti - Detrazione - Esclusione - Corresponsione dell'imposta - Irrilevanza.

L’accertamento aveva disconosciuto la detrazione IVA relativa a fatture per operazioni ritenute oggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece valorizzato la regolarità formale, il versamento dell’imposta e la non essenzialità del pagamento del prezzo. La Cassazione afferma che l’Ufficio può provare l’inesistenza anche mediante presunzioni e che il contribuente non può assolvere la prova contraria con soli documenti formali; l’IVA corrisposta in fattura non fonda la detrazione quando manca l’inerenza dell’operazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8915

Cassazione, sentenza n. 8915 del 14/05/2020

IRPEF - Società a ristretta base sociale - Utili - Presunzione di attribuzione ai soci - Ammissibilità - Presunzione di secondo grado - Esclusione.

La controversia riguardava maggiori redditi imputati ai soci di una società a ristretta base, oltre agli atti conseguenti di riscossione. La Cassazione conferma che la ristrettezza dell’assetto societario consente di presumere la distribuzione degli utili extracontabili nell’anno di conseguimento, senza configurare una presunzione di secondo grado; incombe sul socio dimostrare che gli utili furono accantonati o reinvestiti. Il giudizio è dichiarato estinto per due ricorrenti che avevano rinunciato dopo la definizione agevolata, mentre il ricorso del terzo è integralmente rigettato.

N. 8914

Cassazione, sentenza n. 8914 del 14/05/2020

Sentenza n. 8914 del 14/05/2020

Un lavoratore dipendente chiedeva il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, invocando l’agevolazione prevista per i soggetti colpiti dal sisma nelle province interessate; i giudici di merito avevano accolto la domanda. L’Agenzia sosteneva che la legittimazione spettasse soltanto al datore di lavoro quale sostituto d’imposta. La Cassazione riconosce invece anche al sostituito, effettivo beneficiario dell’agevolazione, il diritto di domandare il rimborso delle somme trattenute e versate, e rigetta il ricorso dell’Amministrazione.

N. 8926

Cassazione, ordinanza n. 8926 del 14/05/2020

Accertamento analitico - induttivo - Percentuali di ricarico - Media applicabile.

L’accertamento analitico-induttivo aveva ricostruito i ricavi di alcuni bar applicando una percentuale uniforme di ricarico e aveva determinato la plusvalenza da cessione assumendo il valore definito ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione ha escluso riduzioni equitative prive di concreti riferimenti istruttori, precisando che prodotti eterogenei richiedono una media ponderata e che il valore utilizzato per il registro non basta, da solo, a provare un maggior corrispettivo. Poiché il giudice del rinvio aveva ripetuto le carenze già censurate, la Corte ha nuovamente cassato la sentenza con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14763

Cassazione, sentenza n. 14763 del 13/05/2020

Reati tributari - Utilizzo in compensazione di crediti inesistenti o non spettanti - Soglia di punibilità - Somma algebrica di tutti i crediti indebitamente compensati.

Nel riesame di un sequestro preventivo per indebita compensazione, l’indagato contestava il superamento della soglia penale, sostenendo che dovessero considerarsi soltanto imposte sui redditi e IVA non versate. La Cassazione chiarisce che la soglia annua di 50.000 euro va calcolata sommando gli importi dei crediti inesistenti o non spettanti indebitamente compensati, poiché la fattispecie tutela la corretta procedura di compensazione anche rispetto ai debiti richiamati dalla disciplina del modello F24. Poiché gli importi superavano la soglia, il ricorso è rigettato.

N. 14738

Cassazione, sentenza n. 14738 del 13/05/2020

Reati penali - Sequestro preventivo - Dichiarazione fraudolenta - Emissione di fatture inesistenti - Evasione.

L’indagato chiedeva di svincolare somme sottoposte a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per reati tributari e altri delitti, per destinarle alla definizione agevolata di controversie fiscali. La Cassazione rileva che il denaro sequestrato è sottratto alla disponibilità del titolare e affidato a una gestione pubblicistica: il giudice non può ordinare al Fondo unico giustizia un trasferimento alle casse erariali né disporre una restituzione vincolata mediante provvedimenti atipici. Sono inoltre respinte le tesi sulla prevalenza del credito erariale e il ricorso è rigettato.

N. 8770

Cassazione, sentenza n. 8770 del 12/05/2020

Strumenti finanziari stipulati dagli Enti locali - Contratti derivati - Validità.

La controversia concerneva la validità di contratti di interest rate swap stipulati da un Comune, dichiarati nulli e inefficaci dalla Corte d’appello. Le Sezioni Unite affermano che la validità richiede la determinabilità dell’alea attraverso mark to market, costi impliciti e scenari probabilistici; la loro mancata esplicitazione può incidere sulla causa concreta. Quando il derivato comporta indebitamento o impegna bilanci successivi, la decisione compete al Consiglio comunale e non alla Giunta. Il ricorso principale della banca è rigettato, con assorbimento di quello incidentale condizionato.

N. 8701

Cassazione, sentenza n. 8701 del 11/05/2020

Sentenza n. 8701 del 11/05/2020

Uno spedizioniere doganale, operante come rappresentante indiretto, contestava il recupero dei dazi su silicio dichiarato di origine taiwanese ma ritenuto cinese in base alle indagini richiamate nell’accertamento. La Corte ha affermato la responsabilità solidale dello spedizioniere che presenta la dichiarazione in nome proprio e ha escluso l’esimente dell’errore dell’autorità estera, poiché il certificato recepiva dichiarazioni inesatte dell’esportatore e non risultavano provati tutti i relativi presupposti. Le restanti censure non superavano gli accertamenti di merito; il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8700

Cassazione, sentenza n. 8700 del 11/05/2020

Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Consegna nelle mani di persona di famiglia - Obbligo di raccomandata informativa - Mancata prova dell'invio - Nullità della notifica.

La società impugnava un preavviso di fermo fondato su più cartelle, contestando, tra l’altro, la validità della notificazione di una di esse, consegnata al figlio della convivente del legale rappresentante. La Corte ha stabilito che tale consegna a persona di famiglia non equivale alla consegna in mani proprie e richiede l’invio della raccomandata informativa; la mancata prova dell’adempimento determina la nullità della notifica. Accolto il relativo motivo, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario della contribuente accolto nel merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8698

Cassazione, sentenza n. 8698 del 11/05/2020

Sentenza n. 8698 del 11/05/2020

La controversia riguardava accise e imposte di consumo sugli oli minerali impiegati nelle prove di motori navali, che la contribuente riteneva totalmente esenti in base alla disciplina previgente e alle iniziali indicazioni dell’Ufficio. La Corte ha ritenuto tale esenzione tacitamente abrogata dal testo unico delle accise, che prevedeva soltanto l’aliquota ridotta, precisando però che il legittimo affidamento esclude interessi e conseguenze sanzionatorie, non il tributo. Ha quindi annullato gli atti limitatamente agli interessi e alle indennità di mora.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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