Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 3105

Cassazione, sentenza n. 3105 del 1/02/2023

Sentenza n. 3105 del 01/02/2023

Gli accertamenti recuperavano IRES, IRAP e IVA nei confronti di un’associazione e dei pretesi coobbligati, sul presupposto della prosecuzione di un’attività commerciale, ricostruita anche mediante indagini bancarie; la CTR li aveva annullati. La Cassazione ha ritenuto insufficiente la valutazione frammentaria degli indizi, rilevando che nell’accertamento induttivo puro sono utilizzabili anche presunzioni prive di gravità, precisione e concordanza, con prova contraria a carico del contribuente. Il ricorso dell’Agenzia è stato dichiarato tardivo verso due parti, sospeso verso un’altra e accolto, con rinvio, nei confronti delle restanti.

N. 3066

Cassazione, sentenza n. 3066 del 1/02/2023

Sentenza n. 3066 del 01/02/2023

Una cartella emessa mediante controllo automatizzato aveva disconosciuto un credito IVA maturato nell’anno per il quale la società aveva omesso la dichiarazione; i giudici di merito avevano escluso la detrazione. La Cassazione ha confermato la legittimità del controllo automatizzato, ma ha chiarito che l’omissione dichiarativa non elimina il credito quando siano provati i requisiti sostanziali della detrazione e il diritto sia esercitato entro il termine applicabile. Ha quindi accolto il secondo e il terzo motivo, rigettato il primo e rinviato per verificare credito e tempestività.

N. 3053

Cassazione, sentenza n. 3053 del 1/02/2023

Sentenza n. 3053 del 01/02/2023

La controversia concerneva una cartella notificata soltanto al commissario giudiziale di una società in concordato preventivo e una sanzione per compensazione di eccedenza IVA oltre il limite consentito; la CTR aveva annullato entrambe. La Cassazione ha qualificato la notifica come nulla, ma non inesistente, poiché le funzioni del commissario assicurano un collegamento con la società: la tempestiva impugnazione ne sana quindi il vizio. Ha inoltre escluso il carattere meramente formale dello splafonamento e l’incertezza normativa, cassando la decisione e rinviando per determinare limite e sanzione applicabile.

N. 2923

Cassazione, sentenza n. 2923 del 31/01/2023

Sentenza n. 2923 del 31/01/2023

La CTR aveva dichiarato tardivo il ricorso del socio unico ed ex liquidatore di una società estinta, negando che l’istanza di accertamento con adesione sospendesse il termine d’impugnazione perché l’accertamento societario era già definitivo. La Cassazione ha qualificato la pretesa verso socio e liquidatore come autonomo atto di accertamento della loro responsabilità per i debiti tributari, al quale si applicano l’adesione e la sospensione di novanta giorni. Ritenuta tempestiva l’impugnazione, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2922

Cassazione, sentenza n. 2922 del 31/01/2023

Dichiarazione dei redditi - Presentazione dichiarazione integrativa - Decorrenza termine accertamento.

Una cartella per IVA, IRES e IRAP, derivante da controllo automatizzato, era stata annullata perché notificata oltre il termine calcolato dalla dichiarazione originaria, senza considerare l’integrativa successivamente presentata. La Cassazione ha stabilito che, limitatamente alle modifiche introdotte, il termine di accertamento decorre autonomamente dalla dichiarazione integrativa, così da consentire all’Amministrazione i controlli sui nuovi dati. Poiché la CTR non aveva verificato se la ripresa dipendesse dalle modifiche dichiarate, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

N. 2920

Cassazione, sentenza n. 2920 del 31/01/2023

Sentenza n. 2920 del 31/01/2023

La controversia riguardava un accertamento su detrazione IVA pro rata e inerenza di costi, seguito da un secondo atto qualificato dall’Ufficio come integrativo ma fondato, sugli stessi fatti, sulla diversa tesi dell’assenza di soggettività passiva del cedente. La Cassazione ha ritenuto il nuovo accertamento sostitutivo del precedente, con implicito annullamento in autotutela della prima ripresa e cessazione della materia del contendere su quel punto. Ha inoltre escluso la violazione del contraddittorio e confermato il giudizio sui costi, accogliendo il primo motivo incidentale, assorbendo il ricorso principale e rinviando.

N. 2880

Cassazione, sentenza n. 2880 del 31/01/2023

Cartelle esattoriali - Giudicato formatosi su difetto di notifica - Rinnovazione notificazione.

L’agente della riscossione aveva notificato nuove intimazioni riferite alle stesse cartelle la cui mancata notifica era stata definitivamente accertata in un precedente giudizio, anziché rinnovare la notificazione degli atti prodromici. La Cassazione ha affermato che il giudicato su una questione decisiva comune preclude ogni nuovo esame, rendendo irrilevante anche l’eventuale conoscenza delle cartelle acquisita dal contribuente per altra via. Confermata la necessità di notificare nuovamente le cartelle prima delle intimazioni, la Corte ha respinto integralmente il ricorso dell’agente della riscossione.

N. 2875

Cassazione, sentenza n. 2875 del 31/01/2023

Sentenza n. 2875 del 31/01/2023

La controversia riguarda il diritto camerale annuale sulle unità locali comprese in un conferimento d’azienda, già versato per la stessa annualità dalla conferente. Dopo il rigetto nei due gradi di merito, la Corte distingue il conferimento, che determina una successione a titolo particolare, dalla fusione per incorporazione e individua nell’iscrizione al Registro delle imprese o al REA il presupposto del tributo. Precisato che la compresenza operativa può giustificare l’obbligo per entrambi i soggetti, la Cassazione dichiara fondato l’unico motivo della società conferitaria.

  • Adempimenti
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2860

Cassazione, sentenza n. 2860 del 31/01/2023

Sentenza n. 2860 del 31/01/2023

Un agente della riscossione contestava l’annullamento di intimazioni relative a cartelle contenenti sanzioni tributarie, sostenendo l’applicabilità della prescrizione ordinaria anziché quinquennale. La Cassazione dichiara inammissibile, per difetto di specificità, la censura di ultrapetizione e afferma che il diritto alla riscossione delle sanzioni si prescrive in cinque anni, anche quando esse siano irrogate insieme al tributo; la definitività della cartella non converte il termine breve in decennale, salvo un titolo giudiziale definitivo. Il ricorso è quindi rigettato.

N. 2852

Cassazione, sentenza n. 2852 del 31/01/2023

Sentenza n. 2852 del 31/01/2023

I contribuenti chiedevano la revocazione della pronuncia che aveva confermato il recupero fiscale connesso alla qualificazione dell’immobile come abitazione di lusso, invocando il contrasto con una precedente sentenza riguardante i venditori. La Cassazione precisa che la revocazione per contrasto di giudicati richiede identità di parti e oggetto, requisito qui assente, e rileva inoltre un giudicato interno sulla decadenza dell’Amministrazione. Pur correggendo la motivazione della decisione regionale, ritenuta gravemente carente, la Corte ne conferma il dispositivo e rigetta il ricorso.

N. 2756

Cassazione, sentenza n. 2756 del 30/01/2023

Sentenza n. 2756 del 30/01/2023

La controversia riguarda il rimborso dell’IVA assolta all’importazione da un soggetto stabilito in un altro Stato membro, poi identificatosi in Italia, per beni successivamente ceduti nel Regno Unito. La Cassazione qualifica tali cessioni come intracomunitarie non imponibili e afferma che l’identificazione diretta tardiva, avente natura formale, non impedisce di per sé il rimborso, purché siano provati i requisiti sostanziali e non ricorrano frode, abuso o ritardi incompatibili con la certezza del diritto. Sono accolti i primi tre motivi, con assorbimento degli altri due.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2746

Cassazione, sentenza n. 2746 del 30/01/2023

Sentenza n. 2746 del 30/01/2023

Una società stabilita in un altro Stato membro chiedeva il rimborso dell’IVA pagata in dogana su prodotti importati e poi ceduti a clienti del Regno Unito, nonostante l’identificazione italiana fosse successiva alle operazioni. La Cassazione ritiene erronea la qualificazione delle cessioni come operazioni interne imponibili e riconosce all’identificazione diretta carattere formale, non costitutivo del diritto al rimborso, salvi la prova dei requisiti sostanziali, l’assenza di frode o abuso e il rispetto di un termine ragionevole. Accoglie i primi tre motivi e dichiara assorbiti i restanti.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2742

Cassazione, sentenza n. 2742 del 30/01/2023

Sentenza n. 2742 del 30/01/2023

Una società madre francese chiedeva il rimborso convenzionale relativo a dividendi della controllata italiana, già esenti da ritenuta in applicazione della direttiva “madre-figlia”; la CTR aveva escluso il beneficio per evitare una doppia non imposizione. La Cassazione afferma che direttiva e convenzione Italia-Francia coesistono e non sono sempre alternative, ma la loro applicazione combinata non può attribuire all’operatore estero un vantaggio indisponibile a un soggetto nazionale. Il ricorso è dichiarato fondato con rinvio per l’accertamento del trattamento fiscale concretamente applicato.

N. 2689

Cassazione, sentenza n. 2689 del 30/01/2023

Sentenza n. 2689 del 30/01/2023

L’accertamento disconosceva, ai fini IRES e IRAP, parte dei costi sostenuti verso una società statunitense del gruppo per servizi di promozione, marketing e supporto ai negozi, contestandone inerenza, ripartizione e congruità, nonché il relativo mark-up. La CTR aveva mantenuto la ripresa sui servizi, riconosciuto il mark-up sui costi ammessi e annullato quella relativa al supply agreement; contribuente e Agenzia proponevano ricorsi contrapposti. Nel testo disponibile la Cassazione respinge il primo motivo della contribuente sulla difformità tra processo verbale e accertamento, mentre non è riportata la decisione complessiva sulle ulteriori censure.

N. 2775

Cassazione, sentenza n. 2775 del 30/01/2023

Sentenza n. 2775 del 30/01/2023

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso per mancata produzione dell’avviso di ricevimento della comunicazione di avvenuto deposito. Secondo l’Ufficio, la notificazione era stata eseguita secondo modalità diverse, documentate dagli avvisi depositati, e non richiedeva quella comunicazione. La Cassazione afferma che l’errore revocatorio deve consistere in una svista fattuale immediatamente rilevabile, non in una diversa qualificazione giuridica del procedimento notificatorio o nella rivalutazione di un punto controverso; dichiara pertanto inammissibile il ricorso.

N. 2775

Cassazione, sentenza n. 2775 del 30/01/2023

Sentenza n. 2775 del 30/01/2023

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso per mancata produzione dell’avviso di ricevimento della comunicazione di avvenuto deposito. Secondo l’Ufficio, la notificazione era stata eseguita secondo modalità diverse, documentate dagli avvisi depositati, e non richiedeva quella comunicazione. La Cassazione afferma che l’errore revocatorio deve consistere in una svista fattuale immediatamente rilevabile, non in una diversa qualificazione giuridica del procedimento notificatorio o nella rivalutazione di un punto controverso; dichiara pertanto inammissibile il ricorso.

N. 2771

Cassazione, sentenza n. 2771 del 30/01/2023

Sentenza n. 2771 del 30/01/2023

L’accertamento per imposte dirette e IVA traeva origine da documentazione extracontabile rinvenuta nell’officina, indicativa secondo l’Ufficio di acquisti e vendite non fatturati né contabilizzati. Confermando i giudizi di merito, la Cassazione ritiene adeguatamente motivata la decisione regionale e ribadisce che annotazioni personali e contabilità informale possono assumere valore presuntivo anche senza irregolarità della contabilità ufficiale; le censure del contribuente miravano in parte a una nuova valutazione delle prove. Escluse anche le dedotte invalidità dell’avviso, la Corte rigetta integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 2770

Cassazione, sentenza n. 2770 del 30/01/2023

Sentenza n. 2770 del 30/01/2023

La lite concerne un accertamento per imposte dirette e IVA fondato su annotazioni extracontabili, rinvenute presso un’attività di autoriparazione e riferite a operazioni non fatturate né registrate. La Cassazione conferma che tale documentazione può costituire prova presuntiva di maggiori ricavi anche in assenza di irregolarità nella contabilità ufficiale e giudica sufficientemente motivata la sentenza regionale; ritiene inoltre inammissibili le doglianze dirette a rivalutare fatti e prove. Respinte anche le contestazioni sulla sottoscrizione dell’avviso, sollevate in parte soltanto in sede di legittimità, il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 2769

Cassazione, sentenza n. 2769 del 30/01/2023

Sentenza n. 2769 del 30/01/2023

Una società cessionaria d’azienda impugnava l’intimazione con cui le venivano richiesti, quale obbligata solidale, debiti erariali della cedente; la CTR aveva ravvisato una cessione in frode al fisco sulla base del prezzo, delle difficoltà economiche della cedente, dei legami tra i soggetti e della vicinanza temporale a una verifica fiscale. La Cassazione esclude la denunciata formazione di un giudicato interno e rileva plurimi difetti di autosufficienza nelle censure processuali. Confermata la valutazione della CTR sulla natura fraudolenta dell’operazione, la Corte rigetta integralmente il ricorso.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 2766

Cassazione, sentenza n. 2766 del 30/01/2023

Sentenza n. 2766 del 30/01/2023

La cessionaria di un complesso aziendale aveva utilizzato nella propria dichiarazione un credito IVA formatosi presso la cedente e società incorporate, ma l’Ufficio ne contestava la detrazione per carenza documentale e operazioni ritenute oggettivamente inesistenti. La Cassazione conferma che chi utilizza direttamente la detrazione deve verificarne i presupposti e procurarsi la documentazione di supporto; il decreto penale di archiviazione invocato dalla contribuente non aveva efficacia di giudicato né superava la motivazione della CTR. La responsabilità è diretta, non solidale quale cessionaria d’azienda, e il ricorso viene integralmente rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Processo tributario

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.