Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31832

Cassazione, sentenza n. 31832 del 27/10/2022

Sentenza n. 31832 del 27/10/2022

Una società chiedeva la revocazione, o in subordine la correzione materiale, dell’ordinanza che aveva cassato con rinvio la decisione favorevole sull’esimente dalle sanzioni per tardivo versamento IRAP. La Cassazione esclude l’errore revocatorio: l’applicabilità della disposizione richiamata nel ricorso erariale era stata oggetto di una valutazione giuridica espressa, non di una svista percettiva, e riguardava comunque un punto controverso. Neppure ricorreva una difformità materiale tra volontà e testo del provvedimento. Entrambe le richieste sono dichiarate inammissibili.

N. 31748

Cassazione, sentenza n. 31748 del 27/10/2022

Sentenza n. 31748 del 27/10/2022

Dopo un accesso presso la sede sociale, l’Ufficio aveva emesso anticipatamente un accertamento riguardante svalutazioni di crediti e IVA, senza attendere sessanta giorni dall’ultimo verbale né prospettare ragioni urgenti. La Cassazione riconosce che il termine tutela il contraddittorio anche quando l’accesso sia breve e il verbale soltanto istruttorio o descrittivo; la presentazione di osservazioni da parte della contribuente non ne esclude l’applicazione. Dichiarata cessata la materia del contendere sul rilievo IVA annullato in autotutela, la Corte accoglie il ricorso principale e annulla nel merito la parte residua dell’avviso.

N. 31695

Cassazione, sentenza n. 31695 del 26/10/2022

Sentenza n. 31695 del 26/10/2022

L’Agenzia chiedeva la revocazione della sentenza che aveva disposto un nuovo esame dell’accertamento analitico-induttivo fondato sui movimenti bancari di un lavoratore autonomo, sostenendo che la Corte non avesse rilevato alcuni giudicati interni e avesse travisato l’estensione della sopravvenuta pronuncia costituzionale. La Cassazione chiarisce che l’interpretazione dei motivi di ricorso, l’individuazione del giudicato e la determinazione degli effetti di una norma o di una decisione costituzionale sono valutazioni giuridiche, non errori percettivi revocatori. Il ricorso dell’Amministrazione è quindi dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
N. 31662

Cassazione, ordinanza n. 31662 del 26/10/2022

IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti - Prova della conoscibilità della frode - Consultazione dei pubblici registri.

L’Ufficio contestava la detrazione IVA e altre imposte per operazioni soggettivamente inesistenti, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto la buona fede della contribuente. La Cassazione conferma che, a fronte della prova presuntiva di un coinvolgimento consapevole, il contribuente può dimostrare la massima diligenza secondo ragionevolezza e proporzionalità; nella specie erano state considerate la visura del fornitore, i carichi pendenti e la congruità dei prezzi. Poiché la CTR aveva motivato sulla mancata conoscibilità della frode e sulle verifiche concretamente svolte, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 31615

Cassazione, sentenza n. 31615 del 25/10/2022

Sentenza n. 31615 del 25/10/2022

Gli accertamenti contestavano come elusive una sequenza di scissioni, trasferimenti immobiliari, cessioni e fusioni che aveva consentito di compensare plusvalenze con perdite; la contribuente richiamava l’assoluzione penale, l’assenza di risparmio fiscale e valide ragioni economiche. La Cassazione ritiene provato il vantaggio fiscale e non dimostrate effettive giustificazioni extrafiscali, rilevando che le statuizioni penali non vincolano la verifica della rilevanza tributaria delle operazioni. Conferma inoltre che, ricorrendo i presupposti dell’abuso, sono applicabili le sanzioni amministrative; le censure esaminate sono respinte o dichiarate assorbite.

  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Società
  • Processo tributario
N. 31611

Cassazione, sentenza n. 31611 del 25/10/2022

Sentenza n. 31611 del 25/10/2022

L’accertamento sul reddito d’impresa disconosceva perdite su crediti, canoni di leasing, costi accessori di un finanziamento e componenti negativi relativi a uno swap. La Cassazione esclude la deduzione dei canoni pagati in relazione all’obbligazione di garanzia, poiché l’esborso generava un credito verso il debitore principale, e nega l’equiparazione tra rinuncia volontaria e perdita fiscalmente documentata; conferma inoltre l’imputazione pluriennale degli oneri del finanziamento. Quanto al derivato, reputa infondata la censura per la natura speculativa risultante dall’operazione e per la mancata prova della funzione di copertura; il ricorso viene respinto.

N. 31547

Cassazione, sentenza n. 31547 del 25/10/2022

Sentenza n. 31547 del 25/10/2022

La cartella riguardava IVA dichiarata ma non versata ed era stata emessa dopo la decadenza da una rateazione; la contribuente ne sosteneva la tardività e chiedeva anche la definizione agevolata della lite. La Cassazione esclude la definibilità, perché la cartella non era il primo atto con cui la pretesa era stata comunicata, essendo il debito già noto e riconosciuto mediante la richiesta di rateazione. Ai fini del termine di decadenza rileva inoltre la spedizione della cartella, avvenuta prima della scadenza, non la successiva ricezione: il ricorso delle Amministrazioni è pertanto ritenuto fondato.

N. 31416

Cassazione, sentenza n. 31416 del 24/10/2022

Sentenza n. 31416 del 24/10/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato estinto il precedente ricorso per mancata riassunzione, sostenendo che la Corte avesse confuso il rinvio disposto per valutare la rottamazione con la successiva adesione alla definizione delle controversie pendenti. La Cassazione riconosce un errore percettivo sugli atti processuali: il contribuente aveva aderito alla diversa procedura prevista per le liti pendenti, presentando domanda e pagando la prima rata, circostanza confermata anche dall’Agenzia. Accolta la revocazione, l’ordinanza è revocata e il giudizio è dichiarato estinto per intervenuta definizione agevolata.

N. 31413

Cassazione, sentenza n. 31413 del 24/10/2022

Sentenza n. 31413 del 24/10/2022

La controversia riguardava avvisi IRPEF per il 2002, notificati nel 2011, e l’applicabilità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di un obbligo di denuncia per dichiarazione infedele. La Corte ha chiarito che, nella disciplina applicabile, rileva l’obbligo di denuncia fondato su seri indizi di reato, non la sua effettiva presentazione o l’iscrizione della notizia di reato; ha quindi cassato la decisione regionale e rinviato per gli accertamenti di fatto. Per un altro contribuente ha dichiarato estinto il giudizio per intervenuta definizione agevolata.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Pace Fiscale
N. 31407

Cassazione, sentenza n. 31407 del 24/10/2022

Sentenza n. 31407 del 24/10/2022

La revocazione riguardava un’ordinanza che aveva dichiarato integralmente estinta, per definizione agevolata, una lite IRES relativa al 2006 e al 2008, sebbene dagli atti e dalle concordi allegazioni delle parti risultasse definita soltanto l’annualità 2008. La Corte ha ravvisato un errore di fatto decisivo, poiché l’estinzione era stata estesa a un accertamento non definito e il relativo credito erariale non era disponibile per effetto della sola istanza dell’Ufficio. Ha quindi revocato parzialmente l’ordinanza e aperto la fase rescissoria sulle censure concernenti il 2006.

N. 31344

Cassazione, sentenza n. 31344 del 24/10/2022

Sentenza n. 31344 del 24/10/2022

La lite coinvolgeva accertamenti ICI e rettifiche catastali riguardanti impianti del servizio idrico integrato, terreni e altri immobili, che il giudice regionale aveva in parte classificato nella categoria E/3 con rendita pari a zero. La Corte ha ribadito che la gestione del servizio idrico ha natura economica e che gli impianti industriali di depurazione e smaltimento delle acque reflue non rientrano nella categoria E. Con esito articolato, ha dichiarato una parziale estinzione, rigettato alcuni motivi, accolto altre censure della società e il primo motivo incidentale dell’Agenzia, cassando con rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31270

Cassazione, sentenza n. 31270 del 21/10/2022

Sentenza n. 31270 del 21/10/2022

Dopo la conferma di accertamenti IRAP, IVA e IRPEF fondati sul maggior valore di immobili ceduti, desunto anche da valori OMI, società e soci hanno chiesto la revocazione dell’ordinanza di Cassazione, invocando un giudicato esterno relativo a un’altra annualità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: la revocazione delle proprie decisioni non è consentita per il motivo previsto dall’art. 395, n. 5, c.p.c., mentre la contestata valutazione del giudicato integra un eventuale errore di giudizio, non un errore di fatto revocatorio. Sono state poste a carico dei ricorrenti le spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 31080

Cassazione, sentenza n. 31080 del 20/10/2022

Sentenza n. 31080 del 20/10/2022

Il ricorso per revocazione investiva un’ordinanza di Cassazione relativa alla rettifica del classamento e della rendita proposti mediante DOCFA. Nelle more, il giudizio riassunto si era concluso con sentenza passata in giudicato favorevole al contribuente, anche in considerazione del giudicato formatosi per l’altro comproprietario sul medesimo accertamento catastale. La Corte ha pertanto dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, precisando che non ricorreva un’estinzione del giudizio, e ha compensato le spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31072

Cassazione, sentenza n. 31072 del 20/10/2022

Sentenza n. 31072 del 20/10/2022

La lite riguardava un accertamento IRPEF derivato dal maggior reddito attribuito a una società partecipata e il successivo diniego della definizione agevolata, motivato dall’asserito insufficiente versamento. La Corte ha accertato che le somme già pagate in pendenza del giudizio, compreso un importo disposto a rimborso ma non ancora restituito, erano rimaste nella disponibilità dell’Ufficio e dovevano essere computate; la domanda di definizione implicava la rinuncia al rimborso. Ha quindi annullato il diniego, dichiarato estinto il giudizio principale per intervenuta definizione e compensato le spese.

  • Pace Fiscale
  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31085

Cassazione, sentenza n. 31085 del 20/10/2022

Sentenza n. 31085 del 20/10/2022

La controversia concerneva un accertamento ICI sul valore di terreni e, in Cassazione, la validità della notificazione dell’appello proposto dal Comune contro la decisione favorevole alla contribuente. La Corte ha ritenuto inesistente la notifica, documentata da un foglio privo degli elementi essenziali per identificare il notificante, la sua qualifica e una data certificata; il deposito di una memoria tardiva non poteva sanare il vizio. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, la sentenza regionale è stata cassata e l’appello comunale dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 31083

Cassazione, sentenza n. 31083 del 20/10/2022

Sentenza n. 31083 del 20/10/2022

Un Comune chiedeva la restituzione immediata delle somme riscosse da un albergo a titolo di imposta di soggiorno e non riversate, sostenendo che fossero denaro pubblico di sua proprietà, mentre il tribunale fallimentare aveva ricondotto il rapporto a un credito. La Corte non ha deciso la titolarità delle somme: ha rilevato che il rigetto della restituzione semplificata non è decisorio né definitivo, perché non preclude la tutela nella verifica del passivo. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, senza statuizione sulle spese per mancata costituzione dell’intimato.

  • Tributi locali
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 30801

Cassazione, sentenza n. 30801 del 19/10/2022

Sentenza n. 30801 del 19/10/2022

La controversia riguardava il recupero dell’IVA non applicata ad acquisti effettuati mediante un plafond alimentato da acconti per una cessione inizialmente non imponibile, divenuta poi imponibile per la destinazione privata dell’imbarcazione. La Corte ha affermato che le operazioni non imponibili costituiscono presupposto e limite quantitativo del plafond: il loro successivo mutamento riduce la capienza e impone l’assolvimento ordinario dell’imposta, senza rilievo della buona fede o della sopravvenienza dello splafonamento. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza regionale favorevole alla contribuente e rinviato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Processo tributario
N. 30800

Cassazione, sentenza n. 30800 del 19/10/2022

Sentenza n. 30800 del 19/10/2022

Gli avvisi riguardavano IVA e sanzioni sulle importazioni effettuate in sospensione d’imposta mediante un plafond formato da acconti per la vendita intracomunitaria di un’imbarcazione, successivamente divenuta imponibile per la destinazione privata del bene. La Corte ha escluso che la capienza del plafond si cristallizzi con la registrazione delle fatture: il venir meno della natura non imponibile dell’operazione riduce il credito utilizzabile e determina lo splafonamento postumo, con ritorno al regime ordinario. Ritenuta fondata la censura dell’Agenzia delle Dogane, ha cassato la decisione regionale favorevole alla contribuente.

N. 30798

Cassazione, sentenza n. 30798 del 19/10/2022

Sentenza n. 30798 del 19/10/2022

L’atto contestava a un amministratore di fatto le sanzioni relative a violazioni tributarie della cooperativa, mentre il giudice regionale ne aveva escluso la responsabilità applicando la regola che pone le sanzioni del rapporto fiscale societario a carico della persona giuridica. La Cassazione precisa che tale regola non opera automaticamente quando l’Amministrazione alleghi l’uso strumentale della società e il vantaggio esclusivo della persona fisica: occorre verificare l’effettivo possesso dei redditi e la loro imputazione all’interponente. Respinta la censura sulla novità della questione, la sentenza è cassata con rinvio sul motivo sostanziale.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Società, imprese e Professionisti
N. 30797

Cassazione, sentenza n. 30797 del 19/10/2022

Sentenza n. 30797 del 19/10/2022

La controversia riguardava sanzioni irrogate all’amministratore di fatto e maggiori imposte accertate alla società per operazioni attive non contabilizzate; il giudice regionale aveva annullato le prime, confermando il recupero fiscale. La Cassazione afferma che l’esclusiva responsabilità sanzionatoria della persona giuridica non può applicarsi automaticamente se l’Amministrazione contesta che la società sia stata utilizzata strumentalmente a beneficio personale dell’amministratore, circostanza da verificare secondo le regole sull’interposizione. Ha inoltre ritenuto valida la notifica alla società trasferita all’estero e adeguata la motivazione sugli imponibili, accogliendo il ricorso principale, rigettando quello incidentale e rinviando.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Società di capitali

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