Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23161

Cassazione, sentenza n. 23161 del 22/10/2020

Sentenza n. 23161 del 22/10/2020

Due titolari di diritti su un appartamento avevano impugnato la modifica del classamento catastale, ma il giudizio si era svolto senza l’altro nudo proprietario; la CTR aveva confermato il rigetto senza disporre l’integrazione del contraddittorio. La Cassazione stabilisce che l’impugnazione del classamento di un immobile appartenente a più soggetti determina litisconsorzio necessario, poiché non sono ammissibili valutazioni divergenti sul medesimo bene. Accolto il relativo motivo, la sentenza è cassata e la causa rinviata alla CTP affinché decida previa partecipazione dell’altro contitolare.

N. 23160

Cassazione, sentenza n. 23160 del 22/10/2020

Sentenza n. 23160 del 22/10/2020

La controversia riguardava sanzioni per omessi o tardivi versamenti di addizionali provinciali e per dichiarazioni di consumo dell’energia elettrica tardive o irregolari; la CTR le aveva escluse valorizzando una successiva compensazione nazionale tra crediti e debiti per accise. La Cassazione afferma che la compensazione tributaria opera soltanto nei casi previsti dalla legge e che quella autorizzata successivamente non sana retroattivamente le violazioni; inoltre, la sanzione per irregolarità dichiarative non richiede dolo specifico. Accolto il primo motivo, la sentenza è cassata con rinvio per verificare i presupposti e la proporzionalità delle singole sanzioni.

N. 23159

Cassazione, sentenza n. 23159 del 22/10/2020

Sentenza n. 23159 del 22/10/2020

L’Agenzia delle Dogane contestava l’annullamento quasi integrale delle sanzioni applicate per omessa dichiarazione di consumo, mancati versamenti di accise e addizionali e sottrazione dell’energia elettrica all’accertamento, disposto dai giudici di merito dopo una compensazione nazionale. La Cassazione ribadisce che la compensazione tributaria è ammessa solo nei casi normativamente previsti e non produce effetti sananti retroattivi; conferma inoltre che la violazione dichiarativa non presuppone una condotta dolosa. Accolta parzialmente l’impugnazione principale e respinta quella incidentale, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle sanzioni sui versamenti omessi.

N. 23158

Cassazione, sentenza n. 23158 del 22/10/2020

Sentenza n. 23158 del 22/10/2020

L’Amministrazione doganale aveva revocato il trattamento daziario preferenziale applicato a merci dichiarate di origine israeliana, ritenendo irregolare l’attestazione contenuta nella fattura; CTP e CTR avevano invece considerato sufficienti i dati indicati nel documento. La Cassazione giudica la censura non specifica, poiché il ricorso non riproduceva né allegava l’atto impositivo e la documentazione essenziale, e comunque infondata, essendo la valutazione sull’idoneità probatoria della fattura riservata al giudice di merito. Consolidata tale ragione decisoria, le ulteriori doglianze restano assorbite o inammissibili e il ricorso è rigettato.

N. 22902

Cassazione, sentenza n. 22902 del 21/10/2020

Sentenza n. 22902 del 21/10/2020

Società e soci contestavano accertamenti per IRPEF, ILOR e IVA fondati sui conti della società, dei soci e dei loro familiari; la CTR aveva considerato soltanto i versamenti sui conti sociali e dei soci. La Cassazione ha affermato che, per una società di persone a ristretta base familiare, versamenti e prelevamenti anche su conti dei congiunti possono essere riferiti all’impresa, ferma la prova analitica della loro estraneità o già avvenuta contabilizzazione. Ha ritenuto fondate le critiche di entrambe le parti all’impianto motivazionale e all’applicazione delle presunzioni bancarie, imponendo un nuovo esame della ricostruzione imponibile.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 22901

Cassazione, sentenza n. 22901 del 21/10/2020

Sentenza n. 22901 del 21/10/2020

Una società contestava un’intimazione relativa alla TIA1, sostenendo di produrre nelle aree interessate rifiuti speciali smaltiti autonomamente; la CTR aveva escluso la quota variabile ma confermato quella fissa. La Cassazione ha chiarito che la componente fissa finanzia i costi essenziali del servizio ed è dovuta per le superfici astrattamente idonee a produrre rifiuti, mentre qualità, quantità e smaltimento autonomo incidono sulla componente variabile. Ha quindi confermato, per le aree produttive considerate, l’esclusione della sola quota variabile e respinto le relative censure della contribuente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Imprese
N. 22900

Cassazione, sentenza n. 22900 del 21/10/2020

Sentenza n. 22900 del 21/10/2020

La controversia riguardava un avviso TARSU per il 2005 e il 2006, contestato per decadenza, vizi della notificazione e insufficiente motivazione sul sopralluogo e sugli interessi. La Cassazione ha stabilito che, dopo una denuncia infedele non corretta, l’obbligo dichiarativo permane e si rinnova annualmente: il termine quinquennale decorre dall’anno successivo a quello del tributo. Ha inoltre precisato che la tempestiva impugnazione sana retroattivamente la nullità della notifica per raggiungimento dello scopo, purché ciò avvenga prima della decadenza, rigettando la censura formulata su tali profili.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Processo tributario
N. 22899

Cassazione, sentenza n. 22899 del 21/10/2020

Sentenza n. 22899 del 21/10/2020

La CTR aveva annullato una cartella TARSU per difformità tra le relate di notificazione e per mancata prova della raccomandata informativa. La Cassazione ha rilevato che, quando il messo notifica la cartella presso la sede della società consegnandola a persona legittimata alla ricezione, non occorre dimostrare l’invio della raccomandata informativa; ha quindi accolto il primo motivo dell’agente della riscossione e assorbito quello sulla sanatoria. Ha inoltre giudicato inammissibile una censura documentale e accolto, nei limiti indicati, quella relativa alla motivazione sulle difformità delle relate.

N. 22898

Cassazione, sentenza n. 22898 del 21/10/2020

Sentenza n. 22898 del 21/10/2020

Una società aveva impugnato cartella e ruolo TARSU, deducendo tra l’altro l’autonomo smaltimento dei rifiuti speciali, la mancata erogazione del servizio e vizi del ruolo. Durante il giudizio di cassazione il Comune ha disposto il discarico del ruolo, facendo venir meno l’interesse delle parti a una decisione sulle originarie contestazioni. La Corte ha pertanto dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, cassato senza rinvio la sentenza impugnata e compensato integralmente le spese di lite.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 22897

Cassazione, sentenza n. 22897 del 21/10/2020

Sentenza n. 22897 del 21/10/2020

L’accertamento per IRPEG, IRAP e IVA derivava dall’uso, nell’anno 2003, di fatture ritenute relative a operazioni inesistenti ed era sostenuto anche da una sentenza di patteggiamento; la società opponeva le risultanze di un precedente PVC. La Cassazione ha confermato che il patteggiamento può essere valutato nel processo tributario insieme agli altri elementi, mentre la fede privilegiata del PVC copre i fatti direttamente attestati, non le valutazioni dei verbalizzanti. Ritenuta legittima la valutazione congiunta del contrasto contabile e della pronuncia penale, la Corte ha respinto il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
N. 23899

Cassazione, sentenza n. 23899 del 21/10/2020

Sentenza n. 23899 del 21/10/2020

La CTR aveva annullato una cartella TARSU per difformità tra le relate di notificazione e per mancata prova della raccomandata informativa. La Cassazione ha rilevato che, essendo la cartella stata consegnata dal messo presso la sede sociale a persona legittimata alla ricezione, non occorreva dimostrare l’invio e la ricezione di tale raccomandata; ha quindi accolto il primo motivo dell’agente della riscossione e assorbito il secondo. Le ulteriori censure sulla documentazione sono state in parte dichiarate inammissibili e in parte accolte nei limiti riferiti nel testo disponibile.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22896

Cassazione, sentenza n. 22896 del 21/10/2020

Sentenza n. 22896 del 21/10/2020

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA riguardava maggiori ricavi del 2005 collegati a fatture considerate relative a operazioni inesistenti, sulla base anche di una sentenza di patteggiamento; la società richiamava un PVC che, a suo dire, escludeva la fittizietà. La Cassazione ha ritenuto valutabile il patteggiamento nel giudizio tributario e ha precisato che il PVC fa piena prova dei fatti direttamente attestati, non delle valutazioni o delle scelte dei verificatori. Considerata corretta la valutazione complessiva degli indizi e rispettato l’onere probatorio dell’Ufficio, ha respinto il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
N. 23008

Cassazione, ordinanza n. 23008 del 21/10/2020

Accise - Indebito versamento del consumatore finale - Legittimazione al rimborso erariale - Esclusione - Ripetizione indebito verso fornitore.

Il consumatore finale chiedeva all’Amministrazione doganale il rimborso delle accise sul gas addebitategli dal fornitore in misura superiore all’aliquota agevolata, domanda accolta nei gradi di merito. La Cassazione ha stabilito che il rapporto tributario intercorre esclusivamente tra fornitore e Amministrazione: il rimborso erariale spetta al fornitore, mentre il consumatore deve normalmente agire contro quest’ultimo per la ripetizione dell’indebito. Accolti il primo motivo principale e il ricorso incidentale sull’omessa decisione della domanda contro il fornitore, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22895

Cassazione, sentenza n. 22895 del 21/10/2020

Sentenza n. 22895 del 21/10/2020

La controversia riguardava un avviso per imposte sui redditi, IVA e IRAP, originato da verifiche su fatture per operazioni inesistenti, oltre a rilievi su perdite su crediti, spese di rappresentanza, autofatturazione e detrazione. La Corte ha ribadito che, nelle operazioni soggettivamente inesistenti, l’Ufficio deve provare con elementi oggettivi e specifici anche che il destinatario sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode; non sono necessari un vantaggio economico o la spartizione dell’IVA. Ha accolto quattro motivi, inclusi quelli per omessa pronuncia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR, rigettando gli altri.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 22937

Cassazione, sentenza n. 22937 del 21/10/2020

Sentenza n. 22937 del 21/10/2020

La controversia riguardava l’esenzione IVA applicata alla locazione stagionale di appartamenti, che l’Ufficio riteneva invece imponibile perché accompagnata da servizi assimilabili a quelli alberghieri. La CTR aveva accertato che la contribuente aveva acquistato e ceduto nude locazioni, attribuendo agli operatori turistici i servizi accessori. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’Agenzia, poiché la censura non riproduceva integralmente la disciplina contrattuale né indicava con precisione la sua produzione processuale, impedendo di verificare l’asserita erronea qualificazione dei rapporti.

  • IVA
  • Locazione immobili
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22884

Cassazione, sentenza n. 22884 del 21/10/2020

Sentenza n. 22884 del 21/10/2020

Una società cessionaria aveva chiesto il rimborso di un credito IVA formatosi durante un fallimento, ma ceduto dal curatore dopo la chiusura della procedura; i giudici di merito avevano riconosciuto un’ultrattività dei poteri del curatore. La Cassazione ha escluso tale ultrattività, poiché la chiusura determina la decadenza degli organi fallimentari, salvo l’adempimento successivo di obbligazioni negoziali già assunte durante la procedura. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare l’esistenza, prima della chiusura, di un preliminare di cessione autorizzato dal giudice delegato.

N. 22909

Cassazione, ordinanza n. 22909 del 21/10/2020

Contenzioso tirbutario - Appello - Notifica eseguita presso il procuratore costituito in primo grado ma non domiciliatario - Nullità della notifica - Contumacia dell'appellato - Effetti.

L’appello dell’Ufficio era stato notificato al difensore costituito in primo grado, ma non domiciliatario, e il contribuente era rimasto contumace nel giudizio concluso con la conferma dell’accertamento. La Cassazione ha precisato che, nel processo tributario, l’appello deve essere notificato nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza o sede dichiarata: la consegna al procuratore non domiciliatario è nulla, non inesistente. Poiché il vizio non era stato sanato, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR, davanti alla quale sarà sufficiente riassumere la causa.

N. 22728

Cassazione, sentenza n. 22728 del 21/10/2020

Sentenza n. 22728 del 21/10/2020

L’accertamento aveva assoggettato a IRPEF la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno, assumendo come corrispettivo il valore definito dall’acquirente ai fini dell’imposta di registro e senza dedurre costi di acquisto o incrementativi. La Corte ha stabilito che la plusvalenza immobiliare non può essere accertata soltanto in base al valore dichiarato, accertato o definito per l’imposta di registro, occorrendo ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti. Accolto il motivo sul punto, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario dei contribuenti.

  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 22908

Cassazione, sentenza n. 22908 del 21/10/2020

Sentenza n. 22908 del 21/10/2020

L’acquirente di un terreno compreso in un piano per insediamenti produttivi aveva ottenuto nei gradi di merito le agevolazioni sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale. La Cassazione ha escluso l’applicabilità del beneficio previsto per i piani urbanistici particolareggiati, poiché la disciplina vigente richiedeva la destinazione dell’area a programmi di edilizia residenziale, non produttiva; ha inoltre censurato la mancata verifica del contenuto dell’asserita convenzione urbanistica. Accolti il primo e il terzo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio, restando assorbite le altre questioni.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 22907

Cassazione, sentenza n. 22907 del 21/10/2020

Sentenza n. 22907 del 21/10/2020

La contribuente contestava il recupero dell’imposta di registro ordinaria applicata a un acquisto immobiliare per il quale era stata richiesta l’agevolazione prima casa, negata in ragione delle caratteristiche di lusso dell’immobile. La Cassazione ha ritenuto inammissibile la tardiva censura sul termine previsto dallo Statuto del contribuente e ha confermato la possibilità per il giudice di utilizzare le perizie disponibili, senza essere tenuto a disporre una consulenza tecnica d’ufficio. Le doglianze motivazionali miravano inoltre a una nuova valutazione delle prove; il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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