Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9437

Cassazione, sentenza n. 9437 del 5/04/2023

Sentenza n. 9437 del 05/04/2023

Un Comune rivendicava il credito d’imposta sui dividendi distribuiti da una società derivante dal conferimento di un’azienda municipalizzata, chiedendone il rimborso dopo aver omesso la compensazione. La Cassazione interpreta la trasformazione in senso ampio, comprendendovi anche la costituzione societaria mediante conferimento, e ritiene il credito compensabile senza il limite annuale generale; esclude però il rimborso, perché la relativa istanza era tardiva. Sono respinte le censure dell’Agenzia sulla spettanza e sui limiti della compensazione, nonché quelle incidentali del Comune sul giudicato e sul diritto al rimborso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9425

Cassazione, sentenza n. 9425 del 5/04/2023

Sentenza n. 9425 del 05/04/2023

Gli avvisi recuperavano IRES, IRAP e IVA per operazioni ritenute oggettivamente inesistenti, costi non inerenti e acquisti di carburante privi delle prescritte schede. La Cassazione ritiene applicabile, secondo la disciplina temporale pertinente, il raddoppio dei termini quando sussista l’obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla presentazione tempestiva della denuncia; rileva inoltre l’omessa pronuncia su alcune riprese non contestate e nega l’equipollenza fiscale di fatture o altri documenti alla scheda carburante, salvo il contratto di netting. Sono dichiarate inammissibili le censure dirette a una nuova valutazione delle perizie e quella sull’omesso esame di una questione processuale.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Autovetture e Fisco
N. 9400

Cassazione, sentenza n. 9400 del 5/04/2023

Sentenza n. 9400 del 05/04/2023

La controversia concerneva l’esterovestizione di una società lussemburghese e la presunzione di residenza fiscale fondata sul controllo di una società italiana, oltre alle conseguenti riprese IRES, IRAP e sulle ritenute. La Cassazione precisa che il controllo interno di diritto richiede che la maggioranza dei voti sia detenuta dalla sola società controllante: non possono sommarsi le quote appartenenti ai suoi soci, trattandosi di voti spettanti a terzi. Accolto il motivo relativo al calcolo del controllo, la sentenza è cassata con rinvio; i primi cinque motivi sono rigettati e gli altri assorbiti.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9393

Cassazione, sentenza n. 9393 del 5/04/2023

Sentenza n. 9393 del 05/04/2023

Un ex dipendente chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta sul capitale ricevuto alla liquidazione di un fondo pensione, sostenendo che dall’imponibile dovessero essere sottratti parte dei contributi versati. La Cassazione qualifica la prestazione in capitale come reddito della stessa categoria della pensione integrativa sostituita e afferma che l’intera somma è imponibile, poiché l’esclusione riguarda soltanto i contributi obbligatori per legge. Lo statuto del fondo non poteva inoltre essere genericamente invocato come fonte conoscibile d’ufficio: il ricorso è rigettato e resta fermo il diniego di rimborso.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9382

Cassazione, sentenza n. 9382 del 5/04/2023

Sentenza n. 9382 del 05/04/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta sull’incentivo all’esodo, invocando il regime agevolato mantenuto transitoriamente dopo la sua abrogazione. La Cassazione afferma che il beneficio resta applicabile se il rapporto è cessato entro il 3 luglio 2006 oppure, per cessazioni successive, se deriva da atti o accordi di data certa anteriore; grava sul lavoratore la prova dell’adesione tempestiva al piano. Poiché la cessazione era successiva e non risultava dimostrato il perfezionamento dell’accordo prima dell’abrogazione, il ricorso è rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9375

Cassazione, sentenza n. 9375 del 5/04/2023

Sentenza n. 9375 del 05/04/2023

La controversia riguardava una cartella IRPEF per annualità anteriori a un sisma e l’applicazione della definizione agevolata prevista per i versamenti tributari sospesi. La Cassazione ritiene che l’agevolazione comprenda anche somme derivanti da accertamenti divenuti definitivi nel periodo di sospensione, ma censura l’annullamento integrale della cartella: il giudice tributario deve rideterminare direttamente l’importo esigibile. La sentenza è quindi cassata con rinvio per quantificare il dovuto e verificare, secondo la disciplina europea immediatamente applicabile, l’eventuale compatibilità del beneficio con le regole sugli aiuti di Stato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9371

Cassazione, sentenza n. 9371 del 5/04/2023

Sentenza n. 9371 del 05/04/2023

Una banca chiedeva il rimborso dell’IRAP versata senza dedurre quote pregresse di svalutazione dei crediti, sostenendo che l’abrogazione della relativa disciplina non avesse efficacia retroattiva; i giudici di merito avevano accolto la domanda. L’Agenzia delle entrate ha rinunciato al ricorso per cassazione, manifestando il sopravvenuto difetto d’interesse. La Corte dichiara pertanto l’inammissibilità sopravvenuta dell’impugnazione, senza esaminare il merito della questione sulla deducibilità e sul quantum del rimborso, e compensa le spese del giudizio di legittimità.

N. 9368

Cassazione, sentenza n. 9368 del 5/04/2023

Sentenza n. 9368 del 05/04/2023

La controversia riguardava la riscossione, nei confronti dei soci di una società estinta, delle sanzioni collegate a un accertamento IRES rimasto insoddisfatto. La Cassazione ha escluso che le sanzioni amministrative tributarie irrogate alla società possano trasmettersi ai soci, in applicazione del principio di responsabilità personale; ha inoltre ritenuto non provato il giudicato esterno invocato dall’Ufficio, poiché mancavano la riproduzione integrale della decisione e l’attestazione del suo passaggio in giudicato. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato e quello incidentale condizionato è rimasto assorbito.

N. 9360

Cassazione, sentenza n. 9360 del 5/04/2023

Spese di lite - Compensazione per incertezza normativa - Sanzioni tributarie.

Una società contestava la cartella relativa alle sanzioni residue, sostenendo che le precedenti decisioni sugli accertamenti avessero già riconosciuto, con efficacia di giudicato, un’incertezza normativa idonea a escluderle. La Cassazione ha chiarito che l’incertezza valorizzata per compensare le spese processuali non coincide necessariamente con le obiettive condizioni di incertezza richieste per disapplicare le sanzioni, trattandosi di fattispecie differenti per presupposti, funzione ed effetti. Poiché la domanda subordinata non era stata riproposta in appello, il ricorso della contribuente è stato rigettato.

N. 9337

Cassazione, sentenza n. 9337 del 5/04/2023

Sentenza n. 9337 del 05/04/2023

La controversia concerneva l’aliquota IVA del 10% applicata alla vendita di immobili destinati a servizi sanitari e le connesse sanzioni, oggetto di un autonomo atto di contestazione. La Cassazione ha escluso il vizio di ultrapetizione e ha affermato che, per gli ospedali, le case di cura e gli edifici assimilati, l’agevolazione non richiede anche una stabile destinazione residenziale, non prevista dalla disciplina richiamata. Il processo relativo alla persona fisica è stato dichiarato estinto per rinuncia; quanto alla società, la censura sull’aliquota è stata accolta, con conseguente cassazione della decisione impugnata.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 9336

Cassazione, sentenza n. 9336 del 5/04/2023

Sentenza n. 9336 del 05/04/2023

L’Agenzia delle Entrate contestava il riconoscimento della detrazione IVA e dei costi relativi ad acquisti di telefoni cellulari, ritenuti soggettivamente inesistenti e inseriti in una frode carosello; i giudici di merito avevano escluso la consapevole partecipazione della contribuente. La Cassazione ha rilevato che le doglianze dell’Ufficio miravano, in sostanza, a ottenere una nuova valutazione complessiva degli indizi e delle risultanze istruttorie, estranea al giudizio di legittimità, senza individuare un fatto decisivo omesso nei termini richiesti. Il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale condizionato è rimasto assorbito.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9320

Cassazione, ordinanza n. 9320 del 4/04/2023

Imposte dirette - Rimborsi.

La controversia riguardava il silenzio-rifiuto su richieste di rimborso IVA e IRES fondate su crediti d’imposta che la decisione regionale aveva ritenuto provati mediante documentazione genericamente richiamata. La Cassazione ha affermato che, nel giudizio di rimborso, il contribuente è attore anche in senso sostanziale e deve allegare e dimostrare i fatti costitutivi del credito; la sola esposizione in dichiarazione non è sufficiente, mentre le contestazioni dell’Ufficio costituiscono mere difese. Il ricorso erariale è stato accolto, con cassazione e rinvio al giudice regionale.

N. 9254

Cassazione, sentenza n. 9254 del 4/04/2023

Sentenza n. 9254 del 04/04/2023

L’accertamento aveva disconosciuto a un’associazione sportiva dilettantistica il regime non commerciale, contestando carenze di democraticità, attività commerciali, omissioni IVA e relative sanzioni; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha confermato che l’effettivo rispetto delle clausole sulla vita associativa è condizione per le agevolazioni, respingendo o dichiarando inammissibili le censure dirette a rivalutare i fatti. Ha però accolto il motivo relativo all’omessa pronuncia sull’eventuale esenzione IVA dell’attività didattica riconosciuta da organismi competenti, cassando su tale punto la decisione impugnata.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Enti Sportivi
  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 9236

Cassazione, sentenza n. 9236 del 4/04/2023

Sentenza n. 9236 del 04/04/2023

L’avviso per imposte dirette e IVA era stato notificato all’ex amministratore di una società cancellata, sul presupposto dell’occultamento di attività sociali mediante operazioni soggettivamente inesistenti e dichiarazioni infedeli. La Cassazione ha ritenuto applicabile la responsabilità prevista per gli amministratori operanti nei due periodi d’imposta anteriori alla liquidazione: l’occultamento può derivare anche dall’omessa presentazione o dall’infedeltà delle dichiarazioni e non richiede esclusivamente omissioni contabili. Dichiarato il difetto di legittimazione dell’ex socio estraneo ai precedenti gradi, la Corte ha rigettato il ricorso dell’ex amministratore.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Società di capitali
  • IVA
  • Processo tributario
N. 9225

Cassazione, sentenza n. 9225 del 3/04/2023

Sentenza n. 9225 del 03/04/2023

L’Ufficio aveva riqualificato come commerciale un’associazione sportiva dilettantistica, recuperando IRES e IRAP e irrogando sanzioni per l’assenza dei requisiti agevolativi e della democraticità associativa; la CTR aveva accolto gli appelli erariali. La Cassazione ha escluso i vizi relativi alla provenienza dell’appello e al contraddittorio, poiché non risultavano contestati utili a un’associata rimasta estranea al giudizio, e ha ritenuto non riesaminabile l’accertamento sulla rappresentanza legale. Ha inoltre confermato che l’effettivo rispetto delle clausole statutarie sulla vita associativa condiziona il regime tributario agevolato.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Enti Sportivi
  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 9199

Cassazione, sentenza n. 9199 del 3/04/2023

IVA - Restituzione di somme versate - Aiuti di Stato - Mancata soggettività IVA del soggetto - Società in house providing.

Una società interamente partecipata da un’azienda sanitaria chiedeva la restituzione dell’IVA versata sulle prestazioni rese al socio pubblico, sostenendo di non possedere autonoma soggettività passiva. La Cassazione ha ritenuto tardive le istanze presentate oltre il termine biennale e ha affermato che la società in house resta un soggetto di diritto privato autonomo, esercita indipendentemente l’attività e non perde la soggettività IVA per la partecipazione pubblica totalitaria. È stata quindi confermata, sui punti esaminati, la decisione regionale contraria al rimborso, con rigetto delle relative censure.

N. 9165

Cassazione, ordinanza n. 9165 del 3/04/2023

Processo tributario - Notifiche - Comunicazione a mezzo PEC dell'avviso di trattazione della causa nel processo tributario - Notifica nel domicilio eletto - Elezione di domicilio presso il difensore - Comunicazione alla PEC della parte - Esclusione di notifica a mani proprie.

Nel giudizio sulla TARSU applicata a un immobile in parte abitativo e in parte agrituristico, il Comune lamentava di non avere ricevuto presso il difensore l’avviso di trattazione dell’appello, trasmesso invece alla PEC dell’ente. La Cassazione ha stabilito che, se la parte ha eletto domicilio presso il difensore e non ha indicato la propria PEC negli atti, l’invio diretto a tale casella è invalido e non equivale alla consegna a mani proprie. Accolto il motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per la rinnovazione del giudizio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 9094

Cassazione, sentenza n. 9094 del 31/03/2023

Sentenza n. 9094 del 31/03/2023

La controversia riguardava il rimborso di eccedenze IRPEG e ILOR trasferite con una cessione d’azienda, che l’Amministrazione riteneva già utilizzate dalla cedente; i giudici di merito avevano considerato la cessione inopponibile per mancata notifica. La Cassazione afferma che i crediti tributari inerenti all’azienda si trasferiscono con efficacia verso il debitore dall’iscrizione dell’operazione nel registro delle imprese, senza necessità di separata notifica, e che tale pubblicità esclude la scusabilità dell’ignoranza dell’Amministrazione. Accolti due motivi e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata e il ricorso originario accolto nel merito.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 9085

Cassazione, sentenza n. 9085 del 31/03/2023

Sentenza n. 9085 del 31/03/2023

Una cessionaria d’azienda aveva impugnato la cartella per IVA, sanzioni e interessi riferiti al cedente, sostenendo l’effetto liberatorio della certificazione negativa rilasciata dall’Amministrazione; i giudici di merito avevano accolto la tesi. La Cassazione chiarisce che la responsabilità solidale e sussidiaria del cessionario comprende, entro il valore dell’azienda, le violazioni dell’anno della cessione e dei due precedenti, ma può essere neutralizzata dal certificato negativo anche per debiti ancora in corso di accertamento relativi all’esercizio della cessione. Su tale base ritiene infondato il ricorso dell’Ufficio.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 9016

Cassazione, sentenza n. 9016 del 30/03/2023

Sentenza n. 9016 del 30/03/2023

La lite concerneva contributi consortili per opere di bonifica e difesa idraulica, nonché la qualificazione dell’atto impugnato e un motivo d’appello rimasto senza risposta. La Cassazione afferma che, quando il fondo è incluso in un piano di classifica non specificamente contestato, il beneficio diretto è presunto e spetta al contribuente provare la mancata esecuzione o il mancato funzionamento delle opere; rileva inoltre che la CTR aveva trattato un invito al pagamento come avviso di liquidazione e omesso una pronuncia. Accolto il ricorso, cassa con rinvio al giudice tributario pugliese.

  • Contributi
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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