Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 527

Cassazione, sentenza n. 527 del 14/01/2021

Sentenza n. 527 del 14/01/2021

La controversia concerneva la deducibilità degli esborsi per un condono edilizio, la detrazione dell’IVA applicata a una cauzione e ulteriori recuperi reddituali. La Corte stabilisce che l’Amministrazione deve specificare quali somme per il condono abbiano natura sanzionatoria e che il giudice di rinvio dovrà esaminare la dichiarazione attestante la natura concessoria degli oneri; conferma invece che una cauzione, quale operazione finanziaria estranea a cessioni o prestazioni, non è assoggettabile a IVA né rettificabile mediante nota di credito. Nei passaggi forniti risultano accolto il primo motivo e respinto il secondo, mentre manca l’esito definitivo delle ulteriori censure.

N. 526

Cassazione, sentenza n. 526 del 14/01/2021

Sentenza n. 526 del 14/01/2021

L’accertamento IRES e IRAP contestava a un istituto, qualificato dai giudici di merito come ente non commerciale, anche l’assenza di contabilità separata per l’attività commerciale e il trattamento di contributi pubblici. La Corte precisa che la natura ecclesiastica civilmente riconosciuta non può essere disconosciuta nei termini adottati dalla CTR e che l’attività istituzionale religiosa è fiscalmente distinta da quella commerciale, per la quale opera l’obbligo di separazione contabile, attuabile anche mediante conti o sottoconti specifici. Accolti il primo, il secondo e il quarto motivo, assorbito il terzo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità
  • Regimi contabili
  • Processo tributario
N. 525

Cassazione, sentenza n. 525 del 14/01/2021

Sentenza n. 525 del 14/01/2021

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’agente della riscossione, ritenendo non dimostrata la continuità soggettiva rispetto alla concessionaria presente in primo grado, e aveva poi svolto considerazioni ulteriori sulla cartella, sulla prescrizione e sulla chiamata dell’ente impositore. La Corte rileva che i verbali societari, tempestivamente prodotti, documentavano i mutamenti di denominazione e che la CTR aveva omesso di esaminarli adeguatamente; le argomentazioni di merito rese dopo la declaratoria d’inammissibilità erano soltanto ad abundantiam. Accolti i primi due motivi e dichiarati inammissibili gli altri, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 321

Cassazione, ordinanza n. 321 del 13/01/2021

Riscossione - Cartelle di pagamento per omesso versamento - Definizione liti fiscali - Inapplicabilità.

Un’associazione professionale aveva impugnato una cartella emessa per omesso o carente versamento dell’IRAP dichiarata e invocava la sospensione dei termini prevista per la definizione agevolata delle controversie. La Corte chiarisce che tale disciplina riguarda i giudizi su atti impositivi, non le cartelle derivanti dal controllo automatizzato, che si limitano a liquidare tributi già esposti dal contribuente senza esercizio discrezionale dell’Amministrazione. Non operando la sospensione, il ricorso è dichiarato tardivo e quindi inammissibile, con compensazione delle spese.

N. 226

Cassazione, sentenza n. 226 del 12/01/2021

Sentenza n. 226 del 12/01/2021

L’accertamento IRES, IRAP e IVA comprendeva la deduzione di una rilevante minusvalenza e degli interessi sui mutui connessi a un investimento agricolo compiuto da una società manifatturiera, oltre ad altri rilievi. La Corte conferma la valutazione di non inerenza e macroscopica antieconomicità dell’operazione e precisa che l’accertamento parziale è una modalità procedurale utilizzabile anche sulla base di presunzioni. Accoglie però il ricorso incidentale dell’Agenzia perché la CTR aveva respinto genericamente, senza motivazione effettiva, i rilievi sui rimborsi chilometrici e sui compensi ai collaboratori; rigettato il ricorso principale, cassa limitatamente a quello incidentale e rinvia.

N. 225

Cassazione, sentenza n. 225 del 12/01/2021

Sentenza n. 225 del 12/01/2021

La controversia riguardava il recupero delle imposte di donazione, ipotecaria e catastale sull’atto di dotazione di un trust, annullato nei gradi di merito. La CTR aveva confermato l’annullamento applicando un’esenzione prevista per specifici trust destinati a persone con disabilità grave, sebbene il contribuente non ne avesse chiesto l’applicazione. La Corte afferma che il giudizio tributario resta delimitato dai motivi del ricorso introduttivo e che il giudice non può fondare la decisione su un fatto impeditivo rilevato d’ufficio: accolto il primo motivo e assorbito il secondo, cassa con rinvio.

N. 224

Cassazione, sentenza n. 224 del 12/01/2021

Sentenza n. 224 del 12/01/2021

L’Amministrazione chiedeva l’imposta sulle successioni e donazioni e le imposte ipotecaria e catastale proporzionali per il conferimento di un immobile in un trust destinato alla vendita e al pagamento dei debiti di una società garantiti dai disponenti. La Corte afferma che istituzione e dotazione del trust sono fiscalmente neutre finché non producono un effettivo e stabile trasferimento di ricchezza: la titolarità del trustee è formale, transitoria e strumentale allo scopo. Anche nel trust liquidatorio manca quindi il presupposto invocato, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa; entrambi i motivi dell’Agenzia sono ritenuti infondati.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 223

Cassazione, sentenza n. 223 del 12/01/2021

Sentenza n. 223 del 12/01/2021

L’accertamento IRPEF aveva assoggettato a tassazione la plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno ritenuto edificabile; la CTR aveva ridotto la base imponibile, rilevando l’assenza di prove concrete sull’avvio di una modifica urbanistica al momento della vendita. La Corte dichiara inammissibili le censure sull’ultrapetizione e sulla motivazione per difetto di autosufficienza e non conformità al vigente parametro di legittimità; considera inoltre inammissibile e comunque infondata la doglianza secondo cui sarebbe bastata la potenzialità edificatoria. Il ricorso dell’Agenzia è integralmente rigettato, con condanna alle spese.

N. 222

Cassazione, sentenza n. 222 del 12/01/2021

Sentenza n. 222 del 12/01/2021

La lite concerneva un avviso IRPEF relativo alla plusvalenza ricavata dalla vendita di un terreno qualificato dall’Ufficio come edificabile; la CTR aveva ridotto l’imponibile, ritenendo non provato l’avvio di un procedimento di variazione urbanistica alla data della cessione. La Corte giudica inammissibili, per carente autosufficienza e formulazione non conforme ai limiti del giudizio di legittimità, le contestazioni processuali e motivazionali; reputa inoltre inammissibile e, comunque, infondata la tesi dell’Agenzia basata sulla sola potenzialità edificatoria. Il ricorso è rigettato e l’Amministrazione è condannata alle spese.

N. 221

Cassazione, sentenza n. 221 del 12/01/2021

Sentenza n. 221 del 12/01/2021

La controversia riguardava l’IRPEF 2004 sulla plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno ritenuto edificabile; la CTR, riformando parzialmente la decisione di primo grado, aveva ridotto la base imponibile al 10% del valore ceduto. L’Agenzia sosteneva, tra l’altro, che bastasse la potenzialità edificatoria, ma la CTR aveva rilevato l’assenza di prove concrete sull’avvio, al momento della cessione, di una modifica della destinazione urbanistica. La Cassazione ha giudicato inammissibili tutti i motivi, confermando che la valutazione probatoria adeguatamente motivata spetta al giudice di merito, e ha rigettato il ricorso con condanna alle spese.

N. 220

Cassazione, sentenza n. 220 del 12/01/2021

Sentenza n. 220 del 12/01/2021

L’accertamento contestato assoggettava a IRPEF, per il 2004, la plusvalenza ottenuta dalla vendita di un terreno considerato edificabile; dopo il rigetto in primo grado, la CTR aveva accolto parzialmente l’appello e ridotto l’imponibile al 10% del valore del terreno. L’Agenzia denunciava ultrapetizione, vizio motivazionale e violazione delle norme sulle plusvalenze, affermando la sufficienza della mera potenzialità edificatoria. La Cassazione ha dichiarato le censure inammissibili per difetto di autosufficienza, limiti del controllo sulla motivazione e carenza di argomentazioni specifiche; ritenuta non sindacabile l’adeguata valutazione delle prove compiuta dalla CTR, ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico dell’Agenzia.

N. 29864

Cassazione, sentenza n. 29864 del 30/12/2020

Sentenza n. 29864 del 30/12/2020

Il giudizio riguardava l’esenzione ICI per fabbricati asseritamente rurali, riconosciuta nei gradi di merito in base a una domanda di variazione catastale successiva. La Corte ha rilevato che la CTR aveva omesso di esaminare il decisivo diniego dell’Agenzia delle Entrate e ha ribadito che la ruralità fiscale dipende dal formale classamento nelle categorie A/6 o D/10, non dalla concreta destinazione agricola. Mancando tale classificazione, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario del contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 29863

Cassazione, sentenza n. 29863 del 30/12/2020

Sentenza n. 29863 del 30/12/2020

La contribuente contestava accertamenti ICI su immobili ritenuti strumentali all’attività agricola, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione valorizzando la retroattività della successiva domanda di variazione catastale. La Corte ha giudicato decisivo il diniego di ruralità dell’Agenzia delle Entrate, non esaminato dalla CTR, e ha affermato che l’esenzione richiede il formale classamento A/6 o D/10, qui mancante. Ha quindi cassato la decisione e, senza ulteriori accertamenti, rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 29862

Cassazione, sentenza n. 29862 del 30/12/2020

Contenzioso tributario - Domanda di revocazione - Accertamento di falsità - Decreto di archiviazione del giudice penale.

Il contribuente chiedeva la revocazione della decisione favorevole all’Ufficio, richiamando un’indagine penale archiviata e documenti formati dopo la sentenza per sostenere la falsità dell’identità del nuovo rappresentante societario. La Cassazione ha affermato che il decreto di archiviazione, non essendo definitivo, non accerta la falsità della prova ai fini della revocazione e che questo rimedio straordinario presuppone documenti già esistenti al momento della pronuncia impugnata. Non risultando accertato il dedotto furto d’identità né prodotti documenti preesistenti decisivi, il ricorso è stato rigettato.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 29861

Cassazione, sentenza n. 29861 del 30/12/2020

Sentenza n. 29861 del 30/12/2020

La controversia riguardava la tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione di terreni che la CTR aveva considerato non edificabili per l’assenza, al momento della vendita, di una convenzione urbanistica. La Cassazione ha escluso l’ultrapetizione e ha precisato che, ai fini fiscali, l’edificabilità deriva dall’adozione dello strumento urbanistico generale o di una sua variante, senza richiedere una convenzione attuativa o un titolo edilizio. Accolto il secondo motivo dell’Amministrazione, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario del contribuente respinto nel merito.

N. 29860

Cassazione, sentenza n. 29860 del 30/12/2020

Sentenza n. 29860 del 30/12/2020

L’Amministrazione contestava la decisione regionale che aveva parzialmente ridimensionato un accertamento di maggior reddito d’impresa, IRAP e IVA, lamentando una valutazione insufficiente o illogica degli elementi raccolti dai verificatori. La Cassazione ha rilevato che il motivo sollecitava una nuova valutazione delle circostanze, mentre il vizio invocato consente di denunciare soltanto l’omesso esame di uno specifico fatto storico decisivo risultante dagli atti. Poiché la censura non rispettava tale schema, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 29911

Cassazione, ordinanza n. 29911 del 30/12/2020

TARI - Immobili per attività industriali - Locali adibiti ad uffici, mensa, spogliatoi - Strumentalità dell'attività prevalente - Tariffa applicabile

La controversia riguardava la tariffa TARI applicabile ai locali adibiti a uffici, mensa, spogliatoi e servizi, separati dalle superfici industriali esenti perché produttive di rifiuti speciali. La Corte ha ritenuto che, secondo il regolamento comunale, tali locali accessori e strumentali dovessero seguire la classificazione dell’attività industriale prevalente, senza autonoma qualificazione tariffaria; il precedente giudicato non era estensibile dopo il mutamento normativo. Accolto il ricorso del Comune, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario della contribuente rigettato nel merito.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 29909

Cassazione, ordinanza n. 29909 del 30/12/2020

Accertamento - Società di persone - Contenzioso tributario - Litisconsorzio necessario - Mancata applicazione - Nullità dell'intero giudizio.

L’accertamento unitario aveva rideterminato reddito, IRPEF, IRAP e IVA di una società di persone e dei soci, ma uno di questi era rimasto estraneo ai giudizi riuniti. La Corte ha affermato che, quando le rettifiche derivano da elementi comuni, società e tutti i soci sono litisconsorti necessari; la presenza dell’IVA non esclude il simultaneus processus se il relativo accertamento non è autonomamente definibile. Accolto il primo motivo, ha dichiarato nullo l’intero giudizio e rinviato alla Commissione tributaria provinciale.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRPEF
N. 29904

Cassazione, ordinanza n. 29904 del 30/12/2020

Accertamento - Costi per operazioni soggettivamente inesistenti - Deducibilità - Onere della prova.

La controversia concerneva la deducibilità, ai fini IRES e IRAP, dei costi relativi ad acquisti effettivi documentati da fatture emesse da soggetti diversi dai reali fornitori. La Corte ha precisato che i costi di operazioni soggettivamente inesistenti possono essere dedotti, salvo il loro impiego diretto in delitti non colposi, soltanto se risultano effettivi, inerenti, competenti, certi e determinabili, requisiti che il contribuente deve provare. Poiché la CTR non aveva verificato tali condizioni e gli effettivi esborsi, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 29890

Cassazione, ordinanza n. 29890 del 30/12/2020

IRPEF - Accertamento - Disponibilità di fondi in Svizzera - Valore probatorio della lista F. - Legittimità.

Gli avvisi IRPEF per il 2005 e 2006 si fondavano sulla disponibilità di attività finanziarie in Svizzera risultanti dalla lista Falciani, della quale le contribuenti contestavano provenienza, utilizzabilità e valore probatorio. La Corte ha escluso l’applicazione retroattiva della presunzione legale introdotta nel 2009, ma ha chiarito che l’Ufficio può dimostrare redditi esteri non dichiarati mediante presunzioni semplici gravi, precise e concordanti e utilizzando elementi indiziari anche irritualmente acquisiti, salvi specifici divieti o diritti fondamentali. Le censure esaminate congiuntamente sono state ritenute infondate.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario

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