Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8714

Cassazione, sentenza n. 8714 del 11/05/2020

Sentenza n. 8714 del 11/05/2020

La contribuente contestava i compensi di riscossione applicati nella cartella anche in caso di pagamento entro sessanta giorni e chiedeva una formale pronuncia sull’estinzione parziale conseguente a uno sgravio già eseguito. La Corte ha ritenuto insussistente l’interesse sulla parte già sgravata e ha ribadito la natura retributiva, non sanzionatoria, dell’aggio, da determinare secondo la disciplina vigente al momento dell’attività di riscossione. Dichiarata manifestamente infondata anche la questione costituzionale, il ricorso è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8713

Cassazione, sentenza n. 8713 del 11/05/2020

Sentenza n. 8713 del 11/05/2020

Il contribuente contestava un accertamento IRPEF, IRAP e IVA fondato anche su controlli bancari, deducendo vizi di notificazione e l’assenza di autonoma organizzazione nell’attività professionale. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla regolarità della notifica, precisando che l’impugnazione tempestiva può comunque sanarne i vizi, e ha ritenuto inammissibile l’eccezione di decadenza non proposta nei gradi precedenti. Le ulteriori censure sollecitavano una rivalutazione dei fatti sull’attività abituale e organizzata; il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IVA
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8702

Cassazione, sentenza n. 8702 del 11/05/2020

Sentenza n. 8702 del 11/05/2020

L’Agenzia delle Dogane aveva recuperato le accise sul gasolio acquistato in esenzione per un’imbarcazione che, secondo l’accertamento, era utilizzata quasi esclusivamente dai soci e dai familiari attraverso noleggi ritenuti simulati. La Corte ha giudicato inammissibili o infondate le contestazioni sulla prova, sulla motivazione per relationem e sul contraddittorio, ritenuto assicurato dalla facoltà di presentare osservazioni dopo il verbale. Ha inoltre escluso che l’assoluzione penale o il legittimo affidamento eliminassero il tributo e ha rigettato il ricorso.

N. 8701

Cassazione, sentenza n. 8701 del 11/05/2020

Sentenza n. 8701 del 11/05/2020

Uno spedizioniere doganale, operante come rappresentante indiretto, contestava il recupero dei dazi su silicio dichiarato di origine taiwanese ma ritenuto cinese in base alle indagini richiamate nell’accertamento. La Corte ha affermato la responsabilità solidale dello spedizioniere che presenta la dichiarazione in nome proprio e ha escluso l’esimente dell’errore dell’autorità estera, poiché il certificato recepiva dichiarazioni inesatte dell’esportatore e non risultavano provati tutti i relativi presupposti. Le restanti censure non superavano gli accertamenti di merito; il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8700

Cassazione, sentenza n. 8700 del 11/05/2020

Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Consegna nelle mani di persona di famiglia - Obbligo di raccomandata informativa - Mancata prova dell'invio - Nullità della notifica.

La società impugnava un preavviso di fermo fondato su più cartelle, contestando, tra l’altro, la validità della notificazione di una di esse, consegnata al figlio della convivente del legale rappresentante. La Corte ha stabilito che tale consegna a persona di famiglia non equivale alla consegna in mani proprie e richiede l’invio della raccomandata informativa; la mancata prova dell’adempimento determina la nullità della notifica. Accolto il relativo motivo, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario della contribuente accolto nel merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8698

Cassazione, sentenza n. 8698 del 11/05/2020

Sentenza n. 8698 del 11/05/2020

La controversia riguardava accise e imposte di consumo sugli oli minerali impiegati nelle prove di motori navali, che la contribuente riteneva totalmente esenti in base alla disciplina previgente e alle iniziali indicazioni dell’Ufficio. La Corte ha ritenuto tale esenzione tacitamente abrogata dal testo unico delle accise, che prevedeva soltanto l’aliquota ridotta, precisando però che il legittimo affidamento esclude interessi e conseguenze sanzionatorie, non il tributo. Ha quindi annullato gli atti limitatamente agli interessi e alle indennità di mora.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14217

Cassazione, sentenza n. 14217 del 11/05/2020

Reati tributari - Sottrazione al pagamento delle imposte - Prelievi dal conto corrente - Realtà non veritiera.

Gli imputati erano accusati di avere mantenuto quasi incapiente il conto societario mediante ripetute emissioni e successivi riversamenti di assegni circolari, così ostacolando il pignoramento per debiti tributari. La Corte ha distinto il semplice prelievo, di per sé non sufficiente, dall’atto fraudolento che rappresenta ai terzi una consistenza patrimoniale non veritiera e rende più difficoltosa la riscossione: nel caso concreto, la complessiva cartolarizzazione delle disponibilità integrava tale requisito. Ritenute infondate anche le contestazioni sull’idoneità della condotta e sul dolo, i ricorsi sono stati rigettati.

N. 8734

Cassazione, ordinanza n. 8734 del 11/05/2020

Accertamento sintetico - Redditometro -Tenore di vita rispetto al reddito dichiarato - Prova - Disponibilità finanziarie del coniuge - Legittimità - Regime patrimoniale della separazione dei beni - Irrilevanza.

L’accertamento sintetico aveva ricostruito un maggior reddito IRPEF in base al tenore di vita; la CTR aveva escluso rilievo alle disponibilità finanziarie della coniuge, richiamando la separazione dei beni. La Cassazione precisa che il regime patrimoniale non genera alcuna presunzione sulla provenienza comune o individuale delle somme impiegate negli acquisti: il giudice deve verificare concretamente le prove offerte sulla congruità tra spese e reddito dichiarato. Respinti i primi due motivi, la Corte accoglie quelli concernenti il merito, cassa la decisione e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8719

Cassazione, sentenza n. 8719 del 11/05/2020

Riscossione - Tarsu - Agente della riscossione - Rapporto tra Comune e agente della riscossione.

Un contribuente aveva impugnato il diniego comunale di sgravio, deducendo la prescrizione quinquennale di crediti TARSU dopo la notifica delle cartelle; la CTR aveva dichiarato il ricorso inammissibile e individuato nell’agente della riscossione il legittimato passivo. La Cassazione considera impugnabile il diniego e chiarisce che, trattandosi di estinzione successiva del credito, la domanda va rivolta al Comune, che può acquisire dall’agente gli atti interruttivi o chiamarlo in giudizio. Accolto il ricorso, la Corte annulla il diniego e dichiara prescritti i crediti.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8718

Cassazione, sentenza n. 8718 del 11/05/2020

TARSU - Categorie - Delibera giunta comunale - Istituzione tariffa specifica - Illegittimità.

La controversia riguardava una tariffa TARSU specifica per alberghi, introdotta dalla Giunta nonostante il regolamento consiliare li comprendesse nella medesima categoria delle abitazioni e di altre strutture. La Cassazione distingue la competenza del Consiglio sull’istituzione e sull’ordinamento del tributo, inclusa la classificazione degli immobili, da quella della Giunta sulla concreta determinazione delle aliquote: quest’ultima non può creare autonomamente nuove sottocategorie. Ritenuto ammissibile l’appello comunale ma infondato nel merito, la Corte cassa la sentenza e rigetta definitivamente tale appello.

N. 8587

Cassazione, ordinanza n. 8587 del 7/05/2020

Reddito di impresa - Determinazione - Perdite derivanti da crediti vantati nei confronti di società sottoposte a fallimento - Deducibilità - Periodo di competenza - Inderogabilità.

L’Amministrazione contestava la deduzione, nell’esercizio 2004, di perdite su crediti riferibili a debitori dichiarati falliti in esercizi precedenti, deduzione invece riconosciuta dai giudici di merito. La Corte ha affermato che, nelle procedure concorsuali, gli elementi certi e precisi dell’irrecuperabilità si manifestano con l’apertura della procedura e impongono di imputare la perdita al relativo periodo d’imposta. Poiché il principio di competenza non consente al contribuente di scegliere l’annualità più vantaggiosa, il ricorso dell’Agenzia è stato accolto con cassazione e rinvio.

  • IRES
  • Imprese
  • Procedure concorsuali
  • Contabilità
  • Accertamento fiscale
N. 8584

Cassazione, sentenza n. 8584 del 7/05/2020

Sentenza n. 8584 del 07/05/2020

La controversia riguarda il recupero dell’IVA all’importazione per merci extracomunitarie introdotte utilizzando un plafond da esportatore abituale ritenuto inesistente e la conseguente eccezione di prescrizione. La Cassazione dichiara inammissibili le contestazioni sulla qualifica dell’importatrice e sulla natura dell’illecito, perché nuove, non autosufficienti o volte a riesaminare fatti già conformemente accertati nei due gradi di merito. Precisa inoltre che il recupero oltre il triennio è consentito quando la notizia di reato sia trasmessa entro il termine originario, indipendentemente dall’esito penale, e rigetta integralmente il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 8583

Cassazione, sentenza n. 8583 del 7/05/2020

Sentenza n. 8583 del 07/05/2020

L’Agenzia delle Dogane contestava la classificazione di tubi senza saldatura importati dalla Federazione Russa e chiedeva il recupero dei dazi antidumping; i giudici di merito avevano invece ritenuto corretta la voce doganale esente dichiarata dall’importatrice. La Cassazione esclude la motivazione apparente e rileva che la CTR aveva analiticamente valutato caratteristiche, lavorazione e impiego dei prodotti, distinguendoli da quelli contemplati dal regolamento europeo e dal rapporto OLAF. La richiesta dell’Ufficio comportava un nuovo apprezzamento delle prove; la censura sulla buona fede riguardava una motivazione ulteriore e non decisiva. Il ricorso è rigettato.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8582

Cassazione, sentenza n. 8582 del 7/05/2020

Sentenza n. 8582 del 07/05/2020

La controversia concerne l’abbuono delle accise per cali tecnici verificatisi durante operazioni sistematiche di imbottigliamento, negato dai giudici di merito per l’omessa segnalazione preventiva di ciascuna lavorazione. La Cassazione afferma che le norme applicabili non impongono tale comunicazione individuale: sono sufficienti la segnalazione periodica prevista e la riscontrabilità del calo entro i limiti forfetari. Circolari, telegrammi e telescritti dell’Amministrazione costituiscono interpretazioni non vincolanti e non possono introdurre obblighi ulteriori. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 13660

Cassazione, sentenza n. 13660 del 6/05/2020

Reati tributari - Frode fiscale - Somme giacenti sul fondo pensione - Sequestrabilita'.

Nel procedimento per frode fiscale era stato disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche sulle somme accumulate dall’indagato presso un fondo pensione; la difesa ne sosteneva l’intangibilità, equiparandole ai trattamenti pensionistici obbligatori. La Cassazione distingue la previdenza complementare dal nucleo essenziale delle prestazioni retributive e pensionistiche protette: le somme accantonate non costituiscono direttamente corrispettivi del rapporto di lavoro, ma strumenti finanziari assimilabili alle assicurazioni sulla vita. Esse restano pertanto soggette alla disciplina penale ordinaria del sequestro preventivo dei crediti. Le censure sul fumus sono inammissibili e il ricorso viene rigettato.

N. 8540

Cassazione, ordinanza n. 8540 del 6/05/2020

Reddito di impresa - Determinazione - Spese di sponsorizzazione - Deducibilità - Condizioni.

L’accertamento ai fini IVA, IRPEF e IRAP aveva disconosciuto le spese di sponsorizzazione sostenute in favore di una compagine sportiva dilettantistica, che la CTR aveva giudicato non inerenti e incongrue. La Cassazione rileva che l’effettività delle prestazioni non era contestata e che ricorrevano le condizioni della presunzione legale assoluta di natura pubblicitaria: beneficiario dilettantistico, limite quantitativo, finalità promozionale e concreta attività dello sponsorizzato. Valutazioni ulteriori di inerenza e congruità erano quindi irrilevanti. Accolto il relativo motivo, la Corte cassa senza rinvio e accoglie il ricorso originario della contribuente.

N. 8539

Cassazione, ordinanza n. 8539 del 6/05/2020

IRAP - Accertamento - Ipotesi di reato - Costi relativi ad operazioni inesistenti - Raddoppio dei termini - Esclusione ai fini IRAP .

L’avviso recuperava IVA, IRES e IRAP per costi e detrazioni riferiti a fatture ritenute relative a operazioni inesistenti; la CTR aveva applicato il raddoppio dei termini a tutte le imposte. La Cassazione conferma che, secondo la disciplina temporale applicabile, per IVA e IRES rileva l’esistenza di fatti penalmente significativi, ma esclude il raddoppio per l’IRAP, non assistita da sanzioni penali. Ritiene inoltre applicabile lo ius superveniens sulle sanzioni più favorevoli. La sentenza è cassata e, decidendo nel merito, la Corte annulla la ripresa IRAP e ridetermina al minimo edittale le sanzioni residue.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 8453

Cassazione, ordinanza n. 8453 del 5/05/2020

IRES - Costi e ricavi - Imputabilità - Competenza - Liquidazione - Onere della prova.

La controversia riguarda la deducibilità, nell’IRES 2010, di una sopravvenienza passiva collegata al dedotto furto di assegni da parte di una dipendente; la CTR aveva ritenuto che la documentazione dell’Ufficio non superasse la ricostruzione della società. La Cassazione afferma che certezza e determinabilità delle componenti negative, nonché esistenza, inerenza e coerenza economica dei costi, devono essere provate dal contribuente. Nel caso concreto la valutazione della CTR è giudicata generica e congetturale, anche rispetto alla mancata procedura di ammortamento degli assegni. Il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 13628

Cassazione, sentenza n. 13628 del 5/05/2020

Accertamento - Concordato preventivo - Poteri amministratore.

Il procedimento cautelare riguarda l’omesso versamento di ritenute scadute dopo la presentazione di una domanda di concordato preventivo con riserva ma prima dell’ammissione alla procedura; i giudici cautelari avevano escluso il potere dell’amministratore di pagare. La Cassazione afferma che la domanda con riserva lascia all’imprenditore la gestione ordinaria e non impedisce, da sola, il pagamento dei debiti tributari successivamente scaduti. Un possibile effetto scriminante richiede uno specifico provvedimento giudiziale che vieti o non autorizzi il pagamento richiesto. L’ordinanza è annullata con rinvio per riesaminare il fumus del reato.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contenzioso
N. 13616

Cassazione, sentenza n. 13616 del 5/05/2020

Reati tributari - Distruzione di fatture false - Particolare tenuita' del fatto.

L’imputato era stato condannato per emissione e successiva distruzione di una fattura relativa a operazioni inesistenti; in cassazione invocava, tra l’altro, prescrizione e particolare tenuità del fatto. La Corte dichiara prescritto il reato di emissione, ma non quello di distruzione, non essendo stata dimostrata una data di consumazione anteriore a quella contestata. Quanto all’occultamento o distruzione delle scritture, precisa che la particolare tenuità è astrattamente applicabile e non può essere esclusa valorizzando soltanto elementi costitutivi del reato, come l’accordo fraudolento. Segue l’annullamento parziale con rinvio su tale causa di non punibilità e sul trattamento sanzionatorio.

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