Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10674

Cassazione, sentenza n. 10674 del 4/04/2022

Sentenza n. 10674 del 04/04/2022

La società di gestione contestava l’IVA richiesta sulle cessioni immobiliari effettuate da un fondo, sostenendo che il momento impositivo fosse successivo per la presenza di una condizione sospensiva e rivendicando uno speciale regime di cartolarizzazione. La Cassazione ha ricordato che, nelle cessioni immobiliari, l’operazione si considera effettuata al trasferimento della proprietà o, limitatamente alle somme anticipate, al pagamento. Tuttavia, il ricorso non indicava con sufficiente precisione il momento dell’effetto traslativo, la destinazione degli immobili e l’incidenza del regime invocato; tutti i motivi sono stati dichiarati inammissibili e il ricorso rigettato.

N. 10673

Cassazione, sentenza n. 10673 del 4/04/2022

Sentenza n. 10673 del 04/04/2022

La controversia riguarda un accertamento per imposte dirette e IVA fondato sull’indeducibilità di costi per servizi, che la CTR aveva confermato per mancata prova della loro certezza, determinabilità e inerenza. La Cassazione afferma che tali elementi devono essere dimostrati dal contribuente con documentazione idonea e che il giudicato relativo a un’altra annualità non vincola per costi variabili nel tempo; precisa inoltre che l’inerenza va riferita qualitativamente all’attività d’impresa, non alla diretta produzione di ricavi. Nel testo disponibile la Corte respinge i motivi esaminati, ma non è riportato l’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 10672

Cassazione, sentenza n. 10672 del 4/04/2022

Sentenza n. 10672 del 04/04/2022

La contribuente contestava una cartella emessa in Italia per recuperare crediti IVA della Danimarca, sostenendo che la richiesta estera dovesse essere notificata, allegata o riprodotta; i giudici di merito avevano accolto tale impostazione. La Cassazione stabilisce che la cartella è adeguatamente motivata quando identifica la richiesta dello Stato estero, il titolo, il credito e gli elementi necessari alla riscossione, senza dover allegare il titolo o la domanda di recupero. Riuniti i procedimenti, la Corte cassa senza rinvio quello duplicato per litispendenza e, nell’altro, decide nel merito rigettando il ricorso originario della contribuente.

N. 10643

Cassazione, sentenza n. 10643 del 1/04/2022

Sentenza n. 10643 del 01/04/2022

La controversia residua riguardava il diniego di definizione agevolata delle sanzioni per omesso versamento di ritenute, contestate separatamente dall’accertamento relativo alle ritenute non operate. La Cassazione ritiene che l’omesso versamento integri una violazione collegata al tributo, poiché incide direttamente sul suo pagamento e attiene agli obblighi del sostituto d’imposta; risulta quindi legittima la modalità di definizione adottata dalla contribuente. Accolto il secondo motivo contro il diniego, la Corte lo annulla, considera perfezionata la definizione agevolata anche per il contenzioso residuo e dichiara estinto il processo.

N. 10566

Cassazione, sentenza n. 10566 del 1/04/2022

Sentenza n. 10566 del 01/04/2022

La cartella richiedeva sanzioni e interessi per il mancato pagamento dell’acconto IVA indicato nella dichiarazione, che la contribuente attribuiva a un errore materiale e a un diverso metodo di calcolo. La CTR aveva desunto dal rigo dichiarativo e dall’importo esposto l’adozione del metodo storico, rilevando che l’errore non era stato provato né tempestivamente corretto. La Cassazione giudica le censure in parte infondate e in parte inammissibili per difetto di specificità e mancata riproduzione dei documenti richiamati; rigetta quindi il ricorso e conferma la decisione d’appello.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 10358

Cassazione, sentenza n. 10358 del 31/03/2022

Sentenza n. 10358 del 31/03/2022

L’Amministrazione contestava, ai fini IRES, costi ritenuti inesistenti derivanti dalla sopravvalutazione di partecipazioni e dal conseguente disavanzo di fusione, sostenendo che l’operazione fosse diretta a ottenere un indebito risparmio fiscale. I giudici d’appello avevano escluso il disegno fraudolento, ritenendo i valori immobiliari giustificati dalle potenzialità commerciali e da una perizia prodotta dalla contribuente. La Cassazione dichiara inammissibili le censure, perché chiedevano una nuova valutazione delle prove senza indicare un fatto storico decisivo effettivamente omesso; riunisce i procedimenti, rigetta i ricorsi dell’Agenzia e conferma le decisioni favorevoli alla contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 10274

Cassazione, sentenza n. 10274 del 31/03/2022

Sentenza n. 10274 del 31/03/2022

Una società contestava l’avviso di pagamento delle accise su cessioni intracomunitarie di prodotti alcolici movimentati in regime sospensivo, sostenendo di avere documentato la consegna all’acquirente estero. La CTR aveva confermato l’obbligo del titolare del deposito fiscale, ritenendo non provata l’effettiva ricezione dei prodotti e l’assolvimento dell’imposta. La Cassazione giudica generiche le censure e rileva che esse mirano a ottenere un nuovo apprezzamento delle prove, precluso in sede di legittimità anche per la presenza di una doppia decisione conforme; rigetta pertanto il ricorso e condanna la ricorrente alle spese.

N. 10357

Cassazione, sentenza n. 10357 del 31/03/2022

Giudicato esterno- materia tributaria -imposte periodiche - effetto vincolante -efficacia pluriennale -sussiste-.

Nel giudizio di rinvio su un accertamento IRPEG e ILOR, la CTR aveva escluso come nuove le richieste della contribuente sulla rideterminazione del reddito e sulle sanzioni, avanzate dopo la riqualificazione dell’operazione da interposizione fittizia ad abuso del diritto. La Cassazione afferma che il giudizio di rinvio resta chiuso salvo le attività rese necessarie dalle proprie statuizioni: in questo caso, la nuova qualificazione impone di considerare l’operazione inopponibile e di colpire soltanto il vantaggio fiscale. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per esaminare tali richieste e la legittimità delle sanzioni.

N. 10272

Cassazione, sentenza n. 10272 del 31/03/2022

Sentenza n. 10272 del 31/03/2022

La società aveva impugnato tardivamente un accertamento IRES, IRAP e IVA relativo al 2009 e il successivo diniego di autotutela, invocando la rimessione in termini e gli sviluppi dell’accertamento con adesione. La Cassazione precisa che la rimessione richiede un impedimento assoluto, causalmente determinante e non una mera difficoltà; inoltre, l’istanza di adesione e il protrarsi della procedura sospendono per novanta giorni il termine d’impugnazione, ma non rendono nullo o inefficace l’accertamento. Dichiarate inammissibili alcune censure e infondate le altre, la Corte rigetta integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 10356

Cassazione, sentenza n. 10356 del 31/03/2022

Sentenza n. 10356 del 31/03/2022

L’accertamento IVA comprendeva riprese per fatture emesse senza imposta dopo la revoca di dichiarazioni d’intento, operazioni triangolari e cessioni all’esportazione non adeguatamente documentate secondo la CTR. La Cassazione conferma che la prima statuizione non aveva oltrepassato la pretesa erariale, mentre dichiara cessato l’interesse sulle operazioni triangolari per il sopravvenuto giudicato. Accoglie invece la censura sulle esportazioni: la bolletta doganale non costituisce l’unico mezzo probatorio, potendosi utilizzare altri documenti certi e incontrovertibili, ma non semplici atti privati; cassa quindi la sentenza su tale punto e rinvia alla CTR.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10271

Cassazione, sentenza n. 10271 del 31/03/2022

Sentenza n. 10271 del 31/03/2022

Gli accertamenti recuperavano quote di ammortamento di costi di formazione e servizi manageriali, ritenuti indebitamente capitalizzati, oltre all’IVA detratta per il 2008; la CTR li aveva annullati nel merito. La Cassazione ritiene adeguata la valutazione della documentazione compiuta dal giudice regionale e non ravvisa violazioni dell’onere probatorio; conferma inoltre che la detrazione IVA richiede l’inerenza dell’operazione, ma considera incongrua, nel caso esaminato, la sua automatica correlazione all’indeducibilità del costo. Sono rigettati sia il ricorso dell’Agenzia delle Entrate sia quello incidentale della contribuente, con compensazione delle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 10355

Cassazione, sentenza n. 10355 del 31/03/2022

Sentenza n. 10355 del 31/03/2022

La controversia riguardava la territorialità IVA dei servizi resi da una società italiana a consociate estere, qualificati dall’Ufficio come scientifici e dalla contribuente come consulenza. La Corte conferma l’accertamento di fatto della CTR: la contribuente aveva documentato, mediante perizia asseverata, servizi di consulenza su farmaci con brevetti rimasti alle committenti, mentre l’Ufficio non aveva provato caratteristiche tali da ricondurli ai servizi scientifici; precisa inoltre che la deroga alla territorialità deve essere provata da chi la invoca. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con spese compensate.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10354

Cassazione, sentenza n. 10354 del 31/03/2022

Sentenza n. 10354 del 31/03/2022

Gli avvisi per IRES, IRAP e IVA erano stati notificati al liquidatore dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese; questi li aveva impugnati anche in proprio, pur non essendo socio. La Corte afferma che la cancellazione anteriore agli atti determina l’estinzione della società e la perdita della capacità processuale, senza attribuire al liquidatore la qualità di successore o la legittimazione rispetto al debito sociale; il differimento quinquennale introdotto nel 2014 non opera retroattivamente. La sentenza è cassata senza rinvio perché la causa non poteva essere proposta.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 10353

Cassazione, sentenza n. 10353 del 31/03/2022

Sentenza n. 10353 del 31/03/2022

La CTR aveva confermato l’accertamento IVA relativo a una cessione ritenuta non imponibile verso una società sammarinese considerata esterovestita, limitandosi però a richiamare l’esame della documentazione e l’ascolto delle parti. La Cassazione qualifica tale motivazione come apparente, perché non espone le ragioni logico-giuridiche della decisione, non richiama concretamente gli argomenti del primo giudice e non risponde alle censure della contribuente. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 10352

Cassazione, sentenza n. 10352 del 31/03/2022

Diritti del contribuente - verifiche fiscali - termine dilatorio - decorrenza - qualsiasi tipo verbale - atto impositivo emesso ante tempus - illeggittimità - fattispecie.

L’accertamento IVA era stato emesso prima del decorso di sessanta giorni dall’accesso compiuto presso il professionista depositario delle scritture contabili, mentre la CTR aveva escluso la garanzia perché il verbale era soltanto istruttorio. La Corte stabilisce che il termine tutela il contraddittorio dopo ogni verbale conclusivo di accesso, verifica o ispezione, compresi gli accessi istantanei presso il consulente, salvo specifiche ragioni d’urgenza provate dall’Ufficio. Accolto il ricorso incidentale del contribuente, la sentenza è cassata e l’originario ricorso accolto, con compensazione integrale delle spese.

N. 10351

Cassazione, sentenza n. 10351 del 31/03/2022

Sentenza n. 10351 del 31/03/2022

La controversia concerneva maggiori ricavi ricostruiti mediante indagini bancarie ai fini IRPEG, IRAP e IVA; la CTR, pur applicando la presunzione legale, li aveva ridotti in base alla capacità reddituale desunta dai posti barca disponibili. La Corte afferma che versamenti e prelevamenti d’impresa si presumono ricavi e che il contribuente deve fornire una prova analitica per ciascuna movimentazione, non sostituibile da stime equitative o presunzioni semplici; anche i costi devono essere specificamente dedotti e provati. Accolto il motivo principale dell’Agenzia e respinte le doglianze incidentali esaminate, la controversia è rimessa al giudice di rinvio.

N. 10297

Cassazione, sentenza n. 10297 del 31/03/2022

Sentenza n. 10297 del 31/03/2022

Si discuteva se il decreto ingiuntivo relativo a crediti acquistati pro soluto nell’ambito di un’operazione di factoring dovesse scontare l’imposta di registro proporzionale del 3% oppure quella fissa. La Corte qualifica il rapporto come operazione finanziaria rientrante nel campo IVA, benché esente, e applica il principio di alternatività: il decreto che dispone il pagamento di somme assoggettate alla disciplina IVA è registrato in misura fissa, rilevando anche l’origine commerciale dei crediti fatturati. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato e le spese sono compensate.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Finanziamenti
  • Contenzioso
N. 10296

Cassazione, sentenza n. 10296 del 31/03/2022

Sentenza n. 10296 del 31/03/2022

La lite riguardava la tassazione del decreto ingiuntivo ottenuto da una società di cartolarizzazione per crediti acquistati attraverso un contratto di factoring: l’Ufficio pretendeva l’imposta di registro proporzionale anziché quella fissa. La Corte ritiene che la cessione pro soluto integri, nel caso esaminato, un’operazione finanziaria compresa nel campo IVA anche se esente; inoltre, i crediti derivavano da cessioni di beni e prestazioni già soggette a IVA. In applicazione dell’alternatività IVA-registro, conferma l’imposta fissa, rigetta il ricorso dell’Agenzia e compensa le spese.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Finanziamenti
  • Contenzioso
N. 10295

Cassazione, sentenza n. 10295 del 31/03/2022

Sentenza n. 10295 del 31/03/2022

Una società contestava avvisi di mora e intimazioni per tributi comunali, invocando precedenti giudicati e denunciando la mancata riunione dei procedimenti e l’assenza dell’ente creditore. La Corte precisa che il giudicato esterno, pur rilevabile d’ufficio, deve essere documentato con copia autentica munita dell’attestazione del passaggio in giudicato; la riunione è rimessa alla discrezionalità del giudice e, nell’impugnazione proposta contro l’agente della riscossione, non sussiste litisconsorzio necessario con l’ente impositore. Il ricorso è integralmente rigettato, con condanna della contribuente alle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10294

Cassazione, sentenza n. 10294 del 31/03/2022

Sentenza n. 10294 del 31/03/2022

La controversia riguardava la rettifica del valore di avviamento di un ramo d’azienda radiofonico permutato, calcolato dall’Ufficio sulla popolazione potenzialmente raggiungibile dagli impianti. La Corte afferma che il condebitore solidale estraneo al precedente giudizio può avvalersi della sentenza favorevole passata in giudicato, purché la invochi tempestivamente, non esista già un giudicato nei suoi rapporti con il creditore e la decisione non dipenda da ragioni personali; tali condizioni risultavano dedotte rispetto alla sentenza che aveva annullato il medesimo atto impositivo per inattendibilità del metodo estimativo. Ne consegue l’accoglimento delle censure fondate sul giudicato favorevole.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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