Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2689

Cassazione, sentenza n. 2689 del 30/01/2023

Sentenza n. 2689 del 30/01/2023

L’accertamento disconosceva, ai fini IRES e IRAP, parte dei costi sostenuti verso una società statunitense del gruppo per servizi di promozione, marketing e supporto ai negozi, contestandone inerenza, ripartizione e congruità, nonché il relativo mark-up. La CTR aveva mantenuto la ripresa sui servizi, riconosciuto il mark-up sui costi ammessi e annullato quella relativa al supply agreement; contribuente e Agenzia proponevano ricorsi contrapposti. Nel testo disponibile la Cassazione respinge il primo motivo della contribuente sulla difformità tra processo verbale e accertamento, mentre non è riportata la decisione complessiva sulle ulteriori censure.

N. 2623

Cassazione, sentenza n. 2623 del 27/01/2023

Sentenza n. 2623 del 27/01/2023

Una società contestava la TARSU applicata ad aree commerciali e parcheggi, sostenendo di produrre rifiuti speciali smaltiti autonomamente e lamentando la mancata attivazione del servizio comunale. La Cassazione ribadisce che l’esclusione di superfici dalla tassazione richiede al contribuente la denuncia e la prova della natura dei rifiuti, della delimitazione delle aree e dell’avvio al recupero; tali oneri non risultavano assolti. Pur rilevando omissioni di pronuncia del giudice di rinvio, decide le questioni nel merito per economia processuale e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2619

Cassazione, sentenza n. 2619 del 27/01/2023

Sentenza n. 2619 del 27/01/2023

L’Agenzia contestava l’omessa ritenuta del 30% sui compensi corrisposti, tramite società inglesi intermediarie, a stilisti, parrucchieri e truccatori non residenti per prestazioni rese in Italia. La CTR aveva qualificato i proventi come redditi di lavoro autonomo, rilevando la prevalenza dell’attività personale e l’assenza di prova di un’organizzazione imprenditoriale. La Cassazione dichiara inammissibile il primo motivo, perché diretto in parte contro un principio non affermato dalla CTR e, per il resto, a ottenere una nuova valutazione dei fatti; il testo disponibile non riporta l’esito degli ulteriori motivi.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Professionisti
  • Estero
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 2617

Cassazione, sentenza n. 2617 del 27/01/2023

Sentenza n. 2617 del 27/01/2023

La contribuente aveva impugnato ruoli e cartelle conosciuti mediante estratto di ruolo, deducendo la mancata notificazione degli atti presupposti; la CTR aveva ritenuto l’estratto non autonomamente impugnabile e le cartelle regolarmente notificate. La Cassazione applica ai giudizi pendenti la disciplina che ammette l’impugnazione diretta del ruolo o della cartella non notificata soltanto in presenza degli specifici pregiudizi previsti dalla legge, che devono essere allegati e dimostrati. Non essendo stato provato alcuno di tali pregiudizi, rigetta il ricorso e compensa le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2599

Cassazione, sentenza n. 2599 del 27/01/2023

Sentenza n. 2599 del 27/01/2023

L’Agenzia aveva recuperato a tassazione, ai fini IRES e IRAP, costi infragruppo per promozione, marketing e supporto pubblicitario prestati da una società statunitense, contestandone inerenza e congruità e disconoscendo anche il mark-up. La CTR aveva confermato le riprese, ritenendo i servizi riferibili anche alla distribuzione commerciale e non adeguatamente provati quanto a pertinenza, ripartizione e valore normale. La Cassazione respinge il primo motivo sulla pretesa contraddittorietà della motivazione; il testo fornito non contiene la decisione conclusiva sugli ulteriori motivi.

N. 2597

Cassazione, sentenza n. 2597 del 27/01/2023

Sentenza n. 2597 del 27/01/2023

La controversia riguardava avvisi IRES e IRAP fondati sull’asserita esistenza in Italia di una stabile organizzazione di una società svizzera, individuata nella società incaricata dell’intermediazione commerciale. La Cassazione afferma che l’accertamento della stabile organizzazione va condotto soprattutto sul piano sostanziale, verificando stabilità, capacità produttiva di reddito e autonomia dell’attività. Ritenuta completa e non atomistica la valutazione degli indizi compiuta dal giudice regionale, che aveva escluso tali presupposti, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

N. 2594

Cassazione, sentenza n. 2594 del 27/01/2023

Sentenza n. 2594 del 27/01/2023

Alcune società avevano contestato avvisi e cartella relativi al contributo regionale richiesto dal Comune per l’estrazione di materiali di cava, sostenendone la natura tributaria e, quindi, la giurisdizione del giudice tributario, negata nei due gradi di merito. Prima della decisione della Cassazione, le ricorrenti hanno rinunciato al ricorso e il Comune ha accettato la rinuncia. La Corte dichiara pertanto estinto il giudizio, compensa integralmente le spese per il contegno conciliativo delle parti ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2593

Cassazione, sentenza n. 2593 del 27/01/2023

Sentenza n. 2593 del 27/01/2023

La società contestava la rettifica del valore di un terreno, formalmente agricolo, ai fini delle imposte di registro e ipocatastali, nonché la riunione degli appelli e il tardivo avviso dell’udienza. La Cassazione ritiene insindacabile il provvedimento ordinatorio di riunione e considera sanata la violazione del termine, poiché la parte partecipò all’udienza discutendo il merito senza eccepirla. Conferma inoltre che il valore alla data dell’atto può essere desunto anche da circostanze successive idonee a rivelarlo, quali la quasi coeva rivendita e la concreta potenzialità edificatoria, reputando infondati i motivi.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2592

Cassazione, sentenza n. 2592 del 27/01/2023

Sentenza n. 2592 del 27/01/2023

La lite riguardava la tassazione della retrocessione di crediti già ceduti pro solvendo nell’ambito di un factoring e la conseguente applicazione dell’imposta di registro proporzionale, oltre alla riscossione straordinaria. La Cassazione qualifica la retrocessione, considerata nella sua connessione funzionale con il finanziamento originario, come operazione finanziaria rientrante nel campo IVA, ancorché esente. Opera quindi il principio di alternatività IVA-registro, per il quale è sufficiente l’astratta rilevanza ai fini IVA: risultano fondati i motivi contro l’imposta proporzionale, mentre l’estratto fornito non riporta la decisione conclusiva sulle ulteriori censure.

N. 2588

Cassazione, sentenza n. 2588 del 27/01/2023

Sentenza n. 2588 del 27/01/2023

La questione concerneva la base imponibile dell’imposta di registro applicabile alla divisione ereditaria quando un coerede abbia ricevuto dal defunto beni soggetti a collazione. La Cassazione ritiene che le donazioni pregresse debbano essere considerate nella ricostruzione della massa comune, così da verificare l’effettiva divergenza tra quote di diritto e quote assegnate senza tassare come trasferimento un riequilibrio meramente divisionale. Confermata la liquidazione con aliquota dell’1% operata dal notaio, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e compensa le spese, richiamando la presenza di precedenti non univoci.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 2586

Cassazione, sentenza n. 2586 del 27/01/2023

Sentenza n. 2586 del 27/01/2023

Il contribuente impugnava un’iscrizione ipotecaria deducendo, tra l’altro, vizi di motivazione, mancato preavviso e irregolarità nella notificazione delle cartelle presupposte. La Cassazione esclude omissioni o apparenza della motivazione della sentenza regionale e dichiara inammissibili diverse censure per difetto di autosufficienza, non essendo stati riprodotti l’atto impugnato, gli avvisi di ricevimento o le eccezioni formulate nei gradi di merito. Ribadita inoltre l’ammissibilità della notifica diretta postale della cartella da parte del concessionario, la Corte rigetta il ricorso e pone le spese a carico del contribuente.

N. 2583

Cassazione, sentenza n. 2583 del 27/01/2023

Sentenza n. 2583 del 27/01/2023

La controversia riguardava un’iscrizione ipotecaria fondata su cartelle che il contribuente assumeva non notificate o irregolarmente notificate, oltre a contestazioni sul preavviso, sul contraddittorio e sulla motivazione dell’atto. La Cassazione reputa inammissibili le doglianze non autosufficienti, poiché il ricorso non riepilogava adeguatamente i motivi d’appello e gli elementi necessari a verificare i denunciati vizi notificatori e motivazionali. Il ricorso viene quindi rigettato, con condanna alle spese in favore dell’agente della riscossione e applicazione, se dovuto, dell’ulteriore contributo unificato.

N. 2581

Cassazione, sentenza n. 2581 del 27/01/2023

Sentenza n. 2581 del 27/01/2023

Il giudizio concerneva le imposte dovute sul trasferimento giudiziale di un’abitazione di interesse storico-artistico, disposto in esecuzione di un preliminare. La Cassazione riconosce che il criterio del prezzo-valore è applicabile anche a tali trasferimenti, ma solo se l’opzione è esercitata prima della notifica dell’avviso: nel caso concreto la richiesta, presentata in autotutela dopo l’atto, era tardiva. Accoglie però le censure sull’omesso esame della perizia relativa al valore e stabilisce che le imposte ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa; cassa quindi la sentenza e rinvia per la questione estimativa.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Autotutela
  • Processo tributario
N. 2553

Cassazione, sentenza n. 2553 del 27/01/2023

Sentenza n. 2553 del 27/01/2023

Le società contestavano la maggiore imposta di registro su una compravendita immobiliare, deducendo soltanto in appello il difetto di potere del sottoscrittore dell’avviso e censurando la stima fondata anche sui valori OMI. La Cassazione conferma che il processo tributario è delimitato dai motivi del ricorso introduttivo: la sopravvenuta pronuncia costituzionale non consente di introdurre in appello una nuova eccezione di nullità. Pur rilevando l’erroneità dell’affermazione regionale sulla persistente presunzione legale basata sul valore normale, ritiene decisiva l’autonoma valutazione delle caratteristiche dell’immobile; rigetta tre motivi e dichiara inammissibile il quarto.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2536

Cassazione, sentenza n. 2536 del 27/01/2023

Sentenza n. 2536 del 27/01/2023

La società aveva impugnato un’intimazione di pagamento relativa a IRES, IVA e altri tributi, ma il giudice regionale aveva dichiarato tardivo il ricorso valorizzando la precedente conoscenza degli atti presupposti ottenuta mediante accesso. La Cassazione chiarisce che il termine di sessanta giorni decorre dalla notificazione dell’intimazione impugnata: la mera conoscenza antecedente degli atti sottostanti non rende tardiva l’azione contro tale distinto atto. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio al giudice regionale perché esamini il merito e regoli le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2635

Cassazione, sentenza n. 2635 del 27/01/2023

Sentenza n. 2635 del 27/01/2023

Una società madre estera chiedeva il rimborso convenzionale sui dividendi ricevuti da una controllata italiana, benché questi non fossero stati tassati in Italia per effetto della direttiva “madre-figlia”; i giudici di merito avevano negato il beneficio. La Cassazione chiarisce che direttiva e convenzione bilaterale coesistono e vanno coordinate caso per caso, senza consentire all’operatore estero un vantaggio maggiore di quello spettante a un soggetto nazionale o un indebito beneficio derivante dalla doppia non imposizione. Accoglie il ricorso e rinvia al giudice di merito.

N. 2534

Cassazione, sentenza n. 2534 del 27/01/2023

Sentenza n. 2534 del 27/01/2023

La controversia riguardava un avviso per imposta comunale sulla pubblicità relativo all’affissione, nel 2010, di manifesti politico-ideologici, che la CTR aveva ritenuto legittimo. La Cassazione ha chiarito che la definizione agevolata richiamata dal D.L. n. 225/2010 comprende tutte le violazioni commesse mediante manifesti politici, non soltanto quelle avvenute nel periodo elettorale. Accertati l’adesione alla definizione e il tempestivo versamento di 1.000 euro, ha accolto il secondo motivo, cassato la sentenza e dichiarato cessata la materia del contendere, assorbendo le altre censure.

  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2624

Cassazione, sentenza n. 2624 del 27/01/2023

Sentenza n. 2624 del 27/01/2023

La controversia concerne la cancellazione di un ente religioso dal registro ONLUS, disposta per avere corrisposto a un dipendente una retribuzione superiore di oltre il 20% al parametro collettivo, con conseguente recupero di IRES e IRAP e applicazione di sanzioni. La Cassazione conferma il disconoscimento della qualifica e rigetta integralmente il ricorso incidentale dell’ente, ritenendo non necessaria una media fra più contratti collettivi. Accoglie invece due motivi dell’Agenzia relativi alle sanzioni, cassa sul punto e rinvia alla Corte tributaria regionale in diversa composizione.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 2480

Cassazione, sentenza n. 2480 del 27/01/2023

Sentenza n. 2480 del 27/01/2023

La contribuente contestava un’intimazione relativa a cartelle tributarie e previdenziali, sostenendo che le notifiche eseguite presso un’abitazione divenuta inagibile dopo un sisma fossero invalide; la CTR aveva invece ravvisato un’irreperibilità assoluta. La Cassazione ha stabilito che l’inagibilità non esonerava il notificatore dal compiere e documentare ricerche idonee, tanto più in presenza di risultanze anagrafiche ancora riferite a quell’indirizzo. Ha quindi dichiarato nulle le notifiche, cassato parzialmente la decisione e rinviato al giudice tributario regionale; ha invece ritenuto inammissibile la censura riguardante i contributi INPS.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
N. 2398

Cassazione, ordinanza n. 2398 del 26/01/2023

Accertamento - Indagini bancarie - Valido l'avviso di accertamento anche senza autorizzazione.

Una società contestava l’accertamento di maggiori ricavi ai fini IRES, IVA e IRAP, fondato su movimenti dei conti dei soci e di un loro congiunto, deducendo tra l’altro l’assenza o mancata esibizione dell’autorizzazione alle indagini bancarie. La Cassazione ha affermato che tale autorizzazione regola rapporti interni e che la sua mancanza non rende inutilizzabili i dati senza un concreto pregiudizio o la lesione di diritti fondamentali; ha inoltre confermato la presunzione relativa derivante dai movimenti non analiticamente giustificati. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

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