Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1898

Cassazione, sentenza n. 1898 del 24/01/2022

Sentenza n. 1898 del 24/01/2022

La controversia riguardava il diniego di disapplicazione della disciplina sulle società di comodo per il 2011; il giudice d’appello lo aveva annullato, ritenendo provate situazioni oggettive connesse alla costituzione societaria e alla congruità del canone d’affitto. La Cassazione ha confermato che il diniego all’interpello disapplicativo è facoltativamente impugnabile, perché comunica una specifica pretesa tributaria, senza che la mancata impugnazione ne determini la definitiva cristallizzazione. Ha inoltre giudicato conforme ai criteri applicabili l’accertamento di merito sulle circostanze impeditive e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

  • Società
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1897

Cassazione, sentenza n. 1897 del 24/01/2022

Sentenza n. 1897 del 24/01/2022

La controversia originava da un accertamento ai fini IRPEF, IRAP e IVA, inizialmente definito dalla Cassazione nel merito con il rigetto del ricorso del contribuente. La Corte accoglie la successiva revocazione: l’omessa percezione delle questioni rimaste assorbite nei gradi di merito integra un errore di fatto decisivo, poiché impediva una pronuncia sostitutiva. Revocata l’ordinanza nella parte contestata, la sentenza regionale è cassata con rinvio alla CTR della Sardegna, in diversa composizione, affinché esamini i motivi non ancora decisi.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 1896

Cassazione, sentenza n. 1896 del 24/01/2022

Sentenza n. 1896 del 24/01/2022

Il contribuente aveva impugnato l’estratto di ruolo relativo a undici cartelle, deducendone la mancata notificazione e la prescrizione; la CTR aveva però dichiarato inammissibile il ricorso. La Cassazione rileva che l’Agenzia delle Entrate, già parte del primo grado, non era stata coinvolta nell’appello: nelle cause inscindibili o dipendenti, il litisconsorzio processuale deve permanere nell’impugnazione per evitare giudicati contrastanti. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR della Campania, previa integrazione del contraddittorio.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1693

Cassazione, sentenza n. 1693 del 20/01/2022

Sentenza n. 1693 del 20/01/2022

La società aveva autofatturato e registrato soltanto nel 2008 prestazioni infragruppo ricevute nel 2005 da soggetti esteri; la CTR aveva annullato la sanzione, qualificando il ritardo come violazione meramente formale. La Cassazione afferma invece che un ritardo triennale negli adempimenti del reverse charge pregiudica i controlli, può incidere sul tempestivo assolvimento dell’IVA e sull’esercizio della detrazione, sicché la violazione è sanzionabile. Il ricorso dell’Agenzia è ritenuto fondato; la parte di testo disponibile non riporta il dispositivo conclusivo né l’eventuale applicazione del trattamento sopravvenuto più favorevole.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 1692

Cassazione, sentenza n. 1692 del 20/01/2022

Sentenza n. 1692 del 20/01/2022

Per prestazioni ricevute nel 2006 da consociate estere, la società aveva omesso autofatturazione e registrazione; i giudici di merito avevano ridotto la sanzione, reputando l’IVA irregolarmente assolta e applicabile la misura del 3%. La Cassazione accoglie sul punto la censura dell’Agenzia: l’omissione degli adempimenti del reverse charge non è meramente formale, perché ostacola i controlli, espone l’erario a un rischio di perdita e può incidere sulla detrazione. Il testo disponibile si arresta durante l’esame della disciplina sopravvenuta e non consente di ricostruire il dispositivo finale.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 1691

Cassazione, sentenza n. 1691 del 20/01/2022

Sentenza n. 1691 del 20/01/2022

La controversia riguardava sia l’aliquota IVA applicata a una componente del corrispettivo di servizi di ristorazione, sia autofatture emesse e registrate con tre anni di ritardo per prestazioni estere. La Cassazione dichiara inammissibile, per difetto di autosufficienza, la censura sull’aliquota e ritiene fondato il motivo relativo al reverse charge: il ritardo non è meramente formale, poiché compromette i controlli e può incidere sull’assolvimento dell’imposta e sulla detrazione. La porzione di pronuncia fornita non comprende il dispositivo conclusivo.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 1690

Cassazione, sentenza n. 1690 del 20/01/2022

Sentenza n. 1690 del 20/01/2022

Una prestazione resa nel 2002 da una società irlandese era stata trattata come fuori campo IVA, con omissione dell’autofattura, delle registrazioni e delle dichiarazioni; la CTR aveva ridotto la sanzione al 3%, valorizzando la neutralità dell’operazione. La Cassazione ritiene il ricorso erariale parzialmente fondato e qualifica la violazione come sanzionabile, perché lesiva dell’attività di controllo e potenzialmente incidente sul tempestivo esercizio della detrazione. Il testo disponibile prosegue nell’esame del favor rei e della disciplina sopravvenuta, ma non contiene il dispositivo finale.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 1689

Cassazione, sentenza n. 1689 del 20/01/2022

Sentenza n. 1689 del 20/01/2022

Dopo la cancellazione di una società, l’Agenzia aveva notificato l’accertamento a una socia quale successore del debito tributario; la CTR aveva invece ritenuto necessario rivolgere la pretesa al fallimento, dichiarato entro l’anno dalla cancellazione. La Cassazione stabilisce che tale fallimento mantiene fittiziamente in vita la società soltanto nell’ambito concorsuale e non elimina la legittimazione passiva dei soci, ai quali i rapporti debitori si trasferiscono nei limiti previsti. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR del Veneto.

  • Società di capitali
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 1688

Cassazione, sentenza n. 1688 del 20/01/2022

Sentenza n. 1688 del 20/01/2022

L’Agenzia aveva impugnato la decisione favorevole a una società in una controversia sulla deducibilità di costi riferiti a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti, notificando però il ricorso a una persona indicata come ex liquidatore. La Cassazione osserva che la mera cessazione dell’attività non prova l’estinzione societaria, la quale coincide con la cancellazione dal registro delle imprese; in mancanza di riscontro della cancellazione, non può configurarsi alcuna successione processuale in capo al socio o all’ex rappresentante. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile perché notificato a soggetto privo di legittimazione passiva.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di capitali
N. 1687

Cassazione, sentenza n. 1687 del 20/01/2022

Sentenza n. 1687 del 20/01/2022

La lite traeva origine da un accertamento IRES, IRPEG e IVA fondato sul disconoscimento di costi per prestazioni pubblicitarie ritenute inesistenti; la CTR aveva respinto l’appello dell’Agenzia. In cassazione, tuttavia, le censure probatorie non vengono esaminate: la Corte rileva che il ricorso era stato notificato a una persona indicata come ex liquidatore senza prova della cancellazione della società dal registro delle imprese, unico fatto idoneo a determinarne l’estinzione. Non essendo dimostrata la successione processuale, il ricorso è dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione passiva del destinatario.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di capitali
N. 1686

Cassazione, sentenza n. 1686 del 20/01/2022

Sentenza n. 1686 del 20/01/2022

L’accertamento riguardava costi per prestazioni pubblicitarie ritenute oggettivamente inesistenti, che la Commissione regionale aveva invece considerato non adeguatamente contestati dall’Amministrazione. La Cassazione non esamina il merito delle riprese: la dedotta cessazione della società, priva di riscontro circa la cancellazione dal registro delle imprese, non consentiva di individuare nell’ex liquidatore il successore processuale o il soggetto legittimato passivamente. Il ricorso dell’Agenzia, notificato alla parte non corretta, è quindi dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Società
N. 1685

Cassazione, sentenza n. 1685 del 20/01/2022

Sentenza n. 1685 del 20/01/2022

La controversia riguarda l’assoggettamento a IVA dei servizi di gestione svolti dal coassicuratore delegatario e l’efficacia, per annualità diverse, di un precedente giudicato favorevole alla contribuente. La Cassazione esclude l’automatica estensione del giudicato, in assenza della dimostrazione dell’identità dei contratti, e afferma che le attività previste dalla clausola di delega non sono operazioni assicurative né prestazioni accessorie esenti, poiché non coprono un rischio e non sono rese da un mediatore. Ritiene inoltre non provata l’assenza assoluta di colpa richiesta per escludere le sanzioni; il testo fornito non riporta il dispositivo conclusivo.

N. 1698

Cassazione, ordinanza n. 1698 del 20/01/2022

Accertamento - Verifica fiscale - Accesso - Locali ad uso promiscuo aziendale/familiare - Esclusione - Immobili non collegati internamente ma solo esternamente - Necessità invalidante dell'autorizzazione del PM - Esclusione.

La CTR aveva annullato un accertamento per imposte dirette e IVA, ritenendo invalido l’accesso eseguito senza autorizzazione del pubblico ministero in locali considerati a uso promiscuo e contestando anche l’autorizzazione interna. La Cassazione precisa che la promiscuità richiede un’agevole comunicazione interna tra locali aziendali e abitativi, assente quando gli immobili siano collegati soltanto dall’esterno; ritiene inoltre applicabili all’autorizzazione i principi sulla delega di firma. Accolti il primo e il terzo motivo e respinto il secondo, dispone la cassazione con rinvio alla CTR della Campania.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • Contenzioso
N. 1676

Cassazione, sentenza n. 1676 del 19/01/2022

Sentenza n. 1676 del 19/01/2022

Gli accertamenti contestavano ricavi non dichiarati, irregolarità nelle rimanenze e commistione di merci e contabilità tra una società e una ditta individuale. Per l’imprenditore il processo è dichiarato estinto a seguito della definizione agevolata; quanto alla società, la Cassazione rileva l’insufficiente motivazione della sentenza regionale, fondata su un verbale relativo ad altra verifica, e l’erronea applicazione del principio di non contestazione. Accoglie anche il ricorso incidentale perché il giudice d’appello aveva irrogato d’ufficio sanzioni non applicate dall’Amministrazione, quindi cassa e rinvia.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
  • Sanzioni
N. 1658

Cassazione, sentenza n. 1658 del 19/01/2022

Sentenza n. 1658 del 19/01/2022

L’accertamento dei redditi di una società di persone e dei soci era fondato sulle movimentazioni dei loro conti bancari, ritenute riferibili all’attività comune per la ristretta base familiare. La Cassazione conferma che tale relazione consente di imputare alla società le operazioni, salva la prova specifica della loro estraneità, e respinge il ricorso principale. Accoglie invece quello dell’Agenzia: negli accertamenti bancari non è ammesso riconoscere automaticamente costi forfetari correlati ai maggiori ricavi, poiché la presunzione legale deve essere superata dal contribuente; la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 1637

Cassazione, sentenza n. 1637 del 19/01/2022

Sentenza n. 1637 del 19/01/2022

La controversia aveva per oggetto un avviso di accertamento relativo a imposte dirette e IVA per il 2004, sul quale la Commissione regionale aveva accolto soltanto in parte l’appello dell’Agenzia. Durante il giudizio di cassazione la società ha presentato domanda di definizione agevolata e documentato il pagamento della prima rata, riferito allo specifico atto impugnato. Poiché non sono intervenuti né diniego dell’Amministrazione né istanza di trattazione entro i termini, la Cassazione dichiara estinto il giudizio, lasciando le spese a carico delle parti.

  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 1521

Cassazione, sentenza n. 1521 del 19/01/2022

Sentenza n. 1521 del 19/01/2022

La causa riguardava avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi agli anni 2003-2005, annullati nei gradi di merito e impugnati in cassazione dall’Agenzia. Nel corso del processo i contribuenti hanno completato gli adempimenti richiesti per la definizione agevolata, circostanza riconosciuta anche dalla difesa erariale; inoltre non sono stati presentati né un diniego né un’istanza di trattazione nei termini di legge. La Cassazione dichiara pertanto estinto il giudizio e dispone che ciascuna parte sopporti le spese anticipate.

  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 1520

Cassazione, sentenza n. 1520 del 19/01/2022

Sentenza n. 1520 del 19/01/2022

L’accertamento rettificava i ricavi dichiarati sulla base dello scostamento dallo studio di settore, ritenuto correttamente applicato dai giudici regionali dopo il contraddittorio. La Cassazione ribadisce che gli studi costituiscono presunzioni semplici, la cui consistenza emerge dal confronto preventivo con il contribuente; in mancanza di valide giustificazioni, l’atto può fondarsi anche sul solo scostamento, restando ammessa la prova contraria in giudizio. Le censure risultano però prive delle necessarie allegazioni sull’avviso e sui valori comparati, sicché il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1519

Cassazione, sentenza n. 1519 del 19/01/2022

Sentenza n. 1519 del 19/01/2022

La controversia concerne l’IVA applicata alla tariffa per la gestione dei rifiuti: i giudici di merito avevano riconosciuto agli utenti il rimborso sia per la TIA1 sia per la TIA2, qualificandole entrambe come tributi. Abbandonate le contestazioni sulla TIA1, la Cassazione afferma che la TIA2 ha natura privatistica ed è soggetta a IVA. Accoglie quindi parzialmente il secondo motivo, cassa la decisione e, pronunciando nel merito, respinge la domanda di restituzione dell’IVA sulla TIA2, ferma la restituzione relativa alla TIA1, con compensazione delle spese tra le parti interessate.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Contenzioso
N. 1495

Cassazione, sentenza n. 1495 del 18/01/2022

Sentenza n. 1495 del 18/01/2022

L’accertamento recuperava costi e ricavi non dichiarati, desunti anche dai versamenti dei soci destinati a coprire saldi negativi di cassa, che la società attribuiva invece a cambiali girate ai fornitori. La Cassazione considera sufficiente il richiamo nell’avviso al verbale già notificato e non specificamente contestato, senza necessità del suo deposito; esclude inoltre che le copie parziali delle cambiali e le dichiarazioni dei fornitori superassero le presunzioni valorizzate dal giudice regionale. Le censure esaminate sono dichiarate infondate o inammissibili perché miravano, in parte, a una nuova valutazione del materiale probatorio; il dispositivo finale non è riportato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali

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