Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2378

Cassazione, sentenza n. 2378 del 25/01/2023

Sentenza n. 2378 del 25/01/2023

Nel corso del giudizio su un accertamento fondato su versamenti bancari, il contribuente aveva chiesto la definizione agevolata della controversia, negata dall’Ufficio perché dal dovuto erano state sottratte somme già versate per definire le sanzioni. La Cassazione ha interpretato il D.L. n. 119/2018 nel senso che sono scomputabili gli importi pagati «a qualsiasi titolo» durante il giudizio, comprese le somme relative alle sanzioni ormai non più contestate. Ha accolto il ricorso contro il diniego, dichiarato estinto il giudizio sull’atto impositivo e rilevato la sopravvenuta carenza d’interesse nel procedimento sulla revocazione.

N. 2365

Cassazione, sentenza n. 2365 del 25/01/2023

Sentenza n. 2365 del 25/01/2023

Una società madre olandese chiedeva il rimborso della ritenuta applicata sui dividendi ricevuti da una partecipata italiana; i giudici di merito lo avevano negato per difetto di prova dell’effettiva imposizione nei Paesi Bassi. La Cassazione ha escluso che la doppia imposizione effettiva sia, di per sé, condizione ostativa al rimborso del surplus rispetto al trattamento della controllante italiana, precisando però che la richiedente deve provare di non poterlo neutralizzare mediante detrazione nello Stato di residenza. Ha cassato la decisione per tale verifica e per l’omesso esame della documentazione rilevante, rinviando al giudice regionale.

N. 2361

Cassazione, sentenza n. 2361 del 25/01/2023

Sentenza n. 2361 del 25/01/2023

L’Agenzia contestava il rimborso convenzionale riconosciuto a una società britannica per dividendi provenienti da partecipazioni italiane, sostenendo che mancasse una loro effettiva tassazione nel Regno Unito. La Cassazione ha rilevato che la CTR, con accertamento di fatto logicamente coerente, aveva qualificato la richiedente come società assoggettata alla corporation tax e ritenuto provato il pagamento dovuto all’estero, sulla base delle certificazioni fiscali prodotte. Ha pertanto rigettato il ricorso principale dell’Amministrazione e dichiarato assorbito quello incidentale condizionato della contribuente.

N. 2359

Cassazione, sentenza n. 2359 del 25/01/2023

Sentenza n. 2359 del 25/01/2023

Il giudizio riguardava un’intimazione relativa a cartelle per tributi erariali, sanzioni, interessi e contributi previdenziali; la CTR aveva applicato la prescrizione decennale anche agli interessi, mantenendo quella quinquennale per le sanzioni. La Cassazione ha affermato che gli interessi tributari, una volta maturati, costituiscono un’obbligazione autonoma soggetta a prescrizione quinquennale, mentre i tributi erariali restano soggetti al termine ordinario e le sanzioni al termine speciale di cinque anni. Ha inoltre dichiarato il difetto di giurisdizione tributaria sui contributi IVS, cassando con rinvio per il riesame degli interessi.

  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
N. 2355

Cassazione, sentenza n. 2355 del 25/01/2023

Sentenza n. 2355 del 25/01/2023

Una società madre britannica chiedeva il credito d’imposta convenzionale sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana, benché questi fossero già esenti da ritenuta in applicazione della direttiva madre-figlia; i giudici di merito avevano escluso il cumulo dei due regimi. La Cassazione ha affermato che direttiva e convenzione bilaterale non sono alternative in assoluto e devono essere coordinate, caso per caso, per garantire neutralità fiscale senza attribuire all’operatore estero un vantaggio precluso a quello nazionale. Nel testo disponibile risultano accolti i primi due motivi, mentre non è riportato il dispositivo conclusivo.

N. 2339

Cassazione, sentenza n. 2339 del 25/01/2023

Accertamento - Interposizione di persona - Cessione di quote societarie - Fusione per incorporazione - Tributi non armonizzati - Esclusione dell'obbligo del contraddittorio endoprocedimentale a carico dell'Amministrazione finanziaria.

Il contribuente contestava un accertamento induttivo per redditi imputati mediante interposizione personale, sostenendo che la precedente cessione delle quote e fusione societaria impedissero di attribuirgli i risultati e lamentando l’omesso contraddittorio preventivo. La Cassazione ha distinto tale fattispecie dall’abuso del diritto e ha rilevato che l’Ufficio aveva inutilmente richiesto informazioni, mentre il ricorrente non aveva indicato concrete difese capaci di modificare l’esito dell’accertamento. Esclusa anche la motivazione apparente della decisione regionale, la Corte ha rigettato entrambi i motivi e confermato l’atto impositivo.

N. 2310

Cassazione, sentenza n. 2310 del 25/01/2023

Regime della tassazione separata - Emolumenti per indennità di produttività e obiettivi istituzionali riconosciuti ai dipendenti dell'Ufficio delle dogane - Emolumenti arretrati.

Alcuni dipendenti dell’amministrazione doganale chiedevano la tassazione separata delle indennità di produttività e per obiettivi, maturate in un anno ma corrisposte nel successivo; la CTR aveva accolto la domanda considerando sufficiente il pagamento oltre il 12 gennaio. La Cassazione ha precisato che occorre verificare se il ritardo dipenda da cause estranee alla volontà delle parti e superi la fisiologica dinamica delle procedure di liquidazione, non bastando il mero disallineamento temporale. Ha accolto il ricorso dell’Amministrazione, cassato la sentenza e rinviato per l’accertamento delle cause effettive del ritardo.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2219

Cassazione, sentenza n. 2219 del 25/01/2023

Sentenza n. 2219 del 25/01/2023

Gli avvisi recuperavano maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA sulla base di scritture incomplete, movimentazioni bancarie dell’amministratore, dichiarazioni di acquirenti e operazioni immobiliari; la CTR li aveva annullati, reputando illegittimo l’uso congiunto di metodi analitici e induttivi e insufficienti gli indizi. La Cassazione ha invece riconosciuto la legittimità dell’accertamento analitico-extracontabile in presenza di parziale inattendibilità contabile e l’utilizzabilità degli ulteriori elementi presuntivi, rilevando anche l’omesso esame di fatti decisivi. Accolti sei motivi e dichiarato inammissibile il quinto, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 2216

Cassazione, ordinanza n. 2216 del 25/01/2023

Processo tributario - Potere di disapplicare gli atti amministrativi.

La controversia riguardava un avviso TARI applicato a uno specchio d’acqua in concessione, rispetto al quale la contribuente chiedeva di disapplicare la tariffa prevista dal regolamento comunale; i giudici di merito avevano escluso tale possibilità perché il regolamento non era stato impugnato davanti al giudice amministrativo. La Cassazione ha affermato che il giudice tributario può disapplicare incidentalmente l’atto generale illegittimo, se investito dai motivi di ricorso, anche quando sia divenuto inoppugnabile, salvo un giudicato amministrativo formatosi tra le parti. Ha accolto il primo motivo, assorbito il secondo e disposto il rinvio.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 2201

Cassazione, sentenza n. 2201 del 24/01/2023

Sentenza n. 2201 del 24/01/2023

La contribuente chiedeva la riduzione della TARI per un immobile situato nell’area interportuale, dove il servizio di raccolta non sarebbe stato svolto; la CTR aveva negato il beneficio perché l’area era privata e il Comune serviva le strade pubbliche di collegamento. La Cassazione ha chiarito che la riduzione prevista per le zone non servite può spettare anche in aree private di significativa estensione, se accessibili, mentre grava sul contribuente la prova concreta dei relativi presupposti. Rigettato il motivo sul giudicato, ha accolto quello sulla riduzione obbligatoria, cassando con rinvio.

N. 2193

Cassazione, ordinanza n. 2193 del 24/01/2023

Notifica - Casella PEC piena - Nuova notifica al domicilio fisico.

Nel giudizio relativo a un’intimazione di pagamento, il ricorso dell’Agenzia era stato inizialmente notificato via PEC, ma la casella del difensore risultava piena; il rinnovo era avvenuto due anni dopo, benché fosse stato eletto anche un domicilio fisico. La Cassazione ha ritenuto che la mancata consegna non perfezioni la notifica e imponga al notificante di riattivare tempestivamente il procedimento presso il domicilio eletto, nonostante la negligenza del destinatario nella gestione della casella. Poiché il rinnovo era tardivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese.

N. 2109

Cassazione, sentenza n. 2109 del 24/01/2023

Sentenza n. 2109 del 24/01/2023

La lite riguardava un avviso di liquidazione della maggiore imposta di successione, emesso dopo la rettifica del valore di una partecipazione societaria; l’Agenzia contestava il criterio con cui la CTR aveva considerato il depauperamento patrimoniale intervenuto prima dell’apertura della successione. Nel corso del giudizio, gli eredi hanno presentato domanda di definizione agevolata e versato integralmente gli importi dovuti, mentre l’Amministrazione ha chiesto la chiusura del procedimento. Senza pronunciarsi sul merito della valutazione, la Cassazione ha dichiarato l’estinzione per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 2095

Cassazione, sentenza n. 2095 del 24/01/2023

Sentenza n. 2095 del 24/01/2023

L’agente della riscossione contestava la prescrizione quinquennale applicata dalla CTR alle sanzioni e agli interessi compresi in cartelle richiamate da un’intimazione di pagamento, sostenendo termini più lunghi; deduceva inoltre una sospensione legislativa rilevante per una cartella. La Cassazione ha confermato l’autonomia delle sanzioni tributarie e degli interessi, entrambi soggetti a prescrizione quinquennale, indipendentemente dal termine relativo al tributo principale. Ha però accolto il terzo motivo sulla sospensione dei termini prescrizionali, demandandone la concreta applicazione al giudice del rinvio, e ha rigettato gli altri motivi.

N. 2044

Cassazione, sentenza n. 2044 del 24/01/2023

Sentenza n. 2044 del 24/01/2023

La controversia concerneva un’intimazione riferita a cartelle per tributi, sanzioni e interessi; la CTR aveva applicato termini prescrizionali brevi, escludendo la prescrizione ordinaria in assenza di giudicato. La Cassazione ha precisato che l’irretrattabilità della cartella non trasforma il termine originario, ma i crediti erariali non soggetti a prescrizione breve restano assoggettati al termine ordinario; ha invece confermato la prescrizione quinquennale autonoma per sanzioni tributarie e interessi. Accolto il primo motivo e respinti gli altri, ha cassato la decisione con rinvio per il riesame e le spese.

N. 1912

Cassazione, sentenza n. 1912 del 23/01/2023

Sentenza n. 1912 del 23/01/2023

La controversia riguardava un’intimazione di pagamento fondata su una cartella per omesso versamento dell’imposta di registro dovuta su una sentenza; la società aveva contestato, tra l’altro, la regolarità delle notifiche e la tempestività dell’appello dell’Agenzia. In cassazione la contribuente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata e l’integrale pagamento delle somme dovute, rinunciando alla prosecuzione dell’impugnazione. La Corte ha dichiarato estinto il procedimento per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.

N. 2031

Cassazione, sentenza n. 2031 del 23/01/2023

Notifica -notifica a mezzo posta- perfezionamento- consegna al destinatario - insufficienza- produzione avviso di ricevimento - necessità-

La contribuente contestava la TARI applicata a un immobile nell’area interportuale, deducendo il mancato svolgimento del servizio e invocando precedenti decisioni su altre annualità; la CTR aveva invece ritenuto provata la raccolta sulle strade pubbliche di collegamento. La Cassazione non è entrata nel merito perché, per la notifica postale del ricorso, risultava prodotta soltanto la cartolina di spedizione e non l’avviso di ricevimento. Poiché quest’ultimo costituisce la prova della consegna, della relativa data e del consegnatario, la notificazione è stata considerata inesistente e il ricorso dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 2031

Cassazione, sentenza n. 2031 del 23/01/2023

Sentenza n. 2031 del 23/01/2023

Una società impugnava l’avviso TARI relativo a un immobile nell’interporto, sostenendo che il servizio di raccolta non fosse svolto nell’area; dopo l’accoglimento in primo grado, la CTR aveva respinto la domanda richiamando il servizio sulle strade pubbliche di collegamento. La Cassazione non ha esaminato le censure tributarie: la ricorrente aveva prodotto soltanto la prova della spedizione postale del ricorso, non l’avviso di ricevimento, unico documento idoneo a dimostrarne consegna, data e destinatario. Ritenuta inesistente e non rinnovabile la notificazione, ha dichiarato il ricorso inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 2030

Cassazione, sentenza n. 2030 del 23/01/2023

Sentenza n. 2030 del 23/01/2023

Il contribuente chiedeva la riduzione della TARI per un immobile nell’area interportuale, allegando il mancato svolgimento del servizio; la CTR aveva respinto il ricorso affermando soltanto la sussistenza del presupposto impositivo e l’assenza di cause di esclusione. La Cassazione ha escluso l’efficacia del giudicato relativo ad altre annualità, poiché le modalità del servizio possono mutare, ma ha rilevato una motivazione meramente apparente, priva di confronto con i fatti e le difese dedotti. Ha quindi accolto il terzo motivo, rigettato il primo, assorbito gli altri e cassato con rinvio.

N. 2029

Cassazione, sentenza n. 2029 del 23/01/2023

Sentenza n. 2029 del 23/01/2023

Una società contestava un avviso di pagamento TARI 2015 relativo a un immobile situato in un’area interportuale, sostenendo che il servizio di raccolta non fosse effettivamente svolto; i giudici di merito avevano invece ritenuto sufficiente la sua potenziale fruibilità. La Cassazione non ha esaminato tali questioni, perché la ricorrente aveva prodotto soltanto la prova della spedizione del ricorso, non anche l’avviso di ricevimento. La notificazione è stata quindi considerata inesistente e il ricorso dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese per mancata costituzione del Comune.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2027

Cassazione, sentenza n. 2027 del 23/01/2023

Rifornimento navi- operazioni equiparate alle cessioni all'esportazione -senzione IVA-sussiste-

L’Amministrazione contestava l’esenzione IVA applicata agli acquisti di carburante poi destinato al rifornimento di navi, ritenendo imponibile la cessione compiuta nello stadio anteriore alla fornitura finale all’armatore. La Corte ha affermato che l’esenzione può operare anche per l’intermediario quando il trasferimento avviene, come accertato nel caso concreto con clausola FOB, nel momento in cui l’armatore acquisisce il potere di disporre di fatto del carburante come proprietario. Confermata la corretta applicazione del principio da parte del giudice d’appello, il ricorso dell’Ufficio è stato rigettato.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso

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