Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8359

Cassazione, sentenza n. 8359 del 15/03/2022

Sentenza n. 8359 del 15/03/2022

La contribuente contestava un accertamento ICI calcolato mediante una rendita catastale attribuita nel 1992, invocando precedenti giudicati favorevoli e la mancata comunicazione o pubblicazione della rendita. La Cassazione ha escluso l’efficacia esterna delle precedenti decisioni, riferite a vizi formali e ad annualità diverse, e ha ricordato che le rendite attribuite entro il 31 dicembre 1999 erano immediatamente efficaci anche senza preventiva notificazione. Le censure sul giudicato e sui documenti sono state inoltre ritenute non autosufficienti o prive dell’indicazione della loro decisività.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8358

Cassazione, sentenza n. 8358 del 15/03/2022

Sentenza n. 8358 del 15/03/2022

Per l’ICI 2009 relativa a una centrale idroelettrica classificata F/4 e priva di rendita, il Comune aveva determinato la base imponibile richiamando la rendita di fabbricati similari. La Cassazione ha stabilito che tale criterio era stato abrogato dal 2007 e che, per gli opifici di categoria D non iscritti in catasto, residuava il criterio fondato sui valori contabili; ha però riconosciuto efficacia retroattiva alla rendita attribuita nel 2011 in presenza delle dichiarazioni DOCFA. Accolti il secondo e il terzo motivo, ha cassato con rinvio per rideterminare l’imposta.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8262

Cassazione, sentenza n. 8262 del 14/03/2022

Sentenza n. 8262 del 14/03/2022

La controversia traeva origine da accertamenti fondati su movimentazioni di conti bancari intestati alla contribuente e riguardava i limiti istruttori del giudizio di rinvio. La Corte ha affermato che tale giudizio è tendenzialmente chiuso: salvo specifiche eccezioni, il giudice deve decidere sul materiale già acquisito e non può ordinare nuovi documenti, soprattutto quando la precedente cassazione richiedeva di rivalutare le prove esistenti. Ha inoltre ravvisato ultrapetizione su un accertamento estraneo al giudizio, cassando la sentenza e rinviando alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
  • IRPEF
N. 8133

Cassazione, sentenza n. 8133 del 14/03/2022

Sentenza n. 8133 del 14/03/2022

La controversia verteva su un accertamento IRES, IRAP e IVA riguardante, tra l’altro, cessioni di metalli a un soggetto tedesco, plusvalenze, minusvalenze e oneri di gestione. La Cassazione ha confermato la tempestività della notificazione, perfezionata per l’Amministrazione con la consegna dell’atto al Comune, ma ha rilevato carenze nell’esame della stabile organizzazione, del trattamento IVA delle operazioni intracomunitarie e delle difese sulle componenti reddituali e IRAP. Accolti sette motivi principali e il ricorso incidentale dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata nei limiti indicati con rinvio alla CTR.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8251

Cassazione, sentenza n. 8251 del 14/03/2022

Sentenza n. 8251 del 14/03/2022

La società contestava il recupero IRES derivante dal disconoscimento di perdite anteriori all’ingresso nel consolidato fiscale, oltre alla motivazione degli accertamenti parziali e alle sanzioni. La Corte ha ritenuto implicitamente respinte dalla Commissione regionale le questioni preliminari, reputando sufficiente, per l’accertamento parziale, la segnalazione dell’ufficio competente e non contraddittoria l’autonoma valutazione dell’Agenzia rispetto al precedente verbale di verifica. Ha inoltre respinto le censure sulla motivazione della sentenza e sulla disciplina delle perdite pregresse, confermando sui punti esaminati la legittimità del recupero.

N. 8246

Cassazione, sentenza n. 8246 del 14/03/2022

Sentenza n. 8246 del 14/03/2022

La questione riguardava l’utilizzo, da parte della consolidante, di un’eccedenza IRES formatasi con la dichiarazione di gruppo per compensare un proprio debito IRAP. La Corte ha distinto la compensazione ordinaria da quella operante nel consolidato nazionale e ha ritenuto illegittima la compensazione tra il credito IRES di gruppo e l’IRAP della consolidante, non essendo consentita dalla disciplina specifica applicabile. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario della società.

N. 8242

Cassazione, sentenza n. 8242 del 14/03/2022

Sentenza n. 8242 del 14/03/2022

Un ex dipendente chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta sul capitale erogato nel 2006 da un fondo pensione complementare, sostenendo la deducibilità dei contributi versati e la tassazione limitata all’87,5% della prestazione. La Corte ha escluso entrambe le riduzioni: i contributi erano volontari, non imposti dalla legge, mentre l’abbattimento al 87,5% non spettava per una corresponsione una tantum e, comunque, non operava più nel periodo considerato. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e la domanda originaria di rimborso respinta nel merito.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8239

Cassazione, sentenza n. 8239 del 14/03/2022

Sentenza n. 8239 del 14/03/2022

Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione investiva l’annullamento di una cartella, disposto nei gradi di merito per vizi della notificazione. La Corte ha però rilevato che, in un parallelo giudizio relativo alla stessa cartella e alla medesima pretesa, era già stata dichiarata l’integrale cessazione della materia del contendere per effetto della definizione agevolata e del pagamento degli importi dovuti. Poiché la pretesa fiscale era stata così definita irrevocabilmente nei confronti dell’ente impositore, il nuovo ricorso è stato dichiarato sopravvenutamente inammissibile, con compensazione delle spese.

N. 8224

Cassazione, sentenza n. 8224 del 14/03/2022

Sentenza n. 8224 del 14/03/2022

L’Agenzia aveva riqualificato come unitaria cessione di ramo d’azienda, ai fini dell’imposta proporzionale di registro, una sequenza composta dal conferimento del ramo, dall’aumento di capitale e dalla successiva vendita delle partecipazioni. La Corte ha affermato che l’articolo 20 del testo unico dell’imposta di registro, nella formulazione interpretativa applicabile retroattivamente, consente di considerare soltanto gli elementi desumibili dall’atto presentato alla registrazione, escludendo atti collegati ed elementi extratestuali. Ha pertanto confermato l’illegittimità della riqualificazione, rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito quello incidentale condizionato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 8222

Cassazione, sentenza n. 8222 del 14/03/2022

Sentenza n. 8222 del 14/03/2022

Gli avvisi TARES 2013 e TARI 2014 erano stati integralmente annullati perché nei magazzini venivano prodotti imballaggi terziari smaltiti autonomamente. La Corte ha precisato che spetta al contribuente provare natura dei rifiuti speciali, delimitazione delle superfici interessate e autosmaltimento; la produzione di tali rifiuti su gran parte dell’insediamento non esclude quella di rifiuti urbani nelle aree residue. Inoltre, la quota fissa resta dovuta sull’intera superficie astrattamente idonea a produrre rifiuti: la sentenza è stata quindi cassata con rinvio per riesaminare la pretesa anche solo parzialmente fondata.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8205

Cassazione, sentenza n. 8205 del 14/03/2022

Sentenza n. 8205 del 14/03/2022

La controversia riguardava ingiunzioni TIA 1 relative a locali nei quali erano prodotti e autonomamente smaltiti imballaggi terziari, ritenuti dalla CTR integralmente sottratti al tributo. La Cassazione ha precisato che il contribuente deve provare natura dei rifiuti speciali, superfici interessate e autosmaltimento: l’esclusione riguarda la quota variabile delle sole aree così individuate, mentre la quota fissa resta dovuta sull’intera superficie. Accolto il ricorso del gestore, la sentenza è stata cassata con rinvio per rideterminare la pretesa.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8204

Cassazione, sentenza n. 8204 del 14/03/2022

Sentenza n. 8204 del 14/03/2022

La lite concerneva avvisi ICI su terreni qualificati edificabili e la determinazione del loro valore, oltre a questioni sulla notificazione, sull’ammissibilità dell’appello comunale e sull’utilizzabilità dei documenti. La Cassazione ha escluso che l’omesso deposito dell’appello presso la segreteria di primo grado ne determinasse l’inammissibilità quando la notifica era stata eseguita dal messo comunale; ha inoltre confermato l’utilizzabilità in appello del documento acquisito al fascicolo e la rilevanza della potenzialità edificatoria risultante dallo strumento urbanistico generale. Il testo fornito non riporta la decisione conclusiva sulle contestazioni relative al valore venale.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8200

Cassazione, sentenza n. 8200 del 14/03/2022

Sentenza n. 8200 del 14/03/2022

Il Comune contestava l’esenzione TARSU riconosciuta dalla CTR alle superfici erbose comprese in un impianto industriale e destinate alla separazione e sicurezza dei serbatoi. La Cassazione ha stabilito che il collegamento funzionale con la produzione industriale non basta: le aree scoperte restano tassabili quando non partecipano direttamente alla lavorazione e producono rifiuti assimilati agli urbani, come l’erba di sfalcio. Accolto il ricorso comunale, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della società.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8189

Cassazione, sentenza n. 8189 del 14/03/2022

Sentenza n. 8189 del 14/03/2022

Alcune società chiedevano la riduzione della TARSU al 40% perché il servizio di raccolta non era svolto, o era gravemente irregolare, nella zona dei loro insediamenti; il Comune opponeva l’omessa denuncia iniziale. La Cassazione ha affermato che tale riduzione opera per il fatto oggettivo della mancata o gravemente difforme erogazione del servizio e non è subordinata alla denuncia, la cui omissione resta autonomamente sanzionabile. Poiché la CTR aveva applicato correttamente questi criteri, il ricorso comunale è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 8159

Cassazione, sentenza n. 8159 del 14/03/2022

Sentenza n. 8159 del 14/03/2022

La controversia riguardava l’ICI su un terreno inserito in un comparto edificatorio, sebbene mancassero l’approvazione definitiva del piano e gli strumenti attuativi. La Cassazione ha confermato che l’edificabilità fiscale deriva dalla qualificazione contenuta nello strumento urbanistico generale adottato dal Comune; lo stato concreto delle procedure e gli oneri di urbanizzazione incidono sul valore venale, non sulla natura edificabile. Ritenute infondate o inammissibili anche le doglianze sulla comunicazione della variazione, sulla doppia imposizione, sulla motivazione dell’avviso e sul valore accertato, il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8158

Cassazione, sentenza n. 8158 del 14/03/2022

Sentenza n. 8158 del 14/03/2022

La CTR aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro un avviso ICI, ritenendo non provata la data di ricezione e quindi la tempestività dell’impugnazione. La Cassazione ha rilevato che non erano stati esaminati la busta e il rapporto postale prodotti e che, in assenza di contestazione del Comune, l’inammissibilità non poteva essere pronunciata d’ufficio; ha inoltre riscontrato affermazioni inconciliabili nella motivazione. Accolti i motivi relativi a prova, inammissibilità e contraddittorietà, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8154

Cassazione, sentenza n. 8154 del 14/03/2022

Sentenza n. 8154 del 14/03/2022

Le eredi chiedevano l’applicazione in misura fissa delle imposte relative a immobili compresi in un piano di recupero, invocando l’agevolazione già riferita ai trasferimenti destinati all’attuazione del recupero. La Cassazione ha ribadito che il beneficio richiede sia l’inserimento dell’immobile nel piano sia la qualità dell’acquirente quale soggetto attuatore, con effettiva finalità di recupero; la sola successione e l’ubicazione dei beni non dimostravano tali presupposti, né la norma agevolava l’imposta di successione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato il ricorso originario.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 8265

Cassazione, sentenza n. 8265 del 14/03/2022

Sentenza n. 8265 del 14/03/2022

Un accertamento IRES e IRAP fondato sulla disciplina delle società non operative era stato confermato in appello, celebrato senza la costituzione della contribuente. La Corte ha rilevato che risultava documentato soltanto l’avvio della notificazione postale dell’appello dell’Agenzia, non la ricezione del plico: in assenza dell’avviso di ricevimento, la notificazione non si era perfezionata e la decisione di primo grado era divenuta definitiva. Il ricorso è stato quindi accolto e la sentenza d’appello cassata senza rinvio, perché il giudizio non poteva proseguire.

N. 8139

Cassazione, sentenza n. 8139 del 14/03/2022

Sentenza n. 8139 del 14/03/2022

La controversia riguardava la definibilità di una lite su un avviso di liquidazione della maggiore imposta di successione, emesso applicando rendite catastali definitive diverse da quelle considerate nella dichiarazione. La Cassazione ha ritenuto l’atto sostanzialmente impositivo, perché comunicava una maggiore pretesa fondata su una rendita non conosciuta dai contribuenti, e non un mero calcolo o atto di riscossione; la lite rientrava quindi nella definizione agevolata prevista dalla disciplina richiamata. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato integralmente rigettato.

  • Imposte indirette
  • Pace Fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8263

Cassazione, sentenza n. 8263 del 14/03/2022

Sentenza n. 8263 del 14/03/2022

L’accertamento riguardava maggiori IRES e IRAP, con contestazioni sulla deducibilità dei costi del personale amministrativo e sull’esercizio di competenza di un risarcimento dovuto in forza di una precedente sentenza. La Corte ha dichiarato inammissibile la censura sull’inerenza del personale, perché diretta a ottenere un nuovo esame dei fatti, ma ha stabilito che il debito litigioso era divenuto certo e determinabile nel 2003, con il deposito della decisione definitiva, e non nel 2004, quando iniziò l’esecuzione. La sentenza è stata cassata sul secondo punto con rinvio.

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