Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 3495

Cassazione, sentenza n. 3495 del 6/02/2023

Sentenza n. 3495 del 06/02/2023

La controversia sulle sanzioni derivava dalla rettifica con cui l’Amministrazione doganale aveva classificato alcune action cam come altre videocamere digitali, con dazio del 14%, e gli accessori secondo la loro materia; i giudici di merito avevano accolto l’impugnazione degli operatori. La Cassazione ha affermato che la classificazione tariffaria richiede l’esame delle caratteristiche oggettive, della destinazione e della funzione principale del prodotto. Ritenendo non decisivi lo zoom ottico e la registrazione cumulativa su memoria interna ed esterna, ha giudicato fondato il primo motivo dell’Amministrazione.

  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3485

Cassazione, ordinanza n. 3485 del 6/02/2023

Imposte dirette - Tassazione separata - Arretrati assegno divorzile.

La contribuente aveva percepito in un’unica soluzione gli arretrati dell’assegno divorzile periodico, rideterminati giudizialmente, e chiedeva la tassazione separata con rimborso dell’eccedenza versata; l’Agenzia contestava l’assimilazione agli emolumenti arretrati. La Corte ha distinto tali somme da un assegno una tantum e ha ricondotto gli arretrati, riferibili ad anni precedenti e maturati per effetto del provvedimento giudiziario, al regime dell’articolo 17 TUIR attraverso i richiami agli articoli 50 e 10. Ha pertanto confermato la tassazione separata e rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 4904

Cassazione, ordinanza n. 4904 del 6/02/2023

Imposte dirette - Rilascio delle certificazioni ai sostituiti di imposta - Prova - Insufficiente il modello 770.

Il giudizio penale riguardava l’omesso versamento di ritenute certificate da parte della liquidatrice, condannata in appello sulla base dei modelli 770 e di CUD privi della ricevuta dei dipendenti. La Cassazione ha escluso che la responsabilità richieda la distrazione dell’attivo, non operando in sede penale i limiti dell’art. 36 del D.P.R. n. 602/1973. Per la disciplina anteriore alla riforma del 2015, tuttavia, il rilascio delle certificazioni è elemento costitutivo non provabile con il solo modello 770: la sentenza è stata annullata con rinvio.

  • Adempimenti
  • Dichiarazioni
  • Modello 770
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 3595

Cassazione, sentenza n. 3595 del 6/02/2023

Sentenza n. 3595 del 06/02/2023

Il contribuente, dopo avere definito attività finanziarie estere mediante collaborazione volontaria, chiedeva il rimborso dell’Euroritenuta applicata dall’intermediario svizzero e non scomputata nella liquidazione dell’Agenzia. La Cassazione ha ritenuto fondato il motivo contro il diniego: l’omessa indicazione originaria del reddito estero può impedire il credito previsto dall’art. 165 TUIR, ma non esclude automaticamente il rimborso contemplato dalla disciplina dell’Euroritenuta. L’irretrattabilità della dichiarazione resa nella procedura riguarda le attività emerse e non preclude la successiva domanda volta a evitare la doppia imposizione.

N. 3425

Cassazione, sentenza n. 3425 del 3/02/2023

Sentenza n. 3425 del 03/02/2023

Il contribuente aveva impugnato una cartella non notificata e l’estratto di ruolo, riguardanti sanzioni e ICIAP comunale; la commissione regionale aveva ammesso l’azione e dichiarato decaduto il concessionario dalla riscossione. La Cassazione ha applicato anche al giudizio pendente la disciplina sopravvenuta, secondo cui l’estratto non è impugnabile e la tutela immediata contro ruolo o cartella non notificata richiede la dimostrazione di uno dei pregiudizi tassativamente previsti. Non essendo stato precisato tale interesse, la Corte ha cassato la sentenza e dichiarato inammissibile il ricorso originario.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 3400

Cassazione, sentenza n. 3400 del 3/02/2023

Sentenza n. 3400 del 03/02/2023

La controversia riguardava l’impugnazione diretta di una cartella non notificata e dell’estratto di ruolo, relativi a IRPEF, ILOR e altri contributi; la commissione regionale aveva accolto l’appello del contribuente e rilevato la decadenza dalla riscossione. La Cassazione ha ritenuto applicabile ai processi pendenti la norma sopravvenuta che esclude l’impugnabilità dell’estratto e limita quella immediata di ruolo e cartella a tassativi pregiudizi concretamente dimostrati. Poiché il contribuente non aveva indicato uno specifico interesse riconducibile a tali ipotesi, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRPEF
N. 3323

Cassazione, sentenza n. 3323 del 3/02/2023

Sentenza n. 3323 del 03/02/2023

Nel contenzioso su avvisi per maggiori IRES, IRAP e IVA, la società fallita aveva rinunciato al ricorso per cassazione dopo che la commissione regionale aveva accolto l’appello dell’Agenzia. La Corte ha rilevato che la rinuncia sottoscritta dal curatore, priva dell’autorizzazione del comitato dei creditori, non poteva produrre l’estinzione del processo. L’atto manifestava tuttavia, anche alla luce della successiva istanza della curatela, la sopravvenuta carenza d’interesse alla prosecuzione: il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
N. 3322

Cassazione, sentenza n. 3322 del 3/02/2023

Sentenza n. 3322 del 03/02/2023

Una società successivamente fallita aveva proposto ricorso per cassazione contro la decisione regionale che, accogliendo l’appello dell’Agenzia, aveva confermato gli accertamenti per maggiori IRES, IRAP e IVA. La rinuncia depositata dal curatore non era stata preceduta dall’autorizzazione del comitato dei creditori e non poteva quindi determinare l’estinzione del giudizio. Essa dimostrava però, insieme alla successiva istanza della curatela, il venir meno dell’interesse alla prosecuzione; la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse e ha compensato le spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
N. 3460

Cassazione, sentenza n. 3460 del 3/02/2023

Sentenza n. 3460 del 03/02/2023

Dopo il rigetto del ricorso contro un accertamento per IVA, IRAP e IRES fondato sullo scostamento dagli studi di settore, la società chiedeva la revocazione deducendo di avere aderito alla definizione agevolata, circostanza mai comunicata alla Corte. La Cassazione ha ribadito che la revocazione delle proprie pronunce è ammessa soltanto per un errore percettivo risultante dal contrasto tra decisione e atti processuali. Poiché l’adesione non faceva parte del materiale sottoposto al precedente collegio, non poteva esservi alcuna svista revocatoria; il ricorso è stato quindi rigettato.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 3458

Cassazione, sentenza n. 3458 del 3/02/2023

Sentenza n. 3458 del 03/02/2023

I contribuenti contestavano una cartella notificata dopo l’estinzione, per mancata riassunzione, del giudizio sull’avviso di accertamento; la CTR aveva equiparato la pronuncia di estinzione a un giudicato, applicando la prescrizione decennale. La Cassazione ha escluso tale assimilazione: l’estinzione rende definitivo l’accertamento alla scadenza del termine per riassumere, ma la riscossione resta soggetta alla decadenza prevista per la notifica della cartella. Poiché il termine era scaduto il 31 dicembre 2011 e la cartella era stata notificata nel 2012, la Corte l’ha annullata decidendo nel merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3456

Cassazione, sentenza n. 3456 del 3/02/2023

Sentenza n. 3456 del 03/02/2023

Un ente morale chiedeva la revocazione di una precedente ordinanza, sostenendo che la Corte avesse erroneamente ritenuto nuova la questione della doppia imposizione sugli interessi bancari e postali già assoggettati a ritenuta. Dal confronto con gli atti, la Cassazione ha riscontrato una svista percettiva: la questione era stata indicata e coltivata, ma la CTR aveva omesso di pronunciarsi; ha invece dichiarato inammissibile l’ulteriore censura sulle sanzioni, perché riferita a una valutazione giuridica. Revocata parzialmente l’ordinanza, ha cassato la sentenza regionale e disposto il rinvio per l’esame del motivo pretermesso.

N. 3451

Cassazione, sentenza n. 3451 del 3/02/2023

Sentenza n. 3451 del 03/02/2023

Tre avvisi avevano accertato maggiori redditi IRPEF sulla base di movimentazioni bancarie; dopo l’accoglimento dei ricorsi in primo grado, la decisione favorevole all’Ufficio era divenuta definitiva con il rigetto del precedente ricorso per cassazione. Il contribuente ne chiedeva la revocazione, sostenendo che non fosse stata considerata l’identità tra banconote prelevate e successivamente versate. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: la doglianza sollecitava una nuova valutazione delle prove, già esaminate, e non denunciava un errore di fatto revocatorio.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
N. 3447

Cassazione, sentenza n. 3447 del 3/02/2023

Sentenza n. 3447 del 03/02/2023

Nel giudizio relativo all’imputazione al contribuente di redditi riferiti a più società, la precedente ordinanza di cassazione aveva accolto il ricorso dell’Agenzia e disposto il rinvio. Chiedendone la revocazione, il contribuente sosteneva che la controversia dovesse considerarsi estinta per la tardiva istanza di trattazione successiva alla domanda di definizione agevolata. La Corte ha escluso l’errore dedotto: senza pagamento delle somme o della prima rata, e in presenza di un diniego espresso non impugnato, non operavano né la sospensione né l’estinzione automatica; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
  • Accertamento fiscale
N. 3443

Cassazione, sentenza n. 3443 del 3/02/2023

Sentenza n. 3443 del 03/02/2023

L’Agenzia contestava l’annullamento di un accertamento analitico-induttivo IRES, IRAP e IVA fondato sulla percentuale di ricarico applicata alle merci di magazzino; i giudici di merito avevano ritenuto errati i calcoli del processo verbale e azzerato la pretesa. La Cassazione non ha esaminato il merito perché la notifica del ricorso, tentata presso il difensore domiciliatario, non si era perfezionata per irreperibilità e l’Ufficio non aveva tempestivamente riattivato il procedimento notificatorio. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile.

N. 3281

Cassazione, sentenza n. 3281 del 2/02/2023

Sentenza n. 3281 del 02/02/2023

L’accertamento IRES, IRAP e IVA aveva riqualificato come cessione immobiliare un’articolata sequenza comprendente la costituzione di una società, il trasferimento di terreni, la rivalutazione e successiva cessione delle partecipazioni, ritenendola diretta a un indebito risparmio d’imposta. La commissione regionale aveva confermato la ricostruzione antielusiva dell’Ufficio, valorizzando struttura, tempi e antieconomicità delle operazioni. La Cassazione ha rigettato gli otto motivi della contribuente; ha inoltre escluso che l’elusione impedisse l’applicazione delle sanzioni, considerate conseguenza dell’accertamento del minore imponibile dichiarato.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Sanzioni
  • IRES
  • IVA
N. 3238

Cassazione, sentenza n. 3238 del 2/02/2023

Violazione norme tributarie - artt. 2 ed 11 del D.Lgs., n. 472 del 1997 - principio di personalizzazione della sanzione - applicabilità alle violazioni commesse dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina (1 aprile 1998).

Gli accertamenti per IRPEG, ILOR e IVA derivavano da una verifica su operazioni ritenute inesistenti e avevano coinvolto anche l’amministratore quale responsabile solidale delle sanzioni. La Corte ha confermato che, per violazioni anteriori al 1° aprile 1998, continuano a rispondere la società o l’ente, con responsabilità solidale della persona fisica prevista dalla disciplina allora vigente; non opera il favor rei, poiché l’abrogazione successiva non ha inciso sulla norma incriminatrice. Respinte anche le ulteriori censure, il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Società
  • Processo tributario
N. 3218

Cassazione, sentenza n. 3218 del 2/02/2023

Sentenza n. 3218 del 02/02/2023

L’accertamento contestava una fattura passiva relativa a un’operazione oggettivamente inesistente; la commissione regionale aveva invece valorizzato il pagamento parziale e l’assenza di un vantaggio fiscale. La Cassazione ha affermato che gli indizi offerti dall’Ufficio dovevano essere valutati complessivamente e che fattura, registrazioni e mezzi di pagamento non provano, da soli, l’effettività dell’operazione. Ha inoltre escluso la doppia imposizione: l’IVA non è detraibile per operazioni inesistenti e il costo fittizio riduce indebitamente il reddito. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la causa è stata rinviata al giudice regionale.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 3118

Cassazione, sentenza n. 3118 del 2/02/2023

Sentenza n. 3118 del 02/02/2023

L’accertamento riguardava IVA omessa e sanzioni contestate al liquidatore e socio unico di una società; i giudici di merito avevano annullato l’atto per mancato contraddittorio endoprocedimentale. La Cassazione ha precisato che, per i tributi armonizzati, la violazione difensiva comporta l’annullamento soltanto se il contribuente indica concretamente gli argomenti che avrebbero potuto condurre a un diverso esito, superando la cosiddetta prova di resistenza. Non essendo stato assolto tale onere, la Corte ha accolto il primo motivo dell’Ufficio, assorbito il secondo e disposto la cassazione con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3105

Cassazione, sentenza n. 3105 del 1/02/2023

Sentenza n. 3105 del 01/02/2023

Gli accertamenti recuperavano IRES, IRAP e IVA nei confronti di un’associazione e dei pretesi coobbligati, sul presupposto della prosecuzione di un’attività commerciale, ricostruita anche mediante indagini bancarie; la CTR li aveva annullati. La Cassazione ha ritenuto insufficiente la valutazione frammentaria degli indizi, rilevando che nell’accertamento induttivo puro sono utilizzabili anche presunzioni prive di gravità, precisione e concordanza, con prova contraria a carico del contribuente. Il ricorso dell’Agenzia è stato dichiarato tardivo verso due parti, sospeso verso un’altra e accolto, con rinvio, nei confronti delle restanti.

N. 3066

Cassazione, sentenza n. 3066 del 1/02/2023

Sentenza n. 3066 del 01/02/2023

Una cartella emessa mediante controllo automatizzato aveva disconosciuto un credito IVA maturato nell’anno per il quale la società aveva omesso la dichiarazione; i giudici di merito avevano escluso la detrazione. La Cassazione ha confermato la legittimità del controllo automatizzato, ma ha chiarito che l’omissione dichiarativa non elimina il credito quando siano provati i requisiti sostanziali della detrazione e il diritto sia esercitato entro il termine applicabile. Ha quindi accolto il secondo e il terzo motivo, rigettato il primo e rinviato per verificare credito e tempestività.

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