Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 11368

Cassazione, sentenza n. 11368 del 2/05/2023

Sentenza n. 11368 del 02/05/2023

L’accertamento IRES aveva recuperato costi, perdite su crediti e sopravvenienze passive; entrambi i giudici di merito avevano respinto le contestazioni della società, rilevando, tra l’altro, l’assenza di elementi sufficienti a dimostrare la deducibilità delle perdite. La Cassazione ha escluso ultrapetizione e motivazione apparente, osservando che le doglianze sull’accordo transattivo, sulla convenienza delle rinunce ai crediti e sul fondo perdite miravano in larga parte a ottenere un nuovo esame dei fatti. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 11365

Cassazione, sentenza n. 11365 del 2/05/2023

Sentenza n. 11365 del 02/05/2023

Gli avvisi, fondati su questionari e indagini bancarie, avevano recuperato redditi di capitale e di lavoro autonomo ai fini IRPEF, IRAP e IVA; il giudice regionale aveva accolto l’appello dell’Amministrazione, ravvisando condotte elusive e ponendo sul contribuente la prova dell’assenza di autonoma organizzazione. La Cassazione ha respinto le censure sul contraddittorio preventivo, trattandosi di accertamenti senza accesso e mancando, per l’IVA, concrete difese pretermesse. Ha tuttavia rilevato motivazione apparente su punti decisivi e omessa pronuncia sulle sanzioni, cassando con rinvio per un nuovo esame.

N. 11343

Cassazione, sentenza n. 11343 del 2/05/2023

Sentenza n. 11343 del 02/05/2023

Dopo la mancata impugnazione dell’avviso di accertamento, la contribuente aveva contestato ruolo e cartella deducendo vizi di sottoscrizione e notificazione; il giudice regionale aveva invece riconosciuto la regolarità del ruolo e la validità della riscossione. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le doglianze: alcune erano nuove o prive delle necessarie indicazioni processuali, mentre l’eventuale mancanza di firma non avrebbe comunque invalidato ruolo o cartella. Ha inoltre precisato che, per la notificazione diretta della cartella mediante raccomandata, valgono le regole del servizio postale universale, confermando definitivamente l’esito sfavorevole.

N. 11339

Cassazione, sentenza n. 11339 del 2/05/2023

Sentenza n. 11339 del 02/05/2023

L’accertamento analitico-induttivo aveva ricostruito maggiori compensi professionali, ai fini IRPEF, IRAP e IVA, sulla base del numero di pratiche catastali ed edilizie e della presunta omessa o ridotta fatturazione; il giudice regionale aveva ritenuto sufficienti gli indizi dell’Ufficio. La Cassazione ha però rilevato l’omessa decisione sulla documentata allegazione secondo cui parte dei compensi era stata incassata e fatturata in annualità diverse. Poiché reddito di lavoro autonomo e prestazioni di servizi rilevano secondo il momento dell’incasso o pagamento, la sentenza è stata cassata con rinvio per il necessario accertamento.

N. 11296

Cassazione, sentenza n. 11296 del 28/04/2023

Sentenza n. 11296 del 28/04/2023

L’accertamento ICI riguardava terreni qualificati edificabili dal piano regolatore, ma interessati da bonifica; il giudice regionale aveva confermato imponibilità, stima del valore venale e sanzioni, escludendo l’efficacia di precedenti giudicati relativi ad altre annualità. La Cassazione ha ribadito che l’edificabilità fiscale deriva dalla pianificazione urbanistica, mentre l’attualità delle possibilità edificatorie e i costi di bonifica incidono sulla base imponibile; spettava alla contribuente provare maggiori componenti riduttive. Le censure processuali, di merito e sulle sanzioni sono state ritenute inammissibili o infondate, con rigetto del ricorso.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 11262

Cassazione, sentenza n. 11262 del 28/04/2023

Sentenza n. 11262 del 28/04/2023

La società aveva chiesto il rimborso dell’IRES corrispondente all’IRAP non dedotta sul costo del lavoro e sugli oneri finanziari; il giudice regionale aveva riconosciuto integralmente il rimborso, ritenendo non più contestabile il relativo ammontare. La Cassazione ha escluso che la successiva istanza telematica avesse automaticamente eliminato quella originaria, ma ha affermato che, nel giudizio sul silenzio-rifiuto, l’Amministrazione può contestare anche in appello i presupposti e la quantificazione del rimborso. Ha quindi cassato con rinvio limitatamente al quantum, confermando invece la statuizione sulla decorrenza degli interessi secondo la disciplina tributaria speciale.

  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 11260

Cassazione, sentenza n. 11260 del 28/04/2023

Sentenza n. 11260 del 28/04/2023

Due società avevano agito per ottenere un rimborso IRPEG richiesto in dichiarazione, sostenendo che una successiva richiesta documentale dell’Agenzia e un precedente pagamento parziale avessero interrotto la prescrizione; il giudice regionale aveva invece reputato tardiva l’azione. La Cassazione ha confermato che l’invito a produrre documenti, se meramente istruttorio e privo di univoco riconoscimento del credito, non interrompe la prescrizione. Ha inoltre escluso che il credito si consolidi alla scadenza dei termini di accertamento, applicabili ai crediti erariali e non ai debiti dell’Amministrazione, e ha rigettato il ricorso.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 11252

Cassazione, sentenza n. 11252 del 28/04/2023

Sentenza n. 11252 del 28/04/2023

La controversia riguardava un accertamento IVA, IRES e IRAP comprendente transfer pricing infragruppo, cessioni intracomunitarie, canoni di leasing, ammortamento di stampi e sopravvenienze attive. La Cassazione ha rilevato motivazioni apparenti o contraddittorie della decisione regionale sulla corretta applicazione del metodo TNMM, sulla prova del trasferimento intracomunitario, sulla classificazione degli stampi e sulla tassabilità dei debiti verso fornitori venuti meno. Accolti due motivi principali e tre incidentali, assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 11189

Cassazione, sentenza n. 11189 del 27/04/2023

Sentenza n. 11189 del 27/04/2023

La società contestava il calcolo degli interessi su un rimborso IRES e IRAP diretto a neutralizzare la doppia imposizione di componenti attribuiti dall’Ufficio a un periodo precedente. La Cassazione ha affermato che gli interessi compensativi disciplinati dall’articolo 44 del D.P.R. n. 602/1973 decorrono, escluso il primo semestre, dalla data del versamento delle somme da rimborsare, senza che rilevino la successiva definitività dell’accertamento o la mora dell’Amministrazione. Il primo motivo è stato accolto nei limiti della motivazione, con assorbimento del secondo, cassazione e rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 1118

Cassazione, sentenza n. 1118 del 27/04/2023

Sentenza n. 1118 del 27/04/2023

Un fondo statunitense chiedeva il rimborso della maggiore ritenuta sui dividendi italiani, sostenendo che l’aliquota convenzionale del 15 per cento producesse un trattamento discriminatorio rispetto ai fondi residenti. La Cassazione ha ritenuto che la convenzione bilaterale non sottragga il regime al controllo di compatibilità con la libera circolazione dei capitali e che il limite massimo convenzionale consenta, ove necessario, un’interpretazione conforme al diritto unionale. Accolti quattro motivi e assorbiti gli altri, la decisione regionale è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.

  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 11100

Cassazione, sentenza n. 11100 del 27/04/2023

Sentenza n. 11100 del 27/04/2023

L’Amministrazione doganale contestava il valore dichiarato per alcune importazioni, estendendo a operazioni precedenti gli indizi emersi da una successiva dichiarazione; i giudici regionali avevano però annullato la relativa pretesa per insufficiente motivazione dell’atto. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’Amministrazione, perché incentrato sulla ripartizione dell’onere probatorio e non sulla ratio decidendi, costituita dal distinto e preliminare difetto di motivazione dell’accertamento. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Sanzioni
N. 11091

Cassazione, sentenza n. 11091 del 27/04/2023

Sentenza n. 11091 del 27/04/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IRES versata su una plusvalenza, che la contribuente riteneva soggetta alla participation exemption perché derivante dalla cessione di una holding titolare di strumenti finanziari assimilabili alle azioni. La Cassazione ha giudicato inammissibili le censure dell’Amministrazione contro gli accertamenti di merito relativi ai diritti incorporati negli strumenti e all’indeducibilità della loro remunerazione nello Stato dell’emittente; ha inoltre confermato che strumenti similari alle azioni possono integrare una partecipazione indiretta rilevante ai fini PEX. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società
  • Estero
  • Contenzioso
N. 11075

Cassazione, sentenza n. 11075 del 27/04/2023

IVA - Detrazione per acquisti correlati alle operazioni di assegnazione di azioni - Società controllate - Remunerazione del personale dipendente delle controllate - Prestazione di intermediazione di azioni e prestazione di servizi - Pagamento di un corrispettivo per il trasferimento della titolarità delle azioni direttamente in favore dei dipendenti.

Una controllante aveva detratto l’IVA sugli acquisti connessi all’assegnazione di proprie azioni ai dipendenti delle controllate, qualificando gli importi ricevuti come corrispettivi di servizi imponibili. La Cassazione ha confermato che gli accordi configuravano invece un mandato per il trasferimento delle azioni, remunerato con il loro controvalore e quindi riconducibile alle operazioni esenti; ne conseguiva l’indetraibilità dell’imposta correlata. Ha inoltre escluso l’insufficiente motivazione dell’accertamento e l’obiettiva incertezza normativa invocata contro le sanzioni, rigettando integralmente il ricorso.

N. 11049

Cassazione, sentenza n. 11049 del 27/04/2023

Sentenza n. 11049 del 27/04/2023

L’agente della riscossione chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile un precedente ricorso per mancato deposito dell’avviso di ricevimento della notificazione. La Cassazione ha escluso l’errore revocatorio: i documenti prodotti riguardavano spedizioni diverse o anteriori, mentre la notificazione al difensore era stata tentata presso un indirizzo non coincidente con quello risultante dalla sentenza e non era stata tempestivamente rinnovata. Il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile; nessuna statuizione sulle spese è stata adottata per mancata costituzione dell’intimato.

N. 11029

Cassazione, sentenza n. 11029 del 26/04/2023

Sentenza n. 11029 del 26/04/2023

La contribuente chiedeva la rimessione in termini per impugnare un atto fiscale, attribuendo la tardività all’operato e alle informazioni del professionista incaricato; i giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha ribadito che la rimessione richiede un impedimento assoluto, esterno e non imputabile alla parte, seguito da una reazione tempestiva, mentre l’inadempimento del professionista attiene al rapporto di mandato e può rilevare soltanto sul piano della responsabilità. Confermata l’assenza dei presupposti, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 11024

Cassazione, sentenza n. 11024 del 26/04/2023

Sentenza n. 11024 del 26/04/2023

La contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro una cartella IVA, IRPEF e IRAP, sostenendo che la Corte avesse erroneamente presupposto l’esistenza di un avviso di ricevimento dell’appello. La Cassazione ha escluso un errore percettivo immediatamente rilevabile: la censura richiedeva una nuova valutazione del ricorso originario e dell’applicazione del principio di autosufficienza, integrando quindi un preteso errore di giudizio non deducibile in revocazione. Il motivo è stato giudicato infondato e la domanda revocatoria non accolta.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Riscossione
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
N. 10993

Cassazione, sentenza n. 10993 del 26/04/2023

Sentenza n. 10993 del 26/04/2023

La controversia concerneva accertamenti IVA e IRES relativi a un’operazione immobiliare; il giudice regionale, pur riconoscendo tempestivo l’accertamento per il 2007, ne aveva confermato l’annullamento ritenendo inammissibili le difese erariali sui motivi di merito assorbiti in primo grado. La Cassazione ha chiarito che l’appellante vittorioso sulla questione pregiudiziale non era tenuto a formulare specifiche censure contro statuizioni di merito mai adottate, potendo riproporre le precedenti difese in vista della loro devoluzione. L’unico motivo dell’Agenzia è stato pertanto dichiarato fondato.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Immobili
N. 10903

Cassazione, sentenza n. 10903 del 26/04/2023

Sentenza n. 10903 del 26/04/2023

Una società britannica chiedeva il rimborso delle maggiori ritenute applicate sui dividendi di fonte italiana, allegando la qualità di beneficiario effettivo e l’assoggettamento a imposizione nello Stato di residenza; la CTR aveva riconosciuto entrambi i requisiti sulla base della documentazione prodotta. La Cassazione chiarisce che la violazione delle regole sull’onere e sulla valutazione della prova non può essere invocata per ottenere un nuovo apprezzamento del materiale istruttorio. Poiché l’Agenzia contestava in realtà la valutazione delle prove compiuta nel merito, il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 10889

Cassazione, sentenza n. 10889 del 24/04/2023

Sentenza n. 10889 del 24/04/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IVA erroneamente fatturata e versata per operazioni fuori campo, già recuperata dall’Amministrazione nei confronti della committente che l’aveva detratta. Divenuta definitiva, per mancata specifica impugnazione, la statuizione sulla tempestività dell’istanza, la Cassazione esclude che il rimborso al prestatore richieda anche la previa restituzione dell’imposta alla cliente, in assenza di un provvedimento coattivo e di rischi per il gettito. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, poiché negare il rimborso avrebbe duplicato l’incasso erariale in contrasto con la neutralità dell’IVA.

N. 10888

Cassazione, sentenza n. 10888 del 24/04/2023

Sentenza n. 10888 del 24/04/2023

Nel giudizio sul silenzio-rifiuto relativo a diversi crediti d’imposta, l’Agenzia aveva subordinato i rimborsi alla prestazione di garanzia, richiamando carichi pendenti e comunicazioni inviate al difensore. La Cassazione afferma che il fermo amministrativo può essere opposto anche durante la causa, ma richiede un provvedimento formale, adeguatamente motivato e notificato direttamente al contribuente; le comunicazioni al difensore non lo sostituiscono. Non essendo stato dimostrato neppure un controcredito erariale certo, liquido ed esigibile, la Corte conferma la decisione regionale e rigetta il ricorso dell’Agenzia.

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